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Lug 10


Ideato da Lavazza e dalla Città di Torino con lo scopo di diffondere la cultura della sostenibilità attraverso il linguaggio della street art, il progetto TOward2030. What are you doing? ha visto la realizzazione di 18 opere murali ispirate agli obiettivi di sviluppo sostenibile, i Sustainable Development Goals elaborati dall’ONU: i 17 obiettivi di sviluppo sostenibile più il Goal Zero, pensato da Lavazza per divulgare gli obiettivi stessi. Torino, città che vanta una lunga tradizione muralistica, è la prima città al mondo a farsi ambasciatrice dei Goal, trasformandosi in un laboratorio in cui l’arte urbana si è fatta portatrice di un messaggio potente legato al futuro del Pianeta.

Le opere, realizzate da alcuni degli artisti di punta della urban art internazionale, sono raccontate in una duplice mostra ospitata dai Musei Reali nello Spazio Confronti della Galleria Sabauda e nei Giardini Reali.

Questa iniziativa coniuga due aspetti strategici nelle scelte della nostra Amministrazione: la forte attenzione al tema della sostenibilità e la cultura intesa come motore di rigenerazione urbana. È per noi motivo di grande soddisfazione essere la prima città al mondo a fare propri i 17 Goal dell’Onu, declinandoli in segni tangibili sul suo territorio. L’apertura della mostra dedicata a TOward2030 è un’opportunità in più che si offre ai cittadini per avvicinarsi al tema della sostenibilità e conoscere più a fondo il percorso dei 17 Global Goals. Il nostro ringraziamento a Lavazza, ai Musei Reali e a tutti coloro che hanno collaborato per la realizzazione di questa iniziativa.” – ha dichiarato la Sindaca di Torino Chiara Appendino.

 “Con TOward2030 l’arte si è sposata con la sostenibilità, i muri di Torino si sono colorati di messaggi positivi e di impegno responsabile, dando così forma e interpretando i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile delle Nazioni Unite in una chiave contemporanea, attraverso 18 opere di arte urbana che hanno reso la nostra città ancora più innovativa per la divulgazione di questi temi – commenta Francesca Lavazza, Membro del Board del Gruppo Lavazza -. Siamo orgogliosi che i Musei Reali siano diventati partner di questa importante iniziativa e che il racconto di questo progetto si possa trovare all’interno della Galleria Sabauda e nei Giardini Reali. Questo progetto, fortemente voluto da Lavazza insieme al Comune di Torino, parla il linguaggio immediato e universale della street art con l’obiettivo di smuovere le persone, soprattutto i più giovani, a diventare protagonisti di una rivoluzione positiva. È così un’intera città, la nostra Torino, a farsi megafono dell’urgenza di trasformare il pianeta in un luogo più sostenibile”.

“La parola museo non designa solo un edificio per la conservazione di oggetti, ma un luogo di accoglienza e memoria dell’attività artistica dell’uomo in ogni forma, dove persone di tutte le provenienze possono trovare ispirazione a partire dall’esperienza del presente e del passato. Il lavoro degli street artist selezionati per TOward2030 sugli obiettivi di sviluppo sostenibile risponde quindi alla missione dei Musei Reali e induce a riflettere sulla potenza disvelatrice dell’arte, oggi come nel passato, e sulla inesauribile attualità della pittura fatta di gesto e di materia”, osserva Enrica Pagella, Direttrice dei Musei Reali.

La mostra dedicata al progetto TOward2030 è curata da Roberto Mastroianni e Filippo Masino. Il percorso espositivo, ricco di fotografie e filmati degli artisti al lavoro, è allestita nello Spazio Confronti della Galleria Sabauda di Torino, mentre nel Boschetto dei Giardini Reali sono riproposti gli scatti delle 18 opere di arte urbana. Sarà visitabile dal 10 luglio 2020 al 17 gennaio 2021.

L’esposizione raccoglie le immagini di Martha Cooper, fotografa statunitense e figura simbolo della urban art. Cooper offre ai visitatori uno sguardo da dentro il mondo dei graffiti, documentando il processo di realizzazione dei murales. Gli scatti sono accompagnati da un’approfondita intervista alla fotografa, a cui si aggiungono le analisi di Enrico Giovannini, portavoce di ASviS, di Michele Mariani, Executive Creative Director di Armando Testa, Roberto Mastroianni, filosofo, critico d’arte, curatore e le parole degli artisti.

