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Mag 10


Sarà più facile da oggi spostarsi tra la stazione del Lingotto e via Nizza, grazie a un sottopassaggio ciclopedonale, inaugurato questa mattina, che permetterà un collegamento semplice e rapido e renderà più attrattivi gli spostamenti con i mezzi pubblici per i cittadini che vivono e lavorano in quest’area della Città.

“Questo collegamento permetterà a tutte le cittadine e ai cittadini di fruire dell’interconnessione tra i treni e la metropolitana” ha dichiarato il Sindaco della Città Stefano Lo Russo. “Un primo passo verso il più ampio disegno di riorganizzazione del trasporto pubblico della Città, che collegherà in un’unica grande rete le stazioni ferroviarie, le linee di autobus e metro e le linee della metropolitana. È nostro obiettivo – ha aggiunto – che il trasporto pubblico diventi la modalità ordinaria e più agevole per muoversi in città, influendo così in maniera positiva anche sul traffico e sull’inquinamento urbano.”

I primi a fruirne saranno le 2000 persone che entro fine anno lavoreranno nella nuova sede della Regione Piemonte, ma tra qualche anno nel quartiere Lingotto sorgerà anche il Parco della Salute. Si procede così a passo sicuro verso il progetto di creazione di un nuovo distretto urbano, in cui fondamentale sarà il ruolo del trasporto pubblico.

La passeggiata sarà sempre aperta e tutta la cittadinanza potrà usufruire ogni giorno del passaggio e del nuovo parco urbano che la circonda. L’ingresso in ferrovia sarà invece legato agli orari di apertura della stazione, tra le 5 del mattino e mezzanotte. Il costo dell’intervento è stato di 2,5 milioni di euro, in parte realizzato con fondi Fesr.

Mag 09


È stata presentata oggi a Palazzo Madama la mostra ‘Bizantini. Luoghi, simboli e comunità di un impero millenario’, dal 10 maggio al 28 agosto 2023, la mostra curata di Federico Marazzi con il contributo del MANN – Museo Archeologico Nazionale di Napoli, di Palazzo Madama e del Ministero Ellenico della Cultura e dello Sport e la collaborazione nell’organizzazione generale di Villaggio Globale International.

L’esposizione, proposta dal 21 dicembre 2022 al 10 aprile 2023 al MANN – Museo Archeologico Nazionale di Napoli, arriva a Torino, come seconda sede, per illustrare il “millennio bizantino” con il corpus espositivo principale integrato da una sezione dedicata al rapporto con l’area piemontese.

Oltre 350 opere – sculture, mosaici, affreschi, vasellami, sigilli e monete,straordinari manufatti in ceramica, smalti, oggetti d’argento,preziose gemme e oreficerie, pregevoli elementi architettonici -danno conto delle strutture, dei sistemi organizzativi, dei commerci e dei rituali di una complessa realtà politica, testimoniando nel contempo le eccellenze delle manifatture bizantine, gli incroci di cultura, gli stilemi e i simboli dell’Impero d’Oriente attraverso i secoli. È la creatività artistica del mondo antico che transita verso il Medioevo, con un linguaggio rinnovato dalla fede cristiana e con gli innesti del mondo orientale, in particolare della cultura iranica e araba.

Centinaia di prestiti provenienti da importanti musei italiani e da oltre venti musei greci giungono a Torino a narrare il millenario sforzo di un Impero teso al dialogo tra la cultura classica e quella orientale.

Per una Bisanzio, legata al territorio piemontese, che vedrà nel Principato d’Acaia, fin dalle origini proiettato verso l’Oriente greco e bizantino, l’origine della dinastia dei Savoia-Acaia – formatasi dal matrimonio nel 1301 tra Filippo di Savoia e Isabella di Villehardouin, principessa d’Acaia – ma anche una strettissima connessione con la dinastia dei Paleologi, ascesa nel 1261 con Michele Paleologo al trono imperiale, conservato sino al tramonto definitivo di Bisanzio nel 1453 tramite questo suo ramo occidentale, che si dimostra capace di ravvivare gli splendori della corte aleramica, rimanendo al potere fino all’ultimo discendente, Gian Giorgio, morto nel 1533.

