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Jun 07


Dalle 10 alle 24 fino a domenica 11 giugno la festa dell’automobile che coinvolge tutta la città.

Una tradizione consolidata quella che vede il Salone dell’Auto di Torino cominciare dal Castello del Valentino, con il taglio del nastro simbolico che anticipa il giro inaugurale di saluto agli stand dei 56 Brand presenti e che vede schierati i modelli scelti per le celebrazioni ufficiali dei 70 anni di Ferrari.

Sul palco Andrea Levy, presidente della manifestazione, che dà il benvenuto alla platea insieme a Chiara Appendino, Sindaca di Torino, Gianmarco Giorda, direttore ANFIA, e Michele Crisci, neopresidente di UNRAE. Insieme hanno dato il via a quella che in sole tre edizioni è diventata la festa delle quattro ruote che le Case automobilistiche e i Centri stile hanno scelto per presentare 26 anteprime nazionali. 

Il Salone dell’Auto di Torino ripropone quindi il suo format all’aperto, con orario continuato fino alle 24 e con ingresso gratuito, esponendo le novità commerciali con un layout uguale per tutti i marchi. Gli stand sono disposti lungo i viali in cui un tempo si correva l’omonimo Gran Premio al quale rendono omaggio i 4 portali d’ingresso: Ascari, Villoresi, Nuvolari e Farina.

Come da tradizione la pedana numero 1 è riservata alla vincitrice del concorso internazionale Auto dell’Anno, Peugeot 3008, pedana che apre la scenografica esposizione di oltre 100 modelli tra le ultimissime novità commerciali, disposti lungo i viali alberati del Parco del Valentino. Tra questi sono le 26 anteprime nazionali proposte dai Brand, di cui 18 dei costruttori: Alpine A110, Audi RS 3 Sportback, Corvette Gran Sport, DR4, DS 7 Crossback, Fiat 500L, Ford Nuova Fiesta, Kia Stinger e Kia Niro Plug-in Hybrid, Lamborghini Huracán Performante, Lexus LC Hybrid, Mazda CX-5, McLaren 720S, Mercedes-AMG GT R, Pagani Huayra Roadster, Renault Nuova Captur, SEAT Nuova Ibiza, Suzuki New Swift, Volvo XC60.

I Carrozzieri presentano 8 premiere: Fiat 124 Mole Costruzione Artigianale 001, FV-Frangivento Charlotte Gold, GFG Style Techrules Ren, IED Torino Scilla, Italdesign PopUp, Fittipaldi EF7 di Pininfarina, Touring Superleggera Artega Scalo Superelletra, Trilix TAMO Racemo.

Un legame forte fatto di storia e cultura quello tra il Parco Valentino e l’automobile, celebrato dai portali che il Salone dell’Auto di Torino ha dedicato a piloti celebri del calibro di Ascari, Nuvolari, Farina e Villoresi. Un connubio che in questa 3ª edizione vede una grande rappresentanza di auto sportive tra cui: Aston Martin DB11, BMW 2002 Hommage e M4CS, Ferrari 488 Spider e GTC4Lusso, Honda NSX, Jaguar F-Type 400 Sport, Lotus Exige 380 Sport, Mazzanti     Evantra 771, Noble M600 Speedster, Porsche 911 GTS.

Da quest’edizione gli organizzatori hanno introdotto il biglietto elettronico gratuito, scaricabile sul sito www.parcovalentino.com e garantisce ai possessori di poter assistere agli eventi all’interno del Cortile del Castello del Valentino, di accedere alla promozione di Trenitalia, che permette ai viaggiatori di poter acquistare un biglietto per Torino con uno sconto del 30%, e di poter usufruire di tutte le convenzioni stipulate con la rete museale cittadina, grande eccellenza turistica.

Sul sito ufficiale –  www.parcovalentino.com –  aggiornato quotidianamente tutte le informazioni sul Salone.

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Jun 06


In occasione della solennità del Corpus Domini e della memoria del miracolo eucaristico di Torino, l’arcivescovo emerito, il cardinale Severino Poletto, ha presieduto la celebrazione eucaristica nella quale ha festeggiato il suo 60° anniversario di ordinazione presbiterale. Nominato arcivescovo di Torino nel 1999, Poletto ha guidato l’arcidiocesi fino all’autunno del 2010, quando gli subentrò monsignor Cesare Nosiglia che ha concelebrato la messa.
Al termine della messa si è svolta la processione fino alla Basilica del Corpus Domini dove si è svolta l’adorazione eucaristica.
Presente alla messa e alla processione l’Assessora Sonia Schellino e il Gonfalone della Città di Torino.

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May 25


Lo dicevano Pulici, Claudio Sala, Renato Zaccarelli. Lo dicevano ieri e questa mattina le persone nei bar di via Filadelfia, gli anziani che ancora videro le imprese del Grande Torino, lo dicevano i tifosi in coda per l’inaugurazione del nuovo stadio Filadelfia. La frase ricorrente, intrisa di emozioni, ricordi e speranze, è “siamo tornati a casa”.
Vent’anni sono trascorsi dalla demolizione, quasi trenta dall’ultimo allenamento che il Torino svolse nello stadio che fu di Valentino Mazzola e dove si costruirono le premesse per la vittoria dell’ultimo campionato della squadra granata, nel 1976.
Oggi, dopo la presentazione in anteprima ad autorità, personalità e giornalisti che si è tenuta ieri, l’inaugurazione ufficiale con il taglio del nastro da parte della sindaca Chiara Appendino e del presidente del Torino FC dell’impianto realizzato grazie alla volontà della Fondazione Stadio Filadelfia.
Il sodalizio, costituito da Comune di Torino, Regione Piemonte, Torino F.C. e sette associazioni di tifosi, dal 2006 ha lavorato con l’obiettivo di ridare vita ad un patrimonio di storia e di cultura sportiva, comune non solo ad una città ma ad un intero Paese.
A 18 mesi dalla posa della prima pietra, nell’ottobre 2015, hanno visto la luce due campi di allenamento (il principale può contare su spalti per 4000 spettatori) e il Piazzale della memoria dove si ergono i pennoni dedicati agli Invincibili e ad altri momenti gloriosi della storia del Torino.
E in tema di memoria, fede e passione, il ricordo di tutti è andato a don Aldo Rabino, storico cappellano del Torino, nonché cittadino onorario del capoluogo piemontese, scomparso nell’agosto del 2015.
A lui, uno dei più assidui sostenitori della ricostruzione del Filadelfia, è stata dedicata una targa.
L’intero complesso sportivo ha potuto contare su una disponibilità finanziaria di 8 milioni di euro assicurata da Comune, Regione e Fondazione Mamma Cairo.
La raccolta fondi tra i tifosi, promossa dalla Fondazione Filadelfia per il completamento del terzo lotto destinato ad ospitare il museo della “Memoria Granata” ha intanto raggiunto 800 mila euro. Quando sarà ultimato quest’ultimo tassello, la casa granata si potrà dire ultimata, con la restituzione, a tutta la città di un patrimonio di storia che va oltre i titoli sportivi.

[Fonte:CittAgorà]

Le immagini della posa della prima pietra del nuovo stadio Filadelfia (17 ottobre 2015)

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