Il racconto dell’esperienza di TOward2030 non si conclude con l’inaugurazione della mostra, ma prosegue il con un live painting ai Giardini Reali che ha visto protagonisti alcuni street artist dei collettivi torinesi che hanno preso parte al progetto: Il Cerchio e le Gocce, Monkeys’ Evolution, Truly Design.

L’iniziativa è inserita nel programma di Torino a Cielo Aperto

Lug 09


Ha inaugurato oggi l’ex edicola-chiosco di Porta Palazzo in piazza della Repubblica 1/F. Sarà la sede della Portineria di comunità “Lo Spaccio di cultura” che, da un lato, offrirà servizi in grado di far risparmiare tempo alle persone impegnate nella routine quotidiana e, dall’altro lato, aiuterà le persone a rischio di emarginazione sociale, offrendo un lavoro a uomini e donne in difficoltà, anche a causa di un contesto urbano che lascia poco spazio allincontro e alla socialità. Questo obiettivo, nel segno dell’innovazione sociale, è stato riconosciuto dall’Unione europea come buona pratica nei mesi di lockdown.

Il servizio di portineria era stato lanciato già a ottobre seguendo il modello francese di Lulù. I due portinai giravano per il centro di Torino su una bici a tre ruote per consegnare fiori, spesa, pacchi. Servizi a pagamento che continueranno a essere offerti insieme a servizi di sos tecnologia, commissioni in uffici pubblici, mini traduzioni, babysitting, dogsitting, consegna fiori. Ma la Portineria di comunità è anzitutto un luogo di cultura, dove molti gruppi di cittadinanza attiva si stanno organizzando con piccoli laboratori, concerti. Sarà anche punto informativo per le attività culturali e turistiche della città. Nei mesi primaverili ed estivi, inoltre, diverrà un punto di riferimento per studenti e adolescenti che potranno incontrarsi, studiare o passare del tempo all’aria aperta, grazie anche al Wi-Fi gratuito intorno allo spazio dell’edicola dove saranno sistemati alcuni tavolini.  Per far sì che tutto il territorio collabori, oggi alla presenza delle autorità e dei vecchi edicolanti, è stato anche firmato un Patto di comunitàun documento nel quale si ribadisce l’idea di una società che vuole tornare a occuparsi concretamente delle persone. I firmatari si impegneranno, ciascuno con le proprie competenze, a fare crescere azioni di reciproco aiuto.

Come richiedere i servizi della Portineria

La struttura è stata concessa dal Comune e resterà aperta per una prima fase dalle 9.30 alle 18, dal lunedì al sabato. Chi vorrà, potrà richiedere i servizi di portineria scrivendo alla mail info@spacciocultura.it, entrando nel sito www.spacciocultura.it, o chiamando il numero  3478788271.

Non solo servizi ma anche Spaccio di cultura

Lidea è di vendere i giornali dando supporto alledicola dallaltra parte della piazza, nel rispetto della vocazione originaria dello spazio. Inoltre, dal primo luglio la Portineria è anche diventata un punto verde, grazie al bando della Città. Quindi sono stati programmati laboratori, incontri, cinema, musica e teatri.

La Storia

 “Lo Spaccio di Cultura” La Portineria di Comunità è uno dei 15 progetti di innovazione sociale sostenuti dalla Città di Torino, attraverso il bando ‘Torino social factory, cofinanziati dal Pon Metro Programma Operativo Città Metropolitane 2014 – 2020 e ideato da Rete Italiana di Cultura Popolare in partenariato con Ufficio Pastorale Migranti e Nessuno è straniero.  I progetti della Rete per l’attivazione di comunità e la promozione di cultura e solidarietà sono sostenuti dalla Fondazione CRT che è anche partner di una comune iniziativa alle OGR per coinvolgere il tessuto sociale e produttivo attorno ai temi dell’innovazione e della creatività. L’edicola ha potuto godere di un restauro e una veste moderna Grazie al Bando Rincontriamoci della Fondazione Compagnia di San Paolo. Da due anni la Rete ha stretto un’alleanza anche con una delle più importanti aziende Made in Torino, Lavazza, con cui collabora a progetti sociali con ricadute sul territorio sostiene la portineria nei progetti contro la dispersione scolastica.

‘La Portineria di Comunità è un luogo dove offrire e ricevere servizi e informazioni, allacciare rapporti, scambiare fiducia e costruire microprocessi di reciproca conoscenza che rendano più vivibile la comunità per tutti”, afferma la sociologa e presidente della Rete italiana di cultura popolare, Chiara Saraceno.

