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Lug 10


Per celebrare il cinquantenario della sua scomparsa, organizzato dalla Presidenza del Consiglio comunale in collaborazione con l’Associazione dei Consiglieri emeriti e il Centro Pannunzio, questa mattina la Sala Rossa di Palazzo Civico ha ospitato il convegno “Valdo Fusi (1911-1975): un torinese fuori ordinanza”.

Un mazzo di rose rosse, donato dal Centro Pannunzio, appoggiato allo scranno dove Fusi sedeva durante la sua partecipazione ai lavori d’Aula, quando era Consigliere comunale per la Democrazia Cristiana, nel 1946, ha fatto da contrappunto per tutta la durata della cerimonia agli interventi che si sono susseguiti.

Ha iniziato la presidente del Consiglio comunale Maria Grazia Grippo che, nel fare gli onori di casa, ha salutato gli intervenuti sottolineando come, ricordare Valdo Fusi, significa parlare di Torino e della sua storia antifascista, di un protagonista assoluto della Resistenza e di un testimone appassionato di quella stagione. Un uomo lontano dallo stereotipo del politico autoreferenziale, invece misurato e senza fronzoli, capace di dare voce ai fatti scansando la retorica degli eroi e restituendo la fragile umanità di donne e uomini comuni che per la libertà hanno messo a repentaglio la propria vita e in troppi casi l’hanno persa.

A seguire, la vicesindaca Michela Favaro ha insistito sulla necessità, per chi ricopre ruoli istituzionali, di raccogliere il patrimonio di ideali e valori lasciato da Valdo Fusi, in un periodo di grandi incertezze, dove la pace e la cooperazione internazionale sono messe in discussione dalla violenza delle guerre, fisiche e commerciali.

La presidente dei Consiglieri emeriti, Elide Tisi, ha invece posto l’accento sulla passione per Torino, espressa da Valdo Fusi attraverso un’azione politica che, fuori e dentro il Consiglio comunale, ha contribuito a renderla una città libera e solidale.

Nell’intervento successivo, il nipote Luigi si è soffermato sugli aspetti più strettamente umani dello zio e sulle difficoltà a rapportarsi con la grandezza del personaggio e del suo stile di vita.

Hanno poi chiuso la serie degli interventi, Pier Franco Quaglieni, presidente del Centro Pannunzio e Marcello Maddalena, già procuratore generale della Repubblica presso la Corte d’appello di Torino, che hanno ribadito, ognuno per il proprio ambito, le qualità umane e professionali di Valdo Fusi, attraverso ricordi personali, aneddoti e il racconto dettagliato delle esperienze condivise.

Valdo Fusi (Pavia 9.5.1911 – Isola d’Asti 2.7.1975). Con la famiglia a Torino dal 1929, laureato in giurisprudenza, con una forte propensione ala scrittura, dopo l’8 settembre 1943 fu tra gli organizzatori della Resistenza in Piemonte. Rappresentante della Democrazia Cristiana nel CLN regionale, fu catturato il 31 marzo 1944 con altri membri del Comitato di liberazione. Nonostante il processo farsa, si salvò dalla condanna a morte e dalla fucilazione al Martinetto che, invece, costò la vita a Franco Balbis, Quinto Bevilacqua, Giulio Biglieri, Paolo Braccini, Errico Giachino, Eusebio Giambone, Massimo Montano e Giuseppe Perotti. Di quel processo Fusi lascerà traccia indelebile con il suo romanzo “Fiori rossi al Martinetto”, definito “la storia della generazione che, pur nel crollo apparente dei valori e nella sensazione diffusa di una crisi generale di civiltà, seppe mantenere la fede nell’Italia libera e la speranza per la pace”. Dirigente della Democrazia Cristiana, fu consigliere comunale a Torino nel novembre 1946 ed eletto alla Camera nella prima legislatura del 1948. Nel 1951 consigliere provinciale, diventò senatore nel 1958. Non abbandonò mai la carriera forense. Partecipò attivamente alla vita sociale della città: presidente dell’Ente provinciale per il turismo di Torino fra il 1955 e il 1965 e dell’Ordine Mauriziano fra il 1965 e il 1970, nel 1974 ricevette la cittadinanza onoraria.

Lug 09


‘Spazi che uniscono’: Fondazione Crt e Città di Torino insieme per un piano di interventi per la cura del suolo pubblico. Dall’ente non profit un contributo straordinario di 32 milioni per i lavori

La Fondazione CRT stanzia un contributo straordinario di 32 milioni di euro a sostegno del progetto strategico della Città di Torino “Torino Cambia – Spazi che uniscono”: un grande piano per la cura del suolo pubblico, il miglioramento della qualità della vita urbana e la creazione di una città più attenta ai bisogni quotidiani di chi la abita.

L’intervento, sviluppato in stretta collaborazione con la Città, si inserisce nel percorso di trasformazione urbana, sociale e ambientale già avviato con il progetto strategico “Torino Cambia”, puntando a rendere più sicuri, accessibili e belli gli spazi urbani condivisi: strade, marciapiedi, piazze, piste ciclabili, aree pedonali.

Sono 21 milioni i metri quadrati che costituiscono il suolo pubblico cittadino, un patrimonio diffuso il cui degrado è oggi segnato anche dalla crescente intensità degli eventi climatici estremi, che riducono la durata delle superfici viarie.

