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Set 16


Apre al pubblico, dopo quasi cinque anni di lavori e completati gli ultimi collaudi il Parco “Laghetti” Falchera, polmone verde di 430mila metri quadri circa, nell’area Nord di Torino, per la cui realizzazione sono stati spesi 3 milioni e 86mila euro.

L’intervento di recupero e di riqualificazione ambientale dell’area ha preso il via con la bonifica del lago da materiali di rifiuto e la rimozione degli orti abusivi nel dicembre del 2015.

L’assegnazione dei nuovi orti, nel giugno del 2018, ha rappresentato il primo step di questo ambizioso progetto: 122 quelli individuali, di circa 100 metri quadrati ciascuno, recintati con una rete metallica plastificata, dotati di impianto irriguo con tubazioni in polietilene e saracinesche di derivazione e con un casotto in muratura per il ricovero degli attrezzi, e altri 2, associativi, di circa 3mila e 500 metri quadrati.

La zona degli orti, che ospita anche due fabbricati in legno (uno per gli orti individuali e uno per gli associativi) con vani, servizi igienici e tettoie, è servita da una viabilità di collegamento interna costituita da una rete di stradini connessa al resto del parco.

Con interventi di ingegneria naturalistica si è provveduto alla modulazione e al contenimento delle pendenze delle sponde nella aree intorno ai laghetti, mentre il terreno è stato sistemato e il prato seminato per realizzare il parco estensivo agricolo. Sull’istmo di collegamento tra i due laghi è stata poi collocata una passerella, lunga 12 metri, in acciaio Corten e con pavimentazione in legno.

Per l’irrigazione dei campi limitrofi sono state recuperate le bealere esistenti (rio Mottone e bealera degli Stessi) realizzando tratte intubate e canali a cielo aperto, per consentire l’attraversamento dei quali sono stati posati dei ponticelli.

Di fronte a via degli Ulivi il parco è stato attrezzato con panchine, tavoli e fontanelle. Qui trovano posto anche un’ area giochi con diverse attrezzature, campetti da calcetto e pallacanestro, uno ‘skate park’, un’area cani con lappatoio per l’abbeveraggio degli animali; è stato inoltre realizzato un fabbricato con sala polivalente, locale ad uso bar e ristoro e servizi igienici.

All’interno del parco ‘attrezzato’, dove è stata realizzata una viabilità con due assi principali di collegamento in asfalto e strade laterali in pavimentazione stabilizzata, un nuovo tratto di ciclopista corre parallela a via Ulivi che, sul lato parco, ha visto la sistemazione del marciapiede, la realizzazione di parcheggi in linea e di due attraversamenti pedonali rialzati.

Entro il mese di settembre verrà inoltre ultimato l’impianto di illuminazione.
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DATI GENERALI INTERVENTO
Collocazione: quartiere Falchera- via degli Ulivi.
Superficie intervento: 430.000 mq
Tipologia area: parco estensivo con orti urbani; giardino attrezzato
Tempo di realizzazione: da dicembre 2015 a marzo 2020.
Costo complessivo € 3.860.000,00

Set 16


Crescono ancora i progetti di economia circolare della Città di Torino.  In un angolo del Mercato Centrale Torino a Porta Palazzo, nasce la bottega delle politiche alimentari.

‘Il Banco Circolare – RePoPP’, questo il nome dello spazio inaugurato oggi che ospiterà attività di sensibilizzazione contro lo spreco e di promozione di esperienze innovative di recupero e coltura, di valorizzazione della materia organica e del suolo promosse dalla Città di Torino, con dibattiti culturali incentrati sui temi della sostenibilità dei sistemi alimentari urbani e, attraverso il Food Metrics, si racconteranno gli indicatori del sistema alimentare torinese.

Al suo interno si insedierà RePoPP, il progetto della Città sostenuto da Amiat Gruppo Iren, Novamont, Eco dalle Città e ora anche dal Mercato Centrale Torino, con l’obiettivo di espandere le possibilità di conservazione delle eccedenze alimentari. Nella bottega, dotata di celle frigorifere per la conservazione, di attrezzature per la lavorazione e trasformazione di cibi e spazi espositivi, si concretizza la volontà di andare oltre la redistribuzione per valorizzare tutto ciò che viene recuperato.

