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Set 09


A Torino la Dora diventa Il fiume delle biografie grazie a un intervento artistico, ideato all’interno del progetto europeo ToNite, per rafforzare il senso di comunità tra chi abita nei quartieri attorno al fiume.

Dal 12 settembre un’opera filmica diretta da Stefano Di Polito e montata da Giuseppe Bisceglia accoglierà chi passeggia sul Lungo Dora, dal Ponte Mosca fino a via Cigna, mostrando in dieci video le biografie degli abitanti storici del territorio intrecciate con quelle delle nuove generazioni di origine migratoria.

Scaricando la app Tellingstones le storie saranno visibili sullo smartphone, senza bisogno di leggere dei Qrcode, all’altezza dei ponti, proprio per simboleggiare l’intento di unire attraverso la narrazione.

Le dieci biografie accomunano il destino di chi è immigrato sessanta anni fa a Torino con i migranti di oggi e le nuove generazioni di italiani, e ci aiutano a riflettere sulla complessità dell’identità, sugli sforzi per migliorare la propria vita, sull’importanza degli incontri e del dialogo e, infine, sul bisogno di realizzazione.

La Dora diventa, così, metafora della vita e ogni elemento fisico del fiume ci ricorda le fasi che ogni persona deve attraversare nella propria esistenza e ci spinge a identificarci con gli altri.

Le stelle rappresentano il destino sotto cui nasciamo, l’acqua ricorda la trasformazione, il ponte simboleggia gli incontri, la luce raffigura l’identità, mentre l’aurora ci conduce alla rinascita.

Il fiume è vita e in un quartiere vivace come Aurora – dichiara il regista Stefano Di Polito – quest’opera all’aperto è un invito al dialogo e alla solidarietà, suggerisce il bisogno di superare le distanze e di riconoscere negli altri alcuni momenti della nostra vita, di rispecchiarci nelle storie di chi vive accanto a noi per sentirci tutti esseri umani.”

La narrazione sul territorio si estenderà nei prossimi mesi ai 19 progetti vincitori del Bando ToNite, mentre i filmati delle 10 biografie daranno vita a un documentario che indaga i sentimenti delle nuove generazioni di italiani con background migratorio.

Domenica 12 settembre il regista Stefano Di Polito e i protagonisti delle storie accompagneranno i visitatori alla scoperta del fiume delle biografie attraverso due tour guidati alle 11 e alle 17 con ritrovo sul Ponte Mosca. 

Per prenotarsi ai tour guidati e per informazioni: tonite@tellingstones.org

Le dieci biografie – Le storie ci uniscono

Sul lungofiume si alternano le biografie delle nuove generazioni  con quelle degli abitanti storici del territorio. Ogni storia è collegata a un tema biografico che ricorre nelle vite di ogni persona: il destino, la sfida, il riscatto, l’evoluzione, l’incontro, il dialogo, la memoria, l’identità, l’unione e la salvezza. Le storie delle nuove generazioni ci aiutano a conoscere e a riconoscere i diritti e le emozioni dei giovani italiani con background migratorio. Le biografie degli abitanti storici rivelano il passato dimenticato del territorio e ci consentono di scoprire come le storie si ripetono. Una giovane mediatrice di origine marocchina ci racconta la difficoltà che vivono i figli di immigrati per essere riconosciuti, Syed uno studente lavoratore pakistano ci rivela il sogno di diventare il primo ingegnere aerospaziale nella sua famiglia, due gemelle senegalesi ci parlano dell’identità, un tema molto complesso perché sono nate e cresciute in Italia, Luisa di origine cinese ci racconta la sua scelta difficile di rinunciare a proseguire l’attività commerciale dei genitori, Francesca, una giovane italiana, infine, racconta le difficoltà che hanno i giovani per affermarsi e il bisogno che vengano superati dei pregiudizi nei loro confronti. Accanto a loro gli abitanti più anziani raccontano alcune storie dimenticate: Vitto ci parla delle officine Grandi Motori e del suo arrivo a Torino negli anni ‘50 con un materasso sulle spalle perché non sapeva dove dormire, Maria torna a vedere dopo tanti anni cosa è rimasto del GFT il Gruppo Finanziario Tessile, la più grande impresa tessile in Italia, dove ha lavorato tutta la vita, Domenico ci racconta del Balon e di come è riuscito ad aprire la sua storica ferramenta, Giuseppe e Maria, sposati dagli anni 60, lui piemontese e lei napoletana, ci raccontano la loro storia di amore e il legame forte con Porta Palazzo. Per finire Miriam e Khalid, una delle tante coppie miste di Aurora, ci parlano dell’attesa di diventare genitori.

