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Giu 20


Il CFM – Centro Civico di Formazione Musicale della Città di Torino conclude l’anno formativo 2024/2025 con CFM Classica, un concerto che rappresenta il culmine di un anno ricco di musica, impegno e crescita artistica. L’evento, una vera e propria “vetrina” delle eccellenze del centro, chiude anche il ciclo dei saggi di fine anno, portando sul palco il meglio della produzione musicale degli allievi.

Il concerto si è tenuto venerdì 20 giugno alle ore 20.30 presso l’elegante cornice del Conservatorio Giuseppe Verdi di Torino, con la partecipazione di due delle formazioni più rappresentative dell’offerta didattica del CFM.

A inaugurare la serata sono stati i cinquanta giovani musicisti della CFM Sneakers Orchestra, ensemble nato dall’esperienza dell’orchestra della rete MiRé e oggi parte integrante del centro. Guidati dai maestri Gian Paolo Lopresti e Barbara Sartorio, i giovanissimi talenti hanno entusiasmato il pubblico con un repertorio eclettico che spazia dalla musica pop e rock – con brani di U2, Michael Jackson e Sting – fino ai celebri temi cinematografici di Vangelis. Un’esplosione di energia e passione, che ha dimostrato quanto i giovani musicisti possano interpretare con maturità e freschezza anche i linguaggi musicali più contemporanei.

A seguire, è stata la volta dell’Orchestra Classica del CFM, diretta dal maestro Stefano Maccagno. L’ensemble ha aperto la propria esibizione con una coinvolgente danza di Alberto Ginastera, per poi accompagnare il pubblico in un raffinato percorso tra i grandi del Novecento. Particolare rilievo è stato dato a Luciano Berio, in omaggio al centenario dalla sua nascita, seguito da un emozionante medley di colonne sonore firmate Ennio Morricone, e da un travolgente finale con le musiche più amate dell’universo Disney.

Con oltre 550 corsi di strumento individuale, 107 laboratori e circa 700 studenti guidati da 80 docenti, il CFM si conferma una delle realtà musicali più vivaci e qualificate del panorama torinese. Il concerto CFM Classica ne è stata l’ennesima prova: una serata che ha unito professionalità, passione e talento, mostrando il valore della formazione musicale come ponte tra generazioni e culture.

Un arrivederci in musica, in attesa di una nuova stagione ricca di suoni e ispirazioni.

Maggiori informazioni sui corsi e le attività nelle pagine del  Centro di Formazione Musicale –  Corsi musicali della Città di Torino

Giu 15


Torino ha risposto con entusiasmo alla tappa del Kiss Kiss Way, il tour estivo firmato Radio Kiss Kiss, che ha animato la città con due giorni di musica, spettacolo e intrattenimento coinvolgendo oltre 30mila persone. Cuore pulsante dell’evento sono stati piazza Castello e piazzetta Reale, trasformate in un grande villaggio della musica, culminato con il concerto di chiusura che ha infiammato il pubblico con alcuni dei più noti nomi della scena musicale italiana.

Sul palco si sono alternati artisti del calibro di Baby K, BNKR44, Capo Plaza, Coma Cose, Fred De Palma, Gaia, Ghali, Paola Iezzi, Fabio Rovazzi, Dani Faiv, Planet Funk, Serena Brancale, Settembre, The Kolors e i torinesi Willie Peyote e Levante.

Un villaggio musicale nel cuore della città

A fare da preludio allo show, il Play Village Kiss Kiss: un’area interattiva dedicata all’incontro tra radio, partner e pubblico. Qui, tra dj set curati dagli speaker dell’emittente, interviste esclusive, prove aperte e attività per grandi e piccoli, si è respirata per due giorni l’atmosfera vivace di una vera festa popolare. Particolarmente ambita la possibilità di vincere i biglietti per il concerto, sold out già dal 5 giugno.

La Mole Antonelliana nel segno di Kiss Kiss

In occasione della tappa torinese, anche il simbolo della città è stato coinvolto: sulla Mole Antonelliana è stato proiettato il logo di Radio Kiss Kiss e della serata, un gesto simbolico che ha suggellato il legame tra l’emittente e Torino, illuminando il cielo notturno con un messaggio di festa, musica e condivisione.

