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Ott 02


E’ stato firmato questa mattina, nella sala Rossa di Palazzo Civico, il protocollo internazionale della dichiarazione di Parigi che fa entrare Torino nel Network Fast-Track Cities. Un network di città che si pone l’obiettivo di contrastare l’AIDS, riducendo lo stigma e le discriminazioni nei confronti di chi ha contratto il virus. Ancora oggi la mancanza di consapevolezza e la giusta informazione nei confronti dell’infezione da HIV (Human Immunodeficiency Virus) e della sindrome da immunodeficienza acquisita (AIDS) costituisce un limite al controllo dell’epidemia. Una recente indagine – Is HIV sorted – ha riportato che quasi la metà (43%) degli intervistati residenti in Italia ignorano che l’HIV sia un virus e solo il 37% è in grado di definire in modo corretto la sindrome da immunodeficienza acquisita, mentre circa un quarto dei cittadini (27%) ritiene che HIV e AIDS siano sinonimi.

I dati dell’indagine riferiscono che a Torino l’87% dei soggetti adulti non si ritiene a rischio di contagio e quasi il 60% non ha mai eseguito un test HIV, mentre il 45% di coloro che l’hanno eseguito almeno una volta l’hanno fatto più di 5 anni prima. C’è ancora molta disinformazione anche rispetto al trattamento dell’HIV basti pensare che quasi il 50% degli intervistati pensa che chi convive con l’HIV e segue una terapia efficacie possa comunque trasmettere il virus ad altri. La mancata percezione del rischio e delle misure di prevenzione, si associa a un approccio sociale negativo nei confronti delle persone con infezione da HIV.

Torino è la quarta città in Italia come nuove diagnosi (108, su 198 nell’intero Piemonte), dopo Roma Milano Napoli. Gli stranieri costituiscono il 35 % circa dei nuovi casi, per lo più provenienti da paesi ad alta endemia (Africa sub sahariana, America Centro – Sud). La modalità MSM si conferma la principale fonte di infezione e comunque i rapporti sessuali non protetti sono causa di infezione nel 96 % dei casi, ormai la TD attiva costituisce meno del 4 % delle cause di infezione. La incidenza maggiore è nella fascia 25-34 anni. Nel circa il 40 % dei casi la diagnosi è tardiva ovvero persone ignare di avere la malattia da almeno 5 -10 anni.

“L’adesione a Fast-Track Cities – afferma l’Assessore ai Diritti Marco  Giusta – rappresenta per Torino un chiaro segnale di presa di coscienza del problema. Bisogna costruire una coalizione fra l’amministrazione cittadina, le realtà associative locali, le istituzioni sanitarie e le reti internazionali per favorire una corretta informazione e il superamento dei pregiudizi. La sinergia fra enti e istituzioni è alla base della lotta all’HIV. Grazie al coinvolgimento delle associazioni territoriali auspichiamo l’adozione di pratiche innovative fra cui checkpoint, campagne informative, azioni di contrasto allo stigma che colpisce ancora le persone sieropositive.” 

Lug 14


Julio Guerra Izquierdo, il capo missione della Brigada medica volontaria Henry Reeve di Cuba in servizio dal 13 aprile all’interno del Covid Hospital, allestito alle OGR di via Borsellino, è cittadino onorario di Torino. Una cerimonia ospitata stamane dalla Sala Rossa di Palazzo civico ha suggellato la decisione del Consiglio comunale che durante la seduta di ieri pomeriggio ha votato all’unanimità il conferimento dell’onorificenza al medico cubano.

Nell’introdurre la cerimonia, Francesco Sicari, presidente del Consiglio comunale di Torino, ha detto che la parola grazie mantiene lo stesso significato in tutto il mondo e afferma che racchiude il ringraziamento per Julio Guerra Izquierdo e la Brigada Henry Reeve per il lavoro presso il Covid Hospital delle Ogr. Un ringraziamento per i meriti conseguiti con il coraggio, l’altruismo, l’umanità dimostrati e l’impegno profuso per la popolazione torinese e l’Italia intera. Sicari ha poi sottolineato che nei momenti di difficoltà si deve mettere da parte ogni divisione per lavorare insieme nello spirito di in un’unica grande comunità.

