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Giu 20


In Piazza Bodoni a Torino, l’artista urbano Greg Goya ha presentato Wasted Dreams, una potente performance artistica sul tema del lavoro minorile e del colonialismo dei rifiuti.

Al centro dell’evento una piramide di scarti elettronici – monitor, tastiere, vecchi televisori – con in cima un orsetto di peluche, simbolo di un’infanzia negata. L’installazione trae ispirazione dal reportage Il volto nascosto dei nostri consumi di Giuseppe Bertuccio D’Angelo, girato insieme ad ActionAid nella discarica elettronica di Agbogbloshie, in Ghana, dove centinaia di bambini cercano ogni giorno materiali riciclabili tra i rifiuti provenienti anche dall’Europa.

Attraverso la sua Fast Art, Goya ha trasformato questo scenario in arte partecipata: il pubblico è stato invitato a scrivere, direttamente sui rifiuti, i sogni d’infanzia che ha abbandonato, dando vita a un’opera collettiva che denuncia lo sfruttamento dei più vulnerabili e riflette sul legame tra consumo, disuguaglianze globali e diritti negati.

L’evento, sostenuto da ActionAid, ha rappresentato un momento di forte impatto emotivo e sociale, spingendo i presenti a interrogarsi sul prezzo nascosto dei propri stili di vita e sulla necessità di garantire a ogni bambino il diritto di sognare.

Giu 20


Taglio del nastro questo pomeriggio per ‘Vicini per scelta’, il progetto di housing sociale diffuso all’interno del complesso immobiliare noto come Villaggio Santa Caterina, in zona Lucento.

Costruito negli anni ’50 tra le vie Sansovino, Pirano, Parenzo, viale dei Mughetti e corso Cincinnato, in gestione all’allora Iacp, poi Agenzia Territoriale per la Casa (Atc) del Piemonte Centrale, il “Villaggio Santa Caterina”, era destinato ad ospitare i profughi istriani. Immobili con una finalità specifica per i quali, nel corso del tempo, gli assegnatari sono venuti progressivamente meno, lasciandone molti sfitti. La Città di Torino, con una delibera approvata nel novembre scorso, ha così deciso di destinarne alcuni ad un progetto di housing sociale diffuso, con l’obiettivo di contribuire alla domanda di emergenza abitativa sul territorio cittadino.

“Negli anni ’50 questi appartamenti costituirono il punto di partenza per ricominciare per tante persone in fuga dalla loro terra, accolte dalla nostra città – ha detto il sindaco Stefano Lo Russo -. Da oggi, allo stesso modo, il Villaggio Santa Caterina potrà rappresentare un nuovo inizio per persone e famiglie che stanno attraversando una situazione di difficoltà. Siamo certi che in questo luogo, dove è ancora vivo e forte il senso di comunità e solidarietà reciproca, saprà dare loro una casa e, insieme, il necessario sostegno verso un nuovo percorso di vita”.

Dopo la deliberazione della giunta è stata costituita una cabina di regia, che ha coinvolto l’Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (ANVGD), l’Assessorato Regionale alle Politiche della Casa e Atc Piemonte Centrale, al fine di condividere le iniziative da assumere e gli oneri da sostenere per l’utilizzo degli alloggi sfitti e l’amministrazione ha deciso di trasformarli in un social housing diffuso che potesse offrire sia accoglienza temporanea che percorsi di supporto e accompagnamento all’autonomia abitativa. Il passo successivo è stato l’avviso pubblico dalla Città per selezionare l’Ente del Terzo Settore a cui affidare temporaneamente 32 unità abitative, tramite un processo di co-progettazione. La procedura si è conclusa alla fine dello scorso anno con l’assegnazione a favore della cooperativa sociale Liberitutti, risultata prima nella graduatoria per l’assegnazione con il progetto ‘Vicini per scelta’.

