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Gen 09


Una casa per anziani in difficoltà con l’obiettivo di assicurare loro una vita autonoma, indipendente e il mantenimento delle relazioni interpersonali. È il modello del nuovo housing sociale di via Ravenna 12.

Al progetto, realizzato dall’associazione Asili Notturni Umberto I° con la Fondazione Azimut, la Città di Torino ha destinato 630mila euro (490mila per lavori di riqualificazione e 140mila per avvio gestionale) di risorse della missione 5 del Pnrr, dedicata ad investimenti per inclusione e coesione sociale.

A tagliare il nastro questa mattina è stato il sindaco Stefano Lo Russo insieme con l’assessore alle Politiche Sociali e Abitative Jacopo Rosatelli. Accanto a loro il presidente dall’associazione Asili Notturni Sergio Rosso e il presidente della Fondazione Azimut Marco Lori.

“Una città fondata su solidi pilastri valoriali come la nostra – spiega il sindaco Stefano Lo Russo – non può che avere tra le sue priorità la coesione sociale, l’accoglienza e la cura per le persone più fragili. Per questo siamo davvero molto contenti oggi di inaugurare questo nuovo spazio che offrirà casa e assistenza a persone anziane e spazi di cura e socialità all’intera comunità cittadina”.

L’intervento, partito a novembre 2022 e co-finanziato dai partner, ha previsto la ristrutturazione dei bassi fabbricati dismessi tra via Ravenna e via Salerno per dare vita otto appartamenti arredati con cucina e servizi, una palestra fisioterapica, un ambulatorio medico e luoghi comuni per la vita sociale degli ospiti. Il nuovo spazio va ad aggiungersi alla attigua struttura tra via Ravenna e via Biella di Asili Notturni e Fondazione Patrocinio, anch’essa interessata da lavori di ammodernamento, che ospita 44 posti letto per persone senza dimora, dando vita ad una sorta di “borgo sociale”.

“Quello che inauguriamo oggi – aggiunge il presidente dall’associazione Asili Notturni Umberto I° Sergio Rosso- è un progetto che siamo particolarmente orgogliosi di aver realizzato e rappresenta un esempio virtuoso della collaborazione tra il pubblico, rappresentato dal Comune, il mondo del volontariato e quello del privato sociale grazie alla quale un immobile è stato strappato al degrado per trasformarsi una risorsa per la comunità”.

Il nuovo housing sociale potrà ospitare da 16 a 25 persone anziane, parzialmente autosufficienti e segnalate dai servizi sociali, sole o in coppia. La palestra fisioterapica, l’ambulatorio medico e gli spazi condivisi saranno aperti agli ospiti di entrambe le strutture di ospitalità e a tutto il territorio.

L’obiettivo è quello di sperimentare un modello di invecchiamento attivo che favorisca l’autonomia abitativa delle persone anziane più fragili e senza una rete familiare, offrendo loro non solo una casa ma anche assistenza sociale e sanitaria e relazioni sociali. La struttura metterà a disposizione una presenza quotidiana e giornaliera di personale di assistenza per il monitoraggio quotidiano delle condizioni dei beneficiari, servizi di supporto (ad esempio nella preparazione di pasti o per pulizie e lavanderia), aiuto nell’accesso ai servizi sul territorio o per la consegna dei farmaci.

All’interno degli spazi di via Ravenna trova spazio da oggi anche la mostra fotografica “In…visibili”, a cura di Marcello de Benedetto, volontario degli Asili Notturni appassionato di fotografia, e del fotogiornalista Daniele Solavaggione. Una quarantina di scatti che raccontano la quotidianità di chi vive per strada e di chi offre un rifugio sicuro.

Dic 20


A pochi mesi dall’apertura del cantiere, è stato riaperto al pubblico questa mattina il primo tratto del rinnovato Parco del Valentino. Torinesi e turisti potranno così tornare a percorrere viale Mattioli nella sua nuova veste, con più alberi, nuovi spazi verdi, pavimentazioni drenanti e senza asfalto. Un primo assaggio di quello che sarà l’aspetto complessivo del Parco al termine dei lavori, finanziati con fondi Pnc integrativi al Pnrr. 