La app Tellingstones “Pietre che raccontano” – www.tellingstones.org
Tellingstones è una App sviluppata a Torino da Espereal Technologies ed è dedicata alla narrazione del territorio in ogni parte del mondo.
Quando si scarica la app si possono seguire dei creator o si possono creare dei contenuti. Ogni storia è geolocalizzata su una mappa vicino a un punto di interesse, chi scarica la app e passa nei pressi di tali punti riceve automaticamente le notifiche sullo smartphone con le storie dei creator che segue, senza dover leggere un QrCode e nel rispetto della privacy.
Espereal Technologies è uno dei partner della Città di Torino nel progetto europeo ToNite e cura le azioni di storytelling e di dialogo con le comunità attive sul territorio. I 19 progetti vincitori del bando ToNite potranno ampliare la narrazione del territorio creando storie collegate ai loro progetti e contribuendo così a rafforzare il dialogo e la comunicazione di prossimità con chi vive e frequenta i quartieri attorno alla Dora.

Il progetto ToNite – www.tonite.eu
ToNite è il progetto europeo di inclusione urbana finalizzato a migliorare la percezione di sicurezza e la vivibilità, soprattutto nelle ore serali, nelle aree attigue al fiume Dora, con cui la Città di Torino ha vinto la quarta call sul tema ‘Urban security’ del programma europeo ‘Urban Innovative Actions’, insieme a Fondazione Torino Wireless, Engineering Ingegneria Informatica, Espereal Technologies, Experientia, SocialFare, Efus e Anci. È finalizzato alla realizzazione di una infrastruttura diffusa di prossimità che sia in grado di generare un impatto positivo sul territorio attraverso la partecipazione delle comunità locali, la valorizzazione delle potenzialità del territorio e la cura condivisa degli spazi pubblici.

Set 03



Un mantello di margherite sulla piramide di massi in cui 7 titani, simbolo della forza e dell’asprezza della natura, si protendono verso il genio alato del progresso che, sulla sommità, in una mano regge un mazzo di fiori e con l’altra ne lancia uno, simbolo della riconciliazione tra scienza e ambiente nelle opere contemporanee.

É l’omaggio artistico che avvolge il monumento al traforo del Fréjus di piazza Statuto a Torino nell’anniversario dei 150 anni del tunnel ferroviario più antico d’Europa, e nella cornice delle iniziative dell’anno dedicato alla promozione del trasporto ferroviario dalla Commissione europea.

Il progetto TRAIFIORI DEL FREJUS ideato dall’artista torinese Richi Ferrero insieme a Carmelo Giammelo, reinterpreta il progresso in chiave contemporanea evocando una pacificazione tra tecnologia e ambiente per raggiungere la sostenibilità necessaria a consegnare al futuro opere durevoli e integrate nel territorio. 

Dalla sera del 5 settembre, giorno dell’inaugurazione, le oltre 15mila margherite cambiano colore grazie a giochi di luce intorno alla fontana e, avvicinandosi, si possono sentire i suoni evocativi curati da Roberto “Tax” Farano.

L’installazione di Richi Ferrero, che resterà attiva fino al 19 settembre, è realizzata con il patrocinio di Regione Piemonte e Città di Torino e con la collaborazione di TELT, GTT, IREN, Accademia Albertina di Belle Arti e Museo del Risorgimento, ed è anche l’occasione per sollecitare i necessari interventi di restauro del monumento.

Lug 16


La Casa della Cultura Mozart – dal 2003 sede del Centro Interculturale e del Centro di Formazione Musicale della Città di Torino – si consolida come presidio culturale strategico sul territorio ampliando le iniziative e le proposte rivolte alla cittadinanza.

I due Centri – impegnati a realizzare nuove attività per raggiungere target diversi, attivare sempre maggiori collaborazioni, promuovere linguaggi creativi e offrire nuovi servizi – crescono e si rinnovano, grazie anche al consolidato sostegno di Intesa Sanpaolo attraverso la Fondazione per la Cultura Torino.

