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Lug 11


L’Ambasciatrice della Costa d’Avorio in Italia Nogozene Bakayoko accompagnata dal Console Onorario della Costa d’Avorio in Piemonte Giorgio Di Capua, dal Presidente dell’Associazione Panafricando Jerome Bohui Gohoure e da una delegazione di funzionari sono stati ricevuti questa mattina nella sala delle Colonne di Palazzo Civico dalla vicesindaca Michela Favaro.

Tra gli obiettivi della visita, il rafforzamento delle relazioni istituzionali, accademiche ed economiche tra i due Paesi e il consolidamento del progetto “Torino-Daloa: percorsi di partenariato territoriale sostenibile”, co-finanziato dalla Regione Piemonte, e la promozione di nuove collaborazioni nei settori della formazione, dello sviluppo locale e della cooperazione economica.

“La collaborazione con Daloa ha un ruolo importante nei progetti di cooperazione internazionale e di relazioni internazionali della CittĂ  di Torino – ha dichiarato la vicesindaca Michela Favaro -, specialmente per quanto riguarda il sistema imprenditoriale, accademico e dei rapporti tra amministrazioni locali. La comunitĂ  ivoriana nella nostra cittĂ  è molto attiva e ben integrata e può rappresentare un punto di contatto tra le nostre realtà”. 

La relazione tra Torino e Daloa si sviluppa anche grazie alla presenza di una significativa comunità ivoriana in Piemonte e alla collaborazione con organizzazioni attive in entrambi i territori, tra cui Gruppo Abele, Missionari della Consolata, AMMI, Malaika Angels Onlus e l’associazione Panafricando.

Lug 10


Per celebrare il cinquantenario della sua scomparsa, organizzato dalla Presidenza del Consiglio comunale in collaborazione con l’Associazione dei Consiglieri emeriti e il Centro Pannunzio, questa mattina la Sala Rossa di Palazzo Civico ha ospitato il convegno “Valdo Fusi (1911-1975): un torinese fuori ordinanza”.

Un mazzo di rose rosse, donato dal Centro Pannunzio, appoggiato allo scranno dove Fusi sedeva durante la sua partecipazione ai lavori d’Aula, quando era Consigliere comunale per la Democrazia Cristiana, nel 1946, ha fatto da contrappunto per tutta la durata della cerimonia agli interventi che si sono susseguiti.

Ha iniziato la presidente del Consiglio comunale Maria Grazia Grippo che, nel fare gli onori di casa, ha salutato gli intervenuti sottolineando come, ricordare Valdo Fusi, significa parlare di Torino e della sua storia antifascista, di un protagonista assoluto della Resistenza e di un testimone appassionato di quella stagione. Un uomo lontano dallo stereotipo del politico autoreferenziale, invece misurato e senza fronzoli, capace di dare voce ai fatti scansando la retorica degli eroi e restituendo la fragile umanitĂ  di donne e uomini comuni che per la libertĂ  hanno messo a repentaglio la propria vita e in troppi casi l’hanno persa.

A seguire, la vicesindaca Michela Favaro ha insistito sulla necessitĂ , per chi ricopre ruoli istituzionali, di raccogliere il patrimonio di ideali e valori lasciato da Valdo Fusi, in un periodo di grandi incertezze, dove la pace e la cooperazione internazionale sono messe in discussione dalla violenza delle guerre, fisiche e commerciali.

La presidente dei Consiglieri emeriti, Elide Tisi, ha invece posto l’accento sulla passione per Torino, espressa da Valdo Fusi attraverso un’azione politica che, fuori e dentro il Consiglio comunale, ha contribuito a renderla una cittĂ  libera e solidale.

Nell’intervento successivo, il nipote Luigi si è soffermato sugli aspetti piĂą strettamente umani dello zio e sulle difficoltĂ  a rapportarsi con la grandezza del personaggio e del suo stile di vita.

Hanno poi chiuso la serie degli interventi, Pier Franco Quaglieni, presidente del Centro Pannunzio e Marcello Maddalena, giĂ  procuratore generale della Repubblica presso la Corte d’appello di Torino, che hanno ribadito, ognuno per il proprio ambito, le qualitĂ  umane e professionali di Valdo Fusi, attraverso ricordi personali, aneddoti e il racconto dettagliato delle esperienze condivise.

Valdo Fusi (Pavia 9.5.1911 – Isola d’Asti 2.7.1975). Con la famiglia a Torino dal 1929, laureato in giurisprudenza, con una forte propensione ala scrittura, dopo l’8 settembre 1943 fu tra gli organizzatori della Resistenza in Piemonte. Rappresentante della Democrazia Cristiana nel CLN regionale, fu catturato il 31 marzo 1944 con altri membri del Comitato di liberazione. Nonostante il processo farsa, si salvò dalla condanna a morte e dalla fucilazione al Martinetto che, invece, costò la vita a Franco Balbis, Quinto Bevilacqua, Giulio Biglieri, Paolo Braccini, Errico Giachino, Eusebio Giambone, Massimo Montano e Giuseppe Perotti. Di quel processo Fusi lascerà traccia indelebile con il suo romanzo “Fiori rossi al Martinetto”, definito “la storia della generazione che, pur nel crollo apparente dei valori e nella sensazione diffusa di una crisi generale di civiltà, seppe mantenere la fede nell’Italia libera e la speranza per la pace”. Dirigente della Democrazia Cristiana, fu consigliere comunale a Torino nel novembre 1946 ed eletto alla Camera nella prima legislatura del 1948. Nel 1951 consigliere provinciale, diventò senatore nel 1958. Non abbandonò mai la carriera forense. Partecipò attivamente alla vita sociale della città: presidente dell’Ente provinciale per il turismo di Torino fra il 1955 e il 1965 e dell’Ordine Mauriziano fra il 1965 e il 1970, nel 1974 ricevette la cittadinanza onoraria.

Lug 08


La Vicesindaca e Direttore Coordinatore per Varsavia Verde Magdalena Młochowska accompagnata dalla Direttrice del Dipartimento di Cooperazione Internazionale Karolina Medyk e da altri funzionari sono state ricevute oggi pomeriggio a Palazzo Civico dall’ assessore al Verde pubblico Francesco Tresso.

La visita odierna fa seguito alla trasferta dello scorso anno a Varsavia da parte di una rappresentanza dell’assessorato al Verde della CittĂ  di Torino per individuare cittĂ  straniere amiche e gemellate con Torino, esperte nelle tematiche di fiume e navigazione.

La delegazione è a Torino da oggi fino a giovedì per conoscere i progetti legati alla valorizzazione del verde pubblico e quelli inerenti alle trasformazioni urbane a partire dal nuovo Piano regolatore.

L’assessore Tresso nel dare il benvenuto e portare i saluti della CittĂ  ha sottolineato che nell’ultimo decennio Torino ha incrementato notevolmente le sue aree verdi, riqualificando le aree industriali dismesse, come parco Dora e parco Aurelio Peccei, e valorizzato e reso fruibili le aree intorno ai fiumi, come il parco della Confluenza, la Colletta, il Meisino e il parco Stura.
Investimenti, amplificati anche dai progetti del Pnrr, dal Valentino alla Tesoriera, che hanno fatto sì che il capoluogo piemontese diventasse una delle cittĂ  piĂą verdi d’Europa, grazie anche ai boschi e ai parchi collinari. 

La delegazione, nei tre giorni di permanenza nella nostra città, visiterà oltre all’Urban Center, il parco del Valentino, l’Orto botanico, il parco Carrara, il parco Dora e gli orti generali.