Casa Kiss Kiss, centro delle relazioni istituzionali

Grande partecipazione anche a Casa Kiss Kiss, area riservata all’interno dell’evento, dove si sono ritrovate importanti figure istituzionali e del mondo dello spettacolo. Presenti tra gli altri la Presidente ed Editore di Radio Kiss Kiss Lucia Niespolo, il sindaco di Torino Stefano Lo Russo, l’assessora alla Cultura Rosanna Purchia, l’assessore ai Grandi eventi e al Turismo Domenico Carretta, oltre a dirigenti RAI, rappresentanti dello sport, delle istituzioni e professionisti della comunicazione.

Un successo condiviso

Radio Kiss Kiss desidera ringraziare sentitamente la Città di Torino – hanno dichiarato gli organizzatori – per l’accoglienza, la disponibilità e l’apprezzamento dimostrato verso l’emittente, garantendone così il successo del progetto. È stato un ritorno della musica live in uno dei luoghi simbolo della città, che ha permesso occasioni di aggregazione e intrattenimento di qualità per cittadini e turisti”.

Un evento da rivedere in TV

Il grande concerto torinese sarà visibile anche in TV: la diretta è stata trasmessa su Kiss Kiss TV (canale 158 DTT), con la produzione di Massimo Bonelli (iCompany) e la regia di Cristiano D’Alisera. Lo spettacolo verrà proposto anche sotto forma di due speciali da due ore ciascuno, in chiaro su TV8, su Sky Uno e in streaming su NOW, in programma per il 2 e il 9 agosto alle 21.30.

Mag 20


È Rivoluzioni il tema di MITO SettembreMusica 2025 indicato dal direttore artistico Giorgio Battistelli per la diciannovesima edizione del festival che, dal 3 al 18 settembre, torna a unire Milano e Torino in un’unica grande proposta culturale, tra concerti sinfonici, musica da camera, spettacoli per bambini, proposte multidisciplinari: 67 appuntamenti per un programma che attraversa epoche e generi, classici e prime assolute, sollecitando il pubblico alla costruzione di un proprio percorso originale attraverso le quattro declinazioni del tema – “Mitja e gli altri”, “Berio e le avanguardie”, “Rivoluzioni – tempi di guerra, tempi di pace”, “Ascoltare con gli occhi” – perimetri tematici dai contorni spesso labili o sovrapponibili.

«Il tema 2025 “Rivoluzioni” – spiega il direttore artistico Giorgio Battistelli – sarà declinato in una molteplicità di sensi: estetico, spirituale e scientifico. È una definizione che allude anche a un mutamento radicale di un ordine stabilito, che vuole essere rottura di abitudini di ascolto consolidate e apertura di nuove prospettive. Come già nel 2024, la programmazione si muoverà sul doppio binario della promozione e valorizzazione delle migliori espressioni della cultura prodotta e promossa dai due poli del festival e del dialogo con realtà oltre confine, per costruire relazioni progettuali in una prospettiva di integrazione europea. La volontà che guida questa scelta è quella di riprodurre la complessità (o il caos) del presente, senza confondere il pubblico, ma esponendolo a stimoli, provocazioni, riflessioni, idee, in una progettualità che va oltre l’intrattenimento colto e si pone come strumento di pensiero. Un festival quindi che ha come ambizione l’essere più coerente con la complessità del tempo presente».

«Dal 3 al 18 settembre, la nuova edizione di MITO SettembreMusica unirà ancora una volta Torino e Milano in un progetto culturale comune, valorizzando il loro patrimonio musicale e rafforzando il legame con la scena internazionale – dicono i Sindaci della Città di Torino e Milano e presidenti onorari del festival Stefano Lo Russo e Giuseppe Sala – Anno dopo anno, il Festival continua a essere un simbolo dell’incontro tra culture, epoche e linguaggi, a rafforzare il legame tra le nostre due città e a diffondere cultura attraverso il linguaggio universale della musica. Siamo certi che anche questa edizione saprà emozionare e ispirare, rinnovando quello spirito di partecipazione e scoperta che rende MITO SettembreMusica un appuntamento imperdibile».

«Questa edizione – aggiungono gli assessori alla Cultura Rosanna Purchia e Tommaso Sacchi – conferma ancora una volta la capacità del festival di innovarsi, sorprendere, offrire al pubblico un luogo in cui l’ascolto diventa esperienza collettiva, suscitando emozione e partecipazione. Un ringraziamento va a chi, con passione e dedizione, contribuisce alla realizzazione del festival. A Torino la Fondazione per la Cultura, a Milano I Pomeriggi Musicali. E naturalmente alla direzione artistica del Maestro Giorgio Battistelli, alla guida di MITO SettembreMusica per la seconda edizione, che ha saputo dar vita a un programma che celebra la sinergia tra le due città».

