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Jun 10


Tutto è nato grazie alla passione per uno stilista, Yves Saint Laurent.

Lei, Mara, lo adorava talmente tanto che di suoi abiti e accessori ne ha comprati tantissimi, eleggendolo a miglior couturier in assoluto.

Oggi che Mara non c’è più, questo amore è arrivato fino a Monica Bruno e Angela Varasano. Loro, grazie al prezioso aiuto di un incredibile staff composto da Francesca Lorenzoni, Stefania Manfrè, Patrizia Reviglio, Paola Pellino, Mart, Lalli e Fiorenzo Naddeo, con i suoi capi e accessori  hanno dato vita alla prima edizione di ICONICA un nuovo format, quest’anno dedicato proprio a Yves Saint Laurent lo stilista che più di tutti ha rappresentato la commistione profonda tra arte, cultura e società del XX secolo, anticipando lucidamente il ruolo che la moda avrebbe avuto nel mondo contemporaneo.

“Abbiamo sempre considerato la moda una forma d’arte al pari di altre più celebrate – spiegano le curatrici Bruno e Varasano –. L’idea di un abito, la sua realizzazione, i tagli, il tessuto, le foto che lo raccontano al pubblico, sono un sistema che ci affascina moltissimo. Scegliere, abbinare abiti, progettare outfit per una semplice gita o volere quella piccola scimmia di gesso perché deve stare su quella mensola tra un corallo e un ritaglio di tappezzeria di stoffa, questa è la nostra tensione costante. Abbiamo pensato di creare Iconica – continuano le curatrici – per dar vita a un contenitore in cui ‘riporre’ ed esporre la vita di un’icona e, al contempo, una scatola magica dalla quale tutti possano attingere storie di bellezza”.

“Yves Saint Laurent – L’Amour Fou” è realizzato con il patrocinio della Città di Torino, della Camera di commercio di Torino e di Atout France (Agenzia per lo sviluppo del Turismo Francese). Si tratta di una settimana di eventi, sfilate, mostre, incontri, workshop e laboratori che esplorano l’universo dello stilista francese, in occasione dei dieci anni dalla sua scomparsa e a pochi mesi dall’apertura, a Parigi e Marrakech, dei due musei a lui dedicati.

Gli abiti appartenevano a Mara Viano Errani, una piccola donna che faceva sembrare una lucertola un coccodrillo, che riusciva in ogni cosa, che conquistava chiunque con il suo tono pacato ma deciso – raccontano le curatrici -. Per Mara esisteva un solo sarto al mondo che lei potesse indossare. La giacca di Valentino, regalatale dal marito negli ultimi anni, è rimasta col cartellino attaccato. Solo Yves Saint Laurent poteva vestire la sua vita, intensa, di alterne fortune, tesa alla ricerca della bellezza in ogni istante, immersa in una storia d’amore meravigliosa. Abbiamo saputo tutto questo solo dopo aver avviato il progetto dedicato a Yves Saint Laurent. L’incontro con la storia di Mara, conosciuta prima attraverso i suoi vestiti e, successivamente, nelle parole del marito Luciano, ci ha dato la certezza di essere sulla strada giusta. Tante le coincidenze e le affinità di pensiero con una donna di cui avevamo visto solo gli abiti e della quale poi abbiamo scoperto l’anima. Per questo abbiamo voluto dedicarle un evento. Perché ci piace immaginarla così: una signora piena di charme, con un grande cappello mentre porta a spasso il suo cane in tailleur Saint Laurent”.

Partendo da una selezione privata di circa 150 pezzi, fra abiti e accessori prêt-à-porter, il primo pensiero di Monica Bruno e Angela Varasano è stato raccontare, attraverso la testimonianza di una collezione dallo straordinario valore, un’epoca in cui la moda era artefice di profondi cambiamenti culturali e dove prendevano forma le icone a cui guardano ancora oggi le maison internazionali.

