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Set 18


È stata presentata questa mattina all’Accademia Albertina delle Belle Arti la World Press Photo Exhibition 2026, la più prestigiosa mostra internazionale dedicata al fotogiornalismo, che sarà ospitata a Torino dal 18 settembre al 13 dicembre negli spazi dell’ipogeo della Rotonda del Talucchi.

Alla presentazione, coordinata da Chiara Priante, responsabile dell’ufficio stampa della mostra, sono intervenuti l’assessore al Welfare, Diritti e Pari Opportunità della Città di Torino Jacopo Rosatelli, il presidente dell’Accademia Albertina delle Belle Arti Giovanni Quaglia e il direttore di Cime Vito Cramarosa.

L’esposizione raccoglie 144 fotografie premiate nell’ambito della 69ª edizione del concorso World Press Photo, selezionate tra oltre 57 mila immagini realizzate da 3.747 fotografi provenienti da 141 Paesi. Gli scatti raccontano conflitti, crisi climatiche, migrazioni, diritti civili e trasformazioni sociali, offrendo uno sguardo sull’attualità attraverso il linguaggio del fotogiornalismo e della fotografia documentaria.

La mostra torna nel capoluogo piemontese per il decimo anno consecutivo, confermando il legame tra Torino e uno degli appuntamenti più importanti del panorama internazionale della fotografia. Tra le opere esposte figurano la World Press Photo of the Year 2026 realizzata da Carol Guzy e il progetto della fotografa italiana Chantal Pinzi, unica rappresentante del nostro Paese tra gli autori premiati nell’edizione 2026 del concorso.

Accanto all’esposizione sono previsti incontri e appuntamenti dedicati alla fotografia e ai grandi temi dell’attualità, con la partecipazione di fotografi e protagonisti della scena internazionale del fotogiornalismo.

Maggiori informazioni nelle pagine di World Press Photo Torino

Set 17


Una Chiesa di San Filippo Neri completamente esaurita, con tutti i 950 posti disponibili occupati, ha accolto ieri sera uno degli appuntamenti più attesi di MITO SettembreMusica 2026. Per consentire a un pubblico ancora più numeroso di seguire il concerto, l’esecuzione è stata trasmessa anche su un maxischermo allestito all’esterno della chiesa.

Protagonista della serata è stato lo Stabat Mater di Gioachino Rossini, una delle pagine più celebri del repertorio sacro ottocentesco, proposta sotto la direzione di Speranza Scappucci. L’esecuzione ha visto sul palco l’Orchestra degli allievi dei Conservatori di Torino e Milano e il Coro Maghini, preparato da Claudio Chiavazza, insieme ai solisti Maria Grazia Schiavo (soprano), José Maria Lo Monaco (mezzosoprano), Levy Sekgapane (tenore) e Andrea Pellegrini (basso).

L’opera, che alterna momenti di intensa spiritualità a pagine corali di grande forza espressiva, ha coinvolto orchestra, coro e solisti in una delle produzioni di maggior rilievo dell’edizione 2026.

L’affluenza registrata alla Chiesa di San Filippo Neri ha confermato ancora una volta il forte legame tra Torino e MITO SettembreMusica, con un pubblico che ha riempito non solo la navata della chiesa ma anche gli spazi esterni, seguendo il concerto attraverso la proiezione all’aperto.

La serata ha rappresentato uno dei momenti centrali del festival, capace di trasformare uno dei luoghi più suggestivi del centro storico in un grande spazio di ascolto e condivisione, nel segno della musica e della partecipazione cittadina.

In segno di solidarietà verso le popolazioni del Nepal, i concerti di MITO SettembreMusica del 16 settembre a Milano e del 17 settembre a Torino hanno sostenuto la raccolta fondi promossa da UNICEF.

Set 17


È stato inaugurato nel pomeriggio Falchè, il nuovo progetto di cohousing realizzato da Damamar ODV ETS all’interno del Centro Polivalente Pablo Neruda di via degli Abeti 12, a Falchera. Alla cerimonia hanno partecipato il sindaco Stefano Lo Russo, l’assessore alle Politiche sociali Jacopo Rosatelli, il presidente di Damamar Antonio Di Donna e la dirigente della Divisione Inclusione Sociale della Città di Torino Silvia Giunta.

L’intervento ha trasformato una porzione dell’edificio pubblico, già sede dell’ex scuola, in uno spazio residenziale da sei posti dedicato a persone con disabilità impegnate in percorsi di vita indipendente e autonomia abitativa.

Realizzato grazie a fondi del PNRR e al cofinanziamento dell’ente gestore, il progetto ha previsto l’abbattimento delle barriere architettoniche, la riorganizzazione degli spazi, l’adeguamento degli impianti e l’introduzione di soluzioni tecnologiche e domotiche pensate per favorire accessibilità, sicurezza e qualità dell’abitare.

Accanto agli spazi residenziali, Falchè mette a disposizione una sala polivalente, aree di coworking, un bistrot e servizi di orientamento al lavoro e all’abitare, con l’obiettivo di rafforzare il legame tra residenti, associazioni e quartiere.

Il progetto prevede inoltre percorsi personalizzati di accompagnamento all’autonomia, con attività educative, sviluppo delle competenze personali e digitali, opportunità formative e lavorative e iniziative volte a favorire la partecipazione attiva delle persone coinvolte alla vita della comunità.

Con l’apertura del nuovo cohousing, Falchera aggiunge un nuovo tassello alla rete cittadina dedicata all’inclusione e all’autonomia delle persone con disabilità, valorizzando al tempo stesso uno spazio pubblico all’interno di un quartiere storicamente caratterizzato da una forte presenza di associazioni e servizi di prossimità.