Inaugurazione a Torino (Auditorium Giovanni Agnelli del Lingotto) mercoledì 3 settembre con la Filarmonica della Scala diretta da Myung-Whun Chung e un programma che colloca l’appuntamento nel primo perimetro, “Mitja e gli altri” per ricordare i 50 anni dalla morte di Dmitrij “Mitja” Šostakovič, del quale si eseguirà in apertura l’Ouverture festiva op. 96, seguita dal Secondo Concerto per pianoforte di Rachmaninov con il pianista Mao Fujita e la “Patetica” di Čajkovskij. Il giorno successivo, giovedì 4 settembre, a Milano al Teatro alla Scala, Sir Antonio Pappano dirigerà invece la London Symphony Orchestra nel Secondo Concerto di Prokof’ev con la star sud-coreana Seong-Jin Cho, (in locandina anche la Suite da Candide di Bernstein e la Terza Sinfonia di Copland). Entrambe le serate d’apertura si realizzano grazie al Presenting Partner Intesa Sanpaolo, che collabora anche per gli ormai tradizionali concerti al Santuario di San Giuseppe a Milano (giovedì 11 settembre, con il celebre fisarmonicista Samuele Telari che eseguirà le Variazioni Goldberg di Johann Sebastian Bach) e all’Auditorium del grattacielo Intesa Sanpaolo di Torino (lunedì 15 settembre, Eliot Quartett impegnato nell’integrale dei Quartetti di Šostakovič). La London Symphony Orchestra con il suo direttore principale saranno poi anche a Torino (Auditorium Giovanni Agnelli del Lingotto) venerdì 5 settembre con un programma differente che comprende la Sinfonia n. 9 di Šostakovič, il Secondo Concerto di Chopin con Seong-Jin Cho, già vincitore del Concorso Chopin, il poema sinfonico Juventus di Victor de Sabata e l’ouverture dalla Semiramide di Rossini. L’omaggio a Šostakovič segna anche l’ultimo concerto a Torino mercoledì 17 settembre con la Sinfonia n. 13 affidata ai complessi del Teatro Regio diretti da Enrico Calesso (Auditorium Giovanni Agnelli del Lingotto). Un posto speciale occupa poi la Sinfonia n. 10, una delle sue opere più potenti e intense, composta subito dopo la morte di Stalin, che sarà eseguita mercoledì 10 settembre a Milano (Teatro Dal Verme) dalla Luzerner Sinfonieorchester guidata da Michael Sanderling con la proiezione del film Oh to Believe in Another World dell’artista sudafricano William Kentridge. Verranno quindi proposte diverse composizioni da camera di Šostakovič, considerate come “spazio privato” attraverso il quale la sua vena creativa si espresse senza i pesanti condizionamenti imposti dai rigidi canoni dell’estetica del regime sovietico. I quattro giovani musicisti dell’Eliot Quartett di Francoforte saranno così impegnati, tra le due città, nell’integrale dei suoi 15 quartetti per archi (6, 7, 13, 14, 15 settembre). Il pianista Maurizio Baglini e il Quartetto di Venezia saranno impegnati in altre pagine cameristiche di “Mitja” martedì 9 settembre a Milano (Spazio Teatro 89) così come a Torino domenica 14 settembre (Conservatorio Verdi) l’Ars Trio con i percussionisti dell’Ars Ludi. Corollario alle composizioni di Dmitrij Šostakovič, il festival presenta una serie di concerti dedicati a musiche di suoi contemporanei di area sovietica e non solo, come il polacco Mieczysław Weinberg, uno dei compositori più sottovalutati del XX secolo, il georgiano Giya Kancheli, il cui stile personale fonde il minimalismo con la musica tradizionaleoppure l’ucraino Valentin Silvestrov, le cui opere nascono da una riflessione profonda sulla nostalgia, la memoria e il tempo, riuniti in un concerto a Torino (Teatro Vittoria) venerdì 12 e a Milano sabato 13 settembre (Teatro Dal Verme) con Manuel Zurria (flauti) e Oscar Pizzo (pianoforte).

