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Set 13


Più di 100 eventi diffusi e oltre 150 ospiti. Sono i numeri con cui torna per il quarto anno il Festival dell’Accoglienza, manifestazione promossa da Ufficio Pastorale Migranti e Associazione Generazioni Migranti con Fondazione Migrantes e Opera Barolo, e che per l’edizione 2024 ha come tema ‘Un cammino da fare insieme’.

“Per noi – ha detto l’arcivescovo di Torino, Roberto Repole – questo evento ha una valenza grandissima, incontrare lo straniero e accoglierlo per noi ha la valenza mistica di incontrare Cristo e ci permette di scoprire che c’è uno straniero in ogni uomo”. “Quello che mi cattura subito di questo appuntamento è la memoria che faremo di tutti i morti che non sono riusciti neppure a diventare stranieri, perché sono stati inghiottiti dal mare o da qualche altra calamità”, ha aggiunto sottolineando che “o una società è fondata sull’accoglienza o non è una società”.

“Per noi – ha detto l’arcivescovo di Torino, Roberto Repole – questo evento ha una valenza grandissima, incontrare lo straniero e accoglierlo per noi ha la valenza mistica di incontrare Cristo e ci permette di scoprire che c’è uno straniero in ogni uomo”. “Quello che mi cattura subito di questo appuntamento è la memoria che faremo di tutti i morti che non sono riusciti neppure a diventare stranieri, perché sono stati inghiottiti dal mare o da qualche altra calamità”, ha aggiunto sottolineando che “o una società è fondata sull’accoglienza o non è una società”.

Tema evidenziato anche dal sindaco Stefano Lo Russo che ha ricordato come Torino sia una città “che per molto tempo è stata di frontiera e ha sempre rappresentato un’occasione di riscatto, di una vita migliore, ha trovato in questo le sue cifre caratterizzati e deve continuare a porre l’accoglienza come sua cifra distintiva”.

Il Festival, sostenuto da Compagnia di San Paolo e Fondazione Crt, raggiungerà anche Trieste per una tre giorni ‘alle porte dell’Italia’. “Un festival di comunità – conclude il curatore Sergio Durando – che si sviluppa in un periodo in cui crescono la chiusura, le guerre, i fenomeni di caporalato e di sfruttamento e il filo conduttore di molti incontri sarà l’esperienza della convivenza e l’impegno per la pace”.

Maggiori informazioni sul sito festivalaccoglienzatorino.it

Set 11


Si chiama city branding ed è il modo in cui una città sceglie di costruire la sua identità e di raccontarla. Un processo per aiutarla a distinguersi nell’era della globalizzazione, a promuoversi meglio all’esterno e ad attrarre risorse umane ed economiche.

Per costruire il suo city brand la Città di Torino ha avviato un percorso che coinvolgerà i principali attori del territorio. È stato siglato questa mattina a Palazzo Civico un protocollo d’intesa tra Città, Città Metropolitana di Torino, Camera di commercio, Università degli Studi, Politecnico, Fondazione CRT e Fondazione Compagnia di San Paolo con l’obiettivo di condividere il percorso verso il city branding. In particolare, i firmatari si impegnano a garantire supporto e collaborazione reciproci per promuovere la propria appartenenza al territorio e l’identità di Torino con l’obiettivo comune di diventare ambasciatori del “brand Torino”, valorizzarne il patrimonio storico, artistico, culturale e sociale, collaborare nella definizione del posizionamento strategico della città, dare riconoscibilità ai prodotti “made in Torino”, consolidare il senso di appartenenza di cittadini e studenti, attrarre risorse ed investimenti, ampliare il mercato turistico in arrivo, favorire la visibilità della città, veicolare il nuovo city brand – una volta realizzato – nell’ambito di partnership ed eventi.

“L’obiettivo della costruzione di un nuovo city brand – spiega il sindaco, Stefano Lo Russo – è quello di unire le forze con tutti i partner istituzionali pubblici e privati che abbiano a cuore il futuro della città e del territorio metropolitano, per contribuire a riposizionare Torino e renderla sempre più all’altezza di collaborare e competere con le grandi metropoli nel nostro Paese e in tutto il mondo puntando sui suoi tanti settori d’eccellenza. Il capoluogo può e deve fare da traino per l’intero territorio con le sue numerose specificità. Ringrazio tutti i firmatari di questo protocollo; ci unisce il desiderio di raccontare meglio Torino e il territorio al mondo, e di farlo insieme, consapevoli che per ‘raccontarsi’ bene e in modo efficace occorre riconoscere la propria identità in modo condiviso e guardare tutti nella stessa direzione”.