Il ‘Banco Circolare’ non ha alcuna finalità commerciale e permetterà, oltre a un efficiente sistema di raccolta delle eccedenze alimentari organiche dai banchi del mercato alimentare di Porta Palazzo, a chiunque ne abbia bisogno di ritirarle gratuitamente dal lunedì al venerdì dalle 15 alle 17, fino ad esaurimento. Ma lo spazio non va visto non va visto solo come un progetto di natura sociale bensì come un centro di scambio culturale fra le anime che rendono vivo il quartiere, capace di favorire il progetto di integrazione tra le diverse etnie di Porta Palazzo.

“Il Mercato non nasce come un’impresa di passaggio» spiega il suo fondatore Umberto Montano «ma è una realtà che ‘crea valore’ rapportandosi con la città in maniera costruttiva e duratura. I nostri progetti – sottolinea – nascono sempre secondo obiettivi ben precisi e ci stanno molto a cuore integrazione e solidarietà. A Torino c’è bisogno di agevolare lo scambio, ricercare il dialogo e mettersi a disposizione anche di quei cittadini dalle variegate etnie che colorano brillantemente l’area di Porta Palazzo.”

In occasione dell’apertura del ‘Banco Circolare’, come già fatto lo scorso febbraio quando lo chef stellato Davide Scabin preparò una minestra calda con gli avanzi alimentari recuperati presso i banchi degli ambulanti del mercato dagli Ecomori e dalle Sentinelle dei Rifiuti, il Mercato Centrale Torino è tornato a proporre l’appuntamento “Bontà contro lo spreco” – in cui vari ospiti, tra cuochi e artigiani, si alterneranno mensilmente preparando pietanze gustose da distribuire gratuitamente. L’intenzione è celebrare la diversità delle comunità di Porta Palazzo dimostrando che tutte le culture e cucine possono valorizzare le eccedenze alimentari e che, contribuendo alla diffusione di buone prassi di recupero e riuso dei beni, si stimola la cittadinanza a essere solidale, favorendo altresì un consumo consapevole e l’adozione di stili di vita sani e sostenibili.

Set 15


Biennale Democrazia – manifestazione culturale internazionale che coinvolge i cittadini e in particolare i giovani delle scuole e delle università – torna a Torino da mercoledì 24 a domenica 28 marzo 2021 con la settima edizione dal titolo “Un pianeta, molti mondi”.

Al centro dell’attenzione sarà la nostra condizione di abitanti di un unico pianeta, oggi sempre più connesso ma sempre più frammentato, con particolare attenzione ai tanti fattori che rendono difficile trovare risposte comuni a problemi di portata globale. L’emergenza sanitaria ha fornito una dimostrazione esemplare della nostra dipendenza dal contesto globale: nel bene e nel male, nella vulnerabilità come nella solidarietà. Ma ha anche mostrato quanto rilevanti siano i legami – affettivi, culturali, politici, giuridici – che pongono le persone in relazione diretta tra loro, dando forma a spazi di cittadinanza e a quello che viene percepito come “il proprio mondo”. Abitiamo la stessa terra, ma apparteniamo a mondi diversi.

“Se nell’edizione 2019 discutemmo dei coni d’ombra della società della visibilità e della trasparenza – ricorda Gustavo Zagrebelsky, Presidente di Biennale Democrazia – nel 2021 rifletteremo sul rapporto fra i problemi globali e la pluralità di realtà sociali che caratterizza il nostro mondo, ripartendo dalle fratture presenti nelle nostre società: quei conflitti, spesso aspri, che pongono gli uni contro gli altri il centro e le periferie, le città e le campagne, le élites e i popoli, la scienza e l’opinione, i tanti e i pochi, le istituzioni e la società”.

L’incertezza legata all’emergenza sanitaria in corso ha imposto un supplemento di riflessione circa le forme e gli stili della discussione seria e informata e del coinvolgimento dei cittadini che da sempre sono gli obiettivi principali della manifestazione. Se, da un lato, è fondamentale fare il possibile perché Biennale Democrazia si confermi come luogo di incontro – fisico – e di dibattito culturale, in particolare dopo mesi che per molti sono stati marcati dal distanziamento e dalla paura del contagio, dall’altro, non si può sottovalutare il carattere straordinario di questa edizione facendo tesoro di quanto appreso in questi mesi difficili sull’uso delle risorse digitali per la diffusione dei contenuti culturali, sperimentando nuove forme miste, di discussione in presenza e di diffusione a distanza, per incrementare ancora il
pubblico già molto vasto della nostra manifestazione.

BD2021 sarà quindi anche presente online con un’ampia offerta di dirette streaming per permettere a tutti i cittadini di partecipare alle giornate della manifestazione.

