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Apr 17


I Musei Reali di Torino, in collaborazione con Arthemisia, inaugurano oggi alle Sale Chiablese la mostra “Da Botticelli a Mucha. Bellezza, natura, seduzione”, visitabile fino al 27 luglio. Un percorso spettacolare tra oltre 100 opere – dipinti, disegni, sculture e oggetti d’arte – che raccontano come la bellezza sia stata interpretata dagli artisti dal Rinascimento al primo Novecento.

Tra i protagonisti assoluti dell’esposizione spiccano Sandro Botticelli, con la sua celebre Venere della collezione Gualino, Leonardo da Vinci con lo straordinario disegno Volto di fanciulla esposto nel nuovo Spazio Leonardo della Galleria Sabauda, e il maestro dell’Art Nouveau Alphonse Mucha. In mostra anche opere di Canova, Lorenzo di Credi, Mazzolino, Macrino d’Alba e tanti altri.

Il percorso si articola in dieci sezioni tematiche distribuite su undici sale, attraversando il mito classico (da Venere a Elena di Troia), il fascino dell’antico, la natura nei raffinati album secenteschi della corte sabauda, e l’universo femminile, celebrato in tutte le sue sfaccettature, dalla purezza alla seduzione. Spazio anche a rari documenti come il Taccuino romano di Girolamo da Carpi e agli studi diagnostici sulla Venere di Botticelli, svelati per la prima volta.

Un viaggio immersivo tra arte e storia che mette in dialogo capolavori senza tempo, con il sostegno della Fondazione CRT e il patrocinio del Museo Mucha di Praga.

Informazioni e prenotazioni sul sito di Arthemisia

Apr 16


à stata inaugurata all’Accademia Albertina di Belle Arti, la seconda edizione di EXPOSED Torino Foto Festival, manifestazione internazionale interamente dedicata alla fotografia contemporanea. Fino al 2 giugno, il festival animerà la città con dodici mostre gratuite in sedi espositive diffuse, coinvolgendo sedici artisti internazionali che con i loro scatti affrontano i temi cruciali e complessi della contemporaneità: dai cambiamenti climatici alle disuguaglianze sociali, dalla memoria collettiva al rapporto sempre più ibrido tra uomo e tecnologia.

L’Accademia Albertina: cuore pulsante del festival

L’Accademia Albertina, sede simbolo della formazione artistica torinese, si conferma cuore pulsante del festival, ospitando le opere di cinque artisti che offrono visioni penetranti del nostro presente.

Tra questi, il fotografo congolese Georges Senga con Décalquer, che indaga le radici dimenticate di una comunità nippo-congolese segnata dal neocolonialismo minerario. Accanto a lui, lo statunitense Gregory Halpern, membro della celebre Magnum Photos, presenta Omaha Sketchbook, una narrazione visiva sulla città di Omaha, Nebraska, sospesa tra ruralità, crisi sociale e aspettative future.

Spazio anche alla ricerca visuale e politica di Lisa Barnard con Running Fast – Senses Off, una riflessione intensa sulle tecnologie militari e la percezione. Silvia Rosi, vincitrice del C/O Berlin Talent Award 2024, intreccia autoritratto e memoria diasporica in Disintegrata, mentre Valeria Cherchi esplora con RE:Birth la violenza ostetrica e ginecologica, combinando documentazione e sensibilità artistica in un racconto stratificato.

Una rete diffusa di mostre in tutta la cittĂ 

Al di fuori dell’Accademia, il festival si ramifica in altre sedi cittadine. Tra queste, l’Archivio di Stato, dove il taiwanese Sheng-Wen Lo espone Not Bad Intentions. Attempts to Coexist, una riflessione sull’antropocentrismo ambientale. Nello stesso spazio, la mostra collettiva To Be In and Out of the World, curata da Zoé Samudzi, mette in dialogo artisti da Palestina, Sudafrica e Hong Kong.

Alla GAM – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea, il boliviano River Claure, vincitore dell’EXPOSED Grant 2024, rilegge il mito dell’Amazzonia con l’opera Once Upon a Time in the Jungle, unendo western, cultura indigena e immaginario postcoloniale.

Le OGR Torino ospitano la collettiva Almost Real. From Trace to Simulation, incentrata sul rapporto tra fotografia e intelligenza artificiale, con opere di Alan Butler, Nora Al-Badri e Lawrence Lek.

A Palazzo Carignano, l’installazione Climate Tribunal di Paolo Cirio trasforma i ghiacciai in soggetti giuridici per denunciare le responsabilità delle aziende nel cambiamento climatico.

Un festival che coinvolge, educa e si espande

Completano il programma numerosi appuntamenti del public programme, tra cui visite guidate, talk, workshop e attività didattiche. Il primo evento si terrà giovedì 17 aprile proprio all’Accademia Albertina, con tre panel dedicati a colonialismo, immagini sintetiche e convivenza umano/non-umano.

