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Gen 14


Con la conferenza stampa di presentazione dell’evento e con i primi due tornei ATP del nuovo anno è materialmente partita la “Race to Turin”, la corsa verso le Nitto ATP Finals 2021 che dal 14 al 21 novembre prossimi vedranno sfidarsi al Pala Alpitour di Torino gli otto migliori giocatori e le otto migliori coppie della stagione. Sarà la prima delle cinque occasioni nelle quali l’avveniristico impianto torinese, inaugurato in occasione delle Olimpiadi Invernali 2006, ospiterà il più importante evento tennistico indoor del mondo.

La Federazione Italiana Tennis decise nel novembre del 2018 di partecipare alla sfida per ottenere l’assegnazione delle ATP Finals 2021-2025, vincendola il 24 aprile 2019, quando la rosa delle città candidate si era ristretta a 5 dalle 40 iniziali.

PARTNER – La manifestazione potrà contare sullo straordinario supporto di Partner di grande prestigio internazionale. Confermando il ruolo che ricopre dal 2017, il colosso giapponese Nitto Denko Corporation sarà Title Partner delle Nitto ATP Finals fino al 2025. La più grande banca italiana, Intesa Sanpaolo, accoglierà l’evento a Torino con il centrale ruolo Host Partner, cioè di padrone di casa. Tra i Platinum Sponsor figureranno Lavazza, FedEx ed Emirates; accompagnati dai Gold Partner EA7 Emporio Armani, Rolex e Acqua Valmora, e dai Silver Partner Dunlop, Italgas e Iren luce gas e servizi.

In tv il torneo sarà visibile in 175 Paesi, per un’audience potenziale di 95 milioni di telespettatori per edizione. In Italia verrà trasmesso integralmente da Sky Sport, mentre la Rai mostrerà in diretta e in chiaro un match al giorno durante la fase eliminatoria, più una semifinale e la finale.

GOVERNANCE – La progettazione, la realizzazione e la gestione della manifestazione vedono impegnata  una squadra composta dalle più alte rappresentanze istituzionali, centrali e locali (Governo, Regione Piemonte, Città di Torino), che affiancano le due istituzioni sportive titolari dell’evento: la Federazione Italiana Tennis (FIT) e l’Associazione Tennisti Professionisti (ATP).

La Federazione Italiana Tennis, soggetto attuatore, cura ogni attività organizzativa ed esecutiva diretta allo svolgimento della competizione attraverso una Commissione Tecnica di Gestione. La Commissione è presieduta dal presidente della FIT Angelo Binaghi ed è composta da altri due membri in rappresentanza della federazione, da un rappresentante della Regione Piemonte in qualità di Vicepresidente e da un rappresentante della Città di Torino.

Inoltre la FIT e l’ATP, attraverso un Joint Committee, assicurano il coordinamento delle attività inerenti la direzione dell’evento.

Nelle attività di progettazione e di realizzazione, l’organizzazione si avvarrà del supporto del suo tradizionale partner Sport e Salute SpA, mentre il masterplan sarà definito dalla AWE International Group (alla guida di un gruppo di imprese composto da Architetto Camerana, Arriva Italia e Nielsen Sports Italia) che ha vinto la gara all’uopo bandita.

 La struttura prevede inoltre un Comitato per le ATP Finals che svolge funzioni di coordinamento e monitoraggio in ordine alla promozione della città e del territorio, favorendo lo sviluppo delle locali attività economiche, sociali e culturali. Tale comitato, quando costituito, sarà presieduto dalla Sindaca di Torino Chiara Appendino, da un rappresentante del Presidente della Giunta Regionale del Piemonte, con funzioni di vicepresidente, da un rappresentante dell’Autorità di Governo competente in materia di sport e da un rappresentante della FIT.

FORMULA – A designare gli otto partecipanti al prestigioso torneo sarà la FedEx ATP Race to Turin, vale a dire la classifica che si ottiene considerando soltanto i migliori 19 risultati ottenuto nel corso dell’anno solare 2021.

Nello specifico, per coloro che entrano per diritto di classifica nei tabelloni dei tornei maggiori, i 19 migliori risultati saranno calcolati tenendo in considerazione le seguenti prove:

– i 4 tornei del Grande Slam

– gli 8 Atp Masters 1000 obbligatori (“mandatory”), cioè tutti tranne Monte-Carlo

– i migliori 7 risultati ottenuti in altri tornei (Masters 1000 Monte-Carlo, ATP Cup, ATP 500, ATP 250, ATP Challenger).

Unica eccezione è il caso in cui uno dei vincitori di una prova del Grande Slam della stagione non dovesse trovarsi dopo l’ultimo torneo (il Masters 1000 di Parigi-Bercy) tra i primi 8 della FedEx ATP Race to Turin, ma comunque compreso tra i primi 20: gli verrebbe riservato un posto alle Nitto Atp Finals insieme ai primi 7 della Race.

Lo stesso meccanismo si applicherà anche per la qualificazione delle 8 coppie di doppio.