Biennale Democrazia è un progetto della Città di Torino, realizzato dalla Fondazione per la Cultura Torino, che si svolge sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica ed è sostenuto, fin dai suoi esordi, da Intesa Sanpaolo, Fondazione Compagnia di San Paolo e Fondazione CRT e da numerosi altri partner che negli anni ne hanno garantito la sostenibilità. Intesa Sanpaolo contribuisce anche a sostenere le attività di raccordo e di preparazione all’edizione 2021 rinnovando l’impegno nella formazione per le scuole superiori e nel percorso di accompagnamento dei ragazzi sui temi e sui problemi della democrazia e della cittadinanza. Inoltre, il rapporto con Intesa Sanpaolo ha permesso di aderire a una rete di realtà culturali e civili del nostro Paese attraverso la partecipazione al progetto Pensa 2040: Cultura e cittadinanza attiva come strumento chiave contro la criminalità organizzata; realizzato da CO2 – Crisis Opportunity Onlus, dopo una tappa a Firenze a novembre 2020, il progetto approderà a Biennale Democrazia 2021 per discutere di come la cultura e la formazione possano contribuire, in maniera spesso determinante, alla lotta contro le mafie.

L’edizione 2021 vedrà una forte innovazione nei rapporti e nel coinvolgimento dell’Università di Torino e del Politecnico di Torino che, sempre più protagonisti nelle iniziative di promozione culturale della Città, trovano in Biennale Democrazia un luogo fondamentale di confronto e di scambio fra cultura scientifica e umanistica.

I due atenei torinesi si configurano come partner culturali e scientifici dell’edizione 2021 insieme al Polo del ‘900, che rinnova la collaborazione con BD nell’ideazione dei contenuti e di nuove forme di coinvolgimento attivo di cittadini e associazioni. Si ripartirà dai risultati del progetto “40 Mondi. Scegli il vocabolario della prossima Biennale Democrazia“, un percorso di attivazione di nuovi pubblici per costruire in modo condiviso il programma della prossima edizione anche attraverso il coinvolgimento di istituzioni e comunità diffuse a livello nazionale. BD2021 vede rafforzata la collaborazione nella progettazione di contenuti culturali con OGR Public Program e sarà, inoltre, caratterizzata da una rinnovata attenzione nei confronti del vasto territorio cittadino grazie alla collaborazione con la Rete delle Biblioteche civiche torinesi e alla partnership con la piattaforma Torino Social Impact, l’ecosistema per l’imprenditorialità ad impatto sociale, che permetterà di riflettere sulle pratiche di rigenerazione urbana come punto di incontro tra la partecipazione attiva e lo sviluppo economico e sociale.

I temi
Un pianeta, molti mondi: abitiamo un unico pianeta, sempre più connesso ma sempre più frammentato. La pandemia di Covid-19 ha enfatizzato sia la dipendenza dal contesto globale sia la rilevanza dei legami che pongono le persone in relazione diretta tra loro, dando forma agli spazi di cittadinanza. La questione ecologica è l’emblema di come, in un pianeta interconnesso, sia sempre più urgente agire di concerto. Ma ciò si impone tutte le volte che sono in gioco beni primari come la vita, la salute o la libertà. Davanti a sfide di questa portata, forte è il rischio di farsi sedurre da scorciatoie autoritarie: le società democratiche avranno la forza di imprimere mutamenti radicali alle forme consolidate di coesistenza? I molti mondi produrranno rivendicazioni conflittuali o sapranno perseguire fini comuni? Movimenti, Stati, organismi intergovernativi o sovranazionali: chi svolgerà il necessario lavoro di mediazione?

Il tema della settima edizione di Biennale Democrazia è declinato in quattro percorsi per offrire una riflessione ampia e articolata a partire da una pluralità di punti di vista.

● Pianeta-Mondo. Le istanze di un movimento ambientalista composto perlopiù da giovani cittadini mostrano con forza l’urgenza di tornare a discutere di problemi di portata globale, aggravati oggi dalla pandemia e dai suoi effetti economici e sociali; tra questi anche i nuovi rischi di conflitto nucleare o con armi biologiche, gli sviluppi dell’ingegneria genetica o dell’intelligenza artificiale, il potenziale economicamente deflagrante dei flussi finanziari.

