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Lug 10


Si è svolta questa mattina, nella Sala Rossa di Palazzo Civico, la cerimonia di conferimento della cittadinanza onoraria alla sezione di Torino dell’Associazione Nazionale Alpini, fondata nel1920 e conosciuta anche come “la Veja”, essendo stata la prima struttura territoriale dell’ANA.
Il riconoscimento era stato unanimemente deliberato dall’assemblea elettiva di Palazzo Civico il 12 ottobre scorso, come ha ricordato il presidente del Consiglio comunale Francesco Sicari, sottolineando come in cento anni di gli Alpini  della Veja non si siano mai tirati indietro, sempre rispondendo ‘presente’, in occasione del disastro del Vajont, dove accorsero tra i primi, poi nel Friuli, in Abruzzo, in Irpinia, nelle Marche sconvolti dai terremoti, a Firenze alluvionata, in molte altre occasioni. Senza contare, ha proseguito Sicari, la quotidiana attività di volontariato, come per le Olimpiadi invernali del 2006 o in sostegno dei piccoli pazienti dell’Ospedale Regina Margherita o degli ospiti del Cottolengo, fino all’opera di manutenzione costante del Parco della Rimembranza. Cento anni segnati dall’impegno a conservare e tramandare la memoria, aiutando i vivi per onorare i morti, ha concluso il presidente del Consiglio comunale rievocando le motivazioni della delibera di conferimento della cittadinanza.
Il vicepresidente nazionale dell’ANA, Marco Barmasse, ringraziando la Città di Torino per l’onore riservato all’Associazione, ha rievocato i cento intensi anni di attività svolta dalla Veja, che anche durante la pandemia non ha interrotto le proprie attività, mettendosi anzi adisposizione per la gestione dell’emergenza sanitaria e non soltanto a Torino. 
La sindaca Chiara Appendino ha evidenziato il posto riservato agli Alpini nella memoria collettiva di questa città, di una regione che ha le montagne incise nel proprio stesso nome, del Paese intero. Degli Alpini oltre ai sacrifici in guerra, ha detto Appendino, bisogna ricordare le missioni di pace e di protezione civile. Il patrimonio di storia e tradizioni, di solidarietà degli Alpini è portato avanti dall’ANA e dai suoi soci. Questo riconoscimento è un ringraziamento per ciò che avete fatto mettendovi adisposizione degli altri, ha concluso Appendino, ricordando che quando si lavora per la comunità ci si mette da parte in favore del bene collettivo. Ogni volontario sottrae del tempo alla famiglia, agli amici, e questo aumenta il valore del suo gesto.
Infine, il presidente della Veja, Guido Vercellino, rinnovando il ringraziamento alla Città ha dichiarato l’impegno dell’ANA nel cercare di essere all’altezza dell’eredità delle generazioni precedenti da essa incarnata.

[Fonte: CittAgorà]

Giu 24


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Torino è orgogliosa di annoverarli tra i suoi cittadini e loro si sono detti onorati di rappresentare nel mondo la città della Mole. Sono le dodici personalità che nel giorno di San Giovanni Battista, nella Sala Rossa di Palazzo Civico, la sindaca Chiara Appendino e il presidente del Consiglio comunale, Francesco Sicari, hanno nominato ambasciatori delle eccellenze del territorio torinese.