Il Centro Interculturale, attivo dal 1996 all’interno dell’Assessorato alla Cultura, è un luogo di incontro, confronto, conoscenza, formazione e scambio. Nasce per favorire la convivenza civile e ‘accompagnare’, dal punto di vista culturale, le trasformazioni sociali della città attraverso un servizio permanente.

Il Centro di Formazione Musicale della Città – noto come ‘Scuola Civica di Musica’ – è l’evoluzione del progetto ‘Corsi di Formazione Musicale’ avviato dall’Amministrazione nel settembre del 1979 con l’obiettivo di favorire lo studio e diffondere la cultura musicale. Per la realizzazione dei corsi la Città, nel triennio formativo 21/24, si avvale del supporto della Fondazione per la Cultura Torino. Le attività della scuola coinvolgono in media ogni anno 400 studenti e 55 docenti per un totale complessivo di oltre 9mila ore annue.

 

Sono soddisfatta di presentare oggi il grande lavoro che gli uffici dell’Assessorato alla Cultura portano avanti da anni in corso Taranto, un luogo aperto ai cittadini di ogni età e provenienza che è spazio di incontro, formazione e intercultura in continua evoluzionedichiara Francesca Leon, assessora alla Cultura della Città di Torino -. Le attività, numerose e di alta qualità, contribuiscono alla crescita culturale e alla partecipazione attiva. Auguro alla Casa Mozart di crescere ancora e saper mettere sempre al centro i bisogni delle persone con generosità e competenza”

CENTRO INTERCULTURALE – PROGETTI

Durante l’ultimo anno e mezzo caratterizzato dalle difficoltà del periodo di emergenza sanitaria, il Centro Interculturale è rimasto attivo, proponendo le proprie attività istituzionali grazie a un grande sforzo di rimodulazione delle iniziative attraverso l’utilizzo di modalità e strumenti online e, dall’1 luglio 2020, ha riaperto al pubblico con continuità (esclusi i periodi di ‘zona rossa’), garantendo in presenza i servizi essenziali (esami CILS, corsi di alfabetizzazione e italiano L2 di base, attività educative rivolte principalmente alle famiglie in situazioni di fragilità per prevenire il fenomeno della dispersione scolastica).

Nel 2020, in ambito didattico, il Centro ha organizzato in modalità blended (presenza e DAD) 38 corsi di formazione (glottodidattica, italiano L2, alfabetizzazione, cittadinanza), ai quali hanno partecipato 968 persone tra cui richiedenti asilo, rifugiati, minori stranieri non accompagnati, cittadini italiani e stranieri, docenti e volontari di italiano L2, giovani e adulti. Inoltre, per agevolare molti docenti nell’uso delle tecnologie applicate all’insegnamento, si sono svolti due seminari gratuiti sul tema ‘Insegnare italiano L2/LS online’ che hanno visto la partecipazione di 200 iscritti da tutto il mondo.

Il Centro è un polo d’eccellenza sul territorio regionale relativamente alla preparazione e al conseguimento delle Certificazioni CILS (italiano come lingua straniera) e DITALS (didattica della lingua italiana a stranieri) – in convenzione dal 1997 con l’Università per Stranieri di Siena – e CEDILS (Didattica dell’italiano a stranieri) – in convenzione dal 2018 con l’Università Cà Foscari Venezia -. Nel 2020 si sono svolte 9 sessioni di esami, con la partecipazione di 632 candidati. L’incremento esponenziale delle richieste di iscrizione per sostenere il livello B1 (Certificazioni CILS) quale requisito obbligatorio per la presentazione della domanda di cittadinanza (dal 2018 a oggi pari al 300%) ha portato il Centro Interculturale ad attivare uno Sportello informativo dedicato e gestito interamente da volontari, che ha proseguito le attività di consulenza e accompagnamento dei candidati anche durante l’ultimo anno e mezzo, alternando interventi personalizzati in modalità online o telefonica a incontri in presenza nella sede di corso Taranto.

La Città ha continuato a investire nel progetto educativoIl Centro per i giovani’  realizzato in collaborazione con l’Associazione ASAI. Il Centro per i giovani sviluppa azioni di supporto didattico e di animazione per adolescenti e bambini, affiancando agli interventi educativi un percorso di formazione per animatori interculturali, con l’obiettivo di favorire il protagonismo dei giovani per implementare un approccio inclusivo e offrire pari opportunità in termini educativi, culturali e di crescita.