● Mondi contro. A fronte di società sempre più connesse, si approfondiscono le fratture intorno alle quali vengono delineandosi mondi reciprocamente ostili: blocchi geopolitici contrapposti, ma anche aspri conflitti, specie nelle società democratiche, oggi acuiti dalla crisi sociale che sta maturando in seguito a quella sanitaria. Diventa così urgente confrontarsi tanto con la crescita delle diseguaglianze economiche e dello sfruttamento del lavoro, quanto con la pressante richiesta di politiche identitarie e nazionaliste.

● La politica e le altre sfere. Se i decenni scorsi ci hanno abituati a pensare la politica come comprimaria sul palcoscenico della globalizzazione economica e tecnologica, la crisi sanitaria mondiale ha però mostrato, nuovamente, la sua funzione insostituibile. Ritorna così l’esigenza di indagare il rapporto tra la politica e le altre sfere della vita sociale: prima fra tutte la scienza, ma anche la sfera economica, dei media, il mondo della cultura e l’opinione pubblica più in generale.

● Nuovi mondi. Nei momenti di crisi si rinnova il nostro bisogno di guardare al futuro per dare nuova forma alla realtà. Da qui, l’esigenza di tornare sui sentieri tracciati dalla letteratura, dalla creatività artistica e dall’incontro con mondi sconosciuti e di sperimentare sguardi inediti su un mondo saturo come il nostro, rinnovando la spinta a immaginare futuri possibili, prima di tutto dal punto di vista politico e sociale.

I percorsi formativi
Biennale Democrazia vuole essere un sostegno per gli studenti e per gli insegnanti, confermando il proprio impegno nel supporto alla formazione superiore e all’educazione civica. In preparazione dell’edizione 2021, BD torna a proporre alle scuole superiori di Torino e d’Italia quattro percorsi tematici accomunati dall’intento di fornire ai ragazzi strumenti di analisi e chiavi di lettura per interpretare la fase di emergenza che ha investito la società intera e soprattutto per riflettere sulle trasformazioni future che già oggi lasciano intravedere il mondo di domani.

1) Città; 2) Changes. Cambiamenti; 3) Contare nel mondo. Il diritto di essere contati; 4) Work in progress? Passato, presente e futuro del lavoro: quattro percorsi strutturati per moduli fruibili dagli studenti sia interamente da remoto sia in classe con la mediazione dei docenti. Con particolare attenzione all’interazione fra i ragazzi, i percorsi proporranno un ampio ventaglio di materiali didattici (video, audio, letture, immagini) preparati dai formatori di Biennale Democrazia. Alla luce delle condizioni inedite di questi mesi si è optato per video-lezioni corredate da proposte di attività funzionali a promuovere la riflessione e la discussione. I materiali saranno utilizzabili da tutte le scuole superiori d’Italia e, alle classi di Torino che ne faranno richiesta, sarà garantito un incontro in presenza o a distanza che permetterà agli studenti di discutere con i formatori.

Due call per partecipare
Dopo il successo delle scorse edizioni, anche quest’anno Biennale Democrazia lancia due call, allo scopo di promuovere l’apertura ai nuovi pubblici e a nuove realtà associative. La call Diventa autore di BD 2021 è rivolta a tutti i cittadini che vogliano proporre temi da discutere nella prossima edizione.
Nell’ambito di un più ampio progetto di rilancio delle realtà culturali della Città, la seconda call sarà quest’anno riservata unicamente alle associazioni dell’area metropolitana di Torino che vogliono contribuire alla realizzazione di un’iniziativa durante i cinque giorni della manifestazione. Biennale Democrazia selezionerà fino a 5 idee dei cittadini e fino a 10 progetti delle organizzazioni. Tutte le proposte dovranno essere inviate entro il 15 ottobre 2020 compilando il form dedicato reperibile sul sito biennaledemocrazia.it.

I luoghi
Nella settima edizione, saranno riconfermate le sedi di prestigio della città, tra cui il Teatro Regio, il Teatro Carignano, il Circolo dei lettori, l’Auditorium grattacielo Intesa Sanpaolo, le Officine Grandi Riparazioni (OGR), il Polo del ‘900. A queste si aggiungeranno le sedi del Politecnico di Torino e dell’Università di Torino, che oltre all’Aula Magna della Cavallerizza Reale, metterà a disposizione anche alcuni spazi del nuovo Complesso Aldo Moro, nel cuore della città. La collaborazione con la rete delle Biblioteche civiche torinesi permetterà di portare gli incontri di Biennale sul vasto territorio cittadino, coinvolgendo tutte le circoscrizioni.