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Ott 24


Torino ha acceso la sua 28ª edizione di Luci d’Artista, la rassegna che ogni anno trasforma la città in un museo a cielo aperto. L’inaugurazione si è svolta con un tour che ha attraversato il centro cittadino, segnando l’accensione delle prime opere e dando ufficialmente il via alla manifestazione che proseguirà fino all’11 gennaio.

L’evento è cominciato ai Giardini Reali, dove si è illuminata la nuova opera Sex and Solitude di Tracey Emin, prima e unica installazione pubblica in Italia dell’artista britannica, donata alla Città dalla Fondazione Arte CRT in occasione del suo venticinquesimo anniversario. Qui si sono tenuti i saluti istituzionali accompagnati dalla musica della Banda del Corpo della Polizia Locale.

La seconda tappa è stata piazza Vittorio Veneto, dove il ponte Vittorio Emanuele I ha ritrovato la luce con Doppio passaggio (Torino) di Joseph Kosuth, opera del 2001 completamente restaurata grazie alla Consulta per la Valorizzazione dei Beni Artistici e Culturali di Torino, all’Unione Industriali Torino e a NeonLauro.

Il percorso inaugurale è proseguito ai Giardini Cavour con l’accensione di AZZURROGIALLO di Giorgio Griffa, che torna nel luogo per cui era stata concepita, e al Museo Regionale di Scienze Naturali, dove è stata presentata Untitled di Gintaras Didžiapetris, installazione realizzata con il contributo del Lithuanian Culture Institute nell’ambito dell’anno della cultura lituana in Italia.

La serata si è conclusa alle OGR Torino, che accolgono Mummer Love, progetto firmato da Soundwalk Collective in collaborazione con Patti Smith e Philip Glass. L’installazione, ospitata nella monumentale Corte Est, ha chiuso l’inaugurazione con un suggestivo poetry reading.

Quattro nuove opere si aggiungono dunque alle 32 installazioni luminose che compongono la mappa di Luci d’Artista, ampliata anche quest’anno grazie a nuove collaborazioni e a un costante lavoro di restauro. Tra i progetti in arrivo figura anche Bouncing the Ball di Riccardo Previdi, che verrà inaugurata l’8 novembre in piazza San Carlo in occasione delle Nitto ATP Finals, consolidando il dialogo tra arte e sport.

Accanto alle nuove produzioni, la manifestazione conferma il suo impegno per la sostenibilità e la valorizzazione del patrimonio artistico cittadino. Con oltre un milione di sorgenti luminose, quasi tutte a LED, le Luci torinesi garantiscono maggiore luminosità e consumi ridotti, grazie al sostegno tecnico del Gruppo Iren, partner storico della rassegna.

Tra le novità di quest’anno nasce anche DUET, la nuova sezione dedicata alle collaborazioni internazionali, che rafforza la vocazione globale di Luci d’Artista attraverso progetti condivisi con istituzioni estere come il macLYON Musée d’Art Contemporain di Lione.

Con questa edizione, Luci d’Artista rinnova il suo ruolo di simbolo dell’inverno torinese e di laboratorio di creatività urbana, capace di unire arte contemporanea, tecnologia e partecipazione cittadina. Le opere resteranno accese fino all’11 gennaio 2026, invitando torinesi e visitatori a riscoprire la città attraverso la luce.

Ott 22


Al Museo Nazionale del Risorgimento Italiano è stata presentata questa mattina la mostra “Briganti! Storie e immagini dal Risorgimento ad oggi”, che sarà aperta al pubblico dal 23 ottobre 2025 al 29 marzo 2026, alla presenza dell’assessora Purchia, che ha portato i saluti istituzionali della Città di Torino.

L’esposizione affronta il fenomeno del brigantaggio dal Risorgimento fino ai giorni nostri, attraverso documenti, opere d’arte e immagini che ne ripercorrono la complessità storica e culturale. La mostra intende ricostruire il contesto in cui il brigantaggio nacque e si trasformò, andando oltre la leggenda romantica o la semplificazione politica.

Oltre 200 opere – tra dipinti, stampe, fotografie, uniformi, armi, amuleti, manifesti cinematografici e materiali multimediali – raccontano l’evoluzione di un mito che ha attraversato due secoli di storia, letteratura, cinema e cultura popolare.

Il percorso espositivo, allestito nel Corridoio dell’Aula della Camera Italiana, include opere di grande valore storico come l’Album Carelli, con 16 disegni sulle “Scene del brigantaggio nelle provincie napoletane”, rare fotografie d’epoca e caricature satiriche che testimoniano come la violenza e la propaganda abbiano contribuito a costruire l’immagine pubblica del brigante. L’allestimento è inoltre arricchito da installazioni multimediali interattive, che offrono al pubblico un’esperienza di approfondimento immersiva e contemporanea.

Maggiori informazioni sul sito del Museo Nazionale del Risorgimento Italiano

Ott 21


Il MAO Museo d’Arte Orientale di Torino presenta Chiharu Shiota: The Soul Trembles, un’ampia mostra monografica dedicata all’artista giapponese, a cura di Mami Kataoka, direttrice del Mori Art Museum di Tokyo, e di Davide Quadrio, direttore del MAO, con l’assistenza curatoriale di Anna Musini e Francesca Filisetti.

Per la prima volta in assoluto in un museo di arte asiatica e in anteprima nazionale, il progetto approda a Torino dopo essere stato ospitato in importanti istituzioni internazionali come il Grand Palais di Parigi, il Busan Museum of Art, il Long Museum West Bund di Shanghai, la Queensland Art Gallery di Brisbane e lo Shenzhen Art Museum.

La mostra ripercorre l’intera produzione di Chiharu Shiota attraverso disegni, fotografie, sculture e installazioni ambientali di grande impatto, offrendo una panoramica sulla sua ricerca artistica che intreccia memoria, emozione e introspezione. Le opere indagano temi universali come l’identità, la relazione con l’altro, la vita e la morte, e propongono un viaggio immersivo nei meandri dell’esperienza umana.

Elemento distintivo del linguaggio di Shiota sono le installazioni realizzate con intricati intrecci di fili rossi o neri che avvolgono gli spazi espositivi, trasformandoli in scenari sospesi tra fascinazione e inquietudine.

Il progetto espositivo del MAO si sviluppa come un’unica grande installazione che coinvolge l’intero museo, dalle sale delle mostre temporanee alle gallerie permanenti, creando un dialogo diretto con le collezioni di arte asiatica. Accanto a opere storiche, il percorso include nuovi interventi site-specific realizzati appositamente per l’occasione.

Tra le opere più significative in mostra figurano Where Are We Going? (2017), in cui il motivo della barca evoca visioni di destini incerti; Uncertain Journey (2016), una selva di fili rossi che avvolge scheletri di imbarcazioni suggerendo incontri e percorsi possibili; In Silence (2008), con un pianoforte bruciato immerso in un reticolo di fili neri, simbolo del silenzio dopo la distruzione; Reflection of Space and Time (2018), che riflette sulla presenza e sull’assenza attraverso un abito e la sua immagine specchiata; Inside – Outside (2009), dedicata alla tensione tra interno ed esterno, privato e pubblico; e la monumentale Accumulation – Searching for the Destination (2021), composta da centinaia di valigie sospese, simbolo di viaggio, memoria e migrazione.

La mostra si inserisce nel percorso di rinnovamento del MAO, che amplia sempre più il proprio orizzonte verso l’arte contemporanea, ponendosi come spazio di riflessione e di dialogo tra passato e presente. L’esposizione sarà accompagnata da un ricco programma pubblico di eventi, performance, incontri e proiezioni, oltre ad attività didattiche e laboratori rivolti a scuole, famiglie e visitatori di tutte le età.

Il progetto è accompagnato da un catalogo bilingue edito da Silvana Editoriale, con saggi di Mami Kataoka e Davide Quadrio e contributi di studiosi internazionali.

Dopo Torino, il percorso italiano di Chiharu Shiota proseguirà a Milano, dove dal 19 novembre 2025 un’opera inedita dell’artista, The Moment the Snow Melts, sarà presentata nello spazio dell’Agorà del MUDEC all’interno del progetto Il senso della neve.

Tutti i contenuti della mostra al MAO saranno inoltre accessibili in International Signs (IS) grazie alla collaborazione con l’Istituto dei Sordi di Torino.

Maggiori informazioni nelle pagine del MAO – Museo d’Arte Orientale