Passionale, anticonformista, adorato dalle sue sarte, muse e clienti di tutto il mondo, Yves Saint Laurent ha creato capi come il caban, il trench o l’abito Mondrian diventati indiscussi simboli di stile. Ha svelato la femminilità nascosta dello smoking, fino a quel momento massima espressione di eleganza maschile; ha riadattato la sahariana e inventato il tailleur pantalone con l’ambizione di regalare alle donne pezzi intorno ai quali far ruotare un intero guardaroba.

Yves Saint Laurent, sottolineano, “ha insegnato lo stile”.

“L’Amour Fou” è il tema di ICONICA di quest’anno ed è tratto dal titolo del docufilm realizzato dal regista/fotografo Pierre Thoretton che ripercorre le passioni estreme di Monsieur Saint Laurent, come lo chiamavano tutti nel suo quartier generale di Avenue Marceau.

Lo stilista, infatti, ebbe amori senza misura: l’amore per gli oggetti d’arte, che doveva acquistare e collezionare con il compagno di una vita Pierre Bergé; l’amore per Marrakech, che gli aveva insegnato i colori, dove si rifugiava per creare, per vivere la leggerezza che a Parigi gli risultava impossibile e dove volle che le sue ceneri fossero disperse; l’amore per la letteratura e la pittura che lo portavano a riprodurre sui suoi abiti le opere dei grandi maestri; l’amore folle, quella forza creativa che fin da bambino gli faceva disegnare bambole di carta, costruendo così un suo immaginario universo infantile.

Per l’immagine del manifesto della rassegna, scattata dal fotografo e artista Alessandro Lercara, è stata scelta una modella di colore che indossa, al contrario, la giacca iconica di un tailleur pantalone, datato anni ‘80. Yves Saint Laurent fu il primo stilista a far sfilare mannequin di origine asiatica e africana, guardando spesso alle tradizioni extra europee, esotiche, come fonte di ispirazione. Così era Marrakech, dove dal 1966 amava rifugiarsi a preparare le sue collezioni. L’idea di questa foto nasce dall’esigenza di comunicare visivamente la rivoluzione dirompente che l’artista ha saputo rappresentare per la sua epoca. L’occhiale dalla montatura nera in mano alla modella evoca la presenza dello stilista. Infatti, in ogni foto di repertorio che lo ritrae, Yves indossa spesse lenti da miope. Sullo sfondo si intravede Torino, sede della manifestazione.

La rassegna si apre domenica 10 giugno, dalle 10 alle 19, con una preview al Palazzo della Luce in occasione di Open House, iniziativa che permette di visitare residenze, palazzi, luoghi abitualmente non accessibili a Torino e scoprire così la ricchezza dell’architettura e del paesaggio urbano. Il pubblico potrà ammirare nel Salone Bianco del piano nobile un’installazione realizzata da Angela Varasano e dall’architetto Fiorenzo Naddeo in collaborazione con gli allievi del corso di Textile & fashion design dello IAAD.

Dal 10 al 12 giugno nella Galleria Marco Polo (corso vittorio Emanuele II, 86) saranno esposti i capi vintage della Maison e YSL Rive Gauche, con un allestimento a cura dell’architetto Fiorenzo Naddeo realizzato da Rezina.

Il Palazzo della Lucelunedì 11 giugno, ospiterà diversi workshop e incontrialle 16.30 Ulderica Masoni, esperta di gioielli, narrerà il rapporto dello stilista con gli accessori attraverso un excursus sul bijoux vintage; alle 18.30, Enrica Acuto Jacobacci racconterà il grande lavoro che permette di proteggere e valorizzare le espressioni dell’ingegno umano attraverso la tutela dei marchi; alle 21,Silvia Vacirca, docente di forme e linguaggi della Moda all’Università di Torino e Clothes on Film alla Sapienza di Roma, spiegherà l’influenza del Mediterraneo nel lavoro dello stilista.