Al taglio del nastro di questa mattina erano presenti il sindaco di Torino Stefano Lo Russo e l’assessore al Verde e alla Cura della città Francesco Tresso insieme all’architetto Andreas Kipar, ceo di LAND, che ha curato la progettazione e Giulio Arnoldi, amministratore unico di HW Style, impresa esecutrice dei lavori per conto di SCR Piemonte.

“Quello che inauguriamo oggi – commenta il sindaco Stefano Lo Russo – è il primo tassello completato del più ampio progetto di riqualificazione del Valentino. I cantieri, che contemplano lavori anche a Torino Esposizioni per la nuova Biblioteca Civica Centrale, al Teatro Nuovo, al Borgo Medievale e sulle sponde del fiume Po per il ripristino della navigazione, procedono nei tempi stabiliti e ne siamo davvero molto orgogliosi. Come vediamo oggi gli interventi in corso nel Parco lo renderanno ancora più verde, bello e fruibile e la fine dei cantieri restituirà a cittadini e turisti uno dei luoghi simbolo della nostra città come polo di grande valenza naturale, paesaggistica e culturale”.

“La riapertura del primo tratto del rinnovato Parco del Valentino è un invito a tutta la cittadinanza a riscoprire e vivere questo spazio unico, simbolo della città e punto d’incontro tra natura, cultura e svago – aggiunge l’assessore Tresso -. Questo è solo il primo passo di un progetto ambizioso che mira a rendere il Valentino ancora più bello e vivibile, in stretta connessione con il tessuto urbano circostante e con il fiume Po”.

Il primo tratto riqualificato, viale Mattioli, è un asse pedonale lungo circa 500 metri che collega la Promotrice delle Belle Arti, il piazzale antistante il Castello del Valentino e viale Virgilio, nella parte inferiore del parco. 

Dal viale sono stati rimossi 9mila metri quadrati di asfalto, sostituito con oltre 7mila di pavimentazione permeabile, realizzata in calcestruzzo drenante nel viale principale e in calcestre nei camminamenti laterali. La nuova pavimentazione garantisce spazi più accessibili, funzionali e in armonia con la storicità del luogo. Significativi i benefici ambientali, con la riduzione dell’effetto isola di calore e una migliore gestione delle piogge intense.

Importanti anche gli interventi sul verde. Dal restringimento in larghezza del viale sono stati ricavati 4mila 500 mq di nuove superfici prative. In un’area di 3,5 ettari sono stati messi a dimora 122 nuovi alberi di specie autoctona, e oltre 600 arbusti. E’ stata inoltre rifunzionalizzata e valorizzata la fontana Mattioli, e inserito un nuovo varco ZTL all’intersezione di viale Mattioli con corso Massimo d’Azeglio. Rinnovati anche gli arredi urbani e l’illuminazione a led.

“Ogni nostro progetto nasce da una storia, e oggi raccogliamo i frutti del nostro impegno al servizio della città e delle sue istituzioni. Se 25 anni fa riqualificavamo i brownfield, oggi rigeneriamo i gioielli della città – commenta l’architetto Andreas Kipar -. Rompere l’asfalto vuol dire restaurare il nostro rapporto con la terra anche nei parchi storici. Le pavimentazioni drenanti e gli alberi incarnano l’esigenza etica di riportare la natura in città, che si unisce a un aspetto estetico nel vivere quotidianamente la bellezza di questa natura. Torino è in cammino per diventare una “nature-positive city’ e siamo lieti di contribuire a questo percorso”.

Il progetto di riqualificazione del Parco del Valentino, nel suo complesso, prevede la riduzione della larghezza dei viali principali – che passeranno da 16/20 metri a un massimo di 9 -, liberando circa 21mila mq di nuove superfici verdi. La pedonalizzazione del parco, con la rimozione di 65mila mq di asfalto e la posa di 36mila mq di pavimentazioni drenanti. Saranno inoltre messi a dimora 555 nuovi alberi. 

I lavori proseguono nelle altre porzioni del parco, secondo cronoprogramma. Il cantiere prevede l’apertura dei lotti in diverse fasi anche nel 2025, e il completamento dell’intero progetto entro la metà del 2026.

Dic 19


Il complesso edilizio dell’ex Ospedale Maria Adelaide, da tempo dismesso, diventerà una residenza universitaria da 369 posti letto, con una forte componente di servizio pubblico: metà dei posti letto saranno infatti destinati a tariffe convenzionate e studenti con disabilità e una parte della struttura manterrà l’originaria destinazione per ospitare servizi sanitari pubblici.

