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Dic 06


È stata inaugurata questo pomeriggio in corso Unione Sovietica 220 d la nuova sede del Centro Antiviolenza della Città di Torino. Lavorerà per la prevenzione e il contrasto della violenza di genere, in sinergia con gli altri Centri antiviolenza e gli sportelli dedicati presenti sul territorio, assicurando accoglienza e protezione in emergenza per le donne maltrattate e i loro figli.

La terribile recente vicenda di Giulia Cecchettin ha scosso il Paese – spiega il Sindaco Stefano Lo Russo – e ci ha ricordato, nel modo più drammatico possibile, l’importanza di contrastare non solo il 25 novembre ma ogni giorno qualsiasi forma di violenza di genere. Per questo assume un’importanza ancora maggiore oggi inaugurare questa nuova sede per il Centro Antiviolenza della Città, che testimonia il nostro impegno concreto verso un fenomeno così odioso e ancora purtroppo presente all’interno della nostra società”.

Il Centro Antiviolenza della Città sarà un riferimento per tutte le donne che hanno necessità di chiedere aiuto sia attraverso il numero telefonico 1522, sia direttamente sul posto dove, in coordinamento con i servizi sociali territoriali, il Centro Relazioni Famiglie e il Progetto Aria potranno rivolgersi anche le vittime del recente fenomeno di  cyber stalking.

Nonostante l’incessante lavoro sul fronte della prevenzione e del contrasto della violenza contro le donne gli episodi di soprusi e femminicidi sono in costante crescita e vedono vittime di tutte le età e le condizioni socio economiche.

Nel