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Giu 13


È stata inaugurata oggi a Torino “The Heard Garden”, l’installazione sonora ideata da Davide “Boosta” Dileo – compositore, sound artist e co-fondatore dei Subsonica – per l’impianto di accumulo del calore The Heat Garden del Gruppo Iren, situato in via Lugaro. Alla presentazione hanno preso parte, oltre all’artista, il sindaco Stefano Lo Russo, il presidente del Gruppo Iren Luca Dal Fabbro e l’amministratore delegato di Iren Energia Giuseppe Bergesio.

L’opera, definita dallo stesso autore come un’“architettura sonora”, nasce con l’obiettivo di tradurre in musica la tridimensionalità dell’impianto e dei suoi elementi strutturali e naturali. I suoni che provengono dai terrazzi e giardini pensili, popolati da circa 21mila piantumazioni, vengono registrati e trasformati digitalmente tramite algoritmi avanzati, dando vita a un paesaggio sonoro in continua evoluzione. L’installazione restituisce così un ambiente acustico dinamico, in armonia con i processi vitali della struttura e con il dialogo silenzioso tra tecnologia e natura.

Il progetto è pensato per coinvolgere i cittadini e i numerosi professionisti che visitano l’impianto, oltre mille nei primi cinque mesi del 2025. L’interazione con il pubblico è resa possibile grazie a un sistema di fotocellule che attiva un paesaggio sonoro quadrifonico. Il passaggio dei visitatori dà vita a un’esperienza immersiva, dove il suono accompagna l’ascoltatore in una dimensione riflessiva e sensoriale. Una seconda fotocellula innesca invece una melodia meditativa, ispirata ai Tintinnabuli, che si sviluppa lentamente seguendo i ritmi naturali e le trasformazioni dell’ambiente.

“The Heard Garden” si integra perfettamente nel contesto architettonico di The Heat Garden, un impianto che rappresenta un esempio virtuoso di sostenibilità ambientale e innovazione tecnologica. Situato in una zona strategica e centrale della città, il sito dimostra come infrastrutture energetiche complesse possano dialogare con l’arte e diventare parte di un’esperienza urbana condivisa. L’installazione di Boosta, con la sua sensibilità musicale e poetica, restituisce al pubblico una nuova prospettiva sull’energia, trasformando il calore in suono e l’ingegneria in emozione.

Giu 12


Dal 13 giugno al 21 settembre 2025, CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia di Torino dedica una grande retrospettiva a Alfred Eisenstaedt, figura centrale del fotogiornalismo del Novecento e autore del celebre Bacio a Times Square.

La mostra, curata da Monica Poggi, presenta 170 fotografie, molte delle quali mai esposte prima, ripercorrendo l’intera carriera del fotografo: dagli esordi nella Germania degli anni Trenta ai grandi reportage per la rivista americana “Life”, fino agli scatti realizzati in Italia e in Europa nel dopoguerra.

Fin dagli inizi, Eisenstaedt si distingue per la capacità di cogliere l’essenza dei momenti quotidiani e dei grandi eventi storici. Tra i primi reportage spiccano le immagini dedicate all’aristocrazia europea e, soprattutto, ai cambiamenti politici dell’epoca: suo il potente ritratto di Joseph Goebbels del 1933, in cui il gerarca nazista fissa la macchina fotografica con sguardo truce, e le foto del primo incontro tra Mussolini e Hitler a Venezia nel 1934, cariche di tensione e teatralità.

Nel 1935, costretto dalle leggi razziali, Eisenstaedt emigra negli Stati Uniti. Un anno dopo inizia a collaborare con “Life”, di cui diventerà uno dei fotografi di punta, firmando oltre 2500 reportage e più di 90 copertine. Abbandona progressivamente lo stile classico degli esordi per raccontare la modernità americana: città in movimento, scene di strada, volti comuni colti in attimi autentici.

Nel dopoguerra torna spesso in Europa: ritrae l’Italia in piena trasformazione economica, con spazi urbani popolati da cartelloni pubblicitari, e la Francia popolare dei mercati e dei passanti. Realizza reportage anche in Etiopia, Israele e Giappone, dove fotografa l’imperatore Hirohito tra le macerie lasciate dalle bombe atomiche. La sua è una fotografia che non mostra la guerra, ma ne documenta le tracce sulle persone e sulle città.

Una sezione della mostra è dedicata ai ritratti di grandi personalità, come Einstein, Oppenheimer, Maria Telkes e Sophia Loren. Nei suoi scatti emerge sempre un lato intimo dei soggetti, anche quando si tratta di figure iconiche. Emblematico il doppio ritratto di Oppenheimer, fotografato prima con espressione sicura nel 1947 e poi, nel 1963, con il volto segnato dal peso delle sue responsabilità storiche.

Con questa retrospettiva, CAMERA offre una riscoperta preziosa di un autore capace di raccontare il mondo con poesia, ironia e profonda umanità. Un viaggio tra immagini celebri e inedite che restituiscono tutte le sfumature di un maestro senza tempo.

Info e dettagli:
CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia- Via delle Rosine 18, Torino
camera.to
13 giugno – 21 settembre 2025

Giu 11


Nel 2025 la Fondazione Merz celebra vent’anni di attività e lo fa con due importanti mostre curate da Giulia Turconi, che raccontano l’evoluzione di un’istituzione capace di intrecciare arte, attualità e territorio: la collettiva dei finalisti del Mario Merz Prize 5 e “Mio caro padrone domani ti sparo”, parte del progetto TUTTOLIBERO.