Maggiori informazioni nelle pagine di Palazzo Madama

Apr 25


“Su un muro di cemento lungo la pista ciclabile di Scandiano in provinica di Reggio Emilia nella biciclettata del 25 aprile scorso ho visto dipinti una trentina di nomi di donne. Nomi che oggi non si usano più, soppiantati da altri, più alla moda. Nomi che difficilmente avevano un onomastico, figli piuttosto dell’amore per la letteratura, l’opera e il teatro, nomi che da soli ci parlano di un’altra Italia, l’Italia della resistenza e del dopoguerra. Sul muro era scritto: “omaggio alle staffette partigiane”, raccontava Vinicio Capossela in occasione della presentazione del concerto  di oggi all’Auditorium ‘Giovanni Agnelli’ del Lingotto.

Con un lungo applauso del pubblico, in piedi, per Nicoletta Soave, staffetta partigiana, si è aperto ‘Voi che passate il testimone’, la serata  per il 25 Aprile promossa da Città di Torino e realizzata da Fondazione per la Cultura Torino, in collaborazione con il Polo del ‘900, con il sostegno del Comitato per l’affermazione dei valori della Resistenza e dei principi della Costituzione Repubblicana del Consiglio Regionale del Piemonte.

Sul palco dell’Auditorium del Lingotto, prima di dare spazio alla musica, le parole del sindaco di Torino Stefano Lo Russo che, rivolto alla Soave, le ha detto “questo applauso è per te e per le persone come te che ci hanno consentito oggi di essere qui in un Paese libero e democratico. Come ci ricordava oggi il presidente Mattarella – ha aggiunto – è sul 25 aprile che si fonda la nostra Costituzione profondamente antifascista, basata sui valori di libertà che oggi più che mai dobbiamo celebrare. E lo facciamo qui in una a città profondamente antifascista e che vuole continuare a esserlo” Accanto a lui il vicepresidente del Consiglio regionale e presidente del Comitato Resistenza, Daniele Valle, che ha ricordato come la serata sia “dedicata a una giovanissima staffetta, Elisa Falerno, figlia di un partigiano, che ha cominciato a fare la staffetta a 14 anni e che fu colpite da un cecchino da una finestra del palazzo di fronte a dove oggi si trova il Consiglio regionale, il 27 aprile ’45”.

“Il ruolo avuto dalle donne nella resistenza è fondamentale, e non abbastanza riconosciuto – sottolineava Capossela – Tra le azioni che hanno svolto c’è stata soprattutto quella di fare guerra alla guerra. Di conservare e tenere vivo ciò per cui la vita vale la pena di essere vissuta: il valore stesso della vita. Quel loro farsi madri, figlie, sorelle e compagne dell’umanità ci sia d’esempio e ci sorregga ora che sentiamo il mostro risorgere sotto i nostri piedi ed è necessario passare il testimone. Noi tutti abbiamo ricevuto un testimone (e la parola martire in greco significava testimone), come in una lunga staffetta in cui si corre per l’affermazione della cultura della vita su quella della morte. Una corsa che non è il fine ma il mezzo, perché mai su questa terra la pace e la giustizia e l’affrancamento dal bisogno saranno dati per acquisiti, ma sempre ci sarà da tenerli in vita lottando, a partire dalla nostra coscienza”.

Abbiamo scelto le staffette per questo concerto, seguendo la proposta di Capossela anche perché abbiamo pensato che fosse l’occasione per richiamare l’attenzione sul contributo straordinario che hanno dato le donne alla lotta di Resistenza”, ha ricordato oggi Valle. “Nella parola staffetta – ha aggiunto Capossela seduto al pianoforte – c’è il senso di passare il testimone. E noi oggi siamo qui a raccogliere quel testimone”.

[Fonte: TorinoClick]