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Ott 28


In occasione di Artissima 2024, Palazzo Madama ha il piacere di presentare il progetto Crossing, una mostra che tiene insieme quattro artisti di diversa formazione e provenienza che hanno accettato di confrontarsi con i maestosi spazi, la storia millenaria e la vastissima collezione di Palazzo Madama.

L’esposizione apre con le sculture di Frédérique Nalbandian – collocate in cima allo scalone juvarriano – in omaggio alla fondazione romana dell’edificio.

Scultrice francese, Nalbandian presenta a Torino tre monumentali figure stanti di evidente rimando all’antico. L’idea di reperto appartiene da sempre alla sua pratica artistica reinterpretato però secondo un impiego inatteso dei materiali, come accade a Torino con Panacée, tre opere che se di prim’acchito paiono figure in marmo, a uno sguardo ravvicinato rivelano la loro consistenza di stoffa e sapone, quest’ultimo proveniente dal saponificio Fer à Cheval di Marsiglia, fabbrica d’antica tradizione con cui l’artista collabora da anni. È proprio nel gioco dell’illusione, nell’inversione tra percezione e realtà, che l’opera di Nalbaldian balza nel contemporaneo tracciando sia un dialogo tra forme che appartengono alla scultura antica sia omaggiando l’eredità dell’Arte Povera che proprio a Torino ha avuto uno dei suoi luoghi nevralgici.

Il percorso della mostra prosegue all’interno del museo, nella sala delle ceramiche, con una serie di vasi di grandi dimensioni realizzati da RunoB, giovane artista cinese di nascita e veneziano d’elezione, che porta a Palazzo Madama una serie di 10 vasi realizzati durante la sua recentissima residenza a Nove (Vicenza) e interamente dedicati alla vastissima collezione ceramica del museo. Visitando la sala, RunoB è stato colpito dai motivi decorativi delle ceramiche antiche molto spesso a tema culinario: egli dunque ha deciso di reinterpretare in chiave contemporanea il tema del cibo chiamando in causa l’iconografia dei fast-food e della sempre più diffusa abitudine del take-away. Il contrasto tra il soggetto attualissimo e le classiche forme della storica manifattura vicentina – conservata naturalmente anche nella collezione del museo – rendono l’installazione di questo pittore prestato alla ceramica quanto mai attuale e soprattutto efficace nel rileggere la produzione maiolica da una prospettiva nuova.

Il grande tondo di quasi due metri che Marta Sforni ha realizzato appositamente per Crossing è certamente un omaggio al monumentale lampadario del 1928 dei Fratelli Toso che domina il centro della sala dedicata ai vetri, ma al contempo si inserisce in una ricerca, sia pittorica sia concettuale, che l’artista sta portando avanti da anni. Il lampadario veneziano è infatti il soggetto per eccellenza della pittura di Marta Sforni e, al contempo, esso rappresenta per l’artista una sorta di stella, un astro che fa parte di una costellazione articolata che da Murano trova connessione e rimandi anche in luoghi lontani, ovunque un lampadario veneziano abbia trovato collocazione. L’originalissima e personale tecnica di Marta Sforni racconta questi giardini pensili per sottili velature che si concentrano in particolare sui dettagli – le bossette, in termine tecnico, e i fiori – dei questi sontuosi manufatti antichi.

A chiudere il percorso di Crossing, la veranda juvarriana ospita la grande installazione di Giuseppe Lo Cascio, giovane artista palermitano particolarmente attento ai temi della memoria e di un quotidiano restituito attraverso un uso inatteso e spettacolare degli oggetti. Le sue costruzioni modulari sono schedari monumentali che vanno intesi come un immenso raccoglitore di memoria e, di conseguenza, di conoscenza. Sono torri di Babele in metallo e cartoncino o lamine plastiche, oggetti presenti in ogni ufficio, e che qui ribadiscono però la ragione stessa del museo, inteso come rifugio del sapere in cui persino l’etimo deriva dalle Muse, mitologiche figlie di Zeus, e custodi della memoria e della conoscenza da tramandarsi nei secoli.

