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Set 26


In occasione del 700° anniversario del primo volume dei Liber Consiliorum (gli Ordinati del 1325), la Città di Torino ha inaugurato la mostra “Il Trecento a Torino nell’Archivio della Città. I 700 anni del primo volume degli Ordinati”.

La mostra, realizzata in collaborazione con la Presidenza del Consiglio comunale, è stata anticipata dalla presentazione nella Sala Rossa di Palazzo Civico dove era stato esposto il prezioso primo volume dei Liber Consiliorum, segnando un ideale ritorno alle origini dell’assemblea consiliare, prima di essere trasferito per l’esposizione.

L’inaugurazione della mostra si è tenuta successivamente presso i locali dell’Archivio Storico della Città di Torino in via Barbaroux 32. L’evento è stato arricchito da un’apertura straordinaria serale, libera e gratuita, con visite guidate a cura degli archivisti, in quanto rientrava tra le iniziative di UNIGHT, Notte Europea delle ricercatrici e dei ricercatori.

La mostra attinge al vasto fondo documentario civico, che copre quasi ininterrottamente sette secoli di storia, esponendo preziosi documenti medievali che raccontavano la vita amministrativa e quotidiana nella Torino del Basso Medioevo.

Oltre al primo volume degli Ordinati, tra i reperti di maggiore spicco che i visitatori possono ammirare ci sono:

  • Lo straordinario documento delle franchigie concesse dal conte Amedeo VI di Savoia nel 1360.
  • Gli Statuti del 1360, noti come il “Codice della Catena”, che regolavano la vita dei torinesi per quasi cinque secoli.
  • Altri documenti significativi come il Liber pactiorum (1280), il Catasto medievale (1363) e le prime rappresentazioni della città, tra cui la celebre pianta di Torino di Giovanni Caracha (Cinquecento).

I relatori, tra cui la presidente del Consiglio comunale Maria Grazia Grippo e l’assessora alla Cultura Rosanna Purchia, hanno sottolineato come l’Archivio Storico sia un essenziale “scrigno di conoscenza” che, con questa esposizione, rafforza il legame della comunità con il proprio passato.

Informazioni Utili per la Visita

La mostra rimane aperta con ingresso gratuito fino al 31 dicembre.

  • Dove: Archivio Storico della Città di Torino, via Barbaroux 32.
  • Orari: Dal lunedì al venerdì, dalle 8:30 alle 16:30.
Set 19


Dal 19 settembre all’8 dicembre 2025 Torino ospita nuovamente la World Press Photo Exhibition, la più prestigiosa rassegna internazionale di fotogiornalismo. L’esposizione sarà allestita negli spazi ipogei della Rotonda del Talucchi, all’Accademia Albertina delle Belle Arti, che per la prima volta accoglie l’evento. In mostra 144 fotografie selezionate tra oltre 59mila scatti inviati da 3.778 fotografi provenienti da 141 paesi, immagini capaci di raccontare conflitti, crisi climatiche, migrazioni e le sfide del nostro presente.

Il titolo di World Press Photo of the Year 2025 è stato assegnato alla fotografa palestinese Samar Abu Elouf per lo scatto che ritrae Mahmoud Ajjour, un bambino mutilato da un attacco sulla Striscia di Gaza, pubblicato dal New York Times. Tra i finalisti anche lo statunitense John Moore, con una fotografia sull’immigrazione clandestina negli Stati Uniti, e il peruviano-messicano Masuk Nolte, autore di un lavoro sulla siccità in Amazzonia. Accanto a questi, numerosi progetti a lungo termine documentano temi cruciali come le repressioni in Eritrea e Russia, la violenza in Salvador, la condizione dei migranti tra Colombia e Panama e le lotte culturali delle comunità indigene.

Organizzata da Cime, Ambassador Italia della World Press Photo Foundation di Amsterdam, la mostra torna per il nono anno a Torino con il patrocinio della Città. «È uno spazio di confronto e sensibilizzazione sulla complessità del nostro tempo» ha sottolineato Vito Cramarossa, direttore di Cime, mentre il direttore dell’Accademia Albertina, Salvo Bitonti, ha ricordato come la fotografia faccia parte integrante del patrimonio artistico e formativo dell’istituzione.

Nata ad Amsterdam nel 1955, la World Press Photo è oggi il principale concorso di fotogiornalismo al mondo e tocca ogni anno oltre 60 città nei cinque continenti. Un’occasione per riflettere, attraverso lo sguardo dei fotografi, sugli eventi che segnano la storia contemporanea.

Maggiori informazioni su www.worldpressphototorino.it

Set 18


Dal 19 settembre 2025 al 12 gennaio 2026 le sale di Palazzo Madama – Museo Civico d’Arte Antica di Torino ospitano un incontro straordinario tra due giganti della pittura veneziana: Jacomo Robusti, detto il Tintoretto (1518-1594), ed Emilio Vedova (1919-2006). La mostra “Vedova Tintoretto. In dialogo”, curata da Gabriella Belli e Giovanni Carlo Federico Villa, propone un percorso in cui antico e contemporaneo si guardano e si rispondono, rivelando affinità, contrasti e influenze decisive.

Tintoretto, tra i massimi interpreti del Rinascimento veneziano, fu un punto di riferimento imprescindibile per Vedova, maestro dell’informale. La mostra mette in luce l’intensità di questo rapporto, facendo dialogare i capolavori del pittore cinquecentesco con le tele visionarie e drammatiche del suo erede spirituale.

Elemento centrale dell’esposizione è l’Autoritratto del 1588 di Tintoretto, prestito eccezionale dal Musée du Louvre. Un dipinto che ha ispirato generazioni di artisti e intellettuali, da Manet – che lo definì “il più bel quadro al mondo” – a Sartre. Accanto a esso, il pubblico potrà ammirare la monumentale installazione di Vedova …in continuum, compenetrazioni/traslati ’87/’88, oltre cento tele che sfidano la verticalità della sala del Senato.

Oltre al celebre autoritratto, arrivano a Torino opere come le ancone dei Camerlenghi dalle Gallerie dell’Accademia di Venezia e tele del ciclo delle Metamorfosi custodite alle Gallerie Estensi di Modena. Il percorso si apre con i disegni giovanili di Vedova del 1936 e prosegue attraverso i lavori degli anni Quaranta e Cinquanta ispirati direttamente a Tintoretto – dalla Moltiplicazione dei pani e dei pesci (1942) alla Crocifissione (1947) – fino alle tele mature degli anni Ottanta.

La mostra non si limita a un confronto formale, ma invita a riflettere su come l’energia e la radicalità della pittura di Tintoretto abbiano plasmato l’arte di Vedova, fino alla sua scelta di abbandonare la figurazione per un linguaggio astratto e gestuale. Per Vedova, Tintoretto non fu soltanto un modello, ma una vera “identificazione”: un maestro capace di trasformare la tecnica pittorica in strumento critico e incisivo, “una lama affilata capace di incidere nella storia”.

Questa tensione attraversa tutta la mostra, che si pone come un ponte tra passato e presente, dimostrando la vitalità del dialogo tra epoche diverse.

La mostra Vedova Tintoretto. In dialogo è resa possibile grazie al sostegno di Valore Cultura, programma pluriennale di Generali per la promozione dell’arte e della cultura.

Date: 19 settembre 2025 – 12 gennaio 2026
Luogo: Palazzo Madama – Museo Civico d’Arte Antica, Torino