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Apr 22


Ex Incet ha aperto oggi le sue porte al pubblico, alla presenza del Sindaco Stefano Lo Russo e dell’Assessora alla Transizione ecologica e digitale e all’Innovazione, Chiara Foglietta, per un’intensa giornata di incontri e workshop all’insegna dell’innovazione.

Generato dall’intervento di riqualificazione dell’area un tempo occupata dalla fabbrica di cavi elettrici nell’ambito del programma Urban Barriera, Ex-Incet è un centro di innovazione aperta e di servizi per la collettività che ha avviato le sue attività nel 2015. Il Compendio è formato da due Maniche che ognuna con le proprie peculiarità agiscono in sinergia per creare connessioni con ecosistemi nazionali e internazionali per l’innovazione sociale.

L’Open Day è stato introdotto dalla conferenza stampa alla quale sono intervenuti per la Città il Sindaco Stefano Lo Russo e l’Assessora alla Transizione ecologica e digitale e all’Innovazione Chiara Foglietta e per Ex Incet, il referente della Manica Est, Matteo Dispenza e la Direttrice della Fondazione Brodolini, per la Manica Sud, Manuelita Mancini.

Presenti inoltre il Presidente della Circoscrizione 6, Valerio Lomanto, e Mario Calderini, Portavoce di Torino Social Impact, insieme al Direttore del Dipartimento Progetti Programmazione comunitaria e nazionale della Città di Torino, Gianfranco Presutti, che ha moderato la conferenza durante la quale è stato presentato il piano strategico per le due Maniche.

 “Ex Incet è un luogo simbolico, che ben rappresenta la scommessa fatta da Torino molti anni fa di far diventare un luogo di produzione, ormai abbandonato da decenni dopo la deindustrializzazione che aveva colpito la città, un qualcosa di diverso. Un esempio di come immaginiamo la Torino di domani capace di consolidare vocazioni e creare nuove opportunità per chi desidera fare innovazione”, ha detto il Sindaco Stefano Lo Russo.

“Questa giornata è un momento di rilancio a cui teniamo molto. Si apre una nuova dimensione per l’ex Incet, dove ci sarà uno spazio per la formulazione di politiche pubbliche con momenti di partecipazione civica, di cui oggi avremo un primo assaggio – ha sottolineato l’assessora Chiara Foglietta -. Le porte aperte di oggi hanno l’obiettivo di presentare tutte le attività che si svolgono all’interno degli spazi, di presentare la nuova governance, di permettere al territorio di conoscere le opportunità che questo luogo di innovazione aperta offre. Confidiamo che sia l’inizio di una nuova vitalità dello spazio che ha moltissime potenzialità”.

“Torino è all’avanguardia sui temi dell’innovazione sociale – ha rimarcato Mario Calderini, Portavoce di Torino Social Impact – . Lo confermano l’insediamento in questo spazio del Competence center del progetto europeo Seed, e l’aggiudicazione, grazie a Torino Social Impact, del progetto Social Tech. In Ex Incet – ha proseguito – si saldano il valore dell’imprenditoria sociale e l’innovazione come leva dello sviluppo economico”.

Manica Sud, Open Incet, è un centro di servizi e un laboratorio di design e sperimentazione di politiche pubbliche. Offre programmi di formazione, consulenza e advisory sui temi dell’innovazione e delle nuove economie urbane.

 “Open Incet è stata la prima manica dell’Ex Incet ad aprire nel 2015. Per noi di Fondazione ha rappresentato una straordinaria opportunità di apprendimento sul campo di come una politica pubblica locale per l’innovazione sociale può essere implementata con successo – spiega Manuelita Mancini, Direttrice della Fondazione Brodolini, per la Manica Sud – . Oggi rilanciamo, e vediamo in Open Incet la sfida di portare questa esperienza al servizio non solo del territorio, ma di amministrazioni pubbliche in tutta Italia e in Europa.”

Tre i Target strategici a cui riferisce la propria azione sono Pubblica amministrazione, Giovanə e Imprese.

La Pubblica Amministrazione, target principale, a cui propone laboratori di co-design e sperimentazione di politiche pubbliche, un vero e proprio Policy Lab che oggi vede il suo primo incontro sui temi della New European Bauhaus con il suo Comitato promotore.

I/le giovani trovano voce, ispirazione per la generazione di idee. A loro sono rivolte le attività finalizzate al rafforzamento delle competenze per l’innovazione sociale, all’accesso ai finanziamenti e allo sviluppo dell’imprenditoria intesa come motore dell’economia sociale; trovano opportunità di lavoro e spazi di incontro per essere cittadini attivi ed essere riconosciuti come parte di comunità del cambiamento.

Le imprese dell’economia sociale, attraverso programmi di formazione e servizi di accompagnamento per la creazione di nuovi modelli di business orientati alla sostenibilità e all’impatto sociale, l’accesso a finanziamenti e la raccolta di capitali tramite, anche attraverso la sua piattaforma di equity crowdfunding.