A Luciano Berio, nel centenario della nascita, è dedicato il secondo perimetro tematico del Festival: “Berio e le avanguardie”. Classificato come d’avanguardia per la sua epoca, il compositore ligure coltivò sempre un rapporto dialettico con la musica del passato che spesso usava come un punto di partenza per le sue composizioni. È il caso delle sue Sequenze con cui esplorare le possibilità tecniche ed espressive di molti strumenti, anche attraverso riferimenti stilistici al passato, reinventati attraverso la sua lente contemporanea: a Milano lunedì 15 settembre e a Torino martedì 16 settembre si potranno ascoltare ad esempio la VIII per violino e la IV per pianoforte con i vincitori del Premio Mormone. A Milano ci saranno due proposte di accostamento di pagine di Berio con altre di Bach: il pianista Davide Cabassi, nella Sala della Balla del Museo degli strumenti musicali del Castello Sforzesco di Milano, giovedì 11 settembre, eseguirà la Petite Suite e Wasserklavier con alcuni Preludi e fughe dal Clavicembalo ben temperato; invece venerdì 12 settembre (Teatro Dal Verme) la Holst Sinfonietta diretta da Klaus Simon con il soprano Sophia Burgos presenteranno il programma intitolato BachBerioBeatles, un concerto di cui Pirelli e Fondazione Pirelli sono Presenting Partner. In dialogo con il proprio tempo, Luciano Berio intrattenne un rapporto ricco e complesso con le avanguardie musicali, e in quest’ottica MITO 2025 lo ricorda anche con concerti che presenteranno sue musiche accanto a quelle di due figure cardine della musica d’avanguardia americana come John Cage (Sonate e Interludi a Milano martedì 16 settembre con la pianista Costanza Principe) e Julius Eastman, al quale è dedicato Without Blood There Is No Cause – The body of Julius Eastman, spettacolo di musica, video e parole firmato dal regista Fabio Cherstich con la drammaturgia musicale di Oscar Pizzo, i video di Francesco Sileo (inserito nel perimetro “Ascoltare con gli occhi”); si tratta di un oratorio laico che comprende Turtle Dreams di Meredith Monk, prima opera a cui Eastman partecipò come vocalist, e presenta un collage di composizioni e immagini che esplorano i temi cari all’autore: la condizione delle minoranze nere e queer nell’America conservatrice, il canto popolare afroamericano come risposta alla musica colta bianca, l’improvvisazione come strumento di liberazione e catarsi (a Torino, alle Officine Caos, martedì 16 settembre e a Milano, Teatro Out Off, mercoledì 17 settembre). È dedicato a pagine per voce e pianoforte di Hans Werner Henze il concerto del tenore Marcello Nardis con il pianista Diego Mingolla domenica 7 settembre al Teatro Vittoria di Torino dove, mercoledì 17 settembre, il Quartetto Maurice con la regia del suono di Carlo Laurenzi propongono Sincronie di Berio con due pagine di Clara Iannotta e Jonathan Harvey. Due le nuove commissioni del festival, di Marcello Filotei In tempore belli per violoncello e orchestra affidata a Marco Rossi con Alessandro Bonato sul podio della Filarmonica di Torino (Milano, Teatro Dal Verme, giovedì 11 settembre) e di Salvatore Frega GNOSIS per violino e orchestra (Torino, Conservatorio Verdi, giovedì 11 settembre) con I Pomeriggi Musicali diretti da Alessandro Cadario, direttamente ispirate all’esperienza compositiva di Berio.