Crossing intende dunque offrire un’occasione di riflessione sulla ricca collezione di Palazzo Madama partendo da una nuova prospettiva, una angolazione possibile e non vincolante, data da strumenti “altri” rispetto al nostro sguardo. Il visitatore si troverà dunque in quattro momenti di inciampo rispetto al consueto percorso di visita e sarà guidato ad ogni passo da una didascalia estesa che spiega la ragione della presenza dell’artista e dell’opera in quel luogo, nonché di un codice QR code che gli permetterà di approfondire il soggetto tramite testi critici e immagini.

Maggiori informazioni su www.palazzomadamatorino.it

Ott 25


Venerdì 25 ottobre si è tenuta l’inaugurazione di Luci d’Artista 2024, itinerante per abbracciare luoghi diversi della città e aperta a cittadine, cittadini e turisti.

Il primo appuntamento si è svolto alle ore 18 in piazza Vittorio Veneto (angolo lungo Po Cadorna), dove la Banda musicale del Corpo di Polizia Locale della Città di Torino ha intrattenuto il pubblico in attesa del calar del buio. Successivamente, il Sindaco Stefano Lo Russo, insieme all’Assessora alla Cultura Rosanna Purchia, al presidente della Fondazione Torino Musei Massimo Broccio, al Direttore artistico di Luci d’Artista Antonio Grulli e all’artista Andreas Angelidakis, ha dato il via all’accensione della prima nuova installazione dell’edizione, VR Man di Andreas Angelidakis.

Il tour è poi proseguito alle 19.15 in via Fanti 17, presso la sede dell’Unione Industriali di Torino, dove è stata accesa l’opera di Erik Saglia, Euridome, nell’ambito di Costellazione.

La serata inaugurale si è conclusa ai Giardini Sambuy, in piazza Carlo Felice, lato via Roma, dove la Banda del Corpo di Polizia Locale della Città di Torino ha accompagnato l’accensione della seconda nuova luce, Scia’Mano, alla presenza del Maestro Luigi Ontani.

Da quel momento, 28 luci si sono riaccese tra le vie e le piazze di Torino, offrendo a cittadini e turisti la possibilità di alzare gli occhi per ammirare le opere luminose nelle loro sedi storiche, oppure di andare alla ricerca delle nuove collocazioni.

Sulla Mole Antonelliana, restaurata grazie alla Consulta per la Valorizzazione dei Beni Artistici e Culturali di Torino e all’Unione Industriali Torino, è tornata a brillare Volo dei numeri di Mario Merz, emblematica opera-manifesto della città dell’arte contemporanea. Alcune installazioni storiche hanno cambiato sede rispetto alla scorsa edizione: Palomar di Giulio Paolini, da sempre in via Po, è ritornata in via Garibaldi dopo dieci anni; Ice Cream Light di Vanessa Safavi è stata installata per la prima volta in largo Montebello in una nuova configurazione. Luì e l’arte di andare nel bosco di Luigi Mainolfi ha trovato spazio lungo via Carlo Alberto, mentre al suo posto, in via Lagrange, è possibile ammirare per la prima volta Volo su… di Francesco Casorati.

Sono state riconfermate invece le collocazioni delle altre opere luminose, come Cosmometrie di Mario Airò in piazza Carignano, con una configurazione ogni anno nuova, decisa dall’artista stesso; Orizzonti di Giovanni Anselmo in piazza Carlo Alberto; Vele di Natale di Vasco Are in piazza Bodoni; Ancora una volta di Valerio Berruti in via Monferrato; Tappeto volante di Daniel Buren in piazza Palazzo di Città; Regno dei fiori: nido cosmico di tutte le anime di Nicola De Maria in piazza Carlo Emanuele II (piazza Carlina); L’energia che unisce si espande nel blu di Marco Gastini in Galleria Umberto I; Planetario di Carmelo Giammello in via Roma; Azzurrogiallo di Giorgio Griffa ai Giardini Sambuy di Piazza Carlo Felice; Illuminated Benches di Jeppe Hein in piazza Risorgimento; Piccoli spiriti blu di Rebecca Horn sul Monte dei Cappuccini; Cultura=Capitale di Alfredo Jaar sulla facciata del Museo Diffuso della Resistenza; Io, sono nato qui. di Renato Leotta in corso Spezia 70, sul tetto dell’Ospedale Sant’Anna; Concerto di parole di Mario Molinari in piazza Polonia; Vento solare di Luigi Nervo in piazzetta Mollino; L’amore non fa rumore di Luca Pannoli di fronte alla Biblioteca Geisser; Amare le differenze di Michelangelo Pistoletto in piazza della Repubblica (facciata della Tettoia dell’Orologio); My Noon di Tobias Rehberger in piazza Arbarello; Noi di Luigi Stoisa in via Po; “…?…” di Grazia Toderi in cima alla cupola della Basilica Mauriziana (visibile da piazza della Repubblica); e Luce Fontana Ruota di Gilberto Zorio sul laghetto di Italia ’61 in corso Unità d’Italia.

