Si è concluso il restauro della tomba di Bernardino Drovetti al Cimitero Monumentale di Torino, un intervento curato dal Museo Egizio che restituisce alla città il monumento dedicato al diplomatico piemontese la cui collezione diede origine, nel 1824, al più antico museo al mondo dedicato alle antichità egizie.
L’esito dei lavori e il valore storico della figura di Drovetti sono stati presentati nella Sala Conferenze del Museo Egizio, alla presenza del direttore Christian Greco, del curatore Beppe Moiso, della restauratrice Sara Aicardi e delle assessore comunali Chiara Foglietta, Carlotta Salerno e Rosanna Purchia.
L’intervento ha riguardato la pulitura, il consolidamento del monumento e il ripristino delle iscrizioni incise. Con la firma ufficiale dei documenti che ne sanciscono il completamento, il Museo Egizio ha assunto anche l’impegno alla manutenzione futura della tomba, rafforzando il legame tra l’istituzione e la memoria del suo fondatore.
La serata è stata inoltre l’occasione per presentare il volume “Bernardino Drovetti, duecento anni dopo”, curato da Beppe Moiso e pubblicato da Franco Cosimo Panini Editore nell’ambito delle celebrazioni per il bicentenario del Museo. Il libro ricostruisce la formazione della collezione che nel 1824 rese possibile la nascita del Museo Egizio, approfondendo il contesto storico tra Sette e Ottocento e il ruolo delle istituzioni sabaude. Ampio spazio è dedicato al busto marmoreo scolpito nel 1855 da Giovanni Albertoni, di cui il volume documenta il restauro, sottolineando il valore della tutela e della trasmissione della memoria.
All’incontro ha partecipato anche una delegazione di studenti della scuola secondaria di primo grado “Bernardino Drovetti” di via Bardonecchia, che ha presentato un lavoro di disegno dal vivo realizzato al Museo Egizio. Un’esperienza che ha dimostrato come la riscoperta della storia cittadina possa tradursi in un percorso educativo concreto e in un impegno attivo per la conservazione del patrimonio comune.
Il restauro si inserisce nel quadro dei Patti di collaborazione, lo strumento con cui l’amministrazione comunale torinese e soggetti civici concordano interventi di cura e rigenerazione dei beni comuni urbani. A Torino sono oltre novanta i patti attivi, dalla manutenzione del verde alla gestione condivisa di spazi ed edifici, fino alla valorizzazione del patrimonio storico e culturale.

