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Ott 29


Dal 29 ottobre al 2 novembre 2025, il Real Collegio Carlo Alberto di Moncalieri (TO) ospita la XXI edizione di Paratissima, la manifestazione simbolo dell’arte contemporanea indipendente. Con il tema “KOSMOS”, l’evento esplora armonie e connessioni tra le molte dimensioni dell’arte, trasformando i 12.000 mq dello storico edificio in un laboratorio creativo con oltre 450 artisti, mostre, performance, talk e installazioni.

Per la prima volta fuori Torino, Paratissima si radica nel cuore di Moncalieri, dove il passato incontra il presente in un dialogo tra architettura neoclassica e visioni contemporanee. Il progetto diffuso “Art in the City” porta l’arte anche in vie, piazze e vetrine, coinvolgendo più di 40 location cittadine con interventi artistici, mostre e performance.

Il programma espositivo comprende numerose sezioni:

  • “Disobbedienza Formale” (a cura di Martina Ghignatti) riflette sull’imprevisto e sull’errore come forza creativa.
  • “Del colore della lavanda – Visioni liminari” (a cura di Margherita Caselli) indaga il confine tra mito e contemporaneità.
  • “Algoritmi” (a cura di Valeria Cirone) esplora il dialogo tra arte e intelligenza artificiale.
  • “Dark Matter”, sezione fotografica di Liquida Winter Edition, racconta ciò che è invisibile ma tiene insieme il reale.
  • “Nice & Fair / Contemporary Visions” dà spazio a giovani artisti e curatori in sei mostre indipendenti.

Completano la costellazione di Paratissima KOSMOS oltre 20 progetti speciali e 8 guest projects, tra cui collaborazioni con Share Festival, Fondazione Specchio dei Tempi, 1 Caffè Onlus e Asian Art Century. Tra gli artisti ospiti spiccano Letizia Scarpello, Carla Iacono, Carla Crosio, Margherita Levo Rosenberg e Daniele Accossato.

Non mancano iniziative per il pubblico: Paratissima LIVE propone talk e performance quotidiane, mentre Paratissima KIDS invita i più piccoli a sperimentare l’arte in modo ludico. Torna anche la “Terrazza Maestri del Gusto”, che unisce arte ed eccellenze enogastronomiche piemontesi.

Con “KOSMOS”, Paratissima conferma la sua natura inclusiva e sperimentale, continuando a tessere un universo di relazioni dove ogni artista, progetto e spettatore diventa parte di una grande costellazione creativa.

29 ottobre – 2 novembre 2025
Real Collegio Carlo Alberto, Moncalieri (TO)
Info e programma completo: www.paratissima.it/paratissima-kosmos

Ott 28


Dal 29 ottobre 2025 al 1° marzo 2026, la Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino (GAM) inaugura una nuova stagione espositiva con la Terza Risonanza, un ciclo di mostre che intreccia il tema dell’incanto con quello del sogno e dell’inquietudine.
Un percorso articolato in più esposizioni che mettono in dialogo secoli diversi di storia dell’arte, costruendo connessioni tra passato e presente, memoria e percezione.

L’incanto evocato da questa Risonanza, spiegano i curatori, non è mai pacificato: è un’esperienza sospesa, alimentata da ambiguità e slittamenti percettivi, da quelle crepe che aprono varchi nella realtà svelandone il lato fragile e perturbante. Come nelle precedenti edizioni, anche questa si intreccia con le collezioni storiche della GAM, generando nuove corrispondenze temporali e concettuali.

NOTTI. Cinque secoli di stelle, sogni, pleniluni

A cura di Fabio Cafagna ed Elena Volpato

Fulcro di questa nuova stagione è la mostra “Notti. Cinque secoli di stelle, sogni, pleniluni”, un viaggio nella rappresentazione del notturno nell’arte, dal Seicento fino ai giorni nostri.
Un centinaio di opere provenienti da musei e collezioni europee — tra cui un importante nucleo della stessa GAM — raccontano come artisti e scienziati abbiano guardato al mistero della notte e alla sua luce mutevole.

Da Galileo Galilei a Goya, da Canova a Picasso, fino a Pollock, Pistoletto e Thomas Ruff, la mostra intreccia arte, scienza e poesia visiva in un racconto che attraversa secoli di immaginario. La notte diventa così uno spazio mentale, popolato di sogni e rivelazioni, dove il buio si fa materia di pensiero e visione.

LINDA FREGNI NAGLER. Anger Pleasure Fear

A cura di Cecilia Canziani
Spazio del Contemporaneo

La prima antologica italiana dedicata a Linda Fregni Nagler (Stoccolma, 1976) offre uno sguardo denso e poetico sull’opera di un’artista che usa la fotografia come strumento di indagine storica e sensoriale.
Le sue immagini, tratte da archivi e collezioni anonime, riflettono sui modi in cui osserviamo il mondo, conservando al tempo stesso una tensione tra visibile e invisibile, presenza e assenza.

In mostra oltre vent’anni di lavoro, in un racconto che attraversa epoche e sensibilità: fotografie che diventano specchi del nostro sguardo e della sua evoluzione nel tempo, restituendo un universo sospeso tra memoria e immaginazione.

