preload
Gen 27


Prendendo la parola questa mattina in Sala Rossa nel corso della cerimonia dedicata alla Giornata della Memoria, la sindaca Chiara Appendino ha ricordato, “(…) tra tutti quelli possibili, tre soggetti (…).

I primi sono, ovviamente, le vittime. Coloro che hanno perso la vita e l’anima nei campi di concentramento, scontando un passaggio della storia che ancora oggi ci chiediamo se e come potesse essere evitabile. Ma tra questi ci sono anche i sopravvissuti. Segnati nella pelle e nei ricordi dalla ferocia nazista. Coloro che con i loro racconti rendono la realtà di fatti che alla mente dei più appaiono inimmaginabili.

I secondi sono invece coloro che a questo incubo si opposero. Che in alcuni casi misero in gioco la loro vita pur di salvarne altre. Penso ai 650mila soldati italiani deportati nei campi tedeschi perché dopo l’8 settembre si rifiutarono di servire Hitler. Penso a tutti i nostri partigiani, simbolo della Liberazione che – pur non potendo in alcun modo mitigare le nefandezze di altri loro connazionali che aderirono all’ideologia fascista – conservarono l’umanità del nostro Paese. E penso a chi, in ogni modo, con i fatti o con le idee, non si piegò al pensiero dominante nazi-fascista.

Infine un ultimo pensiero non va a persone ma a un momento. A quel particolare momento in cui tutto ebbe inizio e nessuno – o quasi – se ne accorse.

Tutti noi dobbiamo chiederci ogni giorno: qual è quel momento? In quale pensiero, in quale gesto, in quale simbolo è iniziato tutto? Qual è il confine tra normale è mostruoso? E come è stato possibile che, a un certo punto, questi due elementi fossero fusi in una cosa sola abitando la quotidianità di milioni di persone in Europa che non ne venivano colpite direttamente?

Hannah Arendt, nella sua opera, La banalità del male, scrive a un certo punto: “Le azioni erano mostruose, ma chi le fece era pressoché normale. Né demoniaco né mostruoso”.

Questa frase, a mio avviso, deve rimanere scolpita nella memoria di tutte e tutti, oggi, come nelle prossime generazioni.

La mostruosità può avere tantissimi volti, oppure non averne affatto.

E, proprio pensando alle prossime generazioni, mi rivolgo a tutti noi e ai più giovani.

Non esistono manuali di istruzioni da consultare per capire cosa è giusto e cosa è sbagliato. Chi nella storia ha provato a scriverli si è accorto che presto o prima si sarebbero rivelati quantomeno incompleti, quando non totalmente inadeguati.

Ognuno di noi deve capirlo, con la propria etica, con le proprie conoscenze e con tutta l’umanità di cui è capace.

Le risposte sono nei valori. E questi vanno coltivati, custoditi e cresciuti come il bene più prezioso che avete.

Quel libro dovremo scriverlo, scambiarlo, leggerlo insieme.

E, così facendo, scrivere la storia del futuro. Perché con i valori e la memoria di ciò che è stato possa non ripetersi mai più l’orrore della Shoah ma solo un orizzonte comune per tutte e tutti gli uomini e le donne”.

[Fonte: TorinoClick]

Gen 15


Antonietta Di Martino è la nuova assessora all’Istruzione della Città di Torino.

Laureata in Pedagogia all’Università di Torino, Di Martino è dirigente scolastica in distacco presso l’Ufficio scolastico regionale, dove si è finora occupata della promozione e gestione della sicurezza nelle scuole, anche tramite l’Osservatorio regionale. Ha diretto per 23 anni il I Circolo didattico di Rivoli, dal 1992 al 2015.

Tra gli altri incarichi ricoperti nell’Usr, la responsabilità del progetto “La scuola digitale in Piemonte”.

Presso l’Università telematica eCampus ha un contratto di docenza nel master “Il ruolo del dirigente nelle istituzioni scolastiche” per le materie “La Valutazione del sistema scolastico” e “La sicurezza nelle scuole”. Nello stesso ateneo, nel corso di laurea Scienze pedagogiche della facoltà di Psicologia, è titolare dell’insegnamento “Salute e sicurezza nella scuola”.

Ha inoltre svolto molti altri incarichi in attività didattiche e seminariali.

Oggi la sindaca Appendino ha presentato alla stampa la nuova assessora della sua Giunta, ringraziando l’assessora Patti per il lavoro svolto in due anni e mezzo difficili e con carenza di risorse disponibili. La scelta della nuova assessora, ha spiegato la sindaca, è basata sulle sue competenze, necessarie in questa fase della vita della scuola torinese.

