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Mag 30


Torino ha ospitato ieri sera la prima tappa del Kiss Kiss Way, il tour estivo di Radio Kiss Kiss, trasformando piazza Castello in uno spazio dedicato alla musica dal vivo e all’intrattenimento. Migliaia di persone hanno raggiunto il centro cittadino per assistere al concerto gratuito che ha riunito alcuni dei nomi più noti della scena pop italiana contemporanea. In apertura della serata è arrivato anche il saluto del sindaco Stefano Lo Russo.

L’evento, iniziato nel tardo pomeriggio con l’apertura dell’area concerti, ha visto alternarsi sul palco artisti molto diversi tra loro per stile e pubblico. Tra i più attesi Annalisa, Gabry Ponte e Irama, annunciato negli ultimi giorni prima dello show, ma anche Arisa, Francesco Gabbani, Ermal Meta, Gaia, J-Ax, Levante, Paola Iezzi, Rosa Chemical, Serena Brancale e Clara. Presenti anche Ditonellapiaga, Frah Quintale, Delia e SKT.

Piazza Castello si è riempita già dalle ore precedenti al concerto, con un pubblico eterogeneo distribuito tra il parterre e le aree circostanti.

Nei due giorni della manifestazione anche il Villaggio Kiss Kiss, allestito in piazzetta Reale, ha richiamato visitatori con attività, giochi e iniziative promozionali legate al tour radiofonico. L’iniziativa, patrocinata dalla Città di Torino, ha inaugurato ufficialmente il calendario estivo del format itinerante dell’emittente.

In occasione della tappa torinese è stato coinvolto anche uno dei simboli della città. La sera del 28 maggio, infatti, sulla Mole Antonelliana è stato proiettato il logo di Radio Kiss Kiss e della manifestazione, un’iniziativa che ha accompagnato l’avvicinamento al concerto illuminando il cielo del centro cittadino.

Apr 26


Torino ha vibrato oggi al ritmo del jazz con la travolgente JST Jazz Parade, uno degli appuntamenti più coinvolgenti del Torino Jazz Festival. Centinaia di persone hanno seguito la parata musicale lungo il centro cittadino, trasformando le strade in un grande palcoscenico a cielo aperto.

La partenza è avvenuta alle 14:30 da Piazza Palazzo di Città, da cui la marching band ha dato il via a un corteo festoso che ha attraversato Via Garibaldi, Piazza Castello, Via Accademia delle Scienze e Piazza Carignano, fino a giungere alle 16:30 nella scenografica Piazza San Carlo.

Ad accompagnare il pubblico lungo il percorso, una potente miscela di stili – dal dixieland all’R&B, dal cool jazz al free, fino allo swing e al funk – interpretata dalla JST Jazz Parade, una vera e propria “All Star” di musicisti nata dieci anni fa all’interno dei Laboratori di Barriera, cuore creativo della città. L’ensemble rappresenta l’anima più dinamica della Jazz School Torino, dove la tradizione incontra la sperimentazione attraverso l’improvvisazione collettiva.

A rendere ancora più coinvolgente l’esperienza, i ballerini di lindy hop dell’associazione “La Bicicleta”, che hanno animato la parata con coreografie spontanee e interazioni con il pubblico, trasformando spettatori e passanti in partecipanti attivi.

Tra i protagonisti musicali: Diego Borotti al sax tenore, Gianni Virone al sax basso, Cesare Mecca alla tromba, Stefano Calcagno al trombone, insieme alle percussioni di Francesco Brancato e Mattia Barbieri. Un organico capace di evocare le atmosfere delle storiche marching band di New Orleans, ma con un’identità tutta torinese.

La JST Jazz Parade si conferma così uno degli eventi più amati del festival: un momento in cui la musica esce dai teatri e invade la città, unendo generazioni e linguaggi in una festa collettiva che celebra il jazz nella sua forma più libera e condivisa.

Apr 25


Il 25 aprile a Torino non è mai una data qualsiasi. In occasione della Festa della Liberazione, la città intreccia memoria, cultura e musica dando ufficialmente il via al Torino Jazz Festival 2026. Una giornata simbolica che quest’anno si apre con due appuntamenti di grande intensità artistica e civile, capaci di raccontare — attraverso il linguaggio universale del jazz — storie di libertà, identità e ricerca musicale.

Il jazz della liberazione: Ovadia e i suoni del ghetto

Ad inaugurare il festival è stato un evento speciale, già sold out: “Der Ghetto Swingers. Memorie di suoni perduti”, ospitato al Conservatorio Giuseppe Verdi. Sul palco, la voce intensa di Moni Ovadia ha guidato il pubblico in un viaggio tra narrazione e musica, accompagnato dal Kassiber Ensemble diretto da Lodovico Berto.

Lo spettacolo — con testi di Elisa Savi — ha evocato atmosfere sospese tra passato e presente, rievocando le sonorità dei ghetti ebraici e la loro trasformazione in linguaggi musicali vivi e resistenti. Il jazz qui si fa testimonianza, memoria condivisa, gesto artistico che dialoga con la storia nel giorno della Liberazione.

La grande orchestra di Fabrizio Bosso accende la sera

La sera si accende al Teatro Colosseo con uno degli appuntamenti più attesi del festival: “About Ten” di Fabrizio Bosso, impreziosito dagli arrangiamenti e dalla direzione di Paolo Silvestri.

Un progetto ambizioso che riunisce un ensemble di grande livello: dalla tromba lirica e potente di Bosso al pianoforte di Julian Oliver Mazzariello, sostenuti da una sezione ritmica solida e da una ricca formazione di fiati. Il risultato è una tessitura sonora ampia e raffinata, dove scrittura orchestrale e improvvisazione dialogano con eleganza.