“Il progetto ‘Vicini per scelta’ rappresenta un importante passo avanti nel nostro impegno per rispondere all’emergenza abitativa con soluzioni inclusive e innovative – ha dichiarato l’assessore alle Politiche sociali Jacopo Rosatelli -. Restituire questi spazi alla comunità significa non solo offrire una casa a chi si trova in difficoltà, ma anche valorizzare la memoria storica di un territorio, creando nuovi legami di solidarietà e mutuo aiuto nel quartiere. Siamo orgogliosi di lavorare insieme a partner come Liberitutti e le associazioni locali per costruire una città più accogliente e coesa, in cui nessuno venga lasciato indietro e dove la casa diventi davvero il primo passo verso una vita dignitosa”.

In questi mesi Liberitutti ha realizzato i lavori di manutenzione necessari a rendere nuovamente abitabili i 32 alloggi, curandone anche il completo arredamento. Uno di questi, come previsto dalla delibera di avvio del percorso di co-progettazione, resterà a disposizione della cooperativa, diventando all’interno del complesso il punto di riferimento utile a facilitare il raccordo tra gli appartamenti del social housing, oltre che snodo attraverso il quale promuovere interazioni di reciprocità e solidarietà tra gli ospiti e il quartiere stesso, attraverso i rapporti con l’Associazione Culturale Istriani, Fiumani e Dalmati di Torino e l’omonimo circolo.

“È un progetto che unisce dignità abitativa e inclusione sociale – ha affermato Andrea Porcellana, amministratore delegato della Cooperativa Sociale Liberitutti –. Abbiamo curato i lavori e l’allestimento degli appartamenti per offrire spazi accoglienti e funzionali a chi affronta situazioni di fragilità. Un sentito ringraziamento all’ANVGD presente al tavolo di regia con la Città, i rappresentanti del quartiere e il comitato inquilini, contributi prezioso per una progettazione realmente partecipata. Il rapporto con il Comune di Torino rappresenta per noi un terreno solido di collaborazione per trasformare luoghi carichi di memoria in opportunità concrete di futuro. Perché ogni casa è più bella quando torna ad avere dei nuovi vicini”.

Persone e nuclei familiari accolti nel complesso vengono individuati dal Distretto sociale Nord-Ovest e dall’Ufficio Abitare Sociale del Dipartimento Servizi Sociali, Socio Sanitari e Abitativi, sulla base della valutazione dei bisogni individuali delle persone in condizioni di emergenza abitativa e dei piani individualizzati. Sono otto le famiglie che hanno trovato ospitalità in queste prime settimane di avvio del progetto.

Giu 18


I tram torinesi diventano un museo in movimento. È il cuore di MuviMov – Museo del Viaggio in Movimento, il progetto che offre a cittadini e turisti la possibilità di riscoprire la storia e il patrimonio culturale di Torino direttamente a bordo dei mezzi pubblici, tramite un’app gratuita per smartphone.

L’iniziativa, finanziata con fondi del bando TOCC – Next Generation EU, è stata realizzata da Espereal Technologies in collaborazione con la Città di Torino, GTT – Gruppo Torinese Trasporti e ATTS – Associazione Torinese Tram Storici.

Un museo che viaggia con la città

MuviMov trasforma le linee tranviarie in percorsi narrativi: oltre 100 fermate diventano tappe di un racconto urbano, arricchito da audio, foto d’archivio e video-interviste. L’esperienza è accessibile tramite l’app Tellingstones, disponibile in più lingue.

La geolocalizzazione attiva automaticamente i contenuti in prossimità delle fermate. A ogni tappa, l’utente può ascoltare una narrazione, visualizzare immagini storiche (oltre 500 foto) e scoprire aneddoti e curiosità legati alla città e alla sua evoluzione urbana e sociale.

