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Giu 12


Dal 13 giugno al 21 settembre 2025, CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia di Torino dedica una grande retrospettiva a Alfred Eisenstaedt, figura centrale del fotogiornalismo del Novecento e autore del celebre Bacio a Times Square.

La mostra, curata da Monica Poggi, presenta 170 fotografie, molte delle quali mai esposte prima, ripercorrendo l’intera carriera del fotografo: dagli esordi nella Germania degli anni Trenta ai grandi reportage per la rivista americana “Life”, fino agli scatti realizzati in Italia e in Europa nel dopoguerra.

Fin dagli inizi, Eisenstaedt si distingue per la capacità di cogliere l’essenza dei momenti quotidiani e dei grandi eventi storici. Tra i primi reportage spiccano le immagini dedicate all’aristocrazia europea e, soprattutto, ai cambiamenti politici dell’epoca: suo il potente ritratto di Joseph Goebbels del 1933, in cui il gerarca nazista fissa la macchina fotografica con sguardo truce, e le foto del primo incontro tra Mussolini e Hitler a Venezia nel 1934, cariche di tensione e teatralità.

Nel 1935, costretto dalle leggi razziali, Eisenstaedt emigra negli Stati Uniti. Un anno dopo inizia a collaborare con “Life”, di cui diventerà uno dei fotografi di punta, firmando oltre 2500 reportage e più di 90 copertine. Abbandona progressivamente lo stile classico degli esordi per raccontare la modernità americana: città in movimento, scene di strada, volti comuni colti in attimi autentici.

Nel dopoguerra torna spesso in Europa: ritrae l’Italia in piena trasformazione economica, con spazi urbani popolati da cartelloni pubblicitari, e la Francia popolare dei mercati e dei passanti. Realizza reportage anche in Etiopia, Israele e Giappone, dove fotografa l’imperatore Hirohito tra le macerie lasciate dalle bombe atomiche. La sua è una fotografia che non mostra la guerra, ma ne documenta le tracce sulle persone e sulle città.

Una sezione della mostra è dedicata ai ritratti di grandi personalità, come Einstein, Oppenheimer, Maria Telkes e Sophia Loren. Nei suoi scatti emerge sempre un lato intimo dei soggetti, anche quando si tratta di figure iconiche. Emblematico il doppio ritratto di Oppenheimer, fotografato prima con espressione sicura nel 1947 e poi, nel 1963, con il volto segnato dal peso delle sue responsabilità storiche.

Con questa retrospettiva, CAMERA offre una riscoperta preziosa di un autore capace di raccontare il mondo con poesia, ironia e profonda umanitĂ . Un viaggio tra immagini celebri e inedite che restituiscono tutte le sfumature di un maestro senza tempo.

Info e dettagli:
CAMERA – Centro Italiano per la Fotografia- Via delle Rosine 18, Torino
camera.to
13 giugno – 21 settembre 2025