All’Environment Park si è svolta la cerimonia di apertura del Clean Air Dialogue, dialogo Italia – Ue sull’inquinamento atmosferico, alla presenza del presidente del Consiglio Giuseppe Conte, della Sindaca Chiara Appendino, del Commissario Ue per l’Ambiente Karmenu Vella, del Ministro della Salute Giulia Grillo e di ministri e sottosegretari.
Nel corso della mattinata il premier Conte e sei ministri hanno firmato il piano anti smog.
Consulta il protocollo (fonte Ministero dell’Ambiente)
Dopo Roma, Napoli, Milano, dal 19 al 24 maggio, sbarca per la prima volta a Torino la full immersion sulla Corea. Sarà un viaggio lungo sei giorni con lezioni di cucina, K-pop, cinema, teatro, musica e danze tradizionali, taekwondo, tutti a ingresso gratuito.
La kermesse, promossa dall’Ambasciata della Repubblica di Corea, dall’Istituto Culturale Coreano, dal Consolato Generale della Repubblica di Corea a Milano, dal Comune di Torino e dalla Fondazione per la Cultura Torino, presenta un fitto calendario di eventi.
Piazza S. Carlo, Museo d’Arte Orientale, Cinema Massimo, Teatro Piccolo Regio, Teatro Piccolo Valdocco e palazzo Madama sono i luoghi degli spettacoli e degli incontri.
Mercoledì 22 maggio in piazza San Carlo si è svolta una spettacolare performance acrobatica basata sui fondamentali del taekwondo a cura della World Taekwondo (WT) l’unica federazione sportiva internazionale riconosciuta dal CIO.
Il Taekwondo è la tradizionale arte marziale coreana che combina tecniche di combattimento volte alla difesa personale alla pratica agonistica, ma è anche esercizio ed in alcuni casi filosofia e meditazione. La filosofia del Taekwondo ha come fondamento l’etica, la morale, le norme spirituali attraverso le quali gli uomini possono vivere senza litigare.
Il programma è disponibile sul sito italia.korean-culture.org
Flash mob “Un segno contro l’omotransfobia”
Cerimonia ufficiale in Sala Rossa
Si è celebrata questa mattina, nella sala Rossa di palazzo Civico, la giornata internazionale contro l’omofobia, la lesbofobia, la transfobia e la bifobia, dal 2005 nota in tutto il mondo come IDAHOTB (International Day Against Homophobia, Transphobia and Biphobia).
La cerimonia è stata anche l’occasione per ascoltare gli interventi di Patrizia Di Lorenzo, tutor coordinatrice, Facoltà di Scienze della Formazione Primaria, Università degli Studi di Torino; Vera Tripodi, docente di Filosofia Morale, Dipartimento di Filosofia e Scienze dell’Educazione, Università degli Studi di Torino; Anna Chiarle, vice commissaria, Reparto di Prossimità, Corpo di Polizia Municipale; Alessandro Battaglia, Coordinamento Torino Pride.
Ospite d’onore Stuart Milk, simbolo della lotta per i diritti civili, fondatore e presidente della Harvey Milk Foundation, nonchè consigliere di Barack Obama. Milk è un attivista per i diritti umani noto a livello internazionale, portavoce dei diritti civili per le persone LGBT, consulente per le relazioni governative, conferenziere di fama internazionale sul tema dell’uguaglianza globale e sostenitore delle rivendicazioni giovanili. Toccante è stata la testimonianza del nipote di Harvey Bernard Milk il politico statunitense, primo componente delle istituzioni statunitensi apertamente gay, assassinato all’interno del Municipio insieme al sindaco di San Francisco, George Moscone nel 1978 dall’ex consigliere comunale Dan White. “Mio zio – ha ricordato Milk – sognava un giorno come questo e sarebbe stato orgoglioso di Torino. Quello che stiamo facendo oggi qui rappresenta la luce: ciò che la vostra Sindaca ha fatto con la registrazione dei figli delle coppie omogenitoriali, nonché nominando un assessore appartenente alla comunità Lgbt, è un gesto di grande coraggio e vicinanza alle persone”.
La sindaca di Torino a conclusione dell’incontro, nel ringraziare Stuart Milk e tutti coloro che hanno contribuito alla realizzazione della giornata, ha ricordato che le battaglie di Harvey Bernard Milk sono battaglie di tutte e di tutti. Che, come a sottolineato anche l’assessore alle Pari Opportunità, i bimbi e le bimbe non nascono omofobi. “Abbiamo il dovere di essere in prima linea – ha detto la Sindaca – ciò non significa mettere solo una firma, uno striscione fuori da Palazzo civico, ma far sì che ogni persona senta la responsabilità di scegliere da che parte stare. Vuol dire che un atto di discriminazione fatto ad un altro è fatto anche a te; è un approccio culturale che dobbiamo costruire tutti insieme come città”.
A conclusione, si è svolto sotto il porticato di Palazzo, il flash mob: “Un segno contro l’omotransfobia”, il cui intento era quello di sensibilizzare la cittadinanza sul tema dell’impegno civico per contrastare il bullismo omofobico e transfobico.
[Fonte:TorinoClick]



