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Nov 29


I Musei Reali presentano al pubblico il nuovo allestimento al secondo piano della Galleria Sabauda, teso a valorizzare la Collezione Gualino e la raccolta di opere del Settecento. Il riordino intende rafforzare l’identità della Pinacoteca nel contesto del sistema museale e si pone in stretta continuità con i percorsi di visita inaugurati negli ultimi anni all’interno della Manica Nuova di Palazzo Reale.

La nuova sistemazione della Collezione Gualino è stata realizzata con il sostegno della Consulta per la Valorizzazione dei Beni Artistici e Culturali di Torino e il progetto museografico dello Studio Loredana Iacopino Architettura. Il percorso, ordinato per epoche storiche, è fedele alle scelte e al gusto di Riccardo Gualino, anche in relazione al contesto storico della sua epoca.

Imprenditore, collezionista e mecenate, Riccardo Gualino (Biella 1879 – Firenze 1964) fu uno dei grandi protagonisti della storia italiana del Novecento. Grazie al suo spirito cosmopolita e alla sua rete di conoscenze, si affermò ben presto come una delle personalità più influenti nel campo delle arti e dell’industria. Da sempre al centro delle sue principali passioni, l’arte assume per lui un ruolo identitario. Raccolta a partire dal primo decennio del Novecento con il supporto della moglie Cesarina Gurgo Salice, è considerata una delle più significative e importanti collezioni italiane del secolo, alimentata da una straordinaria disponibilità di risorse, ottenute nei settori del commercio, della produzione industriale e della finanza, in Italia e all’estero. Comprende sculture antiche e moderne, dipinti, oreficerie e mobili, bronzetti e avori datati dall’antichità all’Ottocento e provenienti dall’area europea e orientale. La collezione nasce come raccolta antiquariale con funzione d’arredo, per poi assumere un nuovo e più ampio orientamento, impresso dal sodalizio con lo storico dell’arte Lionello Venturi, coinvolto come consulente nel 1918. Nel corso degli anni Venti, la collezione si apre alla sfera del mecenatismo verso artisti attivi a Torino, in particolare Felice Casorati e il gruppo dei Sei pittori.

Per maggiori informazioni www.museireali.beniculturali.it

Nov 25


Il Maestro Riccardo Muti, presente a Torino per la direzione dell’opera Don Giovanni di Wolfgang Amadeus Mozart al Teatro Regio, ha accettato, su invito della Città, del Conservatorio Statale Giuseppe Verdi e dell’Associazione Sistema Musica, di incontrare gli studenti delle scuole di musica.

L’appuntamento, si è  tenuto venerdì 25 novembre alle ore 17 nella Sala Concerti del Conservatorio (piazza Bodoni), moderato da Alberto Sinigaglia, giornalista direttore del Polo del ‘900.

Nel corso dell’evento è stata ricordata la ‘Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne’.

Nov 15


Il 15 novembre 2022 ricorrono i 100 anni dalla nascita di Francesco Rosi e il Museo Nazionale del Cinema di Torino lo celebra con l’esposizione LE MANI SULLA VERITà. 100 ANNI DI FRANCESCO ROSI, a cura di Domenico De Gaetano e Carolina Rosi con Mauro Genovese e Maria Procino, allestita al piano di accoglienza della Mole Antonelliana e a ingresso gratuito.

L’omaggio vuole ricordare uno dei grandi maestri del cinema e ripercorrere il suo lavoro, delineando il segno profondo lasciato dalla sua figura, capace di coniugare l’arte cinematografica con l’impegno civile e che ha influenzato profondamente il cinema italiano e internazionale.

“Un tributo doveroso e necessario – sottolinea Enzo Ghigo, presidente del Museo Nazionale del Cinema – a uno dei più conosciuti maestri del cinema italiano a livello mondiale, ancora straordinariamente attuale grazie a un’opera che ci permette di riflettere sulla complessità del presente. I suoi film hanno la capacità di trasmettere un messaggio universale fatto di temi civili e sociali, ricerca della verità e della giustizia”.

“Acquisire il fondo Rosi è stato un grande privilegio – afferma Domenico De Gaetano, direttore del Museo Nazionale del Cinema e co-curatore della mostra. È uno dei maestri del cinema italiano e i materiali conservati restano di sorprendete attualità per i temi affrontati e per la capacità di parlare allo spettatore utilizzando un approccio e uno stile che sono alla base del suo cinema di impegno civile e politico. L’obiettivo della mostra è proprio quello di valorizzare questo patrimonio, non solo per i cinefili che già lo conoscono ma di raggiungere soprattutto i giovani, futuri interpreti di questi valori. Per questo motivo nel particolare allestimento multimediale si è dato spazio a testimonial che sanno interagire con le nuove generazioni”.

“Franco (perché così io lo chiamavo) lo sento ogni momento accanto a me, nei momenti bui e in quello che faccio – racconta Carolina Rosi, co-curatrice della mostra. Mi spronava sempre ad andare avanti, a vedere oltre lo stato delle cose. E proprio per questo motivo mi sembra giusto celebrarlo con questa mostra realizzata dal Museo Nazionale del Cinema, dove, attraverso foto, oggetti e film chi lo ha amato lo ritroverà, le nuove generazioni potranno leggere l’uomo, l’intellettuale, l’artista: potranno riscoprire il suo ‘cinema della realtà’ perché è così che definiva il suo lavoro, non amava etichette quali cinema politico o d’inchiesta. In ogni sequenza dei suoi film – continua Carolina Rosi – ognuno potrà sempre scorrere la storia del nostro Paese e i ragazzi potranno sfogliare un cinema che attraverso il dubbio può renderli consapevoli del presente e di quanto possano determinare per loro stessi o subire nel futuro”.