Nel 2020 sono stati coinvolti 100 bambini, 13 ragazzi delle scuole secondarie di primo grado, 93 adolescenti, 60 volontari, 20 scuole.

Esperienza documentata da un gruppo di tirocinanti del DAMS che ha realizzato un video in pillole dal titolo ‘Volti, racconti ed esperienze sotto la mascherina’ visibile su https://fb.watch/v/uTFlomAN/

Con l’avvio delle attività estive, già lo scorso luglio e durante l’anno scolastico 2020/2021, la grande sfida è stata riuscire a coinvolgere bambini, ragazzi, famiglie e volontari in una modalità mista (in parte in presenza e in parte online) a seconda della sensibilità di ciascuno e delle normative vigenti. Gli educatori hanno cercato di essere una presenza delicata e costante in grado di cogliere bisogni e difficoltà degli iscritti e valorizzare potenzialità e qualità di ciascuno. Il lavoro si è svolto a piccoli gruppi con attività alternate (blended) a seconda del periodo, nella consapevolezza dell’importanza di riuscire a mantenere legami forti e lasciare spazio alle esigenze portate dai ragazzi. Il doposcuola, dunque, si è trasformato in un luogo di incontro, studio e divertimento, dove poter restare in contatto con la realtà.

Per stimolare la creatività e mantenere una relazione con i giovani anche a distanza è stato ideato il Laboratorio radio, un’esperienza sperimentale nata dall’idea, maturata da ASAI durante il primo lockdown del marzo 2020, di creare una web Radio di comunità, RadioLinea 4  https://radiolinea4.it/.

Inoltre, per valorizzare gli spazi verdi e permetterne  l’utilizzo in sicurezza, i giovani – grazie alla collaborazione con le Associazioni Mais e Re.Te ong, nell’ambito del progetto Co-City (www.comune.torino.it/benicomuni/co-city/index.shtml) – hanno partecipato a un percorso di riorganizzazione del giardino e creazione di un orto urbano in cassoni.

Anche i bambini di età compresa tra i 5 e gli 11 anni (e le loro famiglie) sono stati coinvolti in molteplici attività. Nell’ultimo anno e mezzo, ad esempio, bimbi e animatori hanno lavorato a una raccolta di modi di dire tradizionali – italiani e stranieri – per poi rielaborarli in modo artistico e narrativo e dar vita a una mostra che sarà ospitata negli spazi del Centro e a un bellissimo libro di storie inventate e illustrate. Un modo originale per far dialogare tradizione e innovazione permettendo alle culture di incontrarsi, conoscersi e scambiarsi, in un processo di arricchimento reciproco.

In collaborazione con BCT (Biblioteche civiche torinesi) dal 2020 il Centro Interculturale ha iniziato un percorso per potenziare, rinnovare e ampliare il patrimonio librario della Biblioteca interna e rafforzare così i servizi a disposizione della comunità nel territorio di Regio Parco.

Con l’impegno delle associazioni MAIS, RE.TE ong e Cooperativa Vie d’Incontro il Centro è attualmente una delle sedi del progetto Campus Universitario Diffuso realizzato grazie all’intesa tra l’Amministrazione, Edisu Piemonte e gli Atenei della città. Unica in Italia, l’iniziativa è finalizzata a promuovere in città opportunità di studio e di servizi caratterizzati da spazialità diffusa.

 

CENTRO DI FORMAZIONE MUSICALE DELLA CITTÀ

Nell’anno formativo 20/21 il Centro di Formazione Musicale si è dovuto misurare con le stringenti limitazioni imposte dall’emergenza sanitaria e di conseguenza quasi tutte le attività sono state trasferite a distanza. Su 112 corsi di tipo collettivo e individuale avviati con 422 allievi, ben 109 con 351 studenti coinvolti sono proseguiti in modalità ‘didattica a distanza’.

Dal 19 aprile 2021, 32 corsi di tipo di tipo individuale svolti da 29 docenti e 154 allievi sono stati riattivati in presenza. La Città ha offerto a tutti gli allievi uno sconto del 10% sui pacchetti formativi e ha incrementato il monte ore per i docenti per favorire l’autoaggiornamento sulle modalità e sulle tecniche più efficaci per una didattica a distanza di qualità. Per gli anni a venire, infatti, la scuola ipotizza di attivare una didattica blended che possa permettere una formazione sia in presenza, sia a distanza.

Il progetto di rete ‘Scuola diffusa di musica e cooperazione’ – approvato dalla Giunta comunale nel luglio 2020 – per l’anno formativo 20/21 ha visto l’avvio di una prima collaborazione tra CFM, CI e ITER attraverso la realizzazione di 5 nuovi corsi collettivi realizzati nelle due sedi messe a disposizione da ITER: il laboratorio musicale ‘Il Trillo’ di via Manin e la ‘Scuola Centro Civico’ di via Bardonecchia.

Grazie al successo ottenuto dai due Centri la Città ha attivato un percorso di rinnovamento per ampliarne la sua area di intervento.

Per quanto riguarda il Centro Interculturale le azioni, interne ed esterne, si articoleranno in particolar modo seguendo 4 direttrici:

–      Potenziamento della mission e dei target di riferimento attraverso la strutturazione di nuove collaborazioni e la messa in rete di soggetti e realtà a livello locale e nazionale.

–      Rinnovo della Convenzione con l’Associazione Asai per la realizzazione di progetti rivolti a giovani e nello specifico creazione di un Centro di Protagonismo Giovanile – CPG e polo artistico-culturale giovanile che promuova un’arte per la trasformazione sociale.

–      Community engagement – maggior coinvolgimento di famiglie e cittadini, anche grazie all’interazione con progettualità specifiche che insistono sull’area di corso Taranto.

–      Miglioramento infrastruttura tecnologica definizione di interventi di riprogettazione del sito web in un’ottica di maggiore accessibilità e allestimento di aule dedicate a una didattica blended.

L’obiettivo per il Centro di Formazione Musicale, invece, è implementare le attività formative e il numero dei soggetti coinvolti nella rete attraverso:

–      la creazione di un nuovo indirizzo di studi sulla musica etnica e popolare che andrà ad affiancare il classico e il jazz già esistenti. Le attività saranno progettate in collaborazione con il Centro Interculturale che ha già in parte indagato lo sviluppo del progetto con l’Università di Torino – DAMS – dipartimento di Etnomusicologia.

–      La realizzazione di un master di perfezionamento per l’insegnamento in ambito musicale in collaborazione con la SIEM – Società Italiana per l’Educazione Musicale.

–      L’apertura verso partenariati di rete rivolti alle realtà culturali associative territoriali, grazie ai quali, successivamente a selezioni effettuate attraverso una call pubblica, i partner potranno mettere a disposizione degli utenti della rete spazi, competenze e attività innovative extra propria programmazione classica. L’obiettivo della partnership è costruire una sorta di abbonamento trasversale – sulla scia dell’esperienza dell’abbonamento ‘Nessun dorma!’ proposto dall’Associazione Sistema Musica o richiamando l’esperienza della conosciuta tessera musei – per produrre un’offerta formativa in condivisione.

–      L’allargamento, anche in maniera propedeutica alla call di rete, degli accordi storici presi con alcune scuole a indirizzo musicale del territorio riproponendo in maniera più capillare il progetto ‘continuità’ che prevede che gli allievi che hanno ultimato il ciclo di studi in una scuola a indirizzo musicale e sono desiderosi di continuare la formazione con il proprio docente di strumento possono iscriversi al centro, o in futuro presso un partner di rete, e rientrare nel programma

 

Progettualità che evidenziano la forte spinta innovativa che caratterizza il Centro di Formazione Musicale oltre alla volontà dell’Amministrazione di creare sistema tra le realtà formative territoriali. Per sostenerla è stata recentemente approvata la deliberazione che individua nella Fondazione per la Cultura Torino il nuovo soggetto attuatore dei corsi. Il rapporto contribuirà ad allargare ulteriormente le attività del Centro sostenendo in particolar modo l’ampliamento e il consolidamento dei percorsi di rete al fine di permettere lo sviluppo della scuola diffusa di musica e cooperazione su tutto il territorio cittadino oltre che il potenziamento dell’infrastruttura tecnologica e della strumentazione presente nel Centro.

Le attività dei Corsi di Formazione Musicale sono rese possibili grazie al sostegno di Intesa Sanpaolo a cui si aggiunge, per l’anno scolastico 2021/2022quello di Iren.

Archivio immagini del Centro Interculturale sul fotoblog della Città
15/02/2019 – Grazie ad AxTO due spazi verdi restituiti alla Città
01/03/2011 – Intercultura al Centro: a che punto siamo?