LA STORIA – Dal 1970 ad oggi, le ATP Finals rappresentano un appuntamento fisso nel mondo del tennis, di fondamentale importanza in quanto assegnano il titolo di “Maestro” dell’anno.
In questo mezzo secolo la manifestazione è stata ospitata da 14 città di quattro diversi continenti. Dal 1970 al 1976 la sede cambiò ogni anno: Tokyo, Parigi, Barcellona, Boston, Melbourne, Stoccolma e Houston nell’ordine. Dal 1977 fino al 1989 i migliori giocatori del mondo si sono invece ritrovati al Madison Square Garden di  New York. Da quel momento in poi il torneo ha girato tra Francoforte (1990-1995), Hannover (1996-1999), Lisbona, Sydney, Shanghai, Houston e Londra, dove è rimasto dal 2009 al 2020 prima di passare il testimone a Torino. 

A guidare la classifica dei plurivincitori è Roger Federer, con sei titoli, davanti a Novak Djokovic, Pete Sampras e Ivan Lendl a quota 5.

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Mag 22


Dopo Roma, Napoli, Milano, dal 19 al 24 maggio, sbarca per la prima volta a Torino la full immersion sulla Corea. Sarà un viaggio lungo sei giorni con lezioni di cucina, K-pop, cinema, teatro, musica e danze tradizionali, taekwondo, tutti a ingresso gratuito.
La kermesse, promossa dall’Ambasciata della Repubblica di Corea, dall’Istituto Culturale Coreano, dal Consolato Generale della Repubblica di Corea a Milano, dal Comune di Torino e dalla Fondazione per la Cultura Torino, presenta un fitto calendario di eventi.
Piazza S. Carlo, Museo d’Arte Orientale, Cinema Massimo, Teatro Piccolo Regio, Teatro Piccolo Valdocco e palazzo Madama sono i luoghi degli spettacoli e degli incontri.
Mercoledì 22 maggio in piazza San Carlo si è svolta una spettacolare performance acrobatica basata sui fondamentali del taekwondo a cura della World Taekwondo (WT) l’unica federazione sportiva internazionale riconosciuta dal CIO.
Il Taekwondo è la tradizionale arte marziale coreana che combina tecniche di combattimento volte alla difesa personale alla pratica agonistica, ma è anche esercizio ed in alcuni casi filosofia e meditazione. La filosofia del Taekwondo ha come fondamento l’etica, la morale, le norme spirituali attraverso le quali gli uomini possono vivere senza litigare.

Il programma è disponibile sul sito italia.korean-culture.org

Mag 06


Per chi ama il calcio e lo sport in generale il 4 maggio 1949 è una data importante. In quel giorno l’aereo che trasportava i giocatori, allenatori, dirigenti del Grande Torino andò a schiantarsi sulla Basilica di Superga, decretando la fine di squadra che era diventata una leggenda.

Trentuno le vittime e in quella tragedia morirono anche i giornalisti Renato Casalbore di Tuttosport, Renato Tosatti della Gazzetta del Popolo, Luigi Cavallaro della Nuova Stampa e quattro membri dell’equipaggio. Una compagine fortissima capace di vincere tanti trofei scatenando così l’entusiasmo di moltissimi tifosi e appassionati.

Nell’anniversario del settantesimo anniversario della tragedia, il Consiglio Comunale presieduto da Francesco Sicari ha voluto ricordare la squadra granata con alcune testimonianze. Sono intervenuti il presidente Urbano Cairo, Franco Ossola, Giampaolo Ormezzano, la sindaca Chiara Appendino e Susanna Egri Erbstein.

“Vorrei ringraziare il presidente del Consiglio Comunale e la sindaca – ha sottolineato Urbano Cairo – per aver avuto la sensibilità di commemorare il Grande Torino in sala Rossa. Il 4 maggio è stata una giornata particolare. Per la prima volta sono andato al cimitero Monumentale e ho visto da vicino le tombe dei meravigliosi campioni. Credo che la tragedia di settant’anni fa faccia parte del lutto collettivo, anche chi non tifa i colori granata è rimasto scosso dallo schianto di quel pomeriggio. In quell’Italia del 1945/1946 fiaccata dalla guerra, ritengo che il Grande Torino abbia contribuito alla rinascita del nostro Paese. Attraverso i ricordi di molti nonni e papà, oggi tanti piccoli tifosi sanno quando era forte quella squadra”.

“Sono passati settant’anni da una delle più grandi tragedie del nostro Paese – ha sottolineato la sindaca Chiara Appendino. Credo che il Grande Torino sia un simbolo che attraversa il tempo, una squadra che ha fatto innamorare tantissimi sportivi e che ha rappresentato il riscatto di un Paese ridandogli una nuova speranza. La Città di Torino non dimenticherà mai i campioni del Grande Torino, come non ha dimenticato Sauro Tomà che faceva parte di quella squadra e che è riuscito a scampare alla tragedia per un infortunio. Bisogna mantenere il ricordo vivo, la memoria va sempre custodita”.