Feb 22

La GAM di Torino presenta la mostra dedicata a Vincenzo Agnetti (Milano, 1926 – 1981), quinto appuntamento del ciclo espositivo nato dalla collaborazione tra l’Archivio Storico della Biennale di Venezia e la VideotecaGAM e volto a testimoniare la stagione iniziale del video d’artista italiano tra anni Sessanta e Settanta.
L’esposizione affronta attraverso poche, irrinunciabili opere un aspetto centrale del lavoro di Agnetti: la sostituzione tra parola e numero come ultimo grado di analisi critica e azzeramento del linguaggio. Il tema emerge nelle sue opere a partire dal 1968 con la realizzazione della Macchina drogata, una calcolatrice che traduce i numeri digitati in sequenze di lettere che si combinano senza alcun significato.
Una delle più note frasi di fulminante ma paradossale chiarezza che Agnetti ci abbia consegnato afferma: Una parola vale l’altra ma tutte tendono all’ambiguità. Sulla via dell’azzeramento di ogni strutturato sistema culturale, il passaggio successivo non può che essere la verifica di un ancor più radicale ipotesi: un codice vale l’altro ma nessuno veicola significati. La parola è ambigua e ogni esercizio di traduzione ne è la riprova. E i numeri, che comunemente ci appaiono come un alfabeto universale e come elementi di un linguaggio esatto, si mostrano nel lavoro di Agnetti altrettanto deserti di ogni capacità di comunicare significati, ma si offrono come supporti all’intonazione della voce.
Per maggiori informazioni www.gamtorino.it
Feb 16

Dopo una prima tappa al Musée du Luxembourg di Parigi, dal 9 febbraio al 26 giugno 2022 le Sale Chiablese dei Musei Reali di Torino ospitano la mostra dedicata a Vivian Maier (New York 1926-Chicago 2009), una delle massime esponenti della cosiddetta street photography nota sulla scena internazionale solo a partire dal 2007, quando è stato scoperto il suo corpus fotografico, una raccolta imponente, densa e brillante composta da immagini fotografiche e pellicole Super 8 e 16 mm anche non sviluppate.
Fin dal titolo, Inedita, l’esposizione – oltre 250 scatti – si prefigge di raccontare aspetti sconosciuti o poco noti della misteriosa vicenda umana e artistica di Vivian Maier, affrontando tematiche che hanno strutturato la sua opera tra il 1950 e la fine degli anni Ottanta – la strada e la vita che animava i quartieri popolari in Europa e negli Stati Uniti – e proponendo lavori inediti come la serie realizzata durante il suo viaggio in Italia, in particolare a Torino e Genova, nell’estate 1959.
Attraverso numerosi ritratti di sconosciuti e di persone con cui si identificava, Vivian Maier catturava un gesto, un’espressione, una situazione o la grazia che si trova nelle piccole cose accessibili. È nel cuore della società americana, a New York dal 1951 e poi a Chicago dal 1956, che l’artista osserva meticolosamente il tessuto urbano che riflette i grandi cambiamenti sociali e politici: è l’epoca del sogno americano e della modernità sovraesposta, il cui esatto opposto costituisce l’essenza della sua opera.
Maggiori informazioni su www.vivianmaier.it
Dic 16

Nel 2022 il “Re del terrore” inventato dalle sorelle Giussani compirà sessant’anni e il Museo Nazionale del Cinema di Torino ne anticipa le celebrazioni con “Diabolik alla Mole”, dal 16 dicembre 2021 al 14 febbraio 2022: una mostra-evento, un concetto visivo attorno a cui si aggregano cinema, fumetto e design, inaugurata in concomitanza con l’uscita dell’attesissimo film Diabolik dei Manetti bros. con Luca Marinelli, Miriam Leone e Valerio Mastandrea.
L’allestimento si ispira alla passione di Eva Kant per il design e per l’arte, culminata nel tentativo di Diabolik di rubare un quadro per lei, inequivocabile segno d’amore e devozione.
E compie 60 anni anche la Jaguar E-Type, la mitica auto nera di Diabolik, che viene celebrata al Museo Nazionale dell’Automobile con un allestimento dedicato.
Il Mauto, con la mostra “Colpo grosso al Museo” espone la Jaguar E-Type nera utilizzata da Diabolik nelle sue avventure, più 11 modellini che mettono in scena alcune delle più rocambolesche trasformazioni dell’auto. Prodotta dalla casa britannica dal1961 al 1975, considerata per la linea sinuosa la più bella vettura di sempre, la Jaguar E resterà al Museo Nazionale dell’Automobile fino al 6 marzo.
Il cinema non può non essere il protagonista: in esposizione quindi foto, fumetti, tavole, disegni originali e materiali di scena direttamente dal set, oltre a materiali inediti della versione diretta da Mario Bava nel 1968 e di quella mai realizzata nel 1965 da Seth Holt, con l’attore francese Jean Sorel; e poi rarità provenienti dall’archivio della casa editrice Astorina e da collezionisti privati, nonché immagini dell’Archivio Publifoto di Intesa Sanpaolo.
Le salette CineVR del Museo presentano inoltre, in anteprima mondiale, Diabolik VR Experience, un contenuto immersivo realizzato dal regista Omar Rashid sul set del film dei Manetti Bros.
Diabolik alla Mole
Colpo grosso al Museo