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Lug 23


Undici nuovi pannelli artistici sono stati inaugurati questa mattina sui muri del lato ferroviario di via Sacchi, a Torino, nel tratto tra via Pastrengo e corso Sommeiller. Si tratta della seconda fase del progetto di arte pubblica Arte in Transito, promosso dal Comitato Rilanciamo Via Sacchi, in collaborazione con l’Accademia Albertina di Belle Arti e il Politecnico di Torino.

Realizzate da studentesse e studenti internazionali, le opere – ciascuna di circa 3×3 metri – affrontano temi come cultura, memoria, futuro e inclusione sociale. Sono frutto di un percorso partecipato che ha coinvolto anche gli abitanti del quartiere Borgo San Secondo, testimoniando il ruolo attivo della comunità nella trasformazione urbana.

L’iniziativa punta a valorizzare i muri ciechi della ferrovia e a stimolare la riattivazione della via, colpita da una progressiva dismissione commerciale, trasformandola in un vero e proprio corridoio artistico a cielo aperto.

Sostenuto dalla Circoscrizione 1, dal Dipartimento di Architettura e Design del Politecnico di Torino e dall’Assessorato alle Politiche Giovanili, il progetto si inserisce in un percorso di rigenerazione urbana iniziato nel 2017 e proseguito con iniziative come Portici d’Artista.

«Con Arte in Transito – ha dichiarato l’assessora Carlotta Salerno – investiamo nei giovani e nell’arte come strumenti per costruire una città più inclusiva e partecipata». A sottolineare l’importanza del coinvolgimento della cittadinanza è anche la presidente della Circoscrizione 1, Cristina Savio: «In un’epoca di relazioni sempre più virtuali, l’arte nello spazio pubblico diventa occasione di incontro e coesione».

La nuova installazione porta a 22 il totale delle opere murali realizzate in via Sacchi. L’iniziativa è consultabile anche online, attraverso il sito viasacchi.designcontest.polito.it, che raccoglie materiali e approfondimenti.

Lug 10


È stata presentata questa mattina al Museo Nazionale del Risorgimento Italiano la mostra “Ritratti. Collezione Florence e Damien Bachelot”, alla presenza dell’assessora Rosanna Purchia.

La mostra, aperta al pubblico dall’11 luglio al 5 ottobre 2025, è curata da Tiziana Bonomo e promossa dall’Associazione culturale Imago Mundi. In esposizione circa 90 fotografie selezionate dalla collezione privata dei coniugi Bachelot, una delle più significative in Europa per quanto riguarda il ritratto fotografico.

Tra gli autori esposti: Lewis Hine, Dorothea Lange, Arnold Newman, Irwing Penn, Nan Goldin, Saul Leiter, Ann Ray, Mohamed Bourouissa e Gilles Caron. Le opere sono organizzate in quattro sezioni tematiche: Miti, Emozioni, Società e Attualità.

In dialogo con la collezione permanente del Museo, è presentato anche un video che documenta parte dell’archivio fotografico dell’istituzione, composto da oltre 17.000 immagini, tra cui spiccano i ritratti della Contessa di Castiglione.

La mostra è realizzata con il contributo del Main Sponsor Banca d’Alba, il sostegno del Consiglio Regionale del Piemonte, della Fondazione Deloitte, e il patrocinio di enti locali e culturali tra cui la Città di Torino, l’Institut Français e l’Alliance Française. Grafica e allestimento sono a cura di WoWstudio.

Maggiori informazioni nelle pagine del Museo Nazionale del Risorgimento Italiano – Torino

 

Giu 20


In Piazza Bodoni a Torino, l’artista urbano Greg Goya ha presentato Wasted Dreams, una potente performance artistica sul tema del lavoro minorile e del colonialismo dei rifiuti.

Al centro dell’evento una piramide di scarti elettronici – monitor, tastiere, vecchi televisori – con in cima un orsetto di peluche, simbolo di un’infanzia negata. L’installazione trae ispirazione dal reportage Il volto nascosto dei nostri consumi di Giuseppe Bertuccio D’Angelo, girato insieme ad ActionAid nella discarica elettronica di Agbogbloshie, in Ghana, dove centinaia di bambini cercano ogni giorno materiali riciclabili tra i rifiuti provenienti anche dall’Europa.

Attraverso la sua Fast Art, Goya ha trasformato questo scenario in arte partecipata: il pubblico è stato invitato a scrivere, direttamente sui rifiuti, i sogni d’infanzia che ha abbandonato, dando vita a un’opera collettiva che denuncia lo sfruttamento dei più vulnerabili e riflette sul legame tra consumo, disuguaglianze globali e diritti negati.

L’evento, sostenuto da ActionAid, ha rappresentato un momento di forte impatto emotivo e sociale, spingendo i presenti a interrogarsi sul prezzo nascosto dei propri stili di vita e sulla necessità di garantire a ogni bambino il diritto di sognare.