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Gen 16


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Si chiama Olli, è un minibus elettrico a guida autonoma realizzato assemblando parti stampate in 3D: un prodotto per la mobilità urbana sostenibile, innovativo dal punto di vista tecnologico, progettato ponendo particolare attenzione alle caratteristiche di accessibilità e rispettoso dell’ambiente.

Da oggi, a Torino, inizia la sua avventura (il testing su strada): un periodo di prova che durerà quattro mesi, durante i quali lo shuttle svolgerà servizio di trasporto all’interno del campus ITCILO.

Portare la sperimentazione di Olli nel capoluogo piemontese, la prima del genere in Italia, è il risultato di un lavoro sinergico internazionale svolto in collaborazione tra Città di Torino, ITCILO, Reale Mutua e Local Motors e, al contempo, l’esito di una sfida tra città europee, il challenge internazionale di Local Motors, vinta lo scorso anno da Torino (insieme ad Amsterdam) per la selezione dei migliori contesti urbani di sperimentazione dello shuttle a guida autonoma.

‘L’arrivo e l’avvio della sperimentazione di Olli – ha sottolineato la sindaca Chiara Appendino nel corso della presentazione alla stampa della navetta – segna un nuovo successo per la Torino che, attraverso un lavoro di squadra che coinvolge istituzioni pubbliche, sistema universitario e mondo delle imprese, ha creato le condizioni per proporsi a livello internazionale come attrezzato laboratorio urbano per il testing di soluzioni tecnologicamente innovative, con forte attrattività per le imprese, a elevato impatto sociale e, elemento tutt’altro che da sottovalutare, concepite con attenzione alla sostenibilità ambientale’.

A partire da oggi dunque, dipendenti e ospiti del campus ONU ITCILO potranno spostarsi utilizzando Olli e, fino al prossimo maggio, il mezzo a guida autonoma potrà essere così testato in condizioni di mobilità reali e simili a quelle di una strada cittadina.

La visione legata a questa iniziativa va ben oltre la scelta di una particolare tecnologia, perché punta alla realizzazione di una progettualità condivisa con soggetti locali e internazionali per meglio affrontare il cambio di paradigma richiesto dalla mobilità del futuro.

A cominciare dall’ambiente e dal territorio, grazie anche al coinvolgimento del partner IREN, che ha da tempo ampliato la propria area di business al campo della mobilità elettrica, e che potrà quindi garantire un impatto ambientale leggero grazie alla fornitura di fonti energetiche pulite per la carica dello shuttle.

La guida autonoma richiede un cambio radicale del modello di responsabilità e protezione dai rischi che verosimilmente si sposterà da un conducente in carne ed ossa a un’intelligenza artificiale, aspetto questo che grazie al significativo contributo al progetto di Reale Mutua in qualità di main sponsor potrà essere oggetto di studio, sperimentazione e innovazione.

L’assessore all’Innovazione, Marco Pironti, ha evidenziato che “la mobilità del futuro implica un necessario cambio di paradigma, che va ben oltre la tecnologia. Ha impatti nuovi su sostenibilità ambientale e per i cittadini, nuovi servizi a valore aggiunto – come innovativi modelli assicurativi -,  forme di collaborazione tra attori dell’innovazione e dell’ecosistema, nuovi sistemi di produzione come l’additive manufacturing e stampa 3D, nuove competenze da creare e  professionalità da definire. La visione sistemica che caratterizza questa sperimentazione – ha aggiunto Pironti – ci rende orgogliosi. La nostra strategia per l’innovazione ‘Torino City Lab’ può solo ambire a crescere con progettualità di respiro internazionale come questa, rendendo la nostra città terreno fertile e attrattivo di idee, innovazioni e investimenti per player del territorio ed esteri”.

Una delle caratteristiche specifiche dello shuttle Olli è rappresentata dalle modalità di produzione delle sue componenti che presentano varie parti stampate in 3D, un aspetto rilevante per Torino poiché tema delle attività di sviluppo di nuove tecnologie svolte dal Competence Center per l’industria 4.0.

Ricerca e innovazione del progetto, attuale e in prospettiva, su temi come intelligenza artificiale, user experience, mobilità, sono potenziate dal coinvolgimento dell’Università degli studi di Torino e, in particolar modo, dal suo centro per l’innovazione transdisciplinare ICxT.

La sperimentazione Olli nel campus delle Nazioni Unite coinvolgerà anche un team di supporto alla sperimentazione composto da giovani cittadini fruitori del “reddito di cittadinanza” e studenti universitari.