Il Cinema Massimomartedì 12 giugnoalle ore 21, proietterà il film-documentario “L’Amour Fou”Patrizia Cavagliá, psicoterapeuta psicoanalista, durante l’introduzione proporrà alcuni spunti sugli aspetti più intimi e privati dell’universo affettivo-relazionale di Yves Saint Laurent. Nella stessa giornata alla Galleria Marco Polo e da Ocularium (via dei Mille 38/A), in orario 11-18, si potrà vivere l’esperienza (a ingresso libero) di un set fotografico fra abiti vintage, occhiali e trucchi della Maison YSL, seguiti da stylist e fotografi.

Nella sfilata di mercoledì 13 giugno in Galleria Umberto I si cercherà di ricreare le vivide atmosfere di un viaggio, da Parigi a Marrakech: la galleria torinese, infatti, realizzata in ferro e vetro, riporta alla mente i famosi passages della Rive Droite” – sottolinea Monica Bruno, citando uno degli appuntamenti.

Il programma entrerà nel clou il 13 giugno quando, dalle ore 20, la Galleria Umberto I accoglierà la sfilata delle creazioni del couturier, dagli anni ‘60 agli anni ’90. In passerella, come le muse e le amiche di Yves, donne di tutte le età a interpretarne la modernità. “Da Parigi a Marrakech”, titolo dell’evento, è a cura di Paola Pellino, Monica Bruno e M.art. in collaborazione con l’Associazione Commercianti della Galleria Umberto I (su prenotazione tel. 3479445427).

“Da Mondrian a Matisse, l’arte influenza il lavoro di Yves Saint Laurent” è il workshop sulle ispirazioni pittoriche dello stilista a cui, giovedì 14 giugno al Laboratorio Luparia (via Bologna 220), il pubblico potrà partecipare, sperimentando e realizzando, su diversi materiali tessili, i pattern iconici di Saint Laurent (su prenotazione tel. 3479445427). Dalle 18, in Galleria Umberto I, Cristina Morozzi, narratrice di design, critica e curatrice di mostre, Brand Ambassador dell’Istituto Marangoni, dialogherà con l’architetto Giovanni Pellegrini sulla progettualità dello stilista. Alle 19Gianluca Bovenzi, storico dell’arte, racconterà la passione del couturier per l’arte e il collezionismo.

Venerdi 15 giugno nel Salotto Buono (via Provana 3), si terranno dei laboratori per bambini a cura di Angela Varasano durante i quali verranno realizzate delle bambole di carta. La storia della ‘Paper Dolls’ è a tutti gli effetti l’inizio della favola di Saint Laurent. Il giovane Yves, infatti, deciso a diventare un designer di abiti femminili, armato di carta, forbici e inchiostro ritagliava dalle edizioni di Vogue, Jardin des Modes e Paris Match le silhouette delle sue mannequin preferite che poi vestiva con capi da lui disegnati.

Alle 18.30, Francesca Lorenzoni, scrittrice e blogger, converserà con Stefania Manfrè, blogger e talent scout su “Muse Dive e donne normali: l’universo femminile di Yves Saint Laurent”.

Alle 21, in Galleria Marco PoloRosalba Graglia, giornalista e scrittrice, racconterà lo spirito di intellettuali-collezionisti che hanno creato case a propria immagine e somiglianza. Come le due dimore della vita di Yves Saint Laurent a Parigi e Marrakech, vere opere d’arte.

Il programma si concluderà sabato 16 giugno a Villa Sassi, storica dimora del 700, immersa nel parco secolare, con un cocktail dinner a cura di Liberamensa Cibi per Menti Libere dal titolo “La soirée de L’Amour Fou. Alle ore 20.30 si terrà un’asta benefica il cui ricavato sarà devoluto alla Fondazione Crescere Insieme al Sant’Anna Onlus. Introduce Elisa Giordano con un ricordo di Yves attraverso i suoi capi più iconici. Alle 22.30 si potrà assistere alla Lettura scenica delle Lettere a Yves di Pierre Bergé con Pino Ammendola e la partecipazione di Eva Robin’s. Regia di Roberto Piana. Una produzione Circolo dei Lettori di Torino.

