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Giu 23


Paratissima allarga la propria attività culturale ad un’altra parte del Complesso della Cavallerizza Reale unendo agli spazi dell’Artiglieria il piano terra ed il cortile della Manica del Mosca ed ottenendo un percorso espositivo di oltre 10.000 mq dedicato sia ai propri progetti culturali sia ad attività ed iniziative realizzate in collaborazione con enti e realtà del nostro territorio.

La nuova programmazione e l’ampliamento degli spazi contribuiscono ad identificare il Complesso della Cavallerizza Reale come spazio dedicato alla Cultura e alle Arti, grazie alla collaborazione e al contributo della Fondazione Compagnia di San Paolo.

Ad inaugurare i nuovi spazi, il 23 giugno Paratissima ha aperto al pubblico le mostre Ephemera e Senza Titolo!

L’Inaugurazione, contraddistinta da emozioni e lacrime, è stata dedicata a Francesco Convertini, ciclista travolto e ucciso da una volante della polizia. Francesco aveva lavorato al progetto di riqualificazione della Cavallerizza e una sua opera lo ricorda sotto le arcate della Cavallerizza.

Ephemera, effimera come la contemporaneità, si manifesta attraverso luce e suoni, tanto nella forma, quanto nella sostanza. Due installazioni di Anonima Luci – Katatonic Silentio e Daniel Gonzalez – Parade curtains, a cura di Francesca Canfora e Laura Tota, inaugureranno gli spazi della Manica del Mosca e del Corte del Mosca della Cavallerizza.

Parallelamente, nei prestigiosi spazi del Galoppatoio e delle Scuderie, è stata inaugurata al pubblico Senza Titolo!, la prima mostra personale a Torino di Nicola Bolla. 25 anni di lavoro, tra opere celeberrime ed inedite del grande maestro piemontese. La mostra Senza Titolo! a cura di Nicola Davide Angerame sarà visitabile fino al 16 ottobre 2022.

Maggiori informazioni nelle pagine di Paratissima in Cavallerizza

Giu 23


In occasione della riapertura al pubblico del Parco Michelotti di Torino in corso Casale si è svolta, dal 21 al 23 giugno, “Ethological art – Hall of Fame ex zoo di Torino”, manifestazione che ha visto, attraverso interventi di Urban Art, una valorizzazione in chiave artistica dell’ex Giardino Zoologico di Torino.

Nato da un’idea dell’assessorato alla Cura della città e del Verde Pubblico, l’evento -organizzato da “TO SHAPE – Torino Urban Art District”, con il patrocinio della Città di Torino in collaborazione con Torino Creativa e Fondazione Contrada Torino Onlus, coordinato dai collettivi artistici “Il Cerchio e le Gocce” e “Monkeys Evolution” e curato da Roberto Mastroianni– intende proporre, come estensione delle opere che già popolano il parco, nuovi interventi artistici sulla recinzione metallica dell’area di cantiere ex rettilario e sul volume tecnico Iren realizzando una Hall of fame di Urban Art e Graffiti-Writing.

Il 23 giugno alle ore 16 ha avuto luogo l’evento di inaugurazione delle opere, alla presenza dell’assessora della Città di Torino con delega alla Rigenerazione urbana, Politiche giovanili e presidente del GAi Carlotta Salerno, dell’assessore della Città di Torino con delega al Verde pubblico, ai parchi e alla Cura della città, Francesco Tresso, del Direttore della Fondazione Contrada Torino Onlus, Germano Tagliasacchi, dell curatore artistico, Roberto Mastroianni, di un esponente del collettivo artistico “Il cerchio e le gocce” e di un esponente del collettivo artistico “Monkeys Evolution”.

Questi interventi vogliono creare un filo conduttore con le opere realizzate tra il 2011 e il 2012 in occasione di SAM – Street Art Museum, una galleria a cielo aperto situata nell’ex Giardino Zoologico grazie al progetto Border Land, promosso e sostenuto dall’associazione culturale BorderGate. In quegli anni gli interventi hanno contribuito attivamente alla riqualificazione urbana e sociale dell’area: le opere realizzate da sessantasei artisti italiani e stranieri, dislocate sulle pareti dei vecchi edifici, dentro le gabbie e nelle vasche occupate un tempo dagli animali, hanno concretizzato un intervento creativo precorritore grazie al curatore Carmelo Cambareri.