A proposito di collaborazioni nell’attività di testing, lo shuttle Olli a guida autonoma è predisposto per essere accessibile anche a persone diversamente abili e, sotto questo aspetto, per verificare l’efficacia di questa funzione, sono previsti momenti di confronto con l’ufficio disability manager della Città di Torino.

[Fonte: Torinoclick]

Dic 13


Sono state selezionate le prime otto aziende che a partire da oggi possono fornire monopattini elettrici in condivisione in città.

A ottobre la Città di Torino aveva pubblicato un avviso pubblico per individuare operatori privati interessati a svolgere servizi di mobilità in sharing a flusso libero.

Le società selezionate sono Bird, Bitmobility, Circ, Dott, Helbiz (autorizzata anche per le biciclette a pedalata assistita),  Hive, Lime e Tier.

Per avviare la propria attività i gestori hanno dovuto presentare certificazione di sottoscrizione di adeguata polizza assicurativa, garantire che il servizio fosse attivo 365 giorni all’anno, la presenza di un call-center e di un servizio di pronto intervento e controllo dei dispositivi con personale pronto a rimuoverli o spostarli entro le 24 ore dalla segnalazione in caso di disservizio, abbandono o posteggio irregolare, pena la rimozione da parte del Comune con imputazione di penalità a carico del gestore.

Le linee guida approvate lo scorso 26 luglio in occasione dell’adesione alla sperimentazione della micromobilità elettrica dispongono che i monopattini elettrici possono circolare nelle zone 30, nelle strade a velocità limitata a 30 km/h e nelle piste ciclabili. Devono essere condotti esclusivamente da maggiorenni e minori in possesso della patente AM e possono viaggiare alla velocità massima di 20 km/h utilizzando il necessario limitatore di velocità.

I mezzi devono inoltre essere dotati di segnalatori acustici e il motore elettrico che li alimenta non può avere una potenza superiore a 500W. Possono essere parcheggiati nelle aree e negli stalli destinati alle biciclette e ai motoveicoli.

Da mezz’ora dopo il tramonto, per tutto il periodo di oscurità e di giorno, qualora le condizioni atmosferiche lo richiedano, i mezzi sprovvisti o mancanti dei dispositivi utili alla segnalazione visiva, non potranno essere utilizzati, ma solo condotti o trasportati a mano.

Dopo il tramonto del sole fino a mezz’ora prima del suo sorgere, inoltre, gli utilizzatori di monopattini avranno l’obbligo di indossare il giubbotto o le bretelle autoriflettenti ad alta visibilità.

Nessun obbligo di indossare  il casco nel corso dei propri spostamenti con questi dispositivi, ma un invito a farlo: si tratta di una buona misura di prevenzione.

“I monopattini elettrici in sharing si inseriscono all’interno di una sperimentazione che speriamo abbia successo perché crediamo fortemente che l’utilizzo di mezzi ‘puliti’ e del trasporto pubblico possa favorire la qualità della mobilità e dell’ambiente – spiega l’assessora alla Mobilità Maria Lapietra – . Questi dispositivi possono rappresentare una grande opportunità per muoversi agevolmente e in modo sostenibile e non vogliamo che il loro utilizzo possa trasformarsi invece in un pericolo e in un disagio: in strada c’è  posto per tutti se ci si muove con buonsenso, rispetto e osservando le regole. Per questo,  d’intesa con i  gestori e la Polizia municipale – conclude l’assessora – dal prossimo mese di gennaio intendiamo proporre dei corsi di guida sicura ed educazione stradale che istruiscano i partecipanti al buon utilizzo di questi mezzi”.

Nov 29


La sindaca Chiara Appendino ha ricevuto oggi a Palazzo civico la Presidente d’Estonia Kersti Kaljulaid. Un breve incontro nell’ambito della visita in Italia della prima cittadina estone, nella città che da domani ospiterà una mostra dedicata a un importante pittore della repubblica baltica, Konrad Mägi, in programma fino all’8 marzo a Palazzo reale.

Sono molti i motivi che avvicinano la nostra città all’Estonia.  Torino è una meta assai frequentata dai turisti estoni, che amano l’Italia e le sue bellezze artistiche e naturali. Inoltre, esiste una comune sensibilità verso il verde urbano, considerato assai importante per la qualità della vita delle persone, oltre che per offrire una valida difesa dal cambiamento climatico.

A seguire la Presidente Kaljulaid e la sindaca Appendino, insieme all’assessore all’Ambiente Alberto Unia, si sono recate nel Parco del Valentino per la posa di una quercia donata dalla Repubblica d’Estonia alla nostra città, di fronte alla Fontana dei Mesi. L’assessore consegnerà alla Presidente un Attestato di donazione (progetto “Dona un albero alla tua città”).