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Nov 25


La mattinata di martedì 25 al Torino Film Festival si è svolta all’insegna dei grandi nomi e dei racconti cinematografici che caratterizzano questa edizione. Negli spazi del RAI – Museo della Radio e della TV, cuore delle attività stampa del TFF, si sono alternate tre conferenze che hanno richiamato giornalisti, critici e addetti ai lavori.

Alle 12.00 si è aperto il programma con l’incontro dedicato alla sezione Zibaldone, che ha presentato The Estate di Carlo Gabriel Nero, produzione britannica del 2025. Il film, accompagnato dallo stesso regista insieme a Franco Nero, Vanessa Redgrave e Jennifer Wiltsie, è stato inserito tra i titoli insigniti della Stella della Mole, riconoscimento che il festival attribuisce ai protagonisti che hanno segnato la storia del cinema.

A seguire, alle 12.30, un nuovo appuntamento targato Zibaldone ha riportato l’attenzione su una delle opere più forti degli ultimi anni: 127 Hours di Danny Boyle, coproduzione tra Regno Unito, Stati Uniti e Francia del 2010. Il film, interpretato da James Franco, è tornato al centro del dibattito grazie alla sua rilettura all’interno del percorso curatoriale proposto dal festival.

La mattinata si è conclusa alle 13.00 con una conferenza dedicata a una delle ospiti più attese dell’edizione: Juliette Binoche, protagonista del riconoscimento Stella della Mole. L’incontro ha offerto uno sguardo sulla sua carriera internazionale e sul legame che la unisce a una filmografia capace di attraversare culture, generi e generazioni, confermandola come una delle interpreti più significative del panorama contemporaneo.

La sequenza serrata di appuntamenti ha ribadito il ruolo del TFF come spazio privilegiato di dialogo sul cinema, capace di intrecciare nuove produzioni, opere del passato recente e figure iconiche del grande schermo.

Per maggiori informazioni www.torinofilmfest.org

Nov 21


Il Torino Film Festival ha inaugurato la sua 43ª edizione con una serata che ha trasformato il Teatro Regio in un punto d’incontro tra glamour, cinema d’autore e grande partecipazione cittadina. Nonostante il freddo di fine novembre, il pubblico si è riversato lungo le transenne del red carpet, accompagnando con applausi e curiosità l’arrivo degli ospiti internazionali e italiani chiamati a celebrare l’avvio del festival diretto, per il secondo anno, da Giulio Base.

Il tappeto rosso ha accolto protagonisti del cinema mondiale: Jacqueline Bisset, Daniel Brühl, Spike Lee, Claude Lelouch, Aleksandr Sokurov, Hanna Schygulla, Sergio Castellitto, Antonio Banderas e Dolph Lundgren. Una dopo l’altra, le otto Stelle della Mole hanno attraversato il percorso che conduce all’ingresso del Regio, salutando una folla numerosa e impaziente. Tra le personalità attese figura anche Stefania Sandrelli, che sarà premiata nonostante l’assenza per motivi di salute.

Alla guida della cerimonia, Giulio Base e Laura Chiatti hanno introdotto la serata inaugurale e la consegna dei riconoscimenti, momento che ha dato il via ufficiale a un programma composto da 120 film. Presente in sala anche il sindaco Stefano Lo Russo.

L’atmosfera si è poi fatta più raccolta con la presentazione del film d’apertura, Eternity di David Freyne, proiettato in anteprima italiana. La visione ha segnato il primo passo di nove giorni dedicati esclusivamente al cinema pensato per la sala, secondo la linea artistica definita dalla direzione del festival.

Nov 21


Dal 22 novembre 2025 al 3 maggio 2026 le Sale Chiablese dei Musei Reali di Torino ospitano Orazio Gentileschi. Un pittore in viaggio, una grande esposizione dedicata a uno dei protagonisti più influenti della pittura del Seicento. Curata da Annamaria Bava e Gelsomina Spione e organizzata dai Musei Reali di Torino e da Arthemisia, la mostra riunisce oltre 40 opere provenienti da importanti istituzioni internazionali, tra cui il Louvre, il Prado, la Pinacoteca Vaticana, gli Uffizi e collezioni pubbliche e private italiane ed europee.

Il percorso espositivo, suddiviso in dieci sezioni, ricostruisce l’intero itinerario artistico di Gentileschi, conducendo il visitatore dalle prime esperienze romane fino agli anni maturi trascorsi tra Genova, Torino, Parigi e Londra. Il tema del viaggio diventa il filo conduttore della rassegna, mettendo in evidenza gli incontri, gli spostamenti e le influenze che hanno segnato l’evoluzione dello stile del pittore, capace di unire la tradizione disegnativa toscana alla forza naturalistica del linguaggio caravaggesco.

Fra i capolavori esposti emerge l’Annunciazione della Galleria Sabauda, opera inviata dall’artista a Torino nel 1623 in un momento cruciale del suo percorso. Il dipinto rappresenta uno dei vertici assoluti della produzione di Gentileschi ed è presentato per la prima volta in dialogo con l’Annunciazione della chiesa di San Siro a Genova, realizzata negli stessi anni. Accanto a questi lavori, la mostra presenta opere provenienti dai periodi marchigiano, romano e genovese, offrendo una panoramica completa della sua evoluzione tecnica e della sua sensibilità luministica.

Un’intera sezione è dedicata ad Artemisia Gentileschi, di cui sono esposte tre opere che illustrano il progressivo affinarsi del suo linguaggio artistico durante gli anni trascorsi tra Firenze, Roma, Venezia e Napoli. Il confronto con il percorso del padre consente di cogliere affinità, differenze e continuità tra due figure centrali della pittura del Seicento.

Il racconto si completa con le fasi finali della carriera del maestro: il soggiorno parigino alla corte di Maria de’ Medici e l’esperienza londinese al servizio di Carlo I d’Inghilterra, anni in cui la sua pittura assume tonalità più chiare, preziose e solenni. Tra le opere più significative di questo periodo spicca il Ritrovamento di Mosè del Museo del Prado, presentato per la prima volta in Italia.

La mostra, promossa dal Ministero della Cultura e dall’Università di Torino, è parte del programma dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026. Frecciarossa è mobility partner dell’iniziativa e il catalogo è edito da Moebius.