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Giu 22


La serata del 22 giugno ha visto l’affascinante voce di Antonella Ruggiero risuonare al Parco della Tesoriera dove il pubblico dell’ Evergreen Fest è accorso numeroso, mostrando un amore incondizionato per l’iconica artista italiana che, con oltre venticinque anni di carriera, continua a incantare e sorprendere.
L’evento ha preso il via con la talentuosa Roberta di Lorenzo. Giunta al suo quarto album, Roberta ha dimostrato ancora una volta perché è una delle voci più apprezzate del panorama musicale italiano, con riconoscimenti come il premio De André per il valore musicale e letterario delle sue opere. La sua performance ha aggiunto una nota di impegno e passione, riflettendo il suo continuo impegno nella lotta contro la violenza di genere, un tema che le è valso anche l’invito del Presidente della Repubblica.
Quando Antonella Ruggiero è salita sul palco, sotto un cielo minaccioso, carico di nubi e illuminato da lampi intermittenti l’atmosfera si è fatta ancora più intensa. Accompagnata da Roberto Olzer al pianoforte, organo liturgico e armonium, e da Roberto Colombo al vocoder e synth basso, Antonella ha dato vita a un concerto memorabile, intitolato “Genova la superba”. La serata è stata un vero e proprio viaggio musicale attraverso i grandi classici della Scuola Genovese, con interpretazioni uniche dei brani di autori come De André, Tenco, Bindi, Lauzi e i New Trolls.
La voce versatile di Antonella Ruggiero ha abbracciato con eleganza e profondità le composizioni dei più grandi autori italiani, regalando al pubblico emozioni autentiche. Ogni nota e ogni parola sono state immerse in un’atmosfera magica, accentuata dai lampi che illuminavano il cielo, quasi a voler sottolineare l’intensità della performance.

L’Evergreen Fest prosegue fino al 21 luglio, Sul sito del festival tutte le informazioni e il programma

Giu 20


Nel corso dell’assedio del 1706, i soldati che difendevano le mura di Torino portavano la sua immagine cucita sulla giubba dell’uniforme, a simbolica invocazione di protezione dalle pallottole e granate del nemico franco-spagnolo. A più di tre secoli di distanza, la devozione di molti e molte torinesi alla Beata Vergine Consolata è ancora ben viva. Anche quest’anno, infatti, alla tradizionale processione lungo le vie del centro storico hanno preso parte migliaia di persone.

Il corteo dei fedeli, con alla testa l’arcivescovo Roberto Repole, è come di consueto transitato di fronte alla sede del Comune, dov’era atteso da una folta delegazione dell’esecutivo di Palazzo Civico e del Consiglio comunale, con altre autorità cittadine.

[Fonte: CittAgorà]

Giu 20


Scappano dalle guerre, scappano dalle carestie, scappano dalle devastazioni provocate dal cambiamento climatico. In fuga per sopravvivere, lasciandosi alla spalle, quasi sempre, tutto quello che possiedono, spesso anche una parte degli affetti. Sono ormai 120 milioni le persone in fuga con lo status di rifugiati, un dato in crescita per il dodicesimo anno consecutivo, certificato a maggio di quest’anno dall’ultimo rapporto Global trends presentato da UNHCR, l’Agenzia ONU per i Rifugiati. 30 Paesi hanno emergenze umanitarie dichiarate, un numero quadruplicato negli ultimi tre anni. Siria, Afghanistan, Sudan, Myanmar, Repubblica Democratica del Congo, la Striscia di Gaza, le crisi più gravi. E sono quasi sempre i Paesi confinanti a ospitare chi fugge (il 75% dei rifugiati), raramente i paesi europei.
Una situazione grave che, per il terzo anno consecutivo, la Città di Torino ha deciso di presentare in Sala Rossa durante le celebrazioni per la Giornata internazionale del rifugiato organizzate in collaborazione con l’Associazione Mosaico – Azioni per i rifugiati. L’incontro odierno, moderato dal presidente di Mosaico, Berthin Nzonza, è stato caratterizzato dal resoconto di alcuni esperti: Ruth Ketsia Kiyindou di Mosaico, Nouhoum Traoré, dell’Associazione Giguiya, Massimo Gnone di UNHCR, Ishak Ali Alhamdou, dell’Associazione NE Ténéré e dalle testimonianze dirette di rifugiate e rifugiati che hanno trovato a Torino una nuova casa dove ricominciare a vivere: Rania Alakabani in fuga dalla Siria, Mustafa Ahmadi, arrivato dall’Afghanistan, Marie Jeanne Balagizi, della Repubblica Democratica del Congo. La presidente del Consiglio comunale Maria Grazia Grippo, l’assessore alle politiche sociali Jacopo Rosatelli e il presidente della Commissione “Segre” Abdullahi Ahmed Abdullahi, hanno invece portato il saluto della Città.
Prima ad intervenire, Maria Grazia Grippo, ha sottolineato come l’incontro di oggi sia una grande occasione per celebrare il rapporto, che si va consolidando di anno in anno, fra i protagonisti della Giornata e la nostra Amministrazione, con lo sguardo rivolto al mutevole contesto in cui si realizza la migrazione di cui parleremo oggi, contraddistinta da condizioni di particolare emergenza che ci costringe ad adeguare di continuo le risposte da dare in termini di politiche e di accoglienza. Ma la Giornata, la presidente del Consiglio comunale, è soprattutto la rappresentazione dell’orgoglio, della speranza, della volontà di riscatto di chi ricerca non solo la sopravvivenza, ma il diritto fondamentale e universale di avere nuove opportunità di vita.
Dal canto suo, l’assessore Jacopo Rosatelli ha posto l’accento sull’operato della Città nel corso degli anni in favore dei rifugiati, in particolare attraverso l’esperienza fortemente voluta, e caratterizzata dagli ottimi risultati ottenuti, di “Spazio Comune”, servizio elaborato dalla Città in collaborazione con Mosaico e UNHCR. Un progetto che sta facendo scuola in Italia, orientato a semplificare la vita alle persone che vi accedono, che cercano nel Paese che li accoglie, un amico, un alleato, dove trovare persone capaci di ascoltare le loro esigenze, semplificare le procedure, mettere a disposizione gli strumenti della mediazione sociale. Il progetto è nato nel 2022, frutto della Carta per l’integrazione, strumento redatto d a un gruppo di lavoro formato da rappresentanti di UNHCR e di sei città italiane, oltre a Torino: Milano, Napoli, Bari, Roma e Palermo.
Abdullahi Ahmed Abdullahi, chiudendo la serie degli interventi istituzionali, ha voluto rimarcare l’importanza di considerare i rifugiati come persone. Spesso accusati di avere “invaso” l’Europa e l’Italia, non devono essere considerati oggetti ma soggetti, non sono numeri sono persone. In fuga dalla guerra, con una storia alle spalle, i rifugiati meritano rispetto da parte delle istituzioni e la possibilità di avere una nuova opportunità, senza doversi sentire straniero per sempre. Anche per questo ritiene che si debba lavorare tutti insieme per fare diventare Torino una città capace di fare sentire tutti cittadini con la stessa dignità e uguali diritti.
[Fonte:CittAgorà]