ELISABETTA DI MAGGIO. Frangibile

A cura di Chiara Bertola e Fabio Cafagna
Primo piano

Il primo piano della GAM accoglie la grande antologica di Elisabetta Di Maggio, artista che ha fatto della manualità e della fragilità della materia il fulcro della propria ricerca.
Le sue opere, sottili come carta e resistenti come pensieri, nascono da gesti di estrema precisione: incisioni su carta velina, mappe intagliate nel sapone di Marsiglia, mosaici di vetro e cera, porcellane leggere come fogli.

In un equilibrio costante tra figura e astrazione, Di Maggio invita lo spettatore a interrogarsi sulla natura stessa dell’opera d’arte e sulla percezione. Ogni lavoro è un frammento di tempo sospeso, un esercizio di pazienza e attenzione che rivela la poesia delle cose fragili.

Omaggi e dialoghi contemporanei

Completano la stagione due progetti che espandono il dialogo tra linguaggi e generazioni.
Nella Videoteca, la mostra “Culture Nature” rende omaggio a Lothar Baumgarten (1944–2018), figura chiave dell’arte concettuale europea, attraverso fotografie e film che riflettono sul rapporto tra natura, cultura e colonialismo.

Infine, l’“Intruso” di questa Terza Risonanza è Davide Sgambaro, chiamato a intervenire con opere e una performance site-specific che animeranno gli spazi interni ed esterni del museo. Con la sua poetica sospesa tra gioco e inquietudine, Sgambaro porta un’eco ironica e delicata nel dialogo tra le mostre, invitando a osservare la realtà con stupore e malinconia.

Informazioni

GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino
Dal 29 ottobre 2025 al 1° marzo 2026
www.gamtorino.it

Ott 27


Fondazione Merz, Torino – 27 ottobre 2025 / 1° febbraio 2026

La Fondazione Merz presenta la seconda edizione di PUSH THE LIMITS, progetto espositivo curato da Claudia Gioia e Beatrice Merz, che indaga il ruolo dell’arte come strumento di risposta alle crisi contemporanee e come linguaggio di trasformazione. La mostra riunisce venti artiste di generazioni e provenienze differenti, accomunate dalla volontà di superare limiti imposti e convenzioni, trasformandoli in materia espressiva.

Il titolo di questa edizione, accompagnato dalla frase di Mario Merz “la cultura si sveste e fa apparire la guerra”, richiama la necessità di un’arte capace di rivelare la complessità del presente e di assumere una posizione attiva nei confronti dei conflitti e delle ingiustizie. La cultura è intesa come spazio di libertà e responsabilità, chiamata a reagire in un tempo in cui i principi della convivenza e del diritto vengono continuamente messi in discussione.

Il percorso espositivo intreccia azioni, immagini e voci che esplorano il rapporto tra mezzi e fini, riscoprendo la dimensione relazionale dell’arte come forma di libertà e di pensiero collettivo. Le opere, in parte inedite e in parte ricontestualizzate per gli spazi della Fondazione, si dispongono in un itinerario che alterna esperienze visive, sonore e performative.

Tra le artiste presenti, Heba Y. Amin propone Iterations on Witnessing, un lavoro filmico che riflette sulla visibilità e sull’atto di testimoniare, mentre Maja Bajević con Sous les pavés, les jeux trasforma il linguaggio della città e della memoria in un gesto di gioco e liberazione. Mirna Bamieh, in Sour Things: the Pantry, parte da una dispensa svuotata per evocare la resistenza quotidiana e la possibilità di futuro in un contesto di guerra.

Fiona Banner aka The Vanity Press utilizza forme aeronautiche in chiave performativa per interrogare la mascolinità della guerra, e Rossella Biscotti riporta alla luce i calchi monumentali di Mussolini per riflettere sulla persistenza dei simboli di potere. Monica Bonvicini esplora la tensione tra forza e vulnerabilità con le sculture metalliche And Rose, mentre Latifa Echakhch trasforma perline e fili di vetro in un paesaggio emotivo che alterna luce e abisso.

Yasmine Eid-Sabbagh e Rozenn Quéré ricostruiscono storie di vita palestinesi in Possible and Imaginary Lives, e Cécile B. Evans reinterpreta Spurt of Blood di Artaud in un doppio lavoro video e sonoro che attraversa un secolo di immagini. Dominique Gonzalez-Foerster propone il trittico Metapanorama, una narrazione visiva che fonde memoria storica e immaginario collettivo, mentre Mona Hatoum con Hot Spot restituisce la percezione fisica di un mondo in perenne stato di emergenza.

In Crossing Surda, Emily Jacir documenta il quotidiano attraversamento dei confini in Palestina, e Jasleen Kaur riflette sulle stratificazioni della memoria familiare. Katerina Kovaleva mette in scena un tavolo militare sovrastato da un paracadute simbolico, evocando la memoria delle vittime di guerra, mentre Teresa Margolles in Los sonidos de la muerte denuncia la violenza contro le donne a Ciudad Juárez.

Helina Metaferia esplora la memoria dei movimenti civili attraverso collage e installazioni partecipative, e Janis Rafa indaga la relazione tra umano e animale in un video che richiama la tensione tra istinto e controllo. Zineb Sedira riprende il cinema militante degli anni Sessanta e Settanta per riflettere sul potere delle immagini come strumento di resistenza, mentre Nora Turato apre la mostra con Speaking my TRUTH!!!, un intervento murale che interroga il linguaggio contemporaneo e la sua banalizzazione.

PUSH THE LIMITS 2 trasforma la Fondazione Merz in uno spazio di confronto tra arte e realtà, in cui le opere si fanno strumenti di consapevolezza e di reazione alle urgenze del presente.