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Feb 17


Sono legati a quelle case e a quel villaggio Santa Caterina che rappresenta la loro seconda vita. Siamo a Lucento, corso Cincinnato, qui una buona parte di esuli istriani fiumani e dalmati hanno ricominciato a vivere, oltre sessant’anni fa.

Una comunità che si è integrata nel quartiere e che continua ad essere punto di riferimento, partecipando allo sviluppo della Circoscrizione e dell’intera città. Lo ha sottolineato il presidente della Circoscrizione 5, Marco Novello, aprendo la cerimonia che si è svolta questa mattina all’angolo con via Pirano, dove è posta la lapide a ricordo dell’esodo.

Una cerimonia che, per l’emergenza sanitaria, non ha visto, come in passato, il tradizionale corteo ma ha registrato comunque la partecipazione delle istituzioni, dei rappresentanti dell’Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia e molti cittadini, rispettosi dei distanziamenti imposti dalle norme.

Maurizio Marrone, per la Regione Piemonte, si è soffermato su quanto le istituzioni devono ancora fare per questa comunitĂ  mentre il presidente dell’Associazione, Antonio Vatta, ha sottolineato come in realtĂ  sia difficile il dialogo con Regione e Comune, soprattutto per la manutenzione delle case degli esuli, â€śorgogliosi di continuare a vivere in questo quartiere”.

Per la CittĂ  è intervenuto il vice presidente del Consiglio Comunale, Enzo Lavolta: â€śIl nostro compito â€“ ha esordito – non è quello di stropicciare la storia e di attribuirne un significato di parte, non è quello di ricostruirla in base alle nostre esigenze ma è quello di ricordarla per quello che è stata, una delle pagine piĂą tristi del secolo scorso, che avrebbe dovuto essere un momento di pacificazione mentre per migliaia di persone è stato un momento tragico, in cui hanno abbandonato la propria terra, i propri cari, gli oggetti personali i propri ricordi. Sono contento, ha aggiunto, che ci siano momenti simbolici che ci aiutano ad andare avanti, a dire che ogni volta che si abbraccia la violenza si sta dalla parte sbagliata della storia. Oggi, ha concluso, occorre lavorare perchĂ© i legami sociali e le comunitĂ  siano piĂą coese e piĂą forti a partire da questo territorio, da questi edifici simbolo dell’accoglienza che è parte integrante della storia della nostra comunitĂ  torinese”.

[Fonte: CittAgorĂ ]

Feb 10


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Una pagina di storia europea e italiana a lungo rimossa, quella delle violenze contro la comunità italiane di Venezia Giulia e Dalmazia alla fine della II Guerra mondiale. E rimossa per più ragioni, come ha illustrato lo storico Gianni Oliva nel corso della celebrazione svoltasi a Palazzo Civico oggi mercoledì 10 febbraio, Giorno del Ricordo.

Quella delle tragiche vicende del confine nordorientale storia sottomessa al silenzio della diplomazia internazionale, intenzionata a costruire buoni rapporti con la Jugoslavia di Tito in rottura con l’URSS. Rimossa dal silenzio di partito, in particolare del Partito comunista italiano; cancellata dal silenzio di uno Stato italiano che poco interesse aveva a ricordare di essere stato, di fatto, tra gli sconfitti di una guerra mondiale per anni combattuta al fianco di Hitler.

Un’Italia che aveva propri crimini di guerra da cancellare dalla memoria collettiva, tra i quali proprio quelli perpetrati dal fascismo e dal Regio Esercito nelle zone della Jugoslavia da essi occupate insieme ai tedeschi. Una somma di silenzi che ha portato ad un corale tentativo di far cadere nel dimenticatoio migliaia di morti e trecentomila esuli, molti dei quali si insediarono a Torino negli anni del dopoguerra (circa ottomila, secondo il censimento del 1958). Avvenimenti che occorre sottrarre all’oblio così come a negazionismi o strumentalizzazioni di parte, ha ribadito Oliva.

Un capitolo di una Storia ritenuta ingiustamente minore, che la CittĂ  di Torino vuole contribuire a mantenere viva: a testimoniarla direttamente, sono ormai rimasti solo un pugno di anziani che allora erano bimbi.  La cerimonia in Sala Rossa, trasmessa in streaming nel primo pomeriggio, ha visto la partecipazione della sindaca Chiara Appendino, del vicepresidente del Consiglio comunale Enzo Lavolta, di Maurizio Marrone e Stefano Allasia per Giunta e Consiglio della Regione Piemonte e infine di Antonio Vatta, presidente dell’associazione degli esuli giuliano-dalmati, che ha ricordato tra l’altro come gli indennizzi agli esuli siano stati a lungo promessi dallo Stato ma tuttora non erogati.

Al mattino, si erano già svolte una funzione religiosa in Duomo, con il consigliere Andrea Russi a rappresentare la Città, e un omaggio al monumento in ricordo dei caduti ed esuli giuliano-dalmati, presso il Cimitero Monumentale, con la sindaca e lo stesso Russi. Un prossimo appuntamento è previsto per mercoledì 17 febbraio, sempre con la partecipazione del vicepresidente Lavolta, sotto la lapide apposta dal Comune che, in corso Cincinnato, dal 2005 ricorda quei tragici eventi.

[Fonte: CittAgorĂ ]

Feb 10


Oggi è stato effettuato il primo giro di prova del treno della Metropolitana nella tratta “Lingotto-Bengasi”.

Il cantiere si avvia alla sua conclusione con la conferma dell’inaugurazione prevista per il mese di Aprile 2021.

Massimiliano Cudia, Amministratore Unico InfraTo, insieme alla Sindaca di Torino Chiara Appendino, il Presidente della Regione Alberto Cirio, l’Assessora ai Trasporti della Città Maria Lapietra e l’Assessore al Bilancio della Regione Andrea Tronzano, nel corso dell’evento hanno visitato anche le due stazioni, “Italia 61” e “Bengasi”.