Mario Merz Prize 5 – Shortlist Art Exhibition

11 giugno – 21 settembre 2025, Fondazione Merz

Cinque artisti internazionali – Elena Bellantoni, Mohamed Bourouissa, Anna Franceschini, Voluspa Jarpa e Agnes Questionmark – sono i protagonisti della mostra collettiva che accompagna la quinta edizione del Mario Merz Prize per la sezione arte.

Il percorso espositivo, a cura di Giulia Turconi, si muove attraverso opere che condividono un’attenzione particolare verso il corpo e le tensioni sociali contemporanee, pur mantenendo ognuna una voce distinta. Le installazioni, i video e le sculture presentate offrono al pubblico un’esperienza immersiva che lo invita a riflettere su tematiche cruciali della nostra epoca.

Elena Bellantoni propone una video-installazione ispirata alle rivolte popolari, con particolare attenzione alla “strada del pane” che unisce simbolicamente diversi paesi in cui il pane diventa segno di resistenza e cultura. Agnes Questionmark mette in gioco il proprio corpo in una performance che sfida le strutture di potere e i ruoli sociali imposti. Voluspa Jarpa costruisce una narrazione sinestetica in cui suono e immagine evocano eventi storici che si proiettano nel presente. Anna Franceschini torna a esplorare il corpo come macchina in movimento, legando l’installazione a un’estetica cinematografica rarefatta. Mohamed Bourouissa, infine, affronta con forza il tema del controllo e dell’espropriazione del corpo attraverso un lavoro video e una serie di sculture in alluminio fuso, in cui il segno della violenza istituzionale si fa materia.

Dal giorno dell’apertura, l’11 giugno, anche il pubblico potrà votare l’artista preferito sul sito www.mariomerzprize.org. Il vincitore, selezionato da una giuria internazionale e dal voto online, sarà premiato con la possibilità di realizzare una mostra personale prodotta dalla Fondazione.

Il programma si estende anche alla musica: il concerto dei finalisti della sezione musicale – Arturo Corrales, Natalia Domínguez Rangel e Luigi Morleo – si terrà il 29 giugno 2025 alla Cantina Ulmo di Sambuca di Sicilia.

 

Mio caro padrone domani ti sparo

11 giugno – 11 luglio 2025, Parcheggio Lancia – Torino

Nel cuore del quartiere San Paolo, presso il Parcheggio Lancia-Chiribiri, prende vita “Mio caro padrone domani ti sparo”, mostra collettiva che si inserisce nel progetto TUTTOLIBERO, ideato per portare l’arte in spazi non convenzionali e restituirle un ruolo attivo nei luoghi del quotidiano.

Curata da Giulia Turconi, l’esposizione presenta i lavori di Francesca Cornacchini, Domenico Antonio Mancini, Mosa One, Gabriella Siciliano e Davide Sgambaro, artisti che affrontano con linguaggi differenti tematiche urgenti come il conflitto sociale, l’identità collettiva, la marginalità e la resistenza culturale.

Il titolo della mostra riprende quello dell’album d’esordio di Paolo Pietrangeli del 1970, simbolo delle lotte operaie e dei movimenti di protesta. Proprio come le canzoni di quegli anni accompagnavano le rivendicazioni sociali, le opere qui esposte si fanno veicolo di riflessione sulla contemporaneità e sulle sue disuguaglianze.

San Paolo, storico quartiere operaio torinese, diventa così il contesto ideale per un progetto che vuole rinnovare il senso di comunità e memoria attiva. Lontano dai formalismi delle istituzioni artistiche, TUTTOLIBERO si propone come spazio aperto, accessibile, capace di accogliere l’arte nel suo ruolo più autentico: strumento di consapevolezza e partecipazione.

Il parcheggio, i negozi, le piazze e le strade del quartiere diventano così parte di un ecosistema urbano vivo, dove la quotidianità e la memoria condivisa si trasformano in materia creativa. La mostra invita a guardare ai margini della città come luoghi fertili, in grado di generare nuovi modi di abitare, incontrarsi e pensare.

 

Due mostre, un’unica visione

Attraverso queste due esposizioni, la Fondazione Merz rinnova il proprio impegno culturale e sociale, offrendo una celebrazione non autoreferenziale, ma partecipata, critica, viva. Un anniversario che si trasforma in laboratorio di futuro, in cui l’arte è chiamata a interrogarsi, a coinvolgere, a generare nuove connessioni tra linguaggi, comunità e territori.

A concludere la serata dell’11 giugno, in occasione dei festeggiamenti per i 20 anni della Fondazione Merz, un DJ set speciale ha animato gli spazi del Parcheggio Lancia: protagonisti DJ Falafel (Gerusalemme) e Qكيو / Qusay Awad (Damasco/Berlino), in un incontro tra sonorità mediorientali, ritmi tradizionali e bass music. Un viaggio musicale attraverso identità, diaspora e desiderio di libertà, dove il ballo diventa un gesto collettivo, un rito urbano di condivisione

Info e dettagli:
Fondazione Merz, Via Limone 24, Torino
Parcheggio Lancia, Via Lancia – Borgo San Paolo
www.mariomerzprize.org
Dal 11 giugno 2025