Ad oggi Manica Sud è una RTI composta da Fondazione Giacomo Brodolini e Italiacamp, e si avvale della collaborazione di ReStartUp. E’ inserita nell’ecosistema torinese per l’innovazione sociale, in qualità di partner di Torino Social Impact e del Torino City Lab e attraverso le reti dei sui partner e l’organizzazione dell’Open Innovation Summit (OIS) , connette l’ecosistema locale internazionalmente e dal 2017 ha riunito in Torino più di 200 policy maker e rilevanti stakeholder territoriali provenienti da tutta Europa e gli Stati Uniti.

Manica Est – da oggi ribattezzata Colla!, Collaborative Innovation –  è gestita da “Incet srl Impresa Sociale”

 Obiettivo strategico della Manica Est è diventare il centro dedicato alle Comunità creative e nuove imprese creando una piattaforma partecipativa per il supporto e lo sviluppo di economie, servizi, progetti e iniziative di prossimità nel quartiere Barriera di Milano e a Torino Nord, in connessione con ecosistemi nazionali e internazionali.

“Per tutte le realtà presenti questa è una giornata storica – commenta Matteo Dispenza, referente della Manica Est e fondatore di Sti -. Abbiamo iniziato a lavorare al progetto della Manica Est di Incet nel 2016, e finalmente siamo in grado di presentare alla cittadinanza in via ufficiale un rilancio delle attività e delle progettualità. Partiamo da tutto ciò che di buono è stato fatto in questi anni, in cui abbiamo trasformato un edificio bellissimo, ma vuoto, nella casa di oltre 150 ragazzi che ogni giorno lavorano per trasformare in realtà le proprie idee”.

 Manica Est è una piazza digitale e un luogo fisico d’incontro, in grado di abilitare la trasformazione digitale nei soggetti economici locali, dalle imprese del terzo settore alle PMI.

L’approccio generativo adottato dal nuovo piano operativo di Manica Est  segue due direttrici di sviluppo, interconnesse e in costante dialogo:

–       La promozione e lo sviluppo della prossimità come risorsa collettiva attraverso la quale si candida ad essere uno spazio aperto e accessibile al quartiere e alla città;

–       L’utilizzo della tecnologia digitale per il bene sociale: un’infrastruttura territoriale e digitale per la partecipazione civica. In accordo con Torino Social Impact attraverso questo approccio Manica Est accoglie le istanze mutualistiche e di comunità innovative.

Con i suoi progetti Manica Est vuole amplificare l’azione dell’ecosistema locale di Torino per potenziare al massimo le capacità del territorio di attrarre investimenti e di posizionarsi su reti internazionali di sviluppo. I campi di azione sono quelli dell’imprenditoria sociale, delle nuove tecnologie, dell’economia della condivisione e di quella delle soluzioni, della co-progettazione dello sviluppo urbano e dell’applicazione della conoscenza generata dal territorio in nuove forme di valore economico e sociale.

Gli obiettivi del Centro sono:

–       sensibilizzare il territorio su temi di frontiera legati al mondo digitale e dell’innovazione sociale;

–       generare idee e soluzioni innovative, applicando approcci multidisciplinari, che sappiano favorire lo scambio e la contaminazione di saperi sociali, economici, tecnologici;

–       accelerare lo sviluppo di idee in progetti imprenditoriali  innovativi e sostenibili,  aumentando conoscenza e formando competenze;

–       costruire comunità per l’innovazione, favorendo l’incontro tra idee e tecnologie, tra imprenditori e investitori, tra start up e business partner;

–       connettere ecosistemi per l’innovazione, supportando la nascita, lo sviluppo e l’internazionalizzazione di cluster sull’innovazione.

Insieme alla presentazione delle nuove attività strategiche delle due Maniche presenti in Ex Incet, la giornata è anche l’occasione per conoscere e confrontarsi con la comunità di innovatori che danno vita a questi spazi.

Diverse infatti le attività in programma con incontri e workshop che, dalle 12, affrontano i temi sui quali gli innovatori di Ex Incet lavorano quotidianamente offrendo supporto alla Pubblica Amministrazione per il co-design di politiche pubbliche e servizi allo sviluppo di nuove competenze e progetti innovativi, quali economia circolare ed economia sociale, blockchain, ambiente e transizione digitale.

Apr 13


Si è svolta questa mattina la cerimonia di intitolazione a Giorgio Cardetti, giornalista e sindaco di Torino tra il gennaio del 1985 e il maggio del 1987, del giardino attrezzato delimitato da via Bologna, corso Novara int. 78 e via Como int. 18, tra Borgo Aurora e la Barriera di Milano. Di fronte a circa 150 persone, in gran parte veterani e simpatizzanti di quello che era il partito di Cardetti, il Partito Socialista Italiano, sono intervenuti il sindaco Stefano Lo Russo, la presidente del Consiglio comunale Maria Grazia Grippo, la signora Adriana Corti, coniuge dello scomparso primo cittadino, e Marziano Marzano in rappresentanza dell’Associazione Consiglieri Emeriti. In tutti gli interventi, il riconoscimento, a Giorgio Cardetti e alla pur breve stagione politica che lo vide protagonista, di una carica visionaria, anticipatrice di scelte innovatrici, poi portate a termine dalle amministrazioni successive ma che in buona parte vennero abbozzate e tracciate in quel periodo.

