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Feb 11


Oggi nella Sala Rossa di Palazzo Civico si è tenuta la cerimonia di commemorazione in ricordo della tragedia delle Foibe e dell’esodo di istriani fiumani e dalmati. Alla celebrazione, trasmessa anche in diretta streaming, hanno preso parte il sindaco di Torino Stefano Lo Russo, il vicepresidente vicario del Consiglio comunale Domenico Garcea, il presidente del Comitato Resistenza e Costituzione e vicepresidente del Consiglio regionale del Piemonte Domenico Ravetti, il presidente dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia-Comitato provinciale di Torino Antonio Vatta e lo storico del cinema Sergio Toffetti, a cui è stata affidata l’orazione ufficiale.

Toffetti, istriano di seconda generazione, ha intrecciato memoria personale e storia collettiva. Ha ricordato l’infanzia segnata dall’esperienza del campo profughi e l’integrazione nelle case Fiat di Borgo San Paolo, in una Torino operaia e plurale, dove piemontesi, veneti, meridionali, istriani e altri profughi condividevano lavoro e quotidianità. Nelle storie familiari si riflette la più ampia vicenda di un popolo che “si vuole italiano due volte, per nascita e per scelta”, ma che ha conosciuto più volte l’esperienza dell’esilio. Toffetti ha poi sottolineato l’importanza di trasformare la memoria in storia, affidandola allo studio e al confronto. Non una memoria unica e condivisa a ogni costo, ma il riconoscimento reciproco delle diverse memorie, in una prospettiva europea capace di superare i nazionalismi. Da qui il senso della mostra “Da esuli a cittadini”, che attraverso settanta autoritratti racconta come, in ottant’anni, i profughi istriani siano diventati cittadini torinesi, parte integrante della comunità.

Ricordiamo oggi le vittime delle foibe e l’esodo di centinaia di migliaia di italiani dall’Istria, da Fiume, dalla Dalmazia. Ricordiamo una violenza che colpì civili e persone inermi; un dolore che per lungo tempo ha colpevolmente faticato a trovare spazio nel racconto pubblico del Paese – ha dichiarato il Sindaco di Torino Stefano Lo Russo, nell’intervento di chiusura della cerimonia -. È anche per colmare questo silenzio che la memoria autentica non può essere selettiva e non deve temere la complessità dei contesti storici. Ciò che accadde sul confine orientale d’Italia interroga la fragilità delle società umane quando smarriscono il senso del limite. Le foibe non furono un’esplosione improvvisa di violenza irrazionale, ma l’esito di un processo in cui si intrecciarono guerra, nazionalismi radicalizzati e ideologie totalizzanti.
Torino è stata città della Resistenza, dei diritti, ma anche città dell’accoglienza per chi fuggiva proprio dai confini orientali. Torino sa che la democrazia non è un dato acquisito, ma un equilibrio delicatissimo da custodire ogni giorno con il rigore delle istituzioni. Nessuna ragione storica può giustificare la cancellazione della dignità umana. Se questa consapevolezza diventerà patrimonio comune, allora la memoria non sarà solo un rito, ma il fondamento di una democrazia più vigile, consapevole e forte.

Feb 10


Torino ha commemorato il Giorno del Ricordo con una cerimonia ufficiale al Cimitero Monumentale, davanti al monumento dedicato alle vittime delle foibe e ai 350mila esuli dai territori assegnati alla Jugoslavia al termine della Seconda guerra mondiale. Un momento di raccoglimento e memoria per ricordare una delle pagine più dolorose della storia italiana del Novecento.

Alla cerimonia ha partecipato una folta rappresentanza della comunità giuliano-dalmata torinese, insieme a numerose autorità civili e militari. Tra gli intervenuti l’Assessore Paolo Chiavarino, in rappresentanza della Città di Torino, il Presidente del Consiglio regionale del Piemonte Davide Nicco, il Presidente piemontese dell’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia Antonio Vatta . Presente la Presidente del Consiglio Comunale Maria Grazia Grippo. Durante l’incontro è stata deposta una corona d’alloro in omaggio alle vittime.

La commemorazione si inserisce nel più ampio programma di iniziative promosse in città per il Giorno del Ricordo, che si sviluppa nel corso del mese di febbraio attraverso incontri, mostre e momenti di approfondimento dedicati alla memoria dell’esodo giuliano-dalmata.

Torino fu una delle principali città di accoglienza per gli esuli. Tra il 1947 e il 1958 arrivarono nel capoluogo piemontese oltre 8.000 profughi, molti dei quali trovarono una prima sistemazione nelle Casermette di Borgo San Paolo e successivamente nel Villaggio Santa Caterina a Lucento, contribuendo nel tempo alla crescita sociale ed economica della città.

La cerimonia al Cimitero Monumentale ha rappresentato un gesto di memoria condivisa e di impegno civile, volto a mantenere vivo il ricordo delle vittime e delle sofferenze legate all’esodo giuliano-dalmata.