La presentazione (testo completo) della nuova assessora alla stampa.

[Fonte: TorinoClick]

Dic 29


Affrontati e posti su un binario di risanamento e rinnovamento i punti critici raccolti a inizio mandato, ora è il momento di fare un bilancio ma anche un rilancio positivo verso il futuro, con linee guida ben definite da un piano d’azione, costruito attraverso l’interlocuzione con una cittadinanza attiva e propositiva. In sintesi, pare essere questo il messaggio che la sindaca Chiara Appendino ha lanciato oggi alla platea di giornalisti invitata alla conferenza stampa di fine anno, tradizionale appuntamento con le cose fatte e le cose da fare, con i lati chiari e quelli ancora in ombra, sui quali l’Amministrazione punta i fari illuminando un percorso con corridoi ben definiti.

La sindaca è partita dai punti critici affrontati fin dal primo giorno di mandato: “Le condizioni del bilancio, con una forte tensione finanziaria e un debito che ha ridotto la capacità di investire e di finanziare nuovi progetti; la condizione delle periferie e il disagio sociale dove a condizioni di degrado fisico e di povertà che evidenziavano uno stato di periferia esistenziale si è intervenuti con azioni di riappropriazione del territorio e di risanamento dello spazio pubblico; l’ambiente, mai posto al centro delle attenzioni e ora filo conduttore delle trasformazioni, a partire dal modello di mobilità urbana che vogliamo applicare”, ha spiegato Chiara Appendino.

“La visione di città che noi vogliamo disegnare parte da quattro pilastri: Torino deve essere partecipata, vivibile, solidale e dinamica”. Sono i filoni di lavoro del piano d’azione Torino 2030: uno sviluppo partecipato e condiviso da tutti i cittadini e le cittadine, che delinei il futuro delle prossime generazioni; una vivibilità a misura di cittadino e cittadina, costruita attorno ai bisogni e alle aspettative con le infrastrutture fisiche e digitali necessarie ad affrontare una realtà in mutamento; una città dove nessuno rimane indietro, che affronti e risolva le contraddizioni sociali ed economiche “non lasciando indietro nessuno”; una comunità che si presenti al mondo come culla dell’innovazione e di sviluppo, impresa e lavoro, sempre tra le più vivaci del mondo.

Tra le eccellenze dell’azione di questa Amministrazione segnalate dalla sindaca, il tavolo di progettazione civica che ha suscitato in ogni ambito cittadino una partecipazione attiva delle persone rinnovando la capacità di essere comunità che affronta e risolve le criticità del territorio. Altro progetto, TorinoCity Lab, una nuova esperienza d’innovazione fisica e sociale che ha trasformato la città in un laboratorio a cielo aperto per l’industria 4.0, dove sperimentare e creare lavoro e opportunità per tutti. La sindaca ha anche ricordato la definizione della nuova linea di metropolitana, con un percorso di 27 km e la concreta possibilità che nel prossimo settembre possano arrivare i primi finanziamenti dallo Stato, e il complesso percorso di risanamento delle palazzine di via Giordano Bruno, con l’obiettivo di rendere nuovamente vivibile il quartiere “attraverso un’azione che pone al centro le persone”.

Alcuni dati importanti sono poi emersi dal lavoro svolto dagli assessorati. Alcuni esempi: i 14 km di nuove piste ciclabili e le 265 colonnine di ricarica per veicoli elettrici; i 16 progetti di trasformazione urbanistica, gli 11 grandi eventi sportivi tra il 2018 e il 2019, i 1053 appuntamenti culturali, la nuova modalità d’iscrizione on line agli asili nido, l’incremento del turismo del 9,12% nello scorso autunno, i 1600 alberi piantati con i cittadini e le cittadine, i 55mila metri quadrati di strade riasfaltate, le 75 assunzioni di persone con disabilità da parte dell’Amministrazione.

E poi, l’illustrazione dei grandi progetti di trasformazione urbana, presentati dal vicesindaco Giudo Montanari e, in parte, da Maria La Pietra e da Alberto Unia. Caserma Aimone con il Federal Building, 2mila posti di lavoro in un unico polo degli uffici ministeriali; via Asti, con la caserma trasformata in piazza con residenze e negozi, a cura dello studio Ratti; ancora la linea Metro 2 e i nuovi interventi di moderazione del traffico con sette isole pedonali e altri percorsi ciclabili; i nuovi interventi sul verde (apertura del galoppatoio militare del Meisino, ad esempio) ed estensione della raccolta differenziata.

Disponibile la presentazione utilizzata durante la conferenza stampa.

[Fonte: TorinoClick]