La commemorazione che ha preceduto il simbolico scoprimento della targa con la nuova denominazione del giardino, si è snodata attraverso memorie personali e rievocazione di fatti culminanti della storia recente della nostra città e della sua amministrazione comunale.

La presidente Grippo, il cui intervento ha aperto la cerimonia, ha ricordato come il breve periodo nel quale Giorgio Cardetti svolse la funzione di sindaco fosse stato “caratterizzato da intense progettualità e visione, tanto che proprio dall’impostazione lasciata dalla sua giunta cominciò a intraversi una città nuova, sempre meno company town e sempre più capitale internazionale. Una sfida che non è finita – ha aggiunto Grippo – e con la quale dobbiamo confrontarci. Cardetti – ha concluso la presidente – credeva nella necessità di conciliare innovazione e giustizia sociale, nella convinzione che lo sviluppo e la crescita dovessero portare valore a tutta la comunità, riducendo le diseguaglianze, non certo aumentandole. Un pensiero che per Torino rappresenta un punto di svolta, da non perdere di vista”.

La signora Adriana Corti ha voluto ricordare come l’attività di giornalista esercitata da suo marito gli avesse sempre consentito di fare liberamente le proprie scelte politiche, non essendo per lui la politica un mestiere. “Mio marito sarebbe contento di questo luogo, un giardino situato in un’area deindustrializzata di un quartiere popolare, che può creare una rete di relazioni, importanti per una comunità solidale con la quale una città possa guardare avanti”, ha osservato la signora Corti, la quale ha a sua volta ricordato a sua volta come i due anni da sindaco fossero stati cruciali per gettare le basi della modernizzazione della città, una scommessa vinta di diversificazione per una Torino che era stata solo industriale, anche con l’avvio di un nuovo piano regolatore dopo quasi trent’anni. Meriti, ha sottolineato Corti, non sempre riconosciuti adeguatamente. Anche come deputato, ha concluso, ha sempre lavorato per la nostra città, in nome di un socialismo laico che coniugasse libertà e l’eguaglianza.

Marziano Marzano, per vari anni in Sala Rossa per il Partito socialista con Cardetti, è partito dagli anni del Liceo Cavour, del quale lui e lo scomparso sindaco, allora socialdemocratico, erano allievi e animatori di un associazionismo studentesco antifascista. Entrambi, ha anche ricordato, furono “tra i protagonisti dell’unificazione tra le organizzazioni giovanili del PSI e del PSDI”. Collaborazione proseguita nel tempo, ha sottolineato Marzano: “pur militando in correnti diverse del partito, esaminavamo insieme il 90% delle cose da fare, in piena collaborazione, soprattutto quando lui divenne il primo sindaco socialista di Torino dopo la caduta del monocolore Novelli”, una stagione di innovazione.

Anche il sindaco Stefano Lo Russo, intervenuto in conclusione della cerimonia, ha evocato il messaggio politico lasciato da Giorgio Cardetti a una Torino che, pur se è cambiata, intorno alla sua vocazione dibatte ancora, “Essere capaci di cogliere il cambiamento e di interpretarlo deve essere un monito per tutti noi – ha proseguito Lo Russo – La capacità di cogliere le grandi questioni della ripartenza economica e della ricucitura sociale, della riduzione delle diseguaglianze, come qualificanti per una visione di città. Una città a forte vocazione contemporanea che fa della trasformazione urbana uno degli assi principali, con un dinamismo infrastrutturale che accompagni quello sociale”. Cardetti ebbe idee più felici di altri, come nel ragionare sulle infrastrutture e sulla stessa ferrovia ad alta velocità: idee che non gli vennero riconosciute adeguatamente: una malattia della politica, ha riflettuto il sindaco, enfatizzando l’importanza della passione di governare la cosa pubblica in un’ottica di servizio alla comunità. “Cardetti fu capace di rompere schemi, con scelte coraggiose e lungimiranti, non mettendo in contrapposizione la vocazione industriale – che pure rese grande Torino – ma collegandola alla necessità di cogliere le nuove opportunità: la politica deve comporre, dare visione e strategia”. Di questa città viva, in grado di ripensare il proprio futuro interpretando la deindustrializzazione, dobbiamo ringraziare Giorgio Cardetti, ha concluso Lo Russo.

[Fonte: Comunicati stampa Città di Torino]

Apr 10


Il glorioso Motovelodromo torna a riabbracciare il ciclismo dopo una lunga serie di lavori di ristrutturazione iniziati nell’ottobre 2021.
Per i 100 anni del Motovelodromo “Fausto Coppi” è stata inaugurata la nuova pista bici che va ad aggiungersi ai campi da beach volley e da padel.
Presenti al taglio del nastro l’Assessore allo Sport, Grandi eventi e Turismo, Mimmo Carretta e il Presidente della Circoscrizone 7, Luca Deri.