Terzo perimetro tematico, quanto mai attuale e in intersezione con il primo, “Rivoluzioni – tempi di guerra, tempi di pace”. Musica di tempi di guerra, musica che aspira alla pace. Musica che vuole rasserenare in tempi di conflitti. O forse musica che prova a riconciliare gli opposti. MITO SettembreMusica 2025 torna a ospitare una serie di concerti di musica sacra – che negli anni ne hanno più volte caratterizzato la programmazione – o che intendono ristabilire un equilibrio, un’armonia dell’uomo con il cosmo. Armonia è la parola chiave della grande Sinfonia n. 1 “Concordia” del compositore canadese Samy Moussa, cui sono dedicati due appuntamenti con programmi diversi: venerdì 5 settembre a Milano (Auditorium) con l’Orchestra Sinfonica di Milano diretta dallo stesso compositore (con la Sinfonia n. 2 Ahania’s Lament di Moussa e la Quinta di Šostakovič che fa da ponte con l’altro perimetro) poi lunedì 8 settembre a Torino (Auditorium Rai) con l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai diretta da Tito Ceccherini (per Elysium e Sinfonia “Concordia”). Tra le altre pagine che animano i concerti che Giorgio Battistelli ha collocato in questo perimetro ci sono: l’oratorio Juditha Triumphans di Vivaldi (Torino, Chiesa di San Filippo, sabato 6 settembre con Orchestra e Coro dell’Accademia del Santo Spirito), nato per celebrare il trionfo della virtù sulle forze del male, e The Armed Man. A Mass for Peace di Karl Jenkins (Torino, Conservatorio Verdi, mercoledì 10 settembre, Orchestra del Teatro Regio e Cori Valdese e dell’Istituto Musicale “Corelli” di Pinerolo”), opera scritta nel 1999 come messa laica dedicata a tutte le vittime della guerra del Kosovo con testi di diverse culture e periodi storici, come il medievale L’homme armé, il Corano, testi sacri cristiani, e poesie di autori come Rudyard Kipling e Tennyson. “Inestinguibile” come la lotta dell’umanità contro la distruzione e la morte, è il titolo della contrastata Sinfonia n. 4 di Carl Nielsen (composta fra il 1914 e 1916 tra i boati della Prima Guerra mondiale) affidata venerdì 12 settembre a Torino (Auditorium Rai) all’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai diretta da Thomas Dausgaard. Un concerto a tappe (sabato 13 settembre) nelle città di Milano con il Coro Sinfonico di Milano e a Torino con il Coro dell’Accademia Maghini trasporterà il pubblico in un percorso musicale attraverso composizioni corali da Giovanni Pierluigi da Palestrina (nei 500 anni dalla nascita) a Bach fino a Paul Hindemith e Arvo Pärt, quasi come una moderna forma processionale di contenuto strettamente musicale ma inevitabilmente anche spirituale. Protagonista è sempre la voce, a Milano domenica 14 settembre (Teatro della Quattordicesima) nel recital del baritono Bruno Taddia con Andrea Corazziari al pianoforte dal titolo “Rivoluzioni: Francesco Paolo Tosti vs Anton Webern / Gaetano Donizetti vs Gustav Mahler”.

“Ascoltare con gli occhi” è il perimetro che racchiude le proposte multidisciplinari: musica che si vede e che non si ascolta solo da seduti; musica che abita spazi insoliti o concerti che invadono il terreno del teatro o della performance; musica fatta di suoni che si intrecciano con immagini, movimenti, pensieri dando vita a un’esperienza multisensoriale e che supera i confini anche geografici del concerto classico. Paradigma della musica a programma da sentire immaginando scenari è la Sinfonia fantastica di Berlioz in programma giovedì 4 settembre (Torino, Auditorium Lingotto) con l’Orchestra del Regio diretta da Giulio Cilona. Si muove tra le sale del Museo d’arte Contemporanea al Castello di Rivoli, domenica 7 settembre, il concerto del flautista Alberto Navarra in collaborazione con De Sono Associazione per la Musica. Guarda a Oriente lunedì 8 settembre a Milano (Teatro Martinitt) e martedì 9 settembre a Torino (Conservatorio Giuseppe Verdi) The Book of Women di Riccardo Nova che, per esplorare il tema del potere femminile e ispirandosi al Mahābhārata, mette insieme un ensemble vocale di musica antica, un gruppo di musica d’oggi e la cantante indiana Varijashree Venugopal fondendo musica medievale e contemporanea. Hauch #2 – Musik für Tanz è invece un’installazione spaziale polifonica in cui elementi musicali e coreografici interagiscono con un collage di proprie composizioni assemblate per l’Ensemble Modern da Rebecca Saunders (da sempre mossa dal desiderio di integrare la danza nelle sue composizioni) e i danzatori di CocoonDance Company che saranno in scena a Milano, al Teatro Dal Verme, giovedì 18 settembre. A Le Roi Music Hall di Torino lunedì 15 settembre è in programma il concerto Piano 2.0: Francesco Tristano, virtuoso a proprio agio nelle più prestigiose sale del mondo e anche in un club come lo spazio torinese, rompe ogni barriera temporale presentando alcune sue composizioni accanto a pagine di Matteo Franceschini, Domenico Scarlatti e Luciano Berio, per una nuova intersezione tra perimetri in nome della musica. Musica per riflettere è quella di Nomadic. Canto per la biodiversità di e con Telmo Pievani che esplorerà il tema delle migrazioni, sia umane che animali, come fondamentale catalizzatore di diversità ed evoluzione delle specie attraverso la fusione di scienza e arte visive con la musica di Gianni Maroccolo, sabato 6 settembre a Torino (Casa Teatro Ragazzi e Giovani).