Torino ha acceso la sua 28ª edizione di Luci d’Artista, la rassegna che ogni anno trasforma la città in un museo a cielo aperto. L’inaugurazione si è svolta con un tour che ha attraversato il centro cittadino, segnando l’accensione delle prime opere e dando ufficialmente il via alla manifestazione che proseguirà fino all’11 gennaio.
L’evento è cominciato ai Giardini Reali, dove si è illuminata la nuova opera Sex and Solitude di Tracey Emin, prima e unica installazione pubblica in Italia dell’artista britannica, donata alla Città dalla Fondazione Arte CRT in occasione del suo venticinquesimo anniversario. Qui si sono tenuti i saluti istituzionali accompagnati dalla musica della Banda del Corpo della Polizia Locale.
La seconda tappa è stata piazza Vittorio Veneto, dove il ponte Vittorio Emanuele I ha ritrovato la luce con Doppio passaggio (Torino) di Joseph Kosuth, opera del 2001 completamente restaurata grazie alla Consulta per la Valorizzazione dei Beni Artistici e Culturali di Torino, all’Unione Industriali Torino e a NeonLauro.
Il percorso inaugurale è proseguito ai Giardini Cavour con l’accensione di AZZURROGIALLO di Giorgio Griffa, che torna nel luogo per cui era stata concepita, e al Museo Regionale di Scienze Naturali, dove è stata presentata Untitled di Gintaras Didžiapetris, installazione realizzata con il contributo del Lithuanian Culture Institute nell’ambito dell’anno della cultura lituana in Italia.
La serata si è conclusa alle OGR Torino, che accolgono Mummer Love, progetto firmato da Soundwalk Collective in collaborazione con Patti Smith e Philip Glass. L’installazione, ospitata nella monumentale Corte Est, ha chiuso l’inaugurazione con un suggestivo poetry reading.
Quattro nuove opere si aggiungono dunque alle 32 installazioni luminose che compongono la mappa di Luci d’Artista, ampliata anche quest’anno grazie a nuove collaborazioni e a un costante lavoro di restauro. Tra i progetti in arrivo figura anche Bouncing the Ball di Riccardo Previdi, che verrà inaugurata l’8 novembre in piazza San Carlo in occasione delle Nitto ATP Finals, consolidando il dialogo tra arte e sport.
Accanto alle nuove produzioni, la manifestazione conferma il suo impegno per la sostenibilità e la valorizzazione del patrimonio artistico cittadino. Con oltre un milione di sorgenti luminose, quasi tutte a LED, le Luci torinesi garantiscono maggiore luminosità e consumi ridotti, grazie al sostegno tecnico del Gruppo Iren, partner storico della rassegna.
Tra le novità di quest’anno nasce anche DUET, la nuova sezione dedicata alle collaborazioni internazionali, che rafforza la vocazione globale di Luci d’Artista attraverso progetti condivisi con istituzioni estere come il macLYON Musée d’Art Contemporain di Lione.
Con questa edizione, Luci d’Artista rinnova il suo ruolo di simbolo dell’inverno torinese e di laboratorio di creatività urbana, capace di unire arte contemporanea, tecnologia e partecipazione cittadina. Le opere resteranno accese fino all’11 gennaio 2026, invitando torinesi e visitatori a riscoprire la città attraverso la luce.