Tale patrimonio nel corso del tempo è andato parzialmente perduto: per questa ragione, anche in coerenza con una delle mission istituzionali collegata alla valorizzazione dei beni culturali, la Fondazione Contrada Torino, in accordo con tutti gli attori coinvolti avvierà a breve, un intervento “modello” di restauro di un’opera di Urban Art a partire da quella del noto artista e illustratore torinese, mancato prematuramente, Alessandro Calligaris.

“Memoria e sguardo sul futuro in questo caso si fondono per dare vita ad un progetto che non si limita ad una dimensione rigenerativa, ma punta sulla creatività giovanile per portare innovazione e valorizzazione. Il Parco verrà restituito alla cittadinanza grazie ad un lavoro corale, che incrocia tante diverse realtà ma riconosce nell’arte urbana l’elemento di traino per una nuova sperimentazione sociale e culturale.” ha dichiarato l’assessora della Città di Torino con delega alla Rigenerazione urbana, Politiche giovanili e presidente del GAi Carlotta Salerno.

“Grazie alla riqualificazione da poco conclusa abbiamo finalmente restituito alla città il Parco Michelotti, un’area verde di grande valore paesaggistico impreziosita anche da opere di street art che si sono stratificate nel tempo – ha sottolineato l’assessore della Città di Torino con delega al Verde pubblico, ai Parchi e alla Cura della città, Francesco Tresso -. In concomitanza con l’inaugurazione della porzione centrale del parco, ci è sembrato significativo quindi realizzare anche un nuovo progetto di urban art – continua Tresso – in cui le opere del presente dialogheranno con quelle del passato, attivando nuovi possibili interventi culturali che porteranno ad nuova vocazione di questi spazi”.

GLI ARTISTI

Dieci sono gli artisti chiamati a interagire con gli spazi dell’ex Giardino Zoologico e del parco all’insegna di un rapporto tra natura, architettura, mondo umano e animale che vede nell’etologia il principio ispiratore di una relazione equilibrata e rispettosa tra fauna, flora e tessuto metropolitano:

-Corn79

-Zeta

-Wat

-Noreason

-Slave

-Sheko

-Sara De Lucia

-OAFS

-Supe

-Y.Hoffa

Giu 15


La Fondazione Torino Musei in collaborazione con la Fabbrica di San Pietro in Vaticano e con il patrocinio dell’Arcidiocesi di Torino, dal 16 giugno al 29 agosto 2022, presenta nella Corte Medievale di Palazzo Madama La tavola di Ugo da Carpi per l’altare del Volto Santo nella Basilica Vaticana (1524-1525). L’opera viene esposta al vasto pubblico grazie al sostegno di Reale Mutua e al contributo tecnico di Targetti Sankey Spa attraverso tecnologie illuminotecniche ad accensione diversificata per una narrazione visiva abbinata. Nel prestigioso spazio espositivo di Palazzo Madama, i visitatori potranno ammirare la pala d’altare di Ugo da Carpi con la Veronica che dispiega il velo del Volto Santo tra gli Apostoli Pietro e Paolo – un’opera di straordinaria importanza per arte e fede. Si tratta di una tavola “fatta senza pennello”, come è scritto dall’autore accanto alla firma e come riferisce Giorgio Vasari che la vide in San Pietro insieme a Michelangelo. Quella di Ugo da Carpi “intagliatore” fu una sperimentazione audace, ingegnosa e senza precedenti che nessuno ebbe in seguito l’ardire di ripetere; un’opera unica nel suo genere perché eseguita non con l’arte della pittura, ma con la tecnica della stampa a matrici sovrapposte. La tavola viene esposta al pubblico per condividere, oltre un’opera di formidabile interesse tecnico e artistico, i risultati di uno studio articolato e complesso, che, grazie al lavoro di figure professionali di altissimo profilo e a scrupolose ricerche, hanno permesso di svelare la storia e la tecnica d’esecuzione dell’opera che si appresta a compiere cinquecento anni di età. Una vita compresa tra due Giubilei: quello del 1525 durante il pontificato di Clemente VII e l’ormai prossimo Anno Santo del 2025.

Maggiori informazioni su www.palazzomadamatorino.it