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Giu 20


In Piazza Bodoni a Torino, l’artista urbano Greg Goya ha presentato Wasted Dreams, una potente performance artistica sul tema del lavoro minorile e del colonialismo dei rifiuti.

Al centro dell’evento una piramide di scarti elettronici – monitor, tastiere, vecchi televisori – con in cima un orsetto di peluche, simbolo di un’infanzia negata. L’installazione trae ispirazione dal reportage Il volto nascosto dei nostri consumi di Giuseppe Bertuccio D’Angelo, girato insieme ad ActionAid nella discarica elettronica di Agbogbloshie, in Ghana, dove centinaia di bambini cercano ogni giorno materiali riciclabili tra i rifiuti provenienti anche dall’Europa.

Attraverso la sua Fast Art, Goya ha trasformato questo scenario in arte partecipata: il pubblico è stato invitato a scrivere, direttamente sui rifiuti, i sogni d’infanzia che ha abbandonato, dando vita a un’opera collettiva che denuncia lo sfruttamento dei più vulnerabili e riflette sul legame tra consumo, disuguaglianze globali e diritti negati.

L’evento, sostenuto da ActionAid, ha rappresentato un momento di forte impatto emotivo e sociale, spingendo i presenti a interrogarsi sul prezzo nascosto dei propri stili di vita e sulla necessità di garantire a ogni bambino il diritto di sognare.

Giu 19


Dal 19 giugno al 31 agosto 2025, il Museo Nazionale dell’Automobile di Torino ospita ULTRALEGGERA. A design journey with Marcello Gandini between Italy and Qatar, una mostra che esplora l’eredità progettuale e il pensiero creativo di uno dei più grandi designer dell’automobile del Novecento. Il progetto, realizzato in collaborazione con Qatar Auto Museum (QAM) e VCUarts Qatar – Virginia Commonwealth University School of the Arts Qatar, rappresenta un dialogo tra generazioni e culture, un’indagine contemporanea sul concetto di movimento come forma culturale e creativa.

Curata da Marzia Gandini e Simone Carena (VCUarts Qatar), con il contributo di Gautam Sen per i contenuti, l’esposizione allestita nella Project Room del MAUTO mette in relazione una selezione di disegni, bozzetti e modellini originali di Marcello Gandini con i lavori realizzati dagli studenti coinvolti nel progetto, aprendo così uno spazio di riflessione tra tradizione e innovazione, passato e futuro del design.

Accanto ai materiali d’archivio – tra cui fotografie, strumenti di lavoro e modellini – trovano posto anche alcuni oggetti significativi che raccontano il lato più sperimentale e personale di Gandini: la barca a vela da addestramento costruita per il nipote Pietro, il “tappeto volante Countach”, ovvero un disegno in scala 1:1 della celebre vettura stampato su tessuto di scarto, il tavolo “Ultraleggera” e un prototipo di bicicletta pieghevole con ruote di dimensioni standard.

A completare il progetto espositivo, una Summer School di quattro giornate – realizzata con il Politecnico di Torino, lo Studio Marcello Gandini e la Pinacoteca Agnelli – propone momenti teorici e laboratori pratici rivolti a designer, architetti, ingegneri e a tutti coloro interessati alle connessioni tra estetica, innovazione e mobilità. Un’occasione per approfondire il pensiero di Gandini anche attraverso il confronto diretto con docenti e professionisti che con lui hanno collaborato.

Giovedì 19 giugno, in occasione dell’opening, la Piazza del Museo ospiterà una selezione di undici vetture iconiche nate dalla matita di Gandini, tra cui Lamborghini Miura, Countach, Urraco, Alfa Romeo Montreal, Lancia Stratos, Ferrari Dino GT4, Maserati Khamsin e Shamal. Alcune di queste – come la Stratos, la Montreal, la Diablo e la Dino GT4 – resteranno esposte fino a domenica 29 giugno.

Il Museo Nazionale dell’Automobile celebra il genio rivoluzionario e l’eredità di pensiero di Marcello Gandini con la mostra ULTRALEGGERA. A design journey with Marcello Gandini between Italy and Qatar: una riflessione viva e contemporanea sul lascito creativo del Maestro, che diventa materia viva di dialogo intergenerazionale tra passato, presente e futuro del design.

Maggiori informazioni sul sito del Museo Nazionale dell’Automobile

Giu 13


È stata inaugurata oggi a Torino “The Heard Garden”, l’installazione sonora ideata da Davide “Boosta” Dileo – compositore, sound artist e co-fondatore dei Subsonica – per l’impianto di accumulo del calore The Heat Garden del Gruppo Iren, situato in via Lugaro. Alla presentazione hanno preso parte, oltre all’artista, il sindaco Stefano Lo Russo, il presidente del Gruppo Iren Luca Dal Fabbro e l’amministratore delegato di Iren Energia Giuseppe Bergesio.

L’opera, definita dallo stesso autore come un’“architettura sonora”, nasce con l’obiettivo di tradurre in musica la tridimensionalità dell’impianto e dei suoi elementi strutturali e naturali. I suoni che provengono dai terrazzi e giardini pensili, popolati da circa 21mila piantumazioni, vengono registrati e trasformati digitalmente tramite algoritmi avanzati, dando vita a un paesaggio sonoro in continua evoluzione. L’installazione restituisce così un ambiente acustico dinamico, in armonia con i processi vitali della struttura e con il dialogo silenzioso tra tecnologia e natura.

Il progetto è pensato per coinvolgere i cittadini e i numerosi professionisti che visitano l’impianto, oltre mille nei primi cinque mesi del 2025. L’interazione con il pubblico è resa possibile grazie a un sistema di fotocellule che attiva un paesaggio sonoro quadrifonico. Il passaggio dei visitatori dà vita a un’esperienza immersiva, dove il suono accompagna l’ascoltatore in una dimensione riflessiva e sensoriale. Una seconda fotocellula innesca invece una melodia meditativa, ispirata ai Tintinnabuli, che si sviluppa lentamente seguendo i ritmi naturali e le trasformazioni dell’ambiente.

“The Heard Garden” si integra perfettamente nel contesto architettonico di The Heat Garden, un impianto che rappresenta un esempio virtuoso di sostenibilità ambientale e innovazione tecnologica. Situato in una zona strategica e centrale della città, il sito dimostra come infrastrutture energetiche complesse possano dialogare con l’arte e diventare parte di un’esperienza urbana condivisa. L’installazione di Boosta, con la sua sensibilità musicale e poetica, restituisce al pubblico una nuova prospettiva sull’energia, trasformando il calore in suono e l’ingegneria in emozione.