Ott 24


Venerdì 25 ottobre dalle ore 18:00, con la prima accensione, Torino torna a illuminarsi e trasforma ancora una volta il suo cielo con installazioni luminose di grandi artisti pensate per lo spazio pubblico.

Anche per questa edizione la Fondazione Torino Musei è stata incaricata dalla Città di Torino, nell’ambito della sua missione istituzionale, a operare per la valorizzazione e realizzazione di quello che è il suo progetto più longevo e rappresentativo del ruolo dell’arte contemporanea per l’identità e la vita culturale della città. Luci d’Artista è, nell’ambito del nuovo piano strategico, la quinta linea culturale della Fondazione Torino Musei (insieme a GAM, MAO, Palazzo Madama e Artissima) e ha l’obiettivo di trasformare la manifestazione in una vera istituzione di ricerca artistica permanente.

In questa nuova edizione saranno consolidate e ulteriormente implementate le linee guida di indirizzo introdotte già con la 26a edizione, visto anche il riscontro del pubblico: insieme al curatore Antonio Grulli saranno quindi rafforzate le iniziative di superamento dei confini invernali della manifestazione grazie a una programmazione attiva tutto l’anno e si continuerà nella ridefinizione delle varie sezioni di Luci d’Artista. Un nuovo corso accompagnato da un rafforzamento della comunicazione, sempre più internazionale, con social rinnovati e un sito internet che raccoglie la storia della manifestazione. Il tutto per valorizzare una collezione unica e straordinaria e raggiungere una visibilità nazionale e internazionale stabile, rendendo la manifestazione ancora più inclusiva ed ecologicamente sostenibile, basti pensare che grazie a circa un milione di sorgenti luminose quasi del tutto a Led, Iren fornirà maggiore luminosità e ridotti consumi, con 13,5 km di linee elettriche a collegare le Luci, che impegneranno una potenza complessiva di soli 121 kW.

Luci d’Artista è progetto e patrimonio della Città di Torino, realizzato da Fondazione Torino Musei con il sostegno di Fondazione Compagnia di San Paolo, Fondazione CRT, Consulta per la Valorizzazione dei Beni Artistici e Culturali di Torino, Unione Industriali Torino, Torino 2025 FISU World University Games Winter e Audemars Piguet Contemporary. Main sponsor: Gruppo Iren.

LE DUE NUOVE INSTALLAZIONI LUMINOSE

Per la 27a edizione, Luci d’Artista si arricchisce di due nuove installazioni luminose firmate da grandi artisti selezionati dal Comitato Scientifico di Luci d’Artista, che in quest’ultimo anno si è completamente rinnovato ed è oggi composto da Chiara Bertola e Francesco Manacorda, rispettivamente direttori della GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea – e del Castello di Rivoli – Museo d’Arte Contemporanea, e da Antonio Grulli, curatore di Luci d’Artista.

La selezione dei due nuovi artisti di Luci d’Artista 27 è il frutto di una serie di incontri tra i membri del Comitato scientifico, durante i quali si è deciso di affiancare una stella dell’arte globale a un grande Maestro indiscusso. I nomi sono quelli di Andreas Angelidakis e di Luigi Ontanicon le rispettive luci VR Man e Scia’Mano.

VR Man di Andreas Angelidakis, piazza Vittorio Veneto angolo lungo Po Cadorna

La Luce VR Man di Andreas Angelidakis è ripresa dall’iconografia classica della scultura greca e romana, immaginario su cui l’artista lavora da molti anni. Ma la figura si fonde con un altro elemento portante della classicità, ovvero un capitello all’altezza della testa che lo trasforma in una moderna cariatide. Il riferimento immediato è alla pratica atletica come fondamento dei giochi olimpici ma anche come disciplina indissolubile dall’attività intellettuale e spirituale così come era vista durante il periodo classico greco.

