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Giu 26


Sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, Palazzo Madama – Museo Civico d’Arte Antica di Torino presenta una mostra che, insieme a un amplissimo progetto territoriale, intende approfondire il tema della crisi climatica, offrendo una visione sinottica dei cambiamenti millenari lungo il percorso del fiume Po, paradigma di quanto sta avvenendo su scala mondiale.

Il progetto nasce in dialogo con l’Assessorato alla Cura della città, Verde Pubblico e sponde fluviali della Città di Torino e dalla collaborazione tra Palazzo Madama e fondamentali partner nazionali, da sempre impegnati sui temi della conservazione e tutela ambientale, in primis l’Autorità di Bacino Distrettuale del Fiume Po (ABDPO) e l’Agenzia Interregionale per il fiume Po (A.I.Po) insieme alle Riserve della Biosfera del Po, oggi unite nella Riserva MaB UNESCO Po Grande. Accanto a essi gli interpreti torinesi, dal Politecnico di Torino all’Università degli Studi di Torino, allo European Research Institute che quotidianamente portano avanti la ricerca e lo studio del Po e dell’acqua in generale da prospettive disciplinari diverse, e con la media partnership di Rai Radio3.

Affrontando i temi essenziali del cambiamento climatico in un’esposizione che intesse un racconto visivo tutto sviluppato nell’interazione tra grande pittura e fotografia, illustrazione e infografica capaci di narrare il paesaggio italiano nella sua complessità e articolazione, dalle Alpi al mare, il progetto espositivo punta l’attenzione sul tema dell’acqua e in particolare sul nostro Grande Fiume, che da millenni determina il paesaggio e la vita della popolazione, è via di comunicazione ma anche supporto essenziale per le attività agricole e industriali, ed esplora le conseguenze e analizza le potenziali soluzioni messe in atto sul territorio dai diversi enti di ricerca e di tutela del Po.

652 chilometri di lunghezza, 141 affluenti, quasi 87.000 chilometri quadrati di bacino idrografico, 19.850.000 di abitanti, il 37% della produzione agricola italiana, il 55% dell’industria zootecnica nazionale: il Po e il bacino padano, dove si produce il 40% del PIL nazionale, costituiscono una delle aree con la più alta concentrazione di popolazione, industrie e attività commerciali a livello europeo.

Questo incredibile sviluppo è stato reso possibile grazie alla storica stabilità e abbondanza della portata delle acque del maggior fiume d’Italia, che provengono da innumerevoli fonti e processi naturali diversificati – sorgenti montane, fusione nivale, ghiacciai, grandi laghi e risorgive di pianura – ma che negli ultimi decenni hanno visto un significativo mutamento, portando a un fenomeno di crisi che si sta verificando ovunque a livello globale.

Proprio per le sue peculiarità e per il suo portato di memoria, di stratificazione storica e di paesaggi, il Po – romano e pagano, bizantino e longobardo, feudale e delle signorie, delle campagne e delle città, romantico, agricolo, industriale, turistico e cinematografico – è capace di restituire in maniera emblematica e chiaramente percepibile la crisi climatica e i suoi effetti: la fisionomia del pianeta sta cambiando più rapidamente di quanto abbia fatto negli ultimi millenni ed è ormai dimostrato il ruolo che gli esseri umani hanno esercitato in questo processo.

La mostra Change! ha l’obiettivo di descrivere questi cambiamenti, offrendo occasioni di riflessione sulla crisi e sui possibili scenari di adattamento ad essa, ma anche di esortare all’azione e alla presa di coscienza: è tempo di agire.

Fonte e maggiori informazioni sul sito di Palazzo Madama

Giu 26


Una delegazione del Ministero del lavoro del Regno di Marocco ha visitato la Città di Torino per parlare delle politiche occupazionali, in particolare del tema della condivisione di una nomenclatura unificata e codificata di tutte le occupazioni.

Il viaggio fa parte del Programma integrato di supporto alla formazione e all’educazione (PIAFE) e in particolare dell’iniziativa «Appui à l’organisation de voyages d’études dans l’UE au bénéfice des acteurs de l’éducation et de la formation au Maroc», realizzata da ARS Progetti S.P.A. con finanziamento dell’Unione Europea.

La vicesindaca con delega al Lavoro e alla Formazione professionale, Michela Favaro, incontrando la delegazione nordafricana, ha ricordato l’importanza della comunità marocchina che risiede a Torino: l’intenzione è quella di rafforzare i momenti di interscambio con il Marocco anche per favorire lo sviluppo occupazionale e formativo. «La cooperazione internazionale è lo strumento giusto per la crescita delle politiche del lavoro – spiega Favaro – Il tema della formazione professionale è cruciale per la nostra città che sta vivendo un momento di transizione delicato, sia dal punto di vista ecologico che da quello energetico. Per affrontare queste sfide, è importante costruire una rete, una forte sinergia che abbia obiettivi comuni».

Nel workshop di scambio dal tema “La governance multilivello nelle politiche e nei servizi pubblici per l’impiego”, svoltosi in mattinata, sono state presentate esperienze nazionali, regionali e comunali e progetti sindacali internazionali. Ci sono poi stati gli interventi di un rappresentante del Ministero del lavoro del Regno del Marocco, e di esponenti della Direzione competente della Municipalità di Torino, dell’Agenzia Piemonte Lavoro e di ANOLF.

La visita si è svolta nel quadro del programma Mentor2, finanziato dall’Unione Europea con capofila il Comune di Milano, di cui la Città di Torino è partner. Il progetto offre a giovani marocchini e tunisini l’opportunità di svolgere tirocini in aziende di Torino e Milano, in un contesto di migrazione circolare.

Giu 24


Non si sono fatte scoraggiare dalla pioggia le oltre 30mila persone che si sono riunite questa sera in piazza Vittorio per lo spettacolo pirotecnico di San Giovanni, con cui si sono conclusi i quattro giorni di festeggiamenti in onore del Santo Patrono di Torino.

“È una grande festa per tutta la città – ha dichiarato il sindaco Stefano Lo Russo – e siamo davvero contenti che i torinesi, nonostante il tempo non proprio favorevole, abbiano comunque partecipato così numerosi ed entusiasti”.

Le musiche dagli anni ’80 ad oggi hanno accompagnato lo spettacolo pirotecnico, della durata di circa 25 minuti, che si è aperto sulle note di Children di Robert Miles, proseguendo con i grandi successi di Aerosmith, U2, Alice Merton, Icona Pop, Queen, Gipsy King e Coldplay e concludere con due brani italiani tutti da cantare: Albachiara di Vasco Rossi e Urlando contro il cielo di Ligabue.