Secondo il presidente della Camera di commercio di Torino, Dario Gallina “È importante che il percorso verso l’individuazione del nuovo brand di Torino sia plurale e condiviso, sia per avere un risultato più rappresentativo di tutte le anime della città, sia per ampliarne la visibilità e la diffusione a livello nazionale e internazionale, con un lavoro di squadra già consolidato in numerosi eventi. Questo modo di lavorare insieme ci permette di presentarci di fronte ai nostri numerosi interlocutori in modo univoco e coordinato e di rendere così Torino più attrattiva dal punto di vista economico, culturale e turistico”.

“Da sempre – dice il rettore del Politecnico di Torino, Stefano Paolo Corgnati – abbiamo creduto nell’idea di Torino come città dell’innovazione nella quale l’università gioca un ruolo cruciale di filiera per l’attrazione sul territorio di giovani talenti che ci scelgono per creare il loro percorso di vita, accademico o professionale. In particolare contribuiremo con la crescita dei campus cittadini, fondamentali per l’attrattività di studenti da tutto il mondo. Siamo orgogliosi e felici di poter aggiungere questo ‘nostro fotogramma’ al racconto generale della città”.

“L’Università – aggiunge il rettore dell’Università di Torino Stefano Geuna – è da tempo un punto fermo nelle strategie di sviluppo e crescita della città. Ricerca e formazione, con le rispettive fondamentali ricadute in termini di trasferimento di conoscenze e tecnologie, fanno di Torino un luogo privilegiato nel quale investire sul proprio futuro. Con radice salde nella forza del territorio, l’Università rappresenta un’eccezionale occasione per creare opportunità: i campus, sui quali abbiamo fortemente puntato, sono spazi di internazionalizzazione e di acquisizione di elevata professionalità. Anche per questo Torino si è affermata come una ambita finestra sull’Europa e sul mondo”.

 “Siamo lieti di avviare, con la firma del protocollo d’intesa per il city branding, un nuovo cammino condiviso con la Città e con i diversi players del territorio con cui Fondazione CRT collabora da anni sinergicamente con l’obiettivo di tutelare e valorizzare il patrimonio culturale e sociale di Torino e di mettere in campo iniziative ed eventi capaci di attivare reti e attrarre risorse – dichiara Annapaola Venezia, Segretario Generale di Fondazione CRT –. Questo sistema virtuoso che abbiamo costruito tutti insieme, e che ha contribuito a definire l’identità della città, parla ora una sola lingua e inaugura uno storytelling che permetterà a Torino di farsi conoscere e riconoscere in Italia e nel mondo”.

 “Il ruolo di un ente filantropico come la Fondazione Compagnia di San Paolo è quello di agire ogni giorno per contribuire allo sviluppo locale della Città e al benessere della popolazione, in sinergia con tutti gli stakeholder del territorio – afferma il presidente della Fondazione Compagnia di San Paolo, Marco Gilli – Siamo oggi firmatari del protocollo perché riteniamo fondamentale la condivisione di esperienze, competenze e know-how che solo il fare squadra rende possibile, con l’obiettivo di promuovere un’immagine positiva e unica della nostra città, migliorando la qualità urbana e il senso di appartenenza, e attraendo risorse, visitatori e investimenti”.

In preparazione a questo progetto nel 2023 è stato avviato un percorso di indagine per cogliere la percezione della città di Torino e si è affidata all’Istituto Piepoli un’indagine demoscopica per cogliere gli aspetti ritenuti importanti dal territorio e dalla cittadinanza. Sono stati somministrati in città oltre 5mila questionari, composti di domande aperte e chiuse, a cittadini, turisti, portatori di interesse. L’indagine sta proseguendo e si avvia alla conclusione con un sondaggio telematico su scala nazionale per raccogliere le percezioni di Torino anche da parte degli Italiani nel complesso. Le prime impressioni individuate hanno permesso di definire un “manifesto identitario” di racconto di Torino, condiviso tra i firmatari.

I dati sulla percezione di Torino raccolti dall’Istituto Piepoli verranno illustrati il 24 ottobre alle ore 18 alla casa Teatro Ragazzi attraverso un evento pubblico che si proporrà anche di raccogliere l’interesse di ulteriori soggetti che vorranno aderire al progetto di sviluppo del nuovo city brand. L’amministrazione comunale darà quindi il via ad un avviso pubblico per individuare un’agenzia di comunicazione per lavorare allo sviluppo del progetto e alla definizione delle linee strategiche per la sua promozione nel triennio 2025/2026/2027.

