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Ott 09


E’ da oggi intitolato alla memoria delle “Vittime dell’immigrazione“ l’area pedonale attigua al ponte Amedeo IX, che collega via Livorno con corso Mortara. La Città di Torino ha così dato corso alla proposta avanzata dalla petizione “Torino non dimentica”, presentata alcuni mesi fa al Consiglio comunale.

Circa 200 persone, in gran parte giovani, hanno preso parte alla breve cerimonia che ha preceduto lo scoprimento simbolico della targa, che ricorda i 19000 migrarti periti nel Mediterraneo dal 2013 ad oggi, più i tanti altri dei quali non si è venuta a conoscere la tragica sorte.  Prima dello scoprimento della targa commemorativa, hanno preso la parola Francesco Sicari, presidente del Consiglio comunale e della Commissione Toponomastica che ha deciso l’intitolazione, il presidente della Circoscrizione 4 Claudio Cerrato, il primo firmatario della petizione Andrea Sacco, la portavoce per il Sud Europa del UNHCR (Alto commissariato delle Nazioni Unite per i rifugiati) Carlotta Sami e Tareke Brhane, presidente del Comitato 3 Ottobre.

Proprio dalla tragedia del 3 ottobre 2013, quando il naufragio al largo di Lampedusa di un’imbarcazione carica di migranti provocò 368 vittime, ha preso spunto l’intervento pronunciato dal presidente Sicari a nome della Città di Torino.

Sicari ha ricordato anche l’emigrazione italiana, sottolineando come con l’intitolazione di questa mattina si sia voluto dare voce a tutte le vittime dell’immigrazione, persone spinte alla fuga da violenze e miseria. Claudio Cerrato ha ricordato come occorra combattere “la paura del diverso” anche a Torino, rievocando anche l’immigrazione dal Meridione che aveva caratterizzato la città e lo stesso quartiere dove si è svolta la cerimonia.

Andrea Sacco, da parte sua,  ha definito la cerimonia come “un grande abbraccio a tutte le vittime”, ricordandone i terribili numeri: oltre 19.000 dal 2013 (1600 erano bambini) e 669 solo quest’anno, secondo stime ufficiali. La rappresentante del UNHCR, Carlotta Sami, ha rievocato il tragico naufragio di pochi giorni fa ed ha evidenziato come i migranti siano vittime di privazioni e violenze ma anche, frequentemente, vittime di muri legislativi che vanno abbattuti, cominciando anche dalle azioni quotidiane di tutti.  Infine, l’intervento di Tareke Brhane, che ha parlato con intensa commozione del dramma di migliaia di uomini, donne e bambini “nati invisibili e poi morti invisibili”, stigmatizzando le responsabilità dei governi europei e chiedendo soluzioni a lungo termine.

[Fonte, foto e testo: CittAgorà]

Ott 08


Riapre le porte il Centro di riuso creativo Remida. Il suo obiettivo è la raccolta e la distribuzione di materiali recuperati: carta, cartone, ceramica, plastica, cordami, cuoio, gomma, legno, …; questi materiali sono a disposizione di scuole e associazioni, per essere riutilizzati e valorizzati. Questa mattina è stato inaugurato alla presenza degli assessori Di Martino e Unia, del presidente Corepla Ciotti e del presidente Amiat Aimaro.

Attraverso il recupero creativo dei materiali si sensibilizzano le giovani generazioni sul tema dei limiti dello sviluppo e della solidarietà possibile tra uomo e ambiente favorendo lo scambio di idee, esperienze e progetti fra le scuole.

In occasione dell’inaugurazione, il mese di ottobre è interamente dedicato all’educazione alla sostenibilità ambientalePer due settimane, dall’8 al 19 ottobre, il Centro ospiterà “Casa Corepla”, l’installazione didattica che il Consorzio nazionale per la raccolta, il riciclo e il recupero degli imballaggi in plastica ha reso itinerante nelle città italiane.

Il 22 e il 23 ottobre il workshop “Lessico e Nuvole. Le parole del cambiamento climatico” è rivolto a insegnanti e docenti di ogni ordine a grado. Un progetto di Iter con il contributo dell’Università di Torino. Il 25 ottobre Remida ospita “Climathon young”, una sezione dedicata all’infanzia all’interno della maratona internazionale di Climathon.

Remida riapre dopo un anno di chiusura per adeguarsi alle norme di sicurezza e si rilancia, come afferma Antonietta Di Martino, assessora all’Istruzione: “Non è soltanto un magazzino ma sede di attività formative, workshop, seminari ed eventi per la diffusione di buone pratiche di sostenibilità ambientale e di economia circolare, che può contare sull’impegno quotidiano di Iter e sulla collaborazione e il lavoro di tante persone, enti e istituzioni”, Anche l’assessore all’Ambiente Alberto Unia, presente all’inaugurazione,  ha sottolineato “la presenza del tema della sostenibilità e del riuso in modo trasversale nelle politiche dell’Amministrazione e nelle azioni degli assessorati: c’è grande attenzione da parte di tutti. Remida è soltanto un esempio delle iniziative che la Città mette in campo per una corretta informazione ambientale”.