La Libreria Internazionale Luxemburg (via C. Battisti 7), bookshop della manifestazione, allestirà una vetrina dedicata, esponendo una selezione di testi e libri fotografici sull’universo dello stilista.

Nivà Gelato ha creato appositamente un gusto dedicato a YSL dal sapore che nasce dai delicati rimandi dei suoi amati giardini. Per tutta la durata della rassegna sarà possibile degustarlo nei punti vendita Nivà presentando un tagliando che verrà consegnato in tutte le location dell’evento.

Per informazioni sull’intera rassegna: www.iconicatorino.it

May 21


È stato inaugurato il tredicesimo Museo Scolastico storico-scientifico della scuola secondaria di primo grado Perotti “Una Scuola… tante storie” , presenti l’Assessora alla Cultura Francesca Leon e la Presidente della Circoscrizione 3, Francesca Troise.

L’inaugurazione di oggi è stata l’occasione per la Città di Torino per presentare ufficialmente il progetto ‘Vuoi costruire il tuo Museo Scolastico?’ e la Rete delle scuole che si è creata attorno.

‘Vuoi costruire il tuo museo scolastico?’, nato come disseminazione di un progetto europeo Comenius Regio (2009/2011) è ideato da museiscuol@ del Servizio Archivi, Museo e Patrimonio Culturale della Città di Torino e dall’Associazione culturale Strumento Testa e si avvale della consulenza scientifica di INDIRE – Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca Educativa.

Il Museo Scolastico si propone come uno spazio di supporto e di potenziamento alla formazione e vuole essere il fulcro dell’educazione al patrimonio culturale, un luogo di apprendimento partecipato e di inclusione, una palestra per lo studio attraverso le fonti, un territorio di memoria collettiva della comunità, un patrimonio condiviso e appartenente a ciascuno di noi.

Il Museo Scolastico Perotti è articolato in più ambienti:

–      un laboratorio storico con interessanti materiali didattici del passato, la linea del tempo incentrata sulla storia della nostra scuola,  la biografia del generale Perotti e una parete dedicata al quartiere Pozzo Strada e alla sua storia;

–      un laboratorio scientifico con la lim (lavagna elettronica) e con numerosi materiali didattici scientifici attuali e storici suddivisi per aree tematiche quali Chimica, Fisica, Biologia, Anatomia;

–      un “Atelier creativo” in cui le moderne tecnologie convivono e si integrano con gli strumenti d’epoca.

Nell’istituto è presente anche un ‘archivio storico’ ordinato e curato con documenti a partire dagli anni ’30, allestito nei locali del seminterrato: una fonte preziosa per alimentare ricerche e proseguire nello studio della storia della scuola e del territorio.

Il Museo aderisce alla Rete Scolastica dei Musei Scolastici, nata in questi anni grazie al percorso ‘Vuoi costruire il tuo museo scolastico?’ il cui capofila è l’Istituto Comprensivo Gabelli-Pestalozzi. 

Il Comune, insieme ad altri enti, dal 2007 – anno nel quale è stato inaugurato il primo Museo Scolastico torinese nella scuola primaria Federico Sclopis – ha sostenuto e promosso l’istituzione nelle singole scuole di Musei Scolastici.

I tredici Musei Scolastici nati in questi anni hanno condiviso uno stesso momento di formazione e di progettazione che ha portato a un’impostazione coerente e condivisa del lavoro.

Il 2 novembre 2015 cinque scuole, in cui sono nati i primi otto musei, hanno sottoscritto un ‘Accordo di Rete’ per sviluppare e sostenere i Musei Scolastici. Il 21 novembre 2016 la Città di Torino e la Rete dei Musei Scolastici hanno siglato un protocollo di intesa con lo scopo di potenziare il progetto ‘Vuoi costruire il tuo museo scolastico?’.