Giu 28


Al segnale convenuto, Capitan America si è prima guardato intorno poi, ricevuta l’approvazione degli altri supereroi presenti nella grande sala dove stava seduto, con calma studiata si è alzato e si è avviato a compiere la missione che lo attendeva. Così Walter Galliano, nei panni del supereroe della Marvel, ha raggiunto il sindaco Stefano Lo Russo e la presidente del Consiglio comunale Maria Grazia Grippo per ricevere l’attestato di benemerenza civica che la Città gli ha destinato quale fondatore della NIDA – Nazionale Italiana dell’amicizia, associazione impegnata dal 2012 a sostenere i bambini in difficoltà. Quella di Galliano e della NIDA è solo una delle dieci storie che in Sala Rossa, questa mattina, sono state raccontate e premiate. Persone e associazioni che si sono distinte nella loro attività o in azioni significative che la Città ha riconosciuto meritevoli del premio. Come ha sottolineato Grippo durante la cerimonia, sono dieci storie meritevoli del massimo apprezzamento, storie che contengono decine e decine di vite, alcune tragicamente perdute, ma rimaste agganciate a gesti e condotte che sono senza tempo, altre vite sono state salvate e tante, tantissime vite, sono cambiate.

Storie capaci di generare valore, di ispirare altre storie e cambiare, in meglio, altre vite. Per il sindaco le benemerenze di oggi, che spaziano in tutti i campi, dalla solidarietà all’impresa agli atti di coraggio, dimostrano un modo di essere torinesi. Raccontano come Torino abbia nelle sue corde la capacità di esprimere persone che hanno a cuore l’etica del lavoro, che amano la propria città, che sono caratterizzate da una forte dimensione di altruismo, di restituzione alla comunità. Nel dettaglio, questi sono i dieci premiati e le motivazioni che hanno convinto la Città a consegnare loro le civiche benemerenze: Mattia Aguzzi ha salvato la vita ad una bimba di quattro anni caduta dal quinto piano di un palazzo in via Nizza; Pietro Giacomo Padovani si è distinto nel campo della cooperazione internazionale, ha fondato l’associazione Solidarietà per il Guatemala Onlus con il sostegno di figure quali Norberto Bobbio, David Maria Turoldo e Dante Liano; Rasel Miya Md, giovane cittadino originario del Bangladesh, da anni residente a Torino, quest’inverno non ha esitato a buttarsi nel fiume Po per tentare di salvare la vita di un uomo che vi era scivolato accidentalmente; Alessandro Bulgini, artista eclettico, ideatore e protagonista di Opera viva Barriera di Milano, del progetto Artista di Quartiere e di Flashback Habitat, definito “un ecosistema dedicato a tutte le culture contemporanee, un luogo favorevole allo scambio del pensiero creativo, culturale”.

Il premio alla Piazza Dei Mestieri è stato conferito quale riconoscimento per il lavoro svolto con i giovani, nella lotta contro la dispersione scolastica e la riscoperta dei mestieri; Maria Teresa Molo psicologa e studiosa delle neuroscienze e della sessuologia clinica, per le attività della fondazione che porta il suo nome e di cui è presidente, impegnata nella ricerca del benessere e della salute psicofisica delle persone; ad Attilio Marchelle quale esempio positivo di intraprendenza e determinazione, fondatore del marchio “Attilio parrucchieri” e creatore di un centro specializzato per acconciature femminili riconosciuto a livello internazionale, un centro estetico e un’accademia di formazione professionale. Premio alla memoria a Beniamino Vicino, assistente tecnico del laboratorio di Fisica al Liceo Classico “Massimo D’Azeglio”, scomparso nel 2020, segnalato dal dirigente scolastico, dai docenti e dagli studenti quale riferimento educativo straordinario che ha lasciato un segno importante in chi l’ha conosciuto e nella storia dell’istituto. Emilio Jona e Fausto Amodei sono stati premiati perché fondatori e animatori del gruppo dei Cantacronache. Nato nel 1957, era un collettivo di cui facevano parte Sergio Liberovici, Michele Straniero, Fausto Amodei, Margherita Galante Garrone, Giorgio De Maria ed Emilio Jona, Italo Calvino e Franco Fortini, e al quale collaborò anche Gianni Rodari. Fu la prima esperienza in Italia di canzone d’autore grazie a testi e musiche di contenuto politico e sociale, con un’importanza fondamentale per la successiva, e più famosa, stagione del cantautorato in Italia. La cerimonia odierna fa seguito all’approvazione a maggioranza qualificata, nel mese di maggio, di una mozione presentata dalla presidente per conto conferenza dei Capigruppo, ai sensi dell’articolo 7 dello Statuto della Città e del Regolamento per il conferimento delle Onorificenze civiche n. 396.

[Fonte: CittAgorà]