Scia’Mano di Luigi Ontani, Giardini Sambuy – Piazza Carlo Felice, lato via Roma

La Luce Scia’Manodel Maestro Luigi Ontani è, come dichiarato dal titolo, legata alla figura universale dello Sciamano.

Dalla scheda dell’opera: “La città di Torino ha ispirato il Maestro Luigi Ontani per la sua Luce intitolata Scia’Mano. L’installazione è composta da un lightbox bifacciale tondo e di grandi dimensioni, in cui le fotografie sui due lati sono stampate su un supporto lenticolare. Nelle immagini, sempre in movimento e pronte a mutare in base al punto di vista dell’osservatore, vediamo l’artista impersonare uno sciamano, a cui allude con un gioco di parole anche la forma della maschera – realizzata a Bali con I Wayan Sukarya – che richiama una mano. Il soggetto evoca la tradizione magica di Torino e la posizione dell’opera, sul bordo nord dei Giardini Sambuy, dialoga con il punto in cui aveva sede la libreria e casa editrice Fogola frequentata dall’artista in passato, di cui è sopravvissuta un’insegna. Nell’opera di Ontani sono frequenti i riferimenti letterari e, non a caso, la piazza antistante la stazione Porta Nuova ha un posto nella storia della letteratura dovuto alla tragica fine di Cesare Pavese. Luigi Ontani è uno dei grandi Maestri dell’arte, e la sua figura trascende da decenni i confini italiani e occidentali: ha rivoluzionato sin dagli anni Sessanta i linguaggi artistici grazie alle sue performance, ai suoi Tableaux Vivant, ai suoi video. Utilizza da sempre la fotografia come forma artistica per esplorare nuove identità, come veicolo di reinterpretazione della storia dell’arte, ed è stato il primo artista ad “espanderla” in gigantografie, come nel caso dell’opera Scia’Mano”.

LE LUCI. COLLOCAZIONI

Le 28 luci si riaccendono tra le vie e le piazze di Torino e i cittadini e i turisti potranno alzare gli occhi e ritrovare le opere luminose nelle loro classiche location, oppure andare alla ricerca delle nuove collocazioni.

Si accende sulla Mole Antonelliana, completamente restaurata grazie alla Consulta per la Valorizzazione dei Beni Artistici e Culturali di Torino e di Unione Industriali Torino, Volo dei numeri, l’opera-manifesto di Torino città dell’arte contemporanea, ideata da Mario Merz.

Alcune Luci storiche cambiano sede rispetto alla precedente edizione:Palomar di Giulio Paolini, da sempre in via Po, torna dopo dieci anni in via Garibaldi; per la prima volta in largo Montebello Ice Cream Light di Vanessa Safavi in una inedita configurazione. Luì e l’arte di andare nel bosco di Luigi Mainolfi trova nuovo spazio lungo via Carlo Alberto e al suo posto e per la prima volta in via Lagrange si potrà ammirare Volo su… di Francesco Casorati.

Si riconfermano nelle collocazioni precedenti le Luci di Mario Airò, Cosmometrie in piazza Carignano con una sempre nuova configurazione decisa dall’artista, che come ogni anno segue l’allestimento della sua Luce; Orizzonti di Giovanni Anselmo, in piazza Carlo Alberto; Vele di Natale di Vasco Are in piazza Bodoni; Ancora una volta di Valerio Berruti in via Monferrato; Tappeto volante di Daniel Buren in piazza Palazzo di Città; Nicola De Maria, Regno dei fiori: nido cosmico di tutte le anime in piazza Carlo Emanuele II (piazza Carlina); Marco Gastini, L’energia che unisce si espande nel blu inGalleria Umberto I; Carmelo Giammello, Planetario in via Roma; Azzurrogiallo di Giorgio Griffa ai Giardini Sambuy di Piazza Carlo Felice; Jeppe Hein, Illuminated Benches in piazza Risorgimento; Rebecca Horn, Piccoli spiriti blu sul Monte dei Cappuccini; Cultura=Capitale di Alfredo Jaar sulla facciata del Museo Diffuso della Resistenza; Renato Leotta, Io, sono nato qui. in corso Spezia 70, sul tetto dell’Ospedale Sant’Anna; Mario Molinari, Concerto di parole inpiazza Polonia; Luigi Nervo, Vento solare inpiazzetta Mollino; L’amore non fa rumore di Luca Pannoli resta di fronte alla Biblioteca Geisser. Michelangelo Pistoletto, Amare le differenze in piazza della Repubblica (facciata della Tettoia dell’Orologio); My Noon di Tobias Rehberger in piazza Arbarello; Noi di Luigi Stoisa resta come lo scorso anno in via Po; Grazia Toderi, “…?…” in cima alla cupola della Basilica Mauriziana (visibile da Piazza della Repubblica) e Gilberto Zorio, Luce Fontana Ruota sul laghetto di Italia ’61 (corso Unità d’Italia).