Questo in sintesi il contenuto della convenzione approvata questa mattina dalla giunta comunale su proposta dell’assessore all’Urbanistica Paolo Mazzoleni. Il documento è stato poi presentato alla stampa dal sindaco Stefano Lo Russo e dal direttore generale di REAM SGR, società proprietaria dell’immobile, Oronzo Perrini.

“Oggi – ha spiegato il sindaco Stefano Lo Russo – prende il via un progetto che risponde alle esigenze di uno degli assi di sviluppo strategici della nostra città, quello di città universitaria, e che la vede sempre più attrattiva per i giovani da tutto il mondo, con una particolare attenzione all’inclusione degli studenti con disabilità. Ma non solo: grazie a questa convenzione un immobile da tempo dismesso tornerà fruibile per tutta la comunità cittadina, mantenendo al suo interno anche l’originaria vocazione di presidio sanitario di prossimità. Questo è davvero un bell’esempio dei benefici della collaborazione tra pubblico e privato”.

“L’operazione di riqualificazione e valorizzazione dell’ex Ospedale Maria Adelaide tramite la sua trasformazione in uno studentato moderno e inclusivo – ha dichiarato Oronzo Perrini, direttore generale di REAM SGR S.p.A – comprova l’impegno di REAM SGR, per conto del Fondo immobiliare Cervino – Comparto B, nel creare valore, investendo in immobili dedicati ai servizi alla persona e ampliando l’offerta di strutture a supporto degli studenti universitari della Città di Torino”.

L’ex Ospedale Maria Adelaide, localizzato nell’isolato compreso tra Lungo Dora Firenze e le vie Messina, Pisa e Catania, fu inaugurato nel 1887 e destinato alla riabilitazione fisica dei bambini affetti da rachitismo e alla loro istruzione elementare. Chiuso definitivamente nel 2016 e inserito dal piano regolatore vigente come area destinata a Servizi Pubblici e a servizi assoggettati all’uso pubblico, il complesso è stato acquisito nel febbraio 2024 dalla società REAM SGR. Alla fine di novembre di quest’anno la società ha presentato alla Città la richiesta di Permesso di costruire per la realizzazione di una residenza universitaria, la cui gestione sarà affidata alla Fondazione CAMPLUS.

A dare il via libera formale al progetto di riqualificazione è la convenzione approvata oggi che garantisce il permanere della funzione pubblica dell’immobile. I lavori prevedranno la completa ristrutturazione della superficie esistente e la riqualificazione energetica e strutturale dell’intero complesso immobiliare. Il progetto ha un obiettivo di certificazione LEED Gold.

Lo studentato offrirà complessivamente 369 posti letto. Sulla base delle tariffe stabilite dal Decreto Ministeriale, applicate nell’ambito dell’intervento, e della quota destinata al Diritto allo Studio, sono previste ulteriori riduzioni delle rette. Questo approccio garantisce che oltre la metà dei posti disponibili favorisca l’accesso all’alloggio per un numero sempre maggiore di studenti. Una parte del totale sarà riservata a studenti con disabilità, con un’offerta di servizi integrati specifici.

Sempre secondo quanto stabilito dalla convenzione, nel progetto dovranno essere previste anche aree dedicate ad attività collettive come palestra, aule studio e spazi ricreativi nonché uno spazio di ristorazione aperto al pubblico con tariffe calmierate dedicate a studenti e operatori universitari. Circa 500 metri quadrati saranno destinati all’utilizzo da parte dell’Asl Città di Torino, di concerto con la Città, per servizi sanitari pubblici, anche relativi alla promozione e alla prevenzione della salute. La progettazione degli spazi dovrà tener conto di criteri di accessibilità, autonomia ed inclusività con particolare riguardo agli studenti con disabilità ai quali saranno offerti servizi di supporto e di accompagnamento specializzati a garanzia della piena autonomia, inclusione e fruizione delle attività. L’intervento da parte della proprietà ricomprenderà inoltre la riqualificazione dello spazio esterno comprendente marciapiede, banchina alberata e parcheggio con soluzioni drenanti nella parte adiacente l’intervento relativa al tratto del lungo Dora Firenze compreso tra le vie Messina e Catania.