Il Centro di riuso creativo

Il Centro Remida di Torino è frutto della collaborazione tra Iter – Istituzione torinese per l’educazione responsabile della Città di Torino – e il Dipartimento Educazione Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, partner storico di Iter sin dagli anni Novanta.

La struttura è parte di una rete che fa capo al centro di riuso creativo di Reggio Emilia, primo in Italia a proporre questo modello di centro educativo. La rete è ormai internazionale ed è composta da 14 centri, di cui 8 in Italia.

Remida intende promuovere un nuovo modello di sviluppo sostenibile e si propone di diventare punto di riferimento per le giovani generazioni, in sintonia con la grande attenzione del momento attuale rispetto alla difesa del Pianeta.

Particolare attenzione è stata dedicata all’allestimento: non solo magazzino, ma spazio polifunzionale. Un luogo pensato per facilitare la distribuzione dei materiali di recupero, provenienti da aziende del territorio, promuovendo al contempo una rinnovata idea di cultura della sostenibilità. Un esempio virtuoso di economia circolare. Il progetto condiviso con il Dipartimento Educazione Castello di Rivoli, a partire dall’organizzazione dello spazio è pensato per valorizzare i materiali e le loro qualità specifiche. Infatti, quando l’oggetto cessa di esistere in quanto funzione, dell’oggetto stesso si possono ammirare la forma, il colore e la materia – contenuti propri dell’opera d’arte. Gli scarti sono così intesi come preziose risorse per una diversa e rinnovata educazione estetica. Afferma Anna Pironti, responsabile capo del Dipartimento Educazione: “L’arte contemporanea si intreccia con le emergenze del tempo presente su cui si concentra l’attenzione dei giovani, come la salvaguardia del Pianeta e la necessità di promuovere un nuovo paradigma di sviluppo sostenibile all’insegna dell’Economia circolare”.

”Casa Corepla”

Per festeggiare la riapertura del Centro, la Città di Torino e Corepla promuovono, in collaborazione con Amiat Gruppo Iren, l’installazione-laboratorio didattico “Casa Corepla”. Aperta ai bambini delle scuole primarie e alle loro famiglie per informare ed educare alla raccolta differenziata degli imballaggi in plastica, l’installazione riproduce gli interni di un appartamento. La visita inizia in salotto dove gli animatori ambientali, con l’ausilio di video e presentazioni interattive, illustrano la funzione odierna dell’imballaggio; il tour prosegue in cucina per imparare a conferire gli imballaggi nella raccolta differenziata; infine, i bambini sono condotti nella stanza dei giochi per trasformare gli imballaggi raccolti in nuovi oggetti. Nelle tre stanze vengono proposte attività ludico-didattiche e creative; i piccoli e le loro famiglie possono inoltre provare un’esperienza di realtà aumentata, replicabile a casa o a scuola, e viaggiare virtualmente nel mondo del riciclo con il video a 360 gradi “Plastic Wonderland”.

Fino al 19 ottobre, 50 classi di una ventina di scuole torinesi, per un totale di oltre 1000 giovani studenti, hanno già prenotato la visita didattica. Anche senza prenotazione, “Casa Corepla” rimane visitabile a bambini e famiglie sabato 12 e 19 ottobre dalle ore 9.30 alle 13.

“Torniamo a Torino a poche settimane di distanza dalla presentazione del progetto pilota di prevenzione del river litter e l’installazione delle prime barriere sul tratto cittadino del fiume Po – sottolinea Antonello Ciotti, presidente di Corepla -. Insegnare la corretta gestione dei rifiuti a terra è il gesto più importante per preservare le nostre città, i nostri fiumi e i nostri mari: è questa l’idea di presente e di futuro su cui vogliamo concentrare le attività e i giochi dei bambini in visita a Casa Corepla. Oggi nelle stanze della “casa del riciclo” ritroviamo Amministrazione cittadina, scuole, mondo imprenditoriale, realtà artistico-creative e associazioni. È la dimostrazione della bontà del lavoro di squadra, lo stesso alla base dei numeri della raccolta degli imballaggi in plastica in Piemonte: non solo a Torino, nel 2018 la raccolta ha registrato valori in crescita in tutte le province e a livello regionale (21,5 kg/ab) ha superato la media di raccolta pro capite nazionale (20,1 kg/ab)”.

“Remida e Casa Corepla – dichiara il presidente di Amiat Gruppo Iren Christian Aimaro – costituiscono un esempio concreto di quanto sia importante offrire ai ragazzi e ai cittadini in genere esperienze tangibili di recupero e riciclo dei materiali e di come semplici azioni quotidiane, che tutti noi portiamo a termine ogni giorno, possano contribuire significativamente alla salvaguardia dell’ambiente in cui viviamo”.

Ott 04


Rinascente Torino festeggia la fine del grande progetto di ristrutturazione, durato circa un anno e mezzo, con quattro giorni di eventi e attivazioni.
Oggi, Venerdì 4 ottobre, l’inaugurazione ufficiale con il taglio del nastro e la simbolica riapertura del centro
Presenti alla cerimonia: la Sindaca Chiara Appendino, l’Assessore al Commercio Alberto Sacco, Sudhitham Chirathivat proprietario del gruppo La Rinascente, Pierluigi Cocchini CEO di Rinascente insieme ai rappresentanti del Central Group.