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Mar 19


Il Torino Jazz Festival 2026 torna dal 25 aprile al 2 maggio, con un’anteprima nei jazz club cittadini dal 22 al 24 aprile, sotto la direzione artistica di Stefano Zenni. Il tema scelto, “The Sound of Surprise”, guida un’edizione che punta su sperimentazione, incontri tra linguaggi e nuove produzioni.

Giovedì 19 marzo, alla Piazza dei Mestieri, il programma è stato presentato alla presenza dell’assessora alla Cultura Rosanna Purchia, del direttore artistico Stefano Zenni e del segretario generale della Fondazione per la Cultura, Alessandro Isaia.

Il festival propone 8 giorni di programmazione, oltre 100 eventi e 297 musicisti in 72 sedi tra teatri, club e spazi culturali cittadini, con concerti diffusi in tutta Torino e una presenza significativa di appuntamenti gratuiti.

Tra gli eventi principali, il 25 aprile il concerto inaugurale con Moni Ovadia, il 30 aprile la Giornata Internazionale del Jazz e il 2 maggio il gran finale con John Scofield e Gerald Clayton. In programma anche produzioni originali, esclusive internazionali e il coinvolgimento di artisti affermati e giovani talenti, con una particolare attenzione alle nuove generazioni e al sociale.

Tra le novità, la nascita della Giovane Orchestra di Liberi Suoni e il rafforzamento delle collaborazioni con realtà culturali del territorio.

Per il programma completo e tutti gli aggiornamenti è possibile consultare il sito ufficiale del festival: www.torinojazzfestival.it.

Mar 17


Le Gallerie d’Italia – Torino di Torino hanno presentato la mostra Nick Brandt. The Day May Break. La luce alla fine del giorno, a cura di Arianna Rinaldo, aperta al pubblico dal 18 marzo al 6 settembre 2026.

Il progetto espositivo è dedicato al fotografo Nick Brandt, tra le principali voci contemporanee sui temi della crisi climatica e della distruzione ambientale.

Per la prima volta vengono presentati insieme i quattro capitoli della serie The Day May Break, avviata nel 2020, in un percorso immersivo composto da 63 immagini di grande formato. La mostra restituisce una visione intensa e poetica delle conseguenze del cambiamento climatico, mettendo in relazione persone, animali e ambienti colpiti in diverse aree del mondo.

Il progetto attraversa più continenti, dal Kenya e Zimbabwe alla Bolivia, fino alle isole Fiji e alla Giordania, raccontando comunità vulnerabili e territori segnati da eventi estremi come siccità, alluvioni e innalzamento del livello del mare. Le immagini costruiscono una narrazione visiva in cui esseri umani e animali condividono condizioni di fragilità, perdita e resilienza.

Il quarto capitolo della serie, realizzato in Giordania, approfondisce il tema dello sfollamento e della scarsità di risorse, evidenziando la dimensione sociale della crisi climatica.

La mostra include anche una sezione dedicata al processo creativo dell’artista, con materiali di backstage e contenuti video che documentano il lavoro sul campo e la complessità produttiva delle immagini.

Attraverso un linguaggio visivo di forte impatto, il progetto propone una riflessione sulla connessione tra esseri umani, animali e ambiente, configurandosi come un racconto sulla responsabilità collettiva e sulla possibilità di immaginare un futuro diverso.

Maggiori informazioni e prenotazioni alla pagina www.gallerieditalia.com

Mar 16


Il 16 marzo 2026 il PAV Parco Arte Vivente di Torino ha inaugurato la mostra In between places you can find me, curata da Franko B e realizzata in collaborazione con l’Accademia Albertina di Belle Arti di Torino.

Il progetto ha rafforzato il dialogo tra istituzione museale e formazione artistica, confermando il PAV come spazio di sperimentazione, attraversamento e relazione tra arte, natura e società.

La mostra ha riunito studenti e giovani artisti dell’Accademia Albertina, tra cui Marco Berton, Flaminia Cicerchia, Fabio Cipolla, Tommaso Genovese, Arianna Ingrascì, Abdel Karim Ougri, Nicolò Marchetto, Alberto Parino, Nicholas Polari, Gabriele Provenzano, Marta Rocchi e Federico Zamboni, impegnati in una ricerca sulle relazioni tra umano e non umano.

Il percorso espositivo si è sviluppato come uno spazio aperto e in trasformazione, costruito attraverso linguaggi eterogenei e processi non lineari. Le opere hanno esplorato memoria, desiderio, fragilità e trasformazione, dando forma a un campo relazionale condiviso tra pratiche artistiche e curatoriali.

Al centro è emersa una riflessione sul linguaggio come organismo vivo, capace di generare connessioni e nuove possibilità espressive. La mostra si è configurata come uno spazio di relazione tra opere, corpi e pubblico, fondato su empatia e dimensione collettiva.

L’iniziativa è stata sostenuta da Compagnia di San Paolo, Fondazione CRT e Regione Piemonte, ed è rientrata negli eventi di Italian Network of Artistic Research e Art Research World Expo Turin March 2026 promossi dall’Accademia Albertina.

La mostra ha fatto parte del progetto europeo Re-Imagine Europe e del programma New Perspectives for Action, cofinanziato dall’Unione Europea.

Maggiori informazioni sul sito del PAV Parco Arte Vivente di Torino