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Set 12


Due scuole medie statali completamente rinnovate e restituite alla città, dopo interventi sostanziali realizzati a tempo di record. Insieme, un segnale forte che da Torino arriva a tutta la scuola italiana con la proposta di idee progettuali e un modello di processo replicabili e interessanti per quanti ritengono l’intervento in edilizia scolastica una condizione necessaria per migliorare la qualità dell’istruzione, andando al di là dell’emergenza sicurezza e costruendo gli ambienti di apprendimento più “giusti” per l’innovazione didattica.

È questo il significato del progetto Torino fa scuola, promosso e sostenuto da Fondazione Agnelli e Compagnia di San Paolo, in collaborazione con Città di Torino e Fondazione per la Scuola, giunto oggi alla sua tappa più attesa: la nuova inaugurazione pubblica delle scuole Enrico Fermi (via Biglieri al Lingotto) e Giovanni Pascoli (Via Duchessa Jolanda a Cit Turin). Al termine di un anno di lavori, i cantieri si sono chiusi all’inizio di settembre, così da permettere – mantenendo gli impegni presi – il ritorno nei due edifici di allievi, insegnanti e personale della scuola in tempo per la campanella del nuovo anno.

Alla presenza di altre numerose autorità locali e dei cittadini, l’inaugurazione – che si è svolta con una duplice cerimonia nelle due scuole – ha visto gli interventi della Sindaca di Torino, Chiara Appendino, del Presidente di Fondazione Agnelli, John Elkann, del Presidente della Compagnia di San Paolo, Francesco Profumo. Il Direttore generale dell’Ufficio Scolastico Regionale del Piemonte, Fabrizio Manca, ha portato il saluto del Ministero dell’Istruzione, dell’università e della ricerca.

Le due comunità scolastiche, già al lavoro da settimane, guidate dai due dirigenti scolastici, Laura Di Perna (Pascoli) e Giorgio Brandone (Fermi), hanno accolto gli ospiti con entusiasmo e la consapevolezza dell’importante e difficile sfida didattica che le attende.

La visita alle scuole è stata condotta dagli architetti dei due progetti vincitori del concorso: Alberto Bottero e Simona Della Rocca (BDRbureau) per la Scuola Fermi, Silvia Minutolo (Archisbang) e Domenico Racca (Area Progetti) per la Scuola Pascoli.

“Con la Compagnia di San Paolo e la collaborazione della Città di Torino – ha detto John Elkann, Presidente di Fondazione Agnelli – abbiamo sperimentato un inedito metodo di lavoro fra pubblico e privato, con gli esiti ammirevoli che tutti possono vedere. Oggi abbiamo due scuole rinnovate, sicure, belle e sostenibili. Grazie all’impegno di tutti, a partire da quello di docenti e studenti, vorremmo che domani Fermi e Pascoli diventassero anche un modello di innovazione didattica. Perché questo era, fin dall’inizio, l’obiettivo”.

“Promuovere la conoscenza di qualità e lo sviluppo delle competenze delle generazioni future rappresenta l’investimento più promettente per un Paese, perché pone solide basi a favore della crescita consapevole dei cittadini di domani. Per questo – ha affermato Francesco Profumo, Presidente della Compagnia di San Paolo – abbiamo investito nel rinnovamento degli spazi e del pensiero pedagogico all’interno di due scuole di Torino, coinvolgendo persone del mondo della scuola e dell’architettura così come studenti, insegnanti, famiglie e molti altri professionisti. Si tratta di due scuole esemplari per la loro storia e le loro caratteristiche architettoniche. Auspichiamo che questo processo possa essere replicato, in tutto o in parte, anche su altri edifici scolastici a livello nazionale”.

“Le due scuole che abbiamo visitato oggi – ha affermato Fabrizio Manca, Direttore generale USR Piemonte – sono concepite come spazio educativo dinamico, aperto e interconnesso, dove il lavoro individuale e di gruppo, la sperimentazione, l’approfondimento delle discipline diventano esperienze realizzabili in tutto l’edificio e non solo nella ‘classica aula’. L’aula tradizionale costituisce uno strumento didattico ormai troppo rigido e inadeguato alle esigenze formative attuali e non può essere più il luogo unico dell’apprendere ma un luogo in cui una molteplicità di spazi diversificati, complementari e sinergici contribuiscono a formare un ambiente integrato, in grado di supportare una didattica attiva e moderna, in base a standard di qualità, vivibilità e benessere”.