“Promuovere l’innovazione sociale è un obiettivo che lega la Fondazione CRT e la Rete Italiana di Cultura Popolare, ancora insieme per un progetto originale di rigenerazione urbana, coesione, inclusione: un luogo di relazioni fondate su figucia per far rinascerelegami di socialità interrotti durante il lockdown. Nei prossimi due anni costruiremo con la Rete una Comunità di prossimità con i residenti e il tessuto sociale e produttivo attorno alle OGr, connotandole come Officine della partecipazione”, dichiara il Segretario Generale della Fondazione CRT e Direttore Generale delle OGR, Massimo Lapucci. 

“Unire servizi per il quartiere e progetti culturali, mettendo in relazione bisogni e potenzialità, fornendo un punto fermo di contatto con le persone: guardo con molto interesse a questa sperimentazione, perché potrebbe diventare un modello da cui partire per la costruzione di una rete di “portinerie di comunità” a livello cittadino”, afferma l’Assessore alle Pari Opportunità e Integrazione, Marco Giusta.

 

“In tempi di grandi diseguaglianze le innovazioni tecnologiche sono ancora più rilevanti, ma sono solo alcuni degli strumenti in grado di migliorare la qualità di vita delle persone. Serve un tipo di innovazione sociale che crei nuovi modelli di società più solidale ed equilibrata e che coniughino la connessione tra punti di necessità e punti di abbondanza. Per questo guardiamo con interesse al progetto di Portineria di comunità che mira a far incontrare fasce deboli della popolazione (chi è senza occupazione) con fasce benestanti (con buoni stipendi ma poco tempo) in modo che ci sia uno scambio reciproco win-win”, afferma l’assessore all’Innovazione Marco Pironti.

“Inclusione, integrazione, territorio, storie di vita, competenze e formazione sono molti degli elementi caratterizzanti le attività di community engagement di Lavazza. La collaborazione con Rete Italiana di Cultura Popolare ci ha portato a sposare con entusiasmo anche il progetto Portineria di Comunità, a cui prendiamo parte con due obiettivi fondamentali: contribuire alla lotta alla dispersione scolastica e al proseguo del lavoro di mappatura del quartiere Aurora, attraverso il Portale dei Saperi. Queste attività sono anche un ideale seguito di quanto realizzato con il Progetto A.A.A. –  Accoglie Accompagna, Avvicina, esempio di come sia possibile un’interazione virtuosa tra il territorio e i soggetti che lo vivono, conciliando le competenze dei singoli e delle imprese con il tessuto sociale e produttivo in cui operano” dichiara Mario Cerutti, Direttore Sostenibilità del Gruppo Lavazza.

“Da tempo sviluppiamo progetti di attivazione delle comunità – commenta Antonio Damasco, direttore della Rete Italiana di Cultura Popolare – e negli ultimi anni abbiamo capito che bisognava mettere in discussione la definizione classica di questo concetto. Per prendersi cura delle comunità in modo efficace e utile, è necessario individuare un nuovo parametro di appartenenza. Molto più che far parte di una medesima cultura, ciò che oggi identifica e dà forza a una comunità è vivere nello stesso luogo. Per mettere in relazione i singoli occorre partire da un criterio geografico e non semantico, facilitando lincontro dei loro saperi e delle loro narrazioni”.

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Lug 03


“E’ stato un modo per collegare idealmente il Nord Est e il Nord Ovest dell’Italia, dopo i mesi di chiusura causata dal Covid-19”, spiega il torinese Luigi Scuto, partito lo scorso 13 giugno per un viaggio che gli ha fatto percorrere il tracciato pensato per la Ven-To, il progetto di pista ciclabile che unisce le due città, in un percorso di 680 km.
Un vero spot per l’utilizzo della bicicletta e insieme un invito alle amministrazioni pubbliche e agli operatori privati a valorizzare e sviluppare il turismo ciclabile. “In Lombardia, Emilia e Veneto sono già stati realizzati molti tratti di questa infrastruttura , però mancano ancora i servizi – racconta Scuto – anche delle semplici fontanelle per potersi dissetare lungo il percorso.”
Raggiunta Venezia il 19 giugno, Scuto ha consegnato alla presidente del consiglio comunale della città lagunare, Ermelinda Damiano, la bandiera del capoluogo piemontese, ricevendo il gagliardetto con il leone di San Marco, recapitato oggi nel cortile interno di Palazzo Civico all’assessore alla Mobilità di Torino, Maria Lapietra.