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Dic 13


Una Torino sportiva, verde, giovane, culturale, all’avanguardia, con il lungo fiume riqualificato e spiagge balneabili sul Po. Immaginano così la Torino del futuro giovani e adulti, interpellati attraverso un sondaggio questa mattina alle Ogr nel corso dell’annuale evento in cui il Sindaco e la Giunta comunale fanno il punto sui progetti realizzati nell’anno che si sta per concludere. Un appuntamento che quest’anno è stato l’occasione per tracciare un bilancio di metà mandato, di fronte ad una platea di circa 1400 persone tra cui 700 studenti provenienti di 25 istituti superiori torinesi.

Sul palco il racconto dei progetti in corso, dei cantieri attivi e in partenza, dei grandi eventi in arrivo, di investimenti e sfide dei prossimi anni che disegneranno la Torino del futuro, suddivisi nei quattro ambiti che hanno dato il titolo all’evento: “sviluppo, coesione, cura, sostenibilità”. Proprio come ha fatto un’illustratrice chiamata a mettere su un foglio da disegno la Torino che immaginano i componenti della giunta: “la città dei quartieri” per l’assessore all’Urbanistica Paolo Mazzoleni, una città “con le piazze illuminate” per quello alla sicurezza Marco Porcedda, “un alveare che brulica” per la titolare del Bilancio Gabriella Nardelli e una città “che si specchia nei volti dei ragazzi” per il collega con la delega alle Politiche Sociali Jacopo Rosatelli. E ancora: la città “delle nascite di bambini, imprese, talenti e luoghi” per la vicesindaca Michela Favaro, “un mosaico” per l’assessore al Commercio Paolo Chiavarino, una città “poliedrica” per quello allo Sport Domenico Carretta, un luogo ideale per “bambini e giovani” per l’assessora alle Politiche Educative Carlotta Salerno, una Torino “Verde e blu, i colori della natura e del fiume” come le deleghe dell’assessore Francesco Tresso, “un mare” per l’assessora alla Cultura Rosanna Purchia e “una grande costruzione di mattoncini Lego” per quella all’Innovazione e Mobilità Chiara Foglietta.

“Arrivati a metà mandato”- ha commentato il Sindaco – il bilancio è sostanzialmente positivo. È stato fatto tanto, tanto resta ancora da fare; abbiamo ancora problemi da risolvere ma mi sembra di poter dire che, complessivamente, la strada che abbiamo iniziato a percorrere sia quella giusta e che sta iniziando a dare risultati tangibili, con progetti per 2,6 miliardi di euro che segnano una stagione di grandi investimenti per Torino”.

Dic 10


Le città di Torino e Nagoya sono legate da un gemellaggio di lunga data di cui il prossimo anno ricorre il ventennale.
Questa mattina, a Palazzo Civico, la delegazione di Nagoya è stata salutata dal consigliere Claudio Cerrato nella Sala Rossa. Nagoya, città della regione di Chūbu nell’isola di Honshū in Giappone, con un porto sull’oceano Pacifico, è il capoluogo della prefettura di Aichi, la quarta maggiore città del Giappone e la terza città sul piano economico. La delegazione è nel capoluogo piemontese per consolidare il legame fra le due città, forte di diciannove anni di gemellaggio. Un legame sottolineato dallo stesso Cerrato, che ha accompagnato gli ospiti in visita alle sale auliche di Palazzo Civico, illustrandone la storia e spiegando la composizione e il funzionamento della Sala Rossa.

Successivamente, gli assessori Domenico Carretta e Carlotta Salerno hanno ricevuto la delegazione giapponese. Nel corso dell’incontro, i due assessori e il vicesindaco della città giapponese Toshinori Matsuo hanno ricordato i molteplici rapporti tra le due città e hanno esplicitato la volontà di rafforzare le relazioni di collaborazione e amicizia con progetti e risultati concreti.

I due territori, dal comune background industriale legato all’industria dell’automotive, stanno sviluppando un programma di scambi, visite studio, condivisione di buone pratiche sul tema dell’innovazione applicata al contesto urbano, coinvolgendo gli attori del territorio che possono portare valore aggiunto e condividere esperienze replicabili.

Nel 2026 ricorreranno il 160esimo anniversario delle relazioni diplomatiche tra Italia e Giappone e i 150 anni dall’arrivo nel Paese del Sol Levante di Antonio Fontanesi, grande paesaggista dell’Ottocento italiano di cui la GAM detiene la collezione più significativa in Italia, al quale i musei giapponesi hanno confermato di voler dedicare una mostra.

In occasione della visita della delegazione, fino al 13 dicembre è allestita al Punto Informativo Unificato della Città – PIU – una mostra di disegni realizzati dai bambini di Nagoya, nell’ambito di un’attività di scambio con gli studenti della scuola primaria Leone Sinigaglia e della scuola Ada Negri di Torino.

Dic 06


Rabbia e dolore hanno accompagnato le parole dei familiari di Antonio Schiavone, Roberto Scola, Angelo Laurino, Bruno Santino, Rocco Marzo, Rosario Rodinò e Giuseppe Demasi, i sette operai morti diciassette anni fa nel rogo della ThyssenKrupp, nel corso della commemorazione questa mattina davanti al memoriale loro dedicato all’interno del cimitero Monumentale.

“I nostri cari ci mancano immensamente e i loro assassini sono liberi – ha detto, a nome dei familiari delle vittime della strage nell’acciaieria avvenuta nella notte tra il 5 e il 6 dicembre 2007, Laura Rodinò, sorella di Rosario, che ha rinnovato la richiesta di giustizia – . Aiutateci – ha chiesto – perché non ne possiamo più e vediamo altri morti sul lavoro. Chi toglie la vita deve andare in galera e le leggi devono essere rispettate”.

Oggi, come ogni anno, l’associazione Il Mondo Che Vorrei, che riunisce i familiari delle vittime della strage di Viareggio, e Assemblea 29 Giugno si sono ritrovati a Torino per commemorare le vittime e ribadire un messaggio cruciale: la sicurezza sul lavoro non è una concessione, ma un diritto inalienabile.

“Quella di 17 anni fa è la tragedia di un’intera città, una ferita ancora aperta per i torinesi e le torinesi” ha ricordato nel suo intervento l’assessora Chiara Foglietta, che ha ricordato come il lavoro continui a perdere, giorno dopo giorno, la dignità che dovrebbe avere. “Per questo è importante ricordare e la memoria va costantemente alimentata affinché quel che è successo quella notte non sia vana – ha proseguito l’assessora Foglietta – . È un monito che ci portiamo dietro, è una delle poche speranze cui si aggrappano i familiari, è l’assunto che ci ripetiamo nel nostro lavoro quotidiano, perché non ci siano più pagine così drammatiche nella nostra storia, sapendo che, in questo senso, non si è scritta la parola fine, che i morti sul lavoro continuano ad esserci e che tanta è la strada ancora da fare”.

Alla cerimonia anche la procuratrice generale di Piemonte e Valle d’Aosta, Lucia Musti, presente per “condividere con voi il dolore”. “È indecente che esistano multinazionali o imprese che risparmiano sulle cautele – ha detto la procuratrice – .Fondamentale per i reati in materia di lavoro è la prevenzione, l’accesso ai luoghi di lavoro di chi deve controllare e far sentire il fiato sul collo dello Stato”.