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Nov 09


Centocinquantotto film nel segno dell’impegno, e poi tante sezioni e ospiti, tra cui Paolo Sorrentino, Nanni Moretti, Roberto Bolle, Caterina Caselli, Rita Pavone, Jasmine Trinca, Costa Gavras, Riccardo Scamarcio, Gabriele Salvatores, Alberto Munzi, Christophe Doyle, Altan, Gianni Amelio, Denis Lavant e Daniele Segre.
Questa è la 34^ edizione del Torino Film Festival in programma dal 18 al 26 novembre, che aprirà con la commedia drammatica BEETWEEN US di Rafael Palacio Illingworth.
Alla presentazione per i giornalisti, al Cinema Massimo di via Verdi, erano presenti fra gli altri le assessore alla Cultura della Città di Torino e della Regione Piemonte. “Appena finita la settimana dell’arte contemporanea – ha detto l’Assessora alla Cultura della Città di Torino Francesca Paola Leon – la città si immerge nel cinema grazie ad una rete sempre più coesa, tra Tff, Museo del Cinema, Film Commission, il Cineporto, la Rai e l’Università”. L’assessora Antonella Parigi ha invece sottolineato che “Il cinema è sempre più una vetrina per il territorio basti pensare al nuovo Premio Langhe, Roero e Monferrato, che abbiamo realizzato con il Tff e che andrà quest’anno a Paolo Sorrentino”.
Il programma è stato, ovviamente, presentato dalla direttrice del Tff, Emanuela Martini che tra le tante novità e sezioni ha evidenziato che “con Gabriele Salvatores, guest director di quest’anno, il Torino Film Festival ha una vera comunione di amorosi sensi. Quando abbiamo gettato le basi con lui della sezione ‘Cinque pezzi facili’, dedicata ai film che gli hanno segnato la vita, abbiamo subito capito che avevamo gli stessi gusti”.
A presentare il 34/o festival erano presenti anche Roberto Nepote, direttore del Centro di Produzione Rai di Torino ed ex direttore di Rai Movie, che ha sottolineato come la Rai sia sempre più coinvolta nel Festival e interessata al nuovo Market del cortometraggio, “un tipo di cinema oggi sempre più interessante e richiesto anche dal pubblico televisivo”.

www.torinofilmfest.org

[Fonte: TorinoClick]

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Oct 05


Stampe fotografiche originali, disegni preparatori per i lungometraggi, cortometraggi inediti, video musicali, making-of e montaggi con le sequenze più celebri e rappresentative.

Materiali eterogenei e preziosi di una mostra – al Museo nazionale del Cinema – Mole Antonelliana dal 6 ottobre al 9 gennaio 2017 – che ricostruisce interamente la carriera artistica di Gus Van Sant, dalle polaroid degli inizi, agli acquerelli, passando per i dipinti e i cut-up fotografici. Al centro, naturalmente, il suo cinema, con tutte le influenze letterarie, artistiche e musicali che lo contraddistinguono.

Tra i più interessanti registi statunitensi della scena indipendente, Gus Van Sant è un artista poliedrico e attivo su diversi fronti, oltre al cinema: la pittura, la fotografia, la scrittura. Elementi comuni a tutti i linguaggi sono il paesaggio urbano di Portland, gli spazi desertici, le visioni intermittenti, una certa percezione alterata della giovinezza, ispirata alle istanze della beat generation.

La mostra è un progetto de La Cinémathèque française in coproduzione con il Museo Nazionale del Cinema, il Musée de l’Elysée e la Cinémathèque suisse di Losanna.

Tutte le informazioni sul sito del Museo Nazionale del Cinema

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Nov 20


Parte ufficialmente oggi il Torino Film Festival, una 33^ edizione che secondo il direttore Emanuela Martini si identifica con tre parole chiave: identità, sperimentazione e pubblico.
Identità: l’edizione 2015 del TFF conserva e rafforza il principio fondante della manifestazione: dedicare il premio principale a lungometraggi internazionali che siano massimo opere terze; il Festival si conferma pertanto talent scout di registi d’avanguardia cui poter offrire una vetrina di qualità che contribuisca ad accrescere la visibilità internazionale degli autori in gara.
Sperimentazione: in tutte le sezioni del festival ci sono film molto diversi fra loro in cui la contaminazione dei generi gioca un ruolo da protagonista; un cinema di qualità che non vuole essere arginato in categorie rigide che a volte stanno un po’ strette al bisogno di libertà d’espressione degli autori.
Pubblico: se un festival si misura dall’indice di gradimento del pubblico, il TFF ha sempre dimostrato di essere vincente; chi frequenta Torino nei giorni del Festival non può infatti fare a meno di notare le code ai botteghini; una conferma di pubblico che, di anno in anno, rafforza il valore della manifestazione rendendola vetrina prestigiosa della Settima arte e, allo stesso tempo, strumento di sviluppo e valorizzazione del territorio.

Tutte le informaziono sul sito del TFF – Torino Film Festival

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