A ricevere questa mattina l’incarico di portare nei cinque continenti l’immagine migliore del capoluogo piemontese sono stati Alessandro Barbero, nominato ambasciatore per la capacità di coniugare rigore scientifico e talento divulgativo, portando la storia ad un vasto pubblico, con grande attenzione alle giovani generazioni, Benedetto Bellucci, per l’intensa e peculiare attività imprenditoriale, che ha dato i natali ad una delle prime società informatiche d’Italia, costruendo nel tempo relazioni e progetti in oltre settanta paesi del mondo, Valeria Cagno, per l’importante attività di ricerca scientifica condotta a livello internazionale e per aver saputo contribuire a divulgare buone pratiche sul Covid-19 attraverso la rete, Cristina Di Bari, per aver saputo coniugare un’importante attività imprenditoriale internazionale con una costante attenzione al sociale nell’ambito della filantropia strategica, operante in tre diverse aree: formazione trasformativa, charity e territorio, ricerca e innovazione, Sergio Durando, per l’intensa attività di assistenza agli adolescenti e ai giovani italiani e stranieri delle periferie urbane, con particolare attenzione alle problematiche legate a migranti e rifugiati, Giulia Gatto Monticone, per aver portato nel mondo il tennis femminile, partendo da Torino e raggiungendo significativi risultati a livello internazionale, Carlotta Gilli, per aver conseguito numerosi record mondiali ed europei, rappresentando nel mondo – nonostante la giovane età – la vocazione sportiva inclusiva della Città di Torino, Raffaele Guariniello, per l’importante lavoro svolto negli ambiti della promozione della sicurezza sui luoghi di lavoro, della tutela dei lavoratori e dell’ambiente, Vanessa Anne Maher, per l’intensa attività scientifica e di formazione dedicata all’antropologia, con attenzione particolare alla tematica dei diritti umani, Luca Mercalli, per il costante impegno profuso nell’ambito della ricerca sui cambiamenti climatici e per l’attività di divulgazione e di sensibilizzazione del pubblico, Pietro Morello, per l’attività di volontariato e assistenza nei confronti dei bambini meno fortunati, in Italia e nel mondo, attraverso progetti di musicoterapia e percorsi di pre-scolarizzazione, e Gabriele Ponte, per aver portato nel mondo la musica e la creatività del nostro territorio, ottenendo riconoscimenti internazionali e record di ascolti, immutati dopo oltre venti anni dal suo debutto.

Rivolgendosi ai neoambasciatori, la sindaca Chiara Appendino ha sottolineato che “ogni città è grande, a suo modo, e può essere grande e ricordata per molti motivi: l’arte, la cultura, la sua storia, le sue peculiarità ed eccellenze.
Ma – ha aggiunto la sindaca – ciò che credo faccia davvero la differenza, è quando una città viene ricordata per le sue persone, perché non solo sono loro che l’hanno resa ciò che è fino a quel momento, ma sono anche quelle che continueranno a farla crescere e a prendersene cura.
Ognuno di voi – ha detto la prima cittadina – rappresenta il fuoco di qualche talento, e pensare che i vostri nomi sono scolpiti nell’identità di Torino, città che ho l’onore di rappresentare, non può che rendermi orgogliosa.
Felice di essere qui, oggi, a omaggiare gli Ambasciatori di Torino. Grazie per quello che siete, che avete fatto e che farete” – ha concluso Appendino.

“La Città di Torino – ha dichiarato il presidente del Consiglio comunale, Francesco Sicari – continua ad aprirsi al mondo, e lo fa nominando dodici nuovi ambasciatori di altissimo profilo internazionale. Dobbiamo essere tutti orgogliosi delle eccellenze di Torino e del suo territorio. Questa è la strada giusta per fare in modo che si conosca quanto di buono è in grado di offrire la nostra stupenda città”.

Giu 23


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I festeggiamenti per il Santo Patrono della Città sono iniziati con l’accensione del Farò di San Giovanni.
Prima dell’accensione della catasta in piazza Castello, la Sindaca Chiara Appendino ha ricevuto i Pani della Carità da Gianduja e Giacometta e sono stati consegnati i premi delle Tesi di Laurea su Torino.
Poco dopo le autorità cittadine hanno appiccato il fuoco alla catasta del Farò.
Come da tradizione, a seconda di dove cade il Farò di San Giovanni si possono fare previsioni sull’anno a venire. Ieri sera la catasta accesa in piazza Castello è caduta verso Porta Nuova, posizione che dovrebbe essere di buon auspicio.