Per gli istituti partecipanti alla Rete il Museo Scolastico è:

  • l’insieme di oggetti didattici – generalmente storici ma anche contemporanei – che testimoniano la storia e l’identità della scuola;
  • uno spazio per l’apprendimento partecipato in cui i principi dell’insegnamento oggettivo sono messi in pratica;
  • un luogo di inclusione dove tutti possono riconoscersi, senza distinzione di età, lingua, cultura;
  • una palestra di apprendimento di un metodo di studio attraverso le fonti;
  • un territorio di memoria collettiva della comunità.

 

“Vuoi costruire il tuo museo scolastico?” è stato individuato come buona pratica da proporre come modello per favorire la riscoperta della storia e dell’identità della propria scuola da parte di docenti e alunni, trasformandoli in protagonisti attivi dell’apprendimento e in costruttori di conoscenza.

Partendo dal patrimonio storico-didattico di ogni istituto – con un percorso di lavoro basato sulle fonti – si arriva alla creazione di nuovi spazi laboratoriali realizzati dagli stessi studenti. Luoghi permanenti a servizio della formazione quotidiana, interdisciplinare e inclusiva e, allo stesso tempo, spazi di cittadinanza attiva, aperti a tutti gli abitanti.

I musei scolastici, dunque, costituiscono da un lato un’importante tessera per la ricostruzione della storia della Città di Torino attraverso la riscoperta di fatti, oggetti, dati di storia sociale e dall’altro un potente strumento educativo che arricchisce la didattica quotidiana.

Costruire un Museo Scolastico significa anche appropriarsi in maniera concreta del concetto di museo e dei suoi processi costitutivi.

Elenco dei Musei Scolastici dal 2007 (inaugurazione del primo) al 2018:

1 – Scuola primaria “Sclopis” – Via del Carmine 27  (2007)

2 – Liceo Classico “Alfieri” Museo Virtuale ONLINE  (2011)

3 – Scuola primaria “XXV Aprile” – Via Cavagnolo 35  (2011)

4 – Scuola Primaria “Muratori” – Via Bettino Ricasoli 30  (2013)

5 – Scuola Primaria “Santorre di Santarosa” – Via Braccini 70  (2013)

6 – Scuola d’Infanzia – Via R. Romoli 45  (2014)

7 – Asilo Nido – Via Assisi 45  (2014)

8 – Scuola primaria “Gabelli” – Via Santhia’ 25  (2015)

9 – Scuola primaria “Pestalozzi” – Via Banfo 32  (2015)

10 – Scuola secondaria di 1° grado “Rosselli” – Via Bettino Ricasoli 15 (2016)

11 – Scuola primaria “Padre Gemelli” – Corso Lombardia 98 (2016)

12 – Scuola d’infanzia “Casa del Sole” – Via Valgioie 10 (2016)

13 – Scuola secondaria di 1° grado “Perotti” – Via Tofane 22 (2018)

Info e foto su tutti i Musei Scuola:

http://www.comune.torino.it/museiscuola/partecipa/index.shtml

May 05


Fino al 13 maggio la città si anima con le performance e gli spettacoli del Fringe Festival.
“Torino Fringe Festival – (R)Evolution. Edizione 2018” è un festival multidisciplinare che pone al centro dell’attenzione il dialogo tra le arti performative, le arti visive, le discipline teatrali e quelle musicali. L’obiettivo è valorizzarle attraverso lo sviluppo di un sistema professionale sostenibile fatto di artisti e operatori per creare una comunità in grado di garantire un’offerta culturale tran- settoriale e alternativa ai circuiti istituzionali
236 Repliche, 53 Artisti e Compagnie, 1 Laboratorio di alta formazione, 1 Laboratorio per bambini, 1 Conferenza tematica, 1 Esposizione d’arte, serigrafie live, 2 Feste, 7 Appuntamenti After Fringe, 8 Spazi performativi, 3 piazze, 1 mercato, 7 spettacoli all’aperto gratuiti.
Nelle immagini del fotoblog l’esibizione dell’argentino Marcos Masetti con Darme Cuerda.

Tutte le informazioni sul sito del Fringe Festival