“Con questo intervento di rinnovamento sostanziale di due spazi educativi della nostra città – ha concluso Chiara Appendino, Sindaca della Città di Torino – si offre una proposta nuova e stimolante alla scuola italiana. Torino fa scuola anche per questo, per la sua capacità di accogliere nuove proposte e dar loro spazio, idee che poi si diffondono nel resto del Paese. La Città dedica lavoro, risorse ed energie all’istruzione offrendo servizi socio-educativi che ne amplificano l’efficienza, nella certezza che il benessere della scuola sia la chiave del benessere di tutti. Ringrazio la Fondazione Agnelli e la Compagnia di San Paolo per questo importante impegno e per la qualità dell’intervento, che sottolinea la capacità tutta torinese di dare ali alle idee” .

Torino fa scuola nasce nel 2015 da una riflessione culturale e architettonica sul ruolo decisivo che gli ambienti di apprendimento possono avere – e già hanno in molte esperienze internazionali – per la qualità della scuola. Edifici più  accoglienti, sostenibili, meglio integrati nella vita del quartiere, con spazi modulari e flessibili, progettati ex novo o (come è più probabile in Italia) rinnovati a partire dell’esistente secondo i moderni orientamenti della pedagogia e pratiche didattiche innovative, personalizzate e inclusive, possono favorire gli apprendimenti e il benessere di chi nella scuola vive e lavora: questa è l’idea di fondo del progetto. Grazie a questa visione condivisa, le due fondazioni dall’inizio hanno scelto la strada della concretezza con un valore esemplare: passare dalle idee ai fatti, realizzare interventi di impatto a livello locale attraverso i quali “fare scuola” per offrire idee e un modello di processo per la riqualificazione del patrimonio edilizio scolastico replicabile in tutto il Paese e a diverse scale.

Il primo anno è stato dedicato a lavorare con le due comunità scolastiche (preside, docenti, famiglie, studenti, insieme a pedagogisti e architetti) per dare loro voce, mettendo a fuoco bisogni, aspettative e desideri di rinnovamento, facendoli diventare “concetto pedagogico” e driver di cambiamento. Da questo processo sono emerse le linee guida per le due nuove scuole, che nel 2016 hanno orientato il concorso di progettazione, al quale hanno partecipato quasi 300 studi di architettura, italiani e stranieri. Nel 2017 sono stati annunciati i due progetti vincitori; l’iter è proseguito per rendere esecutivi i progetti e ricevere le autorizzazioni, fino all’apertura dei lavori di cantiere nell’estate del 2018, conclusi senza ritardo nell’agosto 2019.

Torino fa scuola ha visto un investimento economico di 11 milioni, interamente a carico dei due soggetti privati. Gli interventi per le opere e gli arredi di Scuola Fermi sono costati circa 7,7 milioni di Euro (IVA inclusa), finanziati per 4,7 dalla Fondazione Agnelli (che è stato il committente unico dei lavori) e per 3 dalla Compagnia di San Paolo. Gli interventi per le opere e gli arredi Scuola Pascoli sono stati finanziati da Fondazione per la Scuola e Compagnia di San Paolo per un costo totale di realizzazione di 3,5 milioni di Euro (IVA inclusa).

Maggiori informazioni su www.torinofascuola.it

Set 09


Primo suono di campanella per l’anno scolastico 2019 – 2020. Oggi la sindaca Chiara Appendino e l’assessora all’Istruzione Antonietta Di Martino, insieme a Stefano Suraniti, dirigente Ufficio Scolastico Territoriale, hanno visitato l’Istituto Comprensivo Marconi-Antonelli accompagnati da Paola De Faveri, dirigente scolastico.  La sindaca e l’assessora, nel cortile della scuola primaria Antonelli di via Vezzolano, hanno dedicato un pensiero ai bambini e alle bambine che iniziano oggi il loro percorso scolastico “che auguro proseguirà sino all’Università”, ha spiegato l’assessora. “Un pensiero anche alle loro famiglie che possano accompagnare con serenità i loro figli
nel loro percorso formativo, e al corpo insegnante che ha il compito di valorizzare le potenzialità di ogni singolo bambino e di educare l’intera classe alla condivisione di valori importanti come l’accoglienza e la solidarietà, il rispetto dell’altro e di tutti i valori che sono alla base della scuola”. Di Martino ha poi dedicato ai bambini e alle bambine una filastrocca di Bruno Togliolini:

Maestra, insegnami il fiore ed il frutto
– Col tempo, ti insegnerò tutto
Insegnami fino al profondo dei mari
– Ti insegno fin dove tu impari
Insegnami il cielo, più su che si può
– Ti insegno fin dove io so
E dove non sai? – Da lì andiamo insieme
Maestra e scolaro, un albero e un seme
Insegno ed imparo, insieme perché
Io insegno se imparo con te.

la visita è poi proseguita alla scuola media Marconi di via Asigliano Vercellese, dove un’orchestra composta dai bambini frequentanti i corsi di strumento hanno suonato i Carmina Burana. Anche qui sindaca e assessora hanno ringraziato la dirigente per l’accoglienza: “Questa breve esecuzione musicale – ha detto Di Martino – ci consente di comprendere quanto lavoro vi sia nel dietro le quinte da parte dell’intero corpo docente che con passione e professionalità portano avanti nella quotidianità i programmi curriculari e valorizzano le relazioni con i ragazzi e le ragazze e con le loro famiglie”. Ai ragazzi della Marconi l’assessora ha dedicato una frase di Malaal Yousafzai, giovanissima premio Nobel per la Pace, che combatte da anni per l’uguaglianza delle opportunità in Pakistan:

Un bambino, una bambina,
(un ragazzo e una ragazza)
un libro, un insegnante
e una penna
possono cambiare il mondo.

In entrambe le scuole, sindaca e assessora si sono intrattenute nelle classi confrontandosi con gli allievi e con le maestre. Una giornata particolare per i piccoli uomini e donne di domani.

Ago 02


Torinesi e turisti potranno provarli già domani, sabato 3, e poi domenica 4 agosto quando sul percorso piazza Satuto, via Cernaia, via Pietro Micca, piazza Castello, via Po, piazza Gran Madre, dalle 15.30 alle 21, sarà operativa una navetta gratuita.

Presentati oggi in piazza San Giovanni alla presenza della sindaca Chiara Appendino, del presidente di Gtt Paolo Golzio e dell’Amministratore Delegato Giovanni Foti, dell’assessore regionale Marco Gabusi e di Maria Lapietra, assessora comunale alla Mobilità, i 74 nuovi bus verranno impiegati sulle cosidette ‘linee di forza’, molto utilizzate dai clienti.

I 34 autosnodati, della lunghezza di 18 metri, e i più piccoli 12 metri copriranno il percorso delle linee: 18, che collega le piazze Sofia e Caio Mario; 68, da zona San Paolo a Sassi; 56, da Grugliasco fino a Largo Tabacchi, ai piedi della collina e 35, da Porta Nuova a Nichelino.

Questi veicoli sostituiranno nel parco GTT gli autobus a motorizzazione Euro 2 e consentiranno un risparmio di carburante del 21,6%, la riduzione delle emissioni di ossidi di azoto (NOx) del 98%, del particolato dell’88% e del biossido di carbonio (C02) del 22%.

I nuovi bus permetteranno inoltre una migliore accessibilità alle persone con disabilità motoria potendo ospitare due carrozzine, rispetto alle attuali vetture da 18 metri dotate di una sola postazione.

Ai veicoli si accederà dalla porta anteriore (sugli autosnodati anche da quella in fondo), mentre per scendere occorrerà utilizzare le porte centrali. Questo consentirà di utilizzarli anche con i tornelli che GTT continuerà a installare con un cronoprogramma che ora prevede vengano completate le linee gestite coi mezzi elettrici, per proseguire con la Torino Chieri (linea 30) e quelle dove verranno utilizzati le nuove vetture.

L’investimento complessivo, che prevede anche la manutenzione ‘full service’ dei mezzi’ è stato di 31 milioni di euro.