INAUGURAZIONE DELLE NUOVE OPERE E ACCENSIONE DELLE LUCI

L’inaugurazione di Luci d’Artista 2024, in programma venerdì 25 ottobre, sarà ancora una volta itinerante, per abbracciare luoghi diversi della città e sarà aperta a cittadine, cittadini e turisti.

Primo appuntamento alle ore 18 in piazza Vittorio Veneto (angolo lungo Po Cadorna), dove la Banda musicale del Corpo di Polizia Locale della Città di Torino intratterrà il pubblico in attesa che scenda il buio, per consentire l’accensione della prima nuova luce di questa edizione, VR Man di Andreas Angelidakis. Il tour farà una seconda tappa alle 19.15 in via Fanti 17, sede dell’Unione Industriali di Torino, per concludersi alle 19.45 ai Giardini Sambuy di piazza Carlo Felice, lato via Roma, dove sarà di nuovo la Banda del Corpo di Polizia Locale della Città di Torino ad accompagnare l’accensione della seconda nuova luce, Scia’Mano, alla presenzadel Maestro Luigi Ontani. Ogni tappa prevede interventi delle istituzioni, degli artisti e dei partner di Luci d’Artista.

LA NUOVA IMMAGINE GRAFICA E IL NUOVO LOGO DI LUCI D’ARTISTA

Dopo il grande successo dell’edizione passata, Luci d’Artista sceglie la continuità per la propria grafica. Si rinnova la collaborazione con Studio Fludd (studiofludd.com), giovane studio di grafica torinese, che oltre all’immagine correlata della manifestazione firma anche il primo logo di Luci d’Artista.

Per l’immagine correlata Luci d’Artista punta sulla riconoscibilità e declina il Visual dell’edizione passata presentandone una variazione basata sul cambiamento del soggetto e della palette colori preponderante. Questo secondo step della collaborazione con Studio Fludd si presenta quasi in maniera cinematografica. L’idea di una luce pura, cruda, che si materializza e prende corpo, fino a inoltrarsi nello spazio urbano, aprendo varchi e diventando veicolo puro di comunicazione, sembra essere catturata dal secondo frame di una pellicola, iniettando una componente narrativa nell’evoluzione del volto di Luci d’Artista. È il dettaglio di una luce che potrebbe essere un neon, o un tubo led, e che riesce a farsi strada nella nostra città creando nuove possibilità e nuovi spazi per l’immaginazione. Come l’anno scorso, la nuova immagine grafica è in primis volta a comunicare l’evoluzione di questo grande evento in una vera e propria istituzione di Arte Contemporanea.

Nell’ottica di renderla sempre più riconoscibile quale istituzione culturale di livello non solo nazionale ma anche internazionale, la creazione di un logo che andasse al di là delle singole edizioni è diventata una delle priorità curatoriali.

Il nuovo logo è stato quindi sviluppato in continuità con l’identità visiva, nell’intento di richiamare il tema della materialità della luce attraverso un bagliore che ne anima la superficie. È stato elaborato un carattere tipografico chiaro e moderno, capace di conferire al logotipo un’identità unica ed evocativa, caratterizzata da un impatto visivo forte e una spiccata riconoscibilità. Per ampliare la versatilità e l’immediatezza dell’immagine coordinata, l’identità di Luci d’Artista è arricchita da un monogramma coerente con il design complessivo. Un logo quindi che rappresenta il rapporto tra le arti e la luce, un nuovo segno che vuole essere trasversale alle tante attività annuali comprese oggi in Luci d’Artista.

IL SITO INTERNET DI LUCI D’ARTISTA

L’altra grande novità di questa edizione è la presentazione del sito generale di Luci d’Artista lucidartistatorino.org

Negli anni, infatti, si sono susseguiti una serie di siti dedicati a raccontare le varie edizioni, mentre ora, per la prima volta nella storia di Luci d’Artista, sarà presentato un sito complessivo di tutta la manifestazione, della sua storia e di tutti i materiali che sono già stati raccolti e che verranno raccolti in futuro. Il sito sarà la “casa” di Luci d’Artista, il luogo che terrà insieme questo inedito museo a cielo aperto, e in cui sarà possibile consultare l’archivio storico della manifestazione con tutti i materiali legati alle Luci, di cui è iniziata la raccolta. Per una collezione che non possiede una sede fisica, si avrà finalmente un luogo, seppur virtuale, in cui si potrà ricostruire la storia di un progetto così importante per l’arte contemporanea, non solo italiana, nello spazio pubblico. Il sito è stato realizzato da una grande eccellenza torinese, Wedoo, azienda in grado di lavorare su scala globale collaborando con grandissimi brand e istituzioni e agli eventi più prestigiosi.

Una parte del sito è dedicata alla 27esima edizione di Luci d’Artista, in cui sarà possibile trovare tutte le informazioni sulla manifestazione di quest’anno e la mappa dei luoghi dove poter ammirare le Luci.

ACCADEMIA DELLA LUCE. Il Public Program di Luci d’Artista – Novembre 2024 – Giugno 2025

Accademia della Luce, il Public Program di Luci d’Artista, nasce nel 2018 come programma didattico e di eventi rivolto alla cittadinanza torinese con lo scopo di rafforzare l’inclusività e allargare la platea dei fruitori. Nasce dalla necessità di un maggiore coinvolgimento dei torinesi, soprattutto degli abitanti delle circoscrizioni periferiche, sia rispetto a Luci d’Artista sia nei confronti dell’arte contemporanea. Sono state per questo messe in campo con grande partecipazione una serie di attività educative curate dai Dipartimenti Educazione delle principali istituzioni torinesi dedicate all’arte contemporanea in collaborazione con Luci d’Artista. I musei torinesi coinvolti sono: Castello di Rivoli Museo d’Arte Contemporanea, Fondazione Merz, Fondazione Sandretto Re Rebaudengo, GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea, MAO Museo d’Arte Orientale e PAV Parco Arte Vivente.

Ma, importante novità della 27esima edizione di Luci d’Artista, quest’anno la collaborazione si allarga ad altre due grandi istituzioni espositive della città: il MAUTO – Museo Nazionale dell’Automobile e OGR Torino.

Arriviamo così a otto Dipartimenti Educazione, che promuoveranno occasioni di dibattito e azioni con le scuole del territorio cittadino, con le famiglie e con gli abitanti di tutte le circoscrizioni, proponendo progetti che prenderanno il via con l’accensione delle Luci e proseguiranno nei mesi successivi.

Accademia della Luce è un fondamentale strumento di evoluzione di Luci d’Artista. Anche quest’anno un tema farà da linea guida per tutta l’edizione: “Luce e gesto”, e gli eventi, aperti a tutto il pubblico, saranno coordinati con una precisa visione curatoriale. Oltre alle proposte educative gestite autonomamente dai Dipartimenti Educazione, e continuando il superamento dei classici confini invernali e natalizi di Luci d’Artista,si affiancheranno una serie di importanti eventi: domenica 3 novembre alle ore 15, all’interno di Artissima, si terrà la conversazione tra Andreas Angelidakis e Antonio Grulli, in cui si parlerà della nuova Luce progettata dell’artista greco. inoltre nel mese di gennaio 2025 avrà luogo negli spazi della GAM una conferenza sull’opera di uno dei due autori delle nuove Luci, il Maestro Luigi Ontani, per parlare della sua carriera, che l’ha portato a raggiungere i vertici dell’arte globale, e della Luce da lui ideata prendendo ispirazione dalla città di Torino.

L’intero programma di Accademia della Luce, come per l’edizione passata, si concluderà con un grande evento durante il solstizio d’estate, il 21 giugno 2025, in cui sarà coinvolto un gruppo di performer internazionali a cui sarà chiesto di lavorare attorno al tema della Luce.

Anche quest’anno, grazie alla collaborazione di City Sightseeing Torino, saranno realizzate iniziative speciali dedicate alle famiglie, per scoprire la collezione di Luci d’Artista e rafforzare il senso di appartenenza alla Città e, in particolare, al proprio territorio, favorendo una maggiore fruibilità del patrimonio artistico collocato nello spazio pubblico.

Per la seconda volta vengono inoltre proposti, in collaborazione con Metrotrail, quattro itinerari di trekking urbano che abbinano Natura e Luci d’Artista 27, per un Public Program sempre più ecologico e sostenibile. Una guida escursionistica ambientale accompagnerà i visitatori a scoprire ambienti ecologicamente rilevanti a Torino – come fiumi, parchi, giardini e semplici aiuole – percorrendo impensabili sentieri verdi urbani, punteggiati dalle installazioni di Luci d’Artista. La silente fauna notturna dei fiumi farà da contrasto con le luci stesse e la vita della città; alberi monumentali e giardini segreti segneranno la riscossa della Natura sulla metropoli. 

Le camminate, lunghe indicativamente dai sei ai sette chilometri, dureranno circa due ore e mezza. Per costi, itinerari e modalità di prenotazione: lucidartistatorino.org e www.metrotrail.it/luci-dartista.

ELENCO LUCI D’ARTISTA 27

1.    Mario AIRO’ – Cosmometrie – Piazza Carignano

2.    Andreas ANGELIDAKIS – VR Man – Piazza Vittorio Veneto – Nuova Luce 27a edizione

3.    Giovanni ANSELMO – Orizzonti – Piazza Carlo Alberto

4.    Vasco ARE – Vele di Natale – Piazza Bodoni

5.    Valerio BERRUTI – Ancora una volta – Via Monferrato

6.    Daniel BUREN – Tappeto Volante – Piazza Palazzo di Città

7.    Francesco CASORATI – Volo su … – Via Lagrange – ricollocazione

8.    Nicola DE MARIA – Regno dei fiori: nido cosmico di tutte le anime –Piazza Carlo Emanuele II

9.    Marco GASTINI – L’energia che unisce si espande nel blu – Galleria Umberto I

10.  Carmelo GIAMMELLO – Planetario – Via Roma

11.  Giorgio GRIFFA – AZZURROGIALLO – Giardini Sambuy

12.  Jeppe HEIN – Illuminated Benches – Piazza Risorgimento

13.  Rebecca HORN – Piccoli spiriti blu – Monte dei Cappuccini

14.  Alfredo JAAR – Cultura=Capitale – Museo della Resistenza

15.  Renato LEOTTA – Io, sono nato qui. – Corso Spezia 70, tetto Ospedale Sant’Anna

16.  Luigi MAINOLFI – Luì e l’arte di andare nel bosco – Via Carlo Alberto – ricollocazione

17.  Mario MERZ – Il volo dei numeri – Mole Antonelliana

18.  Mario MOLINARI – Concerto di parole – area verde di Piazza Polonia

19.  Luigi NERVO – Vento solare – Piazzetta Mollino

20.  Luigi ONTANI – Scia’Mano – Giardini Sambuy – Nuova Luce 27a edizione

21.  Luca PANNOLI – L’amore non fa rumore – Parco Michelotti, fronte Biblioteca Geisser

22.  Giulio PAOLINI – Palomar – via Garibaldi – ricollocazione

23.  Michelangelo PISTOLETTO – Amare le differenze – Piazza della Repubblica, Tettoia Orologio

24.  Tobias REHBERGER – My Noon – Piazza Arbarello

25.  Vanessa SAFAVI – Ice Cream Light – Largo Montebello – ricollocazione

26.  Luigi STOISA – Noi – Via Po

27.  Grazia TODERI – …?… – Cupola della Basilica Mauriziana (via della Basilica angolo via Milano)

28.  Gilberto ZORIO – Luce Fontana Ruota – opera permanente Laghetto Italia ’61 (corso Unità d’Italia)