Dal 29 ottobre 2025 al 1° marzo 2026, la Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino (GAM) inaugura una nuova stagione espositiva con la Terza Risonanza, un ciclo di mostre che intreccia il tema dell’incanto con quello del sogno e dell’inquietudine.
Un percorso articolato in più esposizioni che mettono in dialogo secoli diversi di storia dell’arte, costruendo connessioni tra passato e presente, memoria e percezione.
L’incanto evocato da questa Risonanza, spiegano i curatori, non è mai pacificato: è un’esperienza sospesa, alimentata da ambiguità e slittamenti percettivi, da quelle crepe che aprono varchi nella realtà svelandone il lato fragile e perturbante. Come nelle precedenti edizioni, anche questa si intreccia con le collezioni storiche della GAM, generando nuove corrispondenze temporali e concettuali.
NOTTI. Cinque secoli di stelle, sogni, pleniluni
A cura di Fabio Cafagna ed Elena Volpato
Fulcro di questa nuova stagione è la mostra “Notti. Cinque secoli di stelle, sogni, pleniluni”, un viaggio nella rappresentazione del notturno nell’arte, dal Seicento fino ai giorni nostri.
Un centinaio di opere provenienti da musei e collezioni europee — tra cui un importante nucleo della stessa GAM — raccontano come artisti e scienziati abbiano guardato al mistero della notte e alla sua luce mutevole.
Da Galileo Galilei a Goya, da Canova a Picasso, fino a Pollock, Pistoletto e Thomas Ruff, la mostra intreccia arte, scienza e poesia visiva in un racconto che attraversa secoli di immaginario. La notte diventa così uno spazio mentale, popolato di sogni e rivelazioni, dove il buio si fa materia di pensiero e visione.
LINDA FREGNI NAGLER. Anger Pleasure Fear
A cura di Cecilia Canziani
Spazio del Contemporaneo
La prima antologica italiana dedicata a Linda Fregni Nagler (Stoccolma, 1976) offre uno sguardo denso e poetico sull’opera di un’artista che usa la fotografia come strumento di indagine storica e sensoriale.
Le sue immagini, tratte da archivi e collezioni anonime, riflettono sui modi in cui osserviamo il mondo, conservando al tempo stesso una tensione tra visibile e invisibile, presenza e assenza.
In mostra oltre vent’anni di lavoro, in un racconto che attraversa epoche e sensibilità: fotografie che diventano specchi del nostro sguardo e della sua evoluzione nel tempo, restituendo un universo sospeso tra memoria e immaginazione.
ELISABETTA DI MAGGIO. Frangibile
A cura di Chiara Bertola e Fabio Cafagna
Primo piano
Il primo piano della GAM accoglie la grande antologica di Elisabetta Di Maggio, artista che ha fatto della manualità e della fragilità della materia il fulcro della propria ricerca.
Le sue opere, sottili come carta e resistenti come pensieri, nascono da gesti di estrema precisione: incisioni su carta velina, mappe intagliate nel sapone di Marsiglia, mosaici di vetro e cera, porcellane leggere come fogli.
In un equilibrio costante tra figura e astrazione, Di Maggio invita lo spettatore a interrogarsi sulla natura stessa dell’opera d’arte e sulla percezione. Ogni lavoro è un frammento di tempo sospeso, un esercizio di pazienza e attenzione che rivela la poesia delle cose fragili.
Omaggi e dialoghi contemporanei
Completano la stagione due progetti che espandono il dialogo tra linguaggi e generazioni.
Nella Videoteca, la mostra “Culture Nature” rende omaggio a Lothar Baumgarten (1944–2018), figura chiave dell’arte concettuale europea, attraverso fotografie e film che riflettono sul rapporto tra natura, cultura e colonialismo.
Infine, l’“Intruso” di questa Terza Risonanza è Davide Sgambaro, chiamato a intervenire con opere e una performance site-specific che animeranno gli spazi interni ed esterni del museo. Con la sua poetica sospesa tra gioco e inquietudine, Sgambaro porta un’eco ironica e delicata nel dialogo tra le mostre, invitando a osservare la realtà con stupore e malinconia.
Informazioni
GAM – Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino
Dal 29 ottobre 2025 al 1° marzo 2026
www.gamtorino.it