Dalla Sassi-Superga alla città: l’evoluzione del progetto

MuviMov è nato come iniziativa pilota dedicata alla storica Tranvia Sassi-Superga: grazie a una guida multimediale multilingue, i visitatori sono accompagnati in un viaggio che parte dalla stazione di Sassi e arriva fino alla Basilica di Superga. Il percorso è arricchito da 22 video e 10 tracce audio, che narrano l’evoluzione tecnica della linea, la storia del territorio e le voci di chi, nel tempo, ha reso unico questo tragitto.

Quando il progetto è stato avviato, nell’ottobre 2024, era già stato annunciato un ampliamento alla Linea 7: oggi quel disegno si realizza e prende forma in una rete complessiva di oltre 120 fermate narrate, che coinvolge tutta la città.

I musei salgono a bordo

Una delle novità più significative del progetto è il coinvolgimento diretto dei principali musei torinesi. I direttori di istituzioni come Palazzo Madama, Museo del Cinema, MAO, GAM, MAUTO, Musei Reali, Teatro Regio, Museo del Risorgimento, Fondazione Accorsi e Palazzo Carignano, intervengono in video-interviste realizzate dal regista torinese Stefano Di Polito, invitando i passeggeri a visitare le loro collezioni.

Anche Turismo Torino partecipa con un’intervista dedicata ai servizi di accoglienza turistica in città.

Tutti i contenuti sono curati da ATTS, con le narrazioni interpretate dalla voce di Valter Gerbi.

Mobilità e cultura: una rete che connette

“Con MuViMov, Torino compie un passo innovativo verso una città sempre più intelligente, accessibile e culturalmente viva” – commenta l’assessora alla Mobilità e all’Innovazione Chiara Foglietta. “Questo progetto incarna perfettamente la nostra visione di mobilità urbana: non solo sostenibile ed efficiente, ma anche capace di raccontare il territorio, valorizzare la memoria collettiva e avvicinare i cittadini alla cultura. Grazie alla tecnologia, il trasporto pubblico diventa anche uno strumento di inclusione e partecipazione, capace di connettere persone, luoghi e storie in modo innovativo e coinvolgente”.

Antonio Fenoglio, Presidente di GTT, sottolinea con entusiasmo l’importanza strategica di MuviMov, evidenziando come il progetto elevi il trasporto pubblico ben oltre la sua funzione tradizionale: “Con MuviMov il trasporto pubblico diventa un canale diretto di valorizzazione del territorio. GTT investe da tempo nella qualità dell’esperienza di viaggio, e questo progetto rafforza una direzione precisa: rendere bus e tram non solo efficienti, ma anche spazi di relazione con la città. È una risposta concreta alla sfida di far percepire il servizio pubblico come parte integrante della vita urbana, capace di generare valore anche culturale. Torino ha una rete tranviaria diffusa e identitaria: metterla in connessione con i luoghi della cultura significa potenziare la sua funzione civile, non solo logistica.”

 “L’idea di intervistare i direttori dei musei alla fermata del tram permette di avvicinare la cultura ai cittadini e ai visitatori – dichiara il  regista Stefano Di Polito, che ha realizzato 35 video per MuViMov – ed è un invito a vivere e a riscoprire in modo intimo e personale la storia della nostra città”.

“MuviMov rappresenta una sintesi perfetta tra tecnologia, cultura e mobilità sostenibile,” dichiara Francesco Di Pasquale, CEO di Espereal Technologies. “Abbiamo voluto creare un’esperienza che non solo arricchisca il tempo di viaggio dei passeggeri, ma che renda la cultura più accessibile e diffusa, trasformando la città stessa in un museo a cielo aperto.”

“Siamo orgogliosi di partecipare a un progetto che valorizza la rete di trasporto pubblico come veicolo di conoscenza e bellezza.” afferma Roberto Cambursano, Presidente di ATTS Associazione Torinese Tram Storici. “I tram storici e moderni diventano così protagonisti di un nuovo modo di vivere e scoprire Torino, e le storie di 120 fermate sono arricchite da oltre 500 foto di archivio ATTS”.