Torna anche EXPOSED Photomatch, in collaborazione con Fotofestiwal ĹĂłdĹş, con tredici fotografi selezionati tramite open call che dialogheranno con esperti internazionali in un format innovativo di portfolio review.

Per gli appassionati di fotografia analogica, Lomowalks in collaborazione con LOMOGRAPHY proporranno itinerari alternativi alla scoperta della città, mentre l’Educational Programme rende il festival accessibile a tutte le età con materiali didattici e mediatori culturali. Ai più piccoli è dedicato il Passaporto Kids, guida educativa illustrata disponibile gratuitamente.

Infine, grazie al progetto Echoes, EXPOSED si estende oltre le sedi ufficiali, coinvolgendo musei, gallerie, collettivi e spazi indipendenti, trasformando Torino in un vero e proprio laboratorio di visioni contemporanee.

EXPOSED Torino Foto Festival

 

Apr 15


Con l’avvio della direzione artistica di Chiara Bertola, la GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino – inaugura un nuovo modello di programmazione culturale strutturato in due stagioni annuali, intitolate RISONANZE. Ogni stagione affronta temi specifici che fungono da filo conduttore per una rilettura dinamica della Collezione e si declinano in mostre, progetti interdisciplinari e interventi site-specific, generando un dialogo continuo tra le opere, gli spazi e il pubblico.

Dopo una prima stagione dedicata a luce, colore e tempo, dal 16 aprile 2025 si apre la SECONDA RISONANZA, incentrata sui concetti di ritmo, struttura e segno. Un’esplorazione profonda e articolata che coinvolge tutti gli ambienti del museo, dalle sale principali fino agli spazi più nascosti, trasformandoli in punti d’incontro tra eredità storica e sperimentazione contemporanea.

Le mostre

Ad aprire la stagione, due mostre personali molto attese. La prima è “Fausto Melotti. Lasciatemi divertire!”, una grande retrospettiva a cura di Chiara Bertola e Fabio Cafagna, che rende omaggio a uno dei maestri piĂą raffinati del Novecento italiano. A cinquantatrĂ© anni dalla storica mostra del 1972, la GAM accoglie oltre centocinquanta opere dell’artista, dagli esordi astratti degli anni Trenta fino alle celebri sculture poetiche della maturitĂ , come Modulazione ascendente (1977), collocata nel giardino del museo. Il titolo dell’esposizione prende spunto da una frase dello stesso Melotti, che ben esprime il suo approccio giocoso e sperimentale alla pratica artistica.

La seconda mostra, “Dove lo spazio chiama il segno”, di Alice Cattaneo e curata da Giovanni Giacomo Paolin. L’esposizione ripercorre il lavoro dell’artista milanese in un dialogo continuo tra materia e forma, trasformazione e intuizione. Il titolo nasce da un aneddoto personale: un maestro vetraio di Murano, indicando dove tagliare un materiale, le suggerì di farlo “dove chiama il materiale”. Una frase che diventa metafora del processo artistico stesso, basato sull’ascolto sensibile della materia e sul tempo necessario per comprenderla.

La Videoteca della GAM ospita invece una retrospettiva dedicata ai film di Giosetta Fioroni, a cura di Elena Volpato. L’esposizione presenta quattro opere realizzate nel 1967 – Coppie, Gioco, Goffredo e Solitudine femminile – che raccontano una fase poco nota ma centrale nella ricerca dell’artista, in cui cinema e pittura si contaminano. Le pellicole originali in 8 mm sono custodite proprio dalla Videoteca, a cui l’artista le donò nel 1999.

Un museo che ascolta e risuona

Come giĂ  avvenuto nella Prima Risonanza, anche in questa nuova stagione non mancano gli “intrusi”, interventi trasversali pensati per attivare letture inaspettate. I sound artist Chiara Lee e freddie Murphy, in collaborazione con il MAO – Museo d’Arte Orientale di Torino, hanno invitato l’artista sakha Aldana Duoraan a realizzare un’opera sonora site-specific. Il risultato è un’installazione immersiva che trasforma gli interstizi delle scale del museo in un vero e proprio strumento musicale.

Le Collezioni e il Deposito Vivente

Oltre alle esposizioni temporanee, la SECONDA RISONANZA propone anche un nuovo allestimento delle Collezioni permanenti al primo piano del museo. Otto sale raccontano il legame profondo tra arte e natura, tra astrazione e ritmo vitale, accostando opere delle avanguardie del Novecento a ricerche contemporanee. Il percorso mette in evidenza fenomeni come la propagazione, la crescita, la ripetizione: schemi che si ritrovano tanto nella biologia quanto nella creazione artistica.

Restano inoltre visitabili le sezioni inaugurate a ottobre e il suggestivo Deposito Vivente, un progetto che apre al pubblico una parte normalmente nascosta del museo: il deposito stesso, concepito come spazio espositivo in costante trasformazione.

Maggiori informazioni sul sito della GAM – Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino