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Ott 22


Al Museo Nazionale del Risorgimento Italiano è stata presentata questa mattina la mostra “Briganti! Storie e immagini dal Risorgimento ad oggi”, che sarà aperta al pubblico dal 23 ottobre 2025 al 29 marzo 2026, alla presenza dell’assessora Purchia, che ha portato i saluti istituzionali della Città di Torino.

L’esposizione affronta il fenomeno del brigantaggio dal Risorgimento fino ai giorni nostri, attraverso documenti, opere d’arte e immagini che ne ripercorrono la complessità storica e culturale. La mostra intende ricostruire il contesto in cui il brigantaggio nacque e si trasformò, andando oltre la leggenda romantica o la semplificazione politica.

Oltre 200 opere – tra dipinti, stampe, fotografie, uniformi, armi, amuleti, manifesti cinematografici e materiali multimediali – raccontano l’evoluzione di un mito che ha attraversato due secoli di storia, letteratura, cinema e cultura popolare.

Il percorso espositivo, allestito nel Corridoio dell’Aula della Camera Italiana, include opere di grande valore storico come l’Album Carelli, con 16 disegni sulle “Scene del brigantaggio nelle provincie napoletane”, rare fotografie d’epoca e caricature satiriche che testimoniano come la violenza e la propaganda abbiano contribuito a costruire l’immagine pubblica del brigante. L’allestimento è inoltre arricchito da installazioni multimediali interattive, che offrono al pubblico un’esperienza di approfondimento immersiva e contemporanea.

Maggiori informazioni sul sito del Museo Nazionale del Risorgimento Italiano

Ott 21


Il MAO Museo d’Arte Orientale di Torino presenta Chiharu Shiota: The Soul Trembles, un’ampia mostra monografica dedicata all’artista giapponese, a cura di Mami Kataoka, direttrice del Mori Art Museum di Tokyo, e di Davide Quadrio, direttore del MAO, con l’assistenza curatoriale di Anna Musini e Francesca Filisetti.

Per la prima volta in assoluto in un museo di arte asiatica e in anteprima nazionale, il progetto approda a Torino dopo essere stato ospitato in importanti istituzioni internazionali come il Grand Palais di Parigi, il Busan Museum of Art, il Long Museum West Bund di Shanghai, la Queensland Art Gallery di Brisbane e lo Shenzhen Art Museum.

La mostra ripercorre l’intera produzione di Chiharu Shiota attraverso disegni, fotografie, sculture e installazioni ambientali di grande impatto, offrendo una panoramica sulla sua ricerca artistica che intreccia memoria, emozione e introspezione. Le opere indagano temi universali come l’identità, la relazione con l’altro, la vita e la morte, e propongono un viaggio immersivo nei meandri dell’esperienza umana.

Elemento distintivo del linguaggio di Shiota sono le installazioni realizzate con intricati intrecci di fili rossi o neri che avvolgono gli spazi espositivi, trasformandoli in scenari sospesi tra fascinazione e inquietudine.

Il progetto espositivo del MAO si sviluppa come un’unica grande installazione che coinvolge l’intero museo, dalle sale delle mostre temporanee alle gallerie permanenti, creando un dialogo diretto con le collezioni di arte asiatica. Accanto a opere storiche, il percorso include nuovi interventi site-specific realizzati appositamente per l’occasione.

Tra le opere più significative in mostra figurano Where Are We Going? (2017), in cui il motivo della barca evoca visioni di destini incerti; Uncertain Journey (2016), una selva di fili rossi che avvolge scheletri di imbarcazioni suggerendo incontri e percorsi possibili; In Silence (2008), con un pianoforte bruciato immerso in un reticolo di fili neri, simbolo del silenzio dopo la distruzione; Reflection of Space and Time (2018), che riflette sulla presenza e sull’assenza attraverso un abito e la sua immagine specchiata; Inside – Outside (2009), dedicata alla tensione tra interno ed esterno, privato e pubblico; e la monumentale Accumulation – Searching for the Destination (2021), composta da centinaia di valigie sospese, simbolo di viaggio, memoria e migrazione.

La mostra si inserisce nel percorso di rinnovamento del MAO, che amplia sempre più il proprio orizzonte verso l’arte contemporanea, ponendosi come spazio di riflessione e di dialogo tra passato e presente. L’esposizione sarà accompagnata da un ricco programma pubblico di eventi, performance, incontri e proiezioni, oltre ad attività didattiche e laboratori rivolti a scuole, famiglie e visitatori di tutte le età.

Il progetto è accompagnato da un catalogo bilingue edito da Silvana Editoriale, con saggi di Mami Kataoka e Davide Quadrio e contributi di studiosi internazionali.

Dopo Torino, il percorso italiano di Chiharu Shiota proseguirà a Milano, dove dal 19 novembre 2025 un’opera inedita dell’artista, The Moment the Snow Melts, sarà presentata nello spazio dell’Agorà del MUDEC all’interno del progetto Il senso della neve.

Tutti i contenuti della mostra al MAO saranno inoltre accessibili in International Signs (IS) grazie alla collaborazione con l’Istituto dei Sordi di Torino.

Maggiori informazioni nelle pagine del MAO – Museo d’Arte Orientale

Ott 21


Lo Stadio Primo Nebiolo, nel cuore del Parco Ruffini, riapre ufficialmente al pubblico dopo i lavori di riqualificazione finanziati con i fondi PNRR.

All’inaugurazione, martedì 21 ottobre, hanno partecipato il sindaco Stefano Lo Russo, l’assessore allo Sport Domenico Carretta, e i rappresentanti del mondo sportivo locale. La nuova pista è stata “battezzata” dagli studenti impegnati nella Speed School Challenge, gara sui 60 metri organizzata con FIDAL Piemonte.

L’intervento, dal valore di 1,9 milioni di euro, ha riguardato il rifacimento della pista, il rinnovamento degli spogliatoi e dei servizi, l’adeguamento dell’impianto di illuminazione con luci a LED e il miglioramento dell’accessibilità con percorsi tattili e nuovi spazi per persone con disabilità.

“La casa dell’atletica torinese nel cuore del Parco Ruffini torna oggi fruibile in una veste completamente rinnovata, grazie agli interventi che abbiamo finanziato con i fondi del Pnrr – commenta il Sindaco Stefano Lo Russo -. E lo fa nell’anno che ha visto protagoniste a Torino le Universiadi invernali inventate da Primo Nebiolo, il grande dirigente sportivo torinese cui questo impianto è dedicato. Siamo davvero contenti che a tenere a battesimo la nuova pista sia una gara di giovanissimi atlete ed atleti: lo sport è un veicolo di inclusione straordinario, una lingua comune che permette di dialogare abbattendo barriere e pregiudizi ed è proprio in questa direzione che si muovono i tanti progetti di rigenerazione urbana che, come Città, abbiamo messo in campo. Piscine, stadi, campi di calcio sono luoghi dove praticare attività fisica ma anche di inclusione e socialità.”

“Oggi riapre quella che è la palestra all’aperto più grande di Torino, lo stadio Nebiolo – commenta l’assessore Domenico Carretta-. Un momento importante per lo sport torinese e per l’atletica. Oggi restituiamo alla città un impianto rinnovato, moderno e accessibile: un investimento significativo per la crescita dello sport di base e per i giovani atleti che qui potranno allenarsi e coltivare i loro talenti. Torino è sempre più una città dello sport, capace di valorizzare le proprie strutture: lo dimostra il fatto che abbia scelto di investire oltre 20 milioni di euro in un ampio progetto di rinnovamento degli impianti, di cui il Nebiolo rappresenta uno degli interventi più importanti.”

Ulteriori lavori sono previsti nel 2026, con un investimento di 2,4 milioni di euro per la riqualificazione delle tribune e del pistino indoor.