Ha preso poi la parola Jose Carlos Rodriguez Ruiz, ambasciatore di Cuba in Italia (accompagnato dall’ex Consigliere comunale e presidente dell’Aicec, Michele Curto) che ha sottolineato l’emozione dei momenti vissuti e l’orgoglio dei medici cubani arrivati a Torino per offrire aiuto. Ha ricordato l’amicizia che lega Cuba e l’Italia “e che mi auguro diventi sempre più forte”. Il Covid ci ha fatto capire che questo mondo è fragile e – ha concluso l’ambasciatore – per questo si deve puntare sempre più sulla solidarietà.

Una testimonianza dei medici italiani che hanno lavorato a fianco dell’equipe cubano nella struttura allestita alle Ogr è stata portata da Alessandro Martini, Alessandro De Prado e Alessandra Monzeglio che hanno espresso affetto e riconoscenza nei confronti di tutti i componenti della squadra medica cubana (“sono arrivati come colleghi e ora partono come amici”). I medici italiani hanno rivolto un pensiero ai colleghi scomparsi negli ultimi mesi nell’adempimento del servizio per fronteggiare il virus.

Non è mancata la testimonianza della sindaca Chiara Appendino che ha ricordato l’arrivo del gruppo cubano all’aeroporto di Caselle lo scorso aprile, nel pieno dell’emergenza sanitaria: “Quella mattina quando siete scesi dall’aereo, nonostante la paura collettiva si respirava speranza, una speranza degli stessi colori della nostra e della vostra bandiera, simboli diventati reali”. Oggi è la festa di Julio Guerra Izquierdo e della Brigada Henry Reeve ha detto la sindaca, esprimendo gratitudine nei loro confronti “per una prova di solidarietà che Torino non dimenticherà mai”.

Dopo la consegna dell’onorificenza al dottor Izquierdo, il neo cittadino onorario ha preso la parola per ricordare i momenti più intensi dell’esperienza torinese. Il medico ha ricordato l’organizzazione della sanità a Cuba: “siamo alla pari con il servizio reso dai Paesi più evoluti in assoluto” – ha spiegato, ricordando in particolare le quaranta Brigate cubane che stanno sfidando il Covid in trenta Paesi nel mondo. “Il riconoscimento conferito attraverso la mia persona simbolizza la profonda amicizia fra Italia e Cuba e tra Torino e Cuba. Grazie per averci permesso di stare con voi – ha concluso – questi mesi non li dimenticheremo mai”.

Al termine della cerimonia la delegazione, le autorità, la sindaca e il presidente del Consiglio comunale sono scesi in piazza Palazzo di Città per una foto di gruppo a ricordo della giornata di festa.

Lug 03


“E’ stato un modo per collegare idealmente il Nord Est e il Nord Ovest dell’Italia, dopo i mesi di chiusura causata dal Covid-19”, spiega il torinese Luigi Scuto, partito lo scorso 13 giugno per un viaggio che gli ha fatto percorrere il tracciato pensato per la Ven-To, il progetto di pista ciclabile che unisce le due città, in un percorso di 680 km.
Un vero spot per l’utilizzo della bicicletta e insieme un invito alle amministrazioni pubbliche e agli operatori privati a valorizzare e sviluppare il turismo ciclabile. “In Lombardia, Emilia e Veneto sono già stati realizzati molti tratti di questa infrastruttura , però mancano ancora i servizi – racconta Scuto – anche delle semplici fontanelle per potersi dissetare lungo il percorso.”
Raggiunta Venezia il 19 giugno, Scuto ha consegnato alla presidente del consiglio comunale della città lagunare, Ermelinda Damiano, la bandiera del capoluogo piemontese, ricevendo il gagliardetto con il leone di San Marco, recapitato oggi nel cortile interno di Palazzo Civico all’assessore alla Mobilità di Torino, Maria Lapietra.