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Ott 11


Si è svolta questa mattina, presso il Parco Millefonti, la cerimonia di inaugurazione del Monumento all’Autiere d’Italia, al termine di un importante intervento di restauro e recupero strutturale realizzato dalla Città di Torino. Alla presenza di numerose autorità civili e militari, sono intervenuti l’assessore comunale alla Cura della città, Francesco Tresso, il Presidente dell’Associazione Nazionale Autieri d’Italia, Tenente generale Gerardo Restaino, e il Capo dell’Arma Trasporti e Materiali dell’Esercito Italiano, Tenente Generale Sergio Santamaria. 

Il Monumento rappresenta un omaggio alla memoria e al sacrificio degli uomini che hanno trasportato truppe e materiali in prima linea, autieri senza volto caduti nell’adempimento del proprio dovere. Realizzato nel 1965 su iniziativa dell’Associazione Nazionale Autieri d’Italia, l’opera porta la firma dello scultore Goffredo Verginelli e dell’architetto Renato Costa, con la collaborazione dell’ingegnere Renato Giannini. La sua collocazione a Torino, in un’area verde di fronte al Museo dell’Automobile, sottolinea il forte contributo dato dalla città alla nascita e allo sviluppo della motorizzazione civile e militare in Italia. 

L’opera è costituita da una ruota stilizzata a sei raggi, una forma che rimanda al mezzo meccanico che è alla base dell’attività e della ragione dell’Arma degli Autieri, e poggia su un basamento centrale in cemento armato, rivestito da lastre di granito. Lungo la fascia esterna circolare in bronzo, del diametro di 16 metri, sono scolpite scene che raccontano i momenti salienti della vita del Corpo. Il nastro continuo invita chi lo osserva a seguirne il movimento circolare, mentre chi scorge il Monumento da corso Unità d’Italia può apprezzarlo nel suo insieme, con un’impressione complessiva di circolarità e dinamismo che richiama il motto dell’Arma – Fervent Rotæ, Fervent Animi – che è inciso nel bassorilievo.

Nel corso degli anni, la vicinanza del Monumento ad una strada ad alto scorrimento e al fiume Po ha esposto l’opera ai danni provocati dall’inquinamento atmosferico, alle acque piovane e all’umidità fluviale, rendendo necessario un intervento di risanamento. 

I lavori hanno riguardato la pulizia approfondita e la protezione delle diverse parti dell’opera: la struttura in cemento armato, il bassorilievo in bronzo e il basamento in granito. In particolare, dove necessario, sono stati sostituiti i ferri a vista e reintegrate le armature metalliche scoperte, mentre una parte della muratura mancante del basamento è stata ripristinata insieme al materiale lapideo su uno dei lati. Interventi di ripristino e pulizia hanno riguardato anche la canalina di scolo delle acque piovane, mentre attorno al Monumento è stata posizionata una siepe circolare di arbusti ornamentali rosso porpora, che ne segue la forma.   

Questo restauro rientra in un più ampio progetto che ha incluso anche gli interventi sul Monumento a Camillo Benso di Cavour di piazza Carlo Emanuele II, sul Monumento a Giuseppe Garibaldi di corso Cairoli, oltre alla messa in sicurezza di tre sculture nel Parco di Villa Genero. Il costo complessivo sostenuto dalla Città di Torino per questi lavori è stato di circa 328mila euro.

Ott 09


Dal 2001 una vetrina a pochi passi dalla Mole espone e racconta le opere d’arte e d’ingegno realizzate dalle persone con fragilità nei laboratori di attività dei servizi gestiti dal Comune di Torino, dalle Cooperative Sociali e dalle Associazioni di Volontariato. La bottega d’arti e antichi mestieri si chiama InGenio e, dal 2008, si propone anche di assegnare un riconoscimento alle opere più apprezzate. Lo fa attraverso “L’ Opera dell’Anno”, un percorso che premia le tre opere più votate dal pubblico direttamente nella bottega di InGenio.

Questa mattina, nella bottega di via Montebello, si è tenuta la premiazione de “L’ Opera dell’Anno” 2023, in un evento aperto a tutta la cittadinanza che è stata occasione di festa, ma anche di condivisione e inclusione. A consegnare i premi c’erano il sindaco di Torino Stefano Lo Russo e l’assessore alle Politiche sociali Jacopo Rosatelli.

Sono stati premiati gli autori delle tre opere più votate realizzate lo scorso anno; a loro è stato assegnato un premio che sarà spendibile in materiali didattici utili per il laboratorio e le proprie attività artistiche.

Il primo premio è andato all’opera “L’albero che vorrei”, realizzata dal laboratorio Superabile gestito dalla Cooperativa LIberi Tutti. Seconda classificata “Il Natale di Monsù Ciclet” realizzata nel laboratorio Officine Cavertè della Cooperativa Valdocco. Terzo posto per l’opera “L’albero sempre vivo”, realizzata dal laboratorio Il Centro della Cooperativa Il Margine. Giorgio, un partecipante al progetto del laboratorio Superabile, prende per l’occasione la parola e racconta al Sindaco dei laboratori di cucina, pittura e della tecnica raku di lavorazione della ceramica. “Siamo bravi -dice- e siamo anche competitivi, speravamo di vincere!”.

Il ricavato delle opere realizate dai laboratori e vendute nella bottega di InGenio viene per il 90% restituito alle persone e ai centri per le attività, il restante 10% devoluto ai centri diurni.

InGenio – bottega d’arti e antichi mestieri 

Ott 04


Il Caffè storico, amato da Cesare Pavese, culla del vermouth – qui Giuseppe Carpano ha studiato e perfezionato la sua celebre ricetta del vermouth, invenzione torinese che unisce vino liquoroso ed erbe aromatiche – compie 135 anni.
Nello storico locale sì è svolta una festa per celebrare l’evento e l’Assessore al Commercio Paolo Chiavarino ha donato una pergamena celebrativa.