Dic 30


Un 2025 ricco di eventi, di cantieri conclusi e opere avviate. Un anno che si chiude con l’approvazione, dopo 30 anni, del nuovo Piano Regolatore. Questi, in sintesi, alcuni degli obiettivi raggiunti quest’anno ed elencati nelle parole del sindaco Stefano Lo Russo in occasione della tradizionale conferenza stampa di fine anno che si è svolta oggi, 30 dicembre, nella Sala Colonne di Palazzo civico. Un’occasione per ripercorrere i progetti realizzati in questo 2025 che sta per concludersi e per raccontare il 2026 che verrà.

«Il 2025 è stato un anno caratterizzato da una gran mole di lavoro in cui abbiamo centrato tutti gli obiettivi – ha spiegato il sindaco – Un aspetto che ci permette di guardare con fiducia al futuro proseguendo nella stagione di trasformazione urbana, dando precedenza all’esecuzione dei cantieri, ma anche continuare ad ospitare grandi eventi e turisti, facendo conoscere sempre più Torino al mondo».

E del futuro hanno parlato anche gli assessori della giunta comunale torinese.Un 2026 che dovrà puntare ancora di più su turismo e grandi eventi, come fatto anche nel 2025, per l’assessore allo Sport Domenico Carretta che ha annunciato, fra le novità, le Final Four coppa Italia di volley femminile, le Final Eight di basket maschile, oltre all’Eurovolley maschile e le Nitto Atp Finals, a novembre. Rilancio del mercato coperto Le Verbene il prossimo anno per l’assessore al Commercio Paolo Chiavarino, dopo aver investito nel 2025 oltre 2 milioni di euro per il restyling di Porta Palazzo; nuovi poli dove far incontrare domanda e offerta di lavoro per la vicesindaca con delega al Lavoro, Famiglie e Patrimonio Michela Favaro, dopo aver dato vita, quest’anno, a due immobili dismessi. A poco meno di due anni dalla fine del mandato risultati tangibili anche per l’assessora alla Mobilità e Innovazione Chiara Foglietta: dopo aver reso Torino Capitale Europea dell’Innovazione con un premio da un milione di euro, nel 2026 vedrà la chiusura di grandi cantieri come la pedonalizzazione di via Roma, i lavori sullo snodo di piazza Baldissera e il nuovo Ecocentro di via Massari. E per l’assessora alla Cultura Rosanna Purchia attesa nel 2026 per l’apertura della nuova biblioteca, dopo un 2025 all’insegna del sostegno a 360 gradi alle arti performative dai festival musicali, ai punti estivi e agli spettacoli nelle circoscrizioni. Dopo l’importante avvio in periferia, ad Aurora e Barriera di Milano, del progetto esecutivo di valorizzazione e riqualificazione delle aree, in sinergia con i quartieri, con 25,8 milioni di euro, l’assessora alle politiche Educative, Giovani e Periferie Carlotta Salerno vedrà la fine dei lavori per 35 edifici scolastici e l’avvio del progetto YouToo2 per aumentare le competenze di adolescenti e giovani. Dopo l’importante mole di lavoro per avviare l’iter del Piano regolatore, approvato poche settimane fa dalla Giunta, il 2026 sarà l’anno delle grandi trasformazioni urbane per l’assessore all’Urbanistica Paolo Mazzoleni: lo scalo Nizza, l’area ex Gondrand, la Cavallerizza Reale solo per citarne alcune, oltre all’avvio della fase realizzativa della Linea 2 della Metropolitana. Dopo aver approvato, tra le pochissime città delle dimensioni di Torino, il bilancio previsionale a dicembre 2025 e inviato gli avvisi per i grandi morosi, l’assessora al Bilancio Gabriella Nardelli si avvia a incrementare le entrate tramite il monitoraggio del progetto di ottimizzazione delle entrate tributarie. Appena inaugurato, invece, il nuovo presidio di Polizia Locale a Mirafiori con 40 agenti in servizio. E nel 2026 l’obiettivo dell’assessore alla Sicurezza e alla Legalità Marco Porcedda è di offrire nuovi servizi di prossimità della Polizia Locale. Punta invece sul rafforzamento dei diritti e il contrasto alle discriminazioni con iniziative sull’educazione sessuo-affettiva l’assessore alle Politiche sociali, Diritti e Pari opportunità Jacopo Rosatelli che nel 2025 ha avviato il progetto abitativo per titolari di protezione internazionale e rinnovato il progetto di affido dei minori stranieri non accompagnati a connazionali. Un Vivaio sociale per l’assessore al Verde, Parchi e Sponde fluviali Francesco Tresso che, per l’anno in corso, ha avviato il nuovo sistema centralizzato di cura e gestione del verde. Per il 2026, oltre al Vivaio, l’assessore intende ridare centralità ai corsi d’acqua con il Piano strategico “Pettine blu” con la navigazione fluviale sul Po e l’attivazione del River Center ai Murazzi.