Con questo intervento la Fondazione CRT sceglie di essere parte attiva del cambiamento di Torino – dichiara Anna Maria Poggi, Presidente della Fondazione CRT –. I 32 milioni di euro che mettiamo a disposizione, che non intaccano né il patrimonio, né le erogazioni previste nei prossimi anni, rappresentano un contributo concreto per migliorare la vita quotidiana delle persone e rendere la città più accogliente, inclusiva e sostenibile. È importante sottolineare che le risorse, che oggi mettiamo a disposizione della città e quindi dell’intera cittadinanza, fanno parte di un fondo accantonamenti relativo a ritorni fiscali. Quindi si tratta di risorse che non hanno alcun impatto sulle normali attività di erogazione della Fondazione sul territorio torinese, piemontese e valdostano, che proseguono speditamene e con gli incrementi di budget già comunicati in precedenza”.

Con il progetto strategico ‘Torino Cambia’ – spiega il Sindaco di Torino Stefano Lo Russo – abbiamo costruito una cornice unitaria per gli interventi diffusi di rigenerazione urbana, grazie anche a risorse europee. ‘Torino Cambia: Spazi che uniscono’ è uno dei complementi naturali di questo percorso, che si concentra sulla manutenzione straordinaria del suolo pubblico, essenziale per migliorare concretamente la vita quotidiana dei cittadini. È un esempio virtuoso di partenariato pubblico-privato, dove la visione strategica della città incontra il sostegno e la condivisione della Fondazione CRT.”

Negli ultimi vent’anni, le risorse a disposizione per la manutenzione del suolo sono progressivamente diminuite a causa di vincoli di bilancio sempre più

stringenti. “Con questo piano di ampia portata – prosegue il Sindaco – possiamo finalmente invertire la rotta, agendo con metodo e innovazione. Il tema della cura dello spazio pubblico è molto sentito dai torinesi, perché riguarda direttamente la qualità della loro vita quotidiana. Grazie a questo intervento, miglioriamo concretamente la sicurezza e il decoro degli spazi comuni, rendendoli più accoglienti, accessibili e funzionali. Ringraziamo la Fondazione CRT per aver scelto di essere nostra alleata in questo processo di trasformazione urbana concreta e tangibile”.

Per restituire al suolo urbano condizioni adeguate, la Città ha scelto di mettere in campo un piano straordinario, sviluppato anche grazie all’ausilio delle nuove tecnologie. È quindi stato definito un quadro prioritario degli interventi, distribuito su 11 lotti operativi, dedicati a vari ambiti territoriali della città.

Il piano prevede circa 140 cantieri distribuiti su tutto il territorio cittadino, da attivare progressivamente nell’arco di 18 mesi, con l’obiettivo di rispondere in modo sistematico alle esigenze più urgenti di riqualificazione e sicurezza del suolo urbano. Gli interventi finanziati dalla Fondazione CRT riguarderanno il rifacimento di strade, marciapiedi e aree pedonali, segnaletica, con una particolare attenzione alla sicurezza dei percorsi urbani.

Il progetto si basa su un approccio tecnologico avanzato e fortemente innovativo, grazie allo sviluppo di una piattaforma digitale intelligente in grado di mappare lo stato del suolo pubblico con strumenti automatizzati, creare un gemello digitale (digital twin) della città, utilizzare l’intelligenza artificiale per classificare il degrado e programmare gli interventi in modo razionale, trasparente e predittivo. Le aree di intervento saranno infatti selezionate sulla base di una mappatura tematica dei dissesti, continuamente aggiornata anche grazie alle segnalazioni di cittadini, tecnici comunali e Polizia Municipale.

Questo metodo, che unisce innovazione tecnologica e pianificazione strategica, pone Torino all’avanguardia anche a livello internazionale. Con l’utilizzo di queste tecnologie, la città si propone come vero e proprio laboratorio di innovazione urbana, dove la trasformazione digitale e le nuove tecnologie di gestione delle informazioni sono messe concretamente al servizio del bene comune e della qualità della vita dei cittadini.

Lug 08


La Vicesindaca e Direttore Coordinatore per Varsavia Verde Magdalena Młochowska accompagnata dalla Direttrice del Dipartimento di Cooperazione Internazionale Karolina Medyk e da altri funzionari sono state ricevute oggi pomeriggio a Palazzo Civico dall’ assessore al Verde pubblico Francesco Tresso.

La visita odierna fa seguito alla trasferta dello scorso anno a Varsavia da parte di una rappresentanza dell’assessorato al Verde della Città di Torino per individuare città straniere amiche e gemellate con Torino, esperte nelle tematiche di fiume e navigazione.

La delegazione è a Torino da oggi fino a giovedì per conoscere i progetti legati alla valorizzazione del verde pubblico e quelli inerenti alle trasformazioni urbane a partire dal nuovo Piano regolatore.

L’assessore Tresso nel dare il benvenuto e portare i saluti della Città ha sottolineato che nell’ultimo decennio Torino ha incrementato notevolmente le sue aree verdi, riqualificando le aree industriali dismesse, come parco Dora e parco Aurelio Peccei, e valorizzato e reso fruibili le aree intorno ai fiumi, come il parco della Confluenza, la Colletta, il Meisino e il parco Stura.
Investimenti, amplificati anche dai progetti del Pnrr, dal Valentino alla Tesoriera, che hanno fatto sì che il capoluogo piemontese diventasse una delle città più verdi d’Europa, grazie anche ai boschi e ai parchi collinari. 

La delegazione, nei tre giorni di permanenza nella nostra città, visiterà oltre all’Urban Center, il parco del Valentino, l’Orto botanico, il parco Carrara, il parco Dora e gli orti generali.