Incentrata su cinque titoli particolarmente significativi nella ricca filmografia del regista, la mostra è un viaggio multimediale che impiega le nuove tecnologie per sollecitare l’interesse delle giovani generazioni verso temi importanti e ancora attuali. Ogni sezione è rappresentata da foto di scena, manifesti, dichiarazioni dell’autore e materiali originali provenienti dall’archivio del Museo Nazionale del Cinema, ed è introdotta da video realizzati da testimonial d’eccezione, in grado di raccontare i temi affrontati da Rosi in un’ottica contemporanea.  

Napoli, la camorra e la speculazione edilizia sono i temi forti di Le mani sulla città vengono raccontate da Francesco Di Leva, mentre l’assurdità della guerra e l’antimilitarismo di Uomini contro hanno la voce di Artem. I misteri italiani, gli intrecci tra mafia, lobby di potere e politica di Salvatore Giuliano e Il caso Mattei sono raccontati rispettivamente da Marco D’Amore e da The Jackal, così come l’Italia di ieri, il fascismo e la questione meridionale di Cristo si è fermato a Eboli hanno come testimonial Valeria Parrella

L’intento è di celebrare e svelare l’opera di Francesco Rosi alle nuove generazioni, avvicinandole alla sua arte proprio in un momento storico come quello che stiamo vivendo, in cui gli strascichi sociali della pandemia si fondono con nuove incertezze e paure belliche.

Il principio ispiratore del progetto è quello di raccontare Francesco Rosi da più prospettive: il cineasta “difficile” dell’impegno civile, delle storie che svelano un’Italia dai meccanismi oscuri, attraverso una ricerca delle fonti rigorosa e tenace; il regista di opere che rappresentano un itinerario morale e spirituale, che chiede allo spettatore di pensare, di entrare nei chiaroscuri della ragione; l’artista che crea storie per raggiungere sensibilità diverse e sollecitare alla riflessione collettiva le nuove generazioni, destinate a un impegno non facile come cittadini per la costruzione del futuro del Paese.  

L’esposizione è arricchita dal catalogo LE MANI SULLA VERITà. 100 ANNI DI FRANCESCO ROSI, cura di Domenico De Gaetano e Carolina Rosi con Mauro Genovese e Fabio Pezzetti Tonion, pubblicato in occasione dell’omonima mostra a cura di Domenico De Gaetano e Carolina Rosi con Mauro Genovese e Maria Procino, con i saggi di Domenico De Gaetano, Carolina Rosi, Gina Annunziata, Lorenzo Codelli, Giovanna Gravina Volonté, Lirio Abbate, Roberto Andò, Furio Colombo, Marco Tullio Giordana, John Turturro e i contributi di Mauro Genovese, Maria Procino, Giulia Longo e Peter Englesson. 

A completamento della mostra, il Cinema Massimo propone dal 15 al 21 novembre un omaggio che verrà inaugurato martedì 15 novembre alle ore 20:00 con la proiezione di Cristo si è fermato a Eboli, introdotta dai curatori della mostra Domenico De Gaetano e Carolina Rosi. 

Mercoledì 16 novembre alle ore 20:45, sempre al Cinema Massimo verrà presentato il cortometraggio Rosi about Eboli, un documentario inedito girato dai registi svedesi Björn Blixt e Peter Englesson, allora giovanissimi studenti di cinema, che mostra il dietro le quinte del film Cristo si è fermato a Eboli. La proiezione sarà introdotta da un incontro con i registi Björn Blixt e Peter Englesson e moderato da Boris Sollazzo. Ingresso libero. In contemporanea alla proiezione del documentario al Cinema Massimo, grazie alla piattaforma Streeen il film sarà disponibile on demand in tutta Italia, geo-bloccato su Torino dove invitiamo il pubblico a partecipare in sala, e, sottotitolato in inglese, in tutto il mondo.

A seguire, la proiezione del documentario Il cineasta e il labirinto di Roberto Andò, dove la carriera di Francesco Rosi viene ripercorsa attraverso le scene più rappresentative dei suoi film e le parole di chi ha lavorato con lui o si sente personalmente legato al suo modo di fare cinema. La proiezione sarà introdotta da Boris Sollazzo. Ingresso libero.  

Per tutta la durata della mostra sono previste una serie di attività didattiche per le scuole, tutte gratuite grazie al contributo della Presidenza del Consiglio dei ministri – Struttura di missione per la valorizzazione degli anniversari nazionali e della dimensione partecipativa delle nuove generazioni. È prevista anche l’apertura straordinaria dell’Archivio Storico del Museo Nazionale del Cinema di Torino per la consultazione dei materiali del fondo Rosi, che il Museo conserva. Tutte le attività rivolte alle scuole sono gratuite (visite, lezioni e proiezioni),  

Sono inoltre in programma delle iniziative celebrative a Napoli in collaborazione con l’Accademia delle Belle arti di Napoli e la Film Commission Regione Campania (FCRC). 

Il progetto ha ricevuto l’approvazione e il sostegno della Presidenza del Consiglio dei Ministri, con Decreto del Ministro per le Politiche Giovanili, nell’ambito della valorizzazione degli anniversari nazionali e della dimensione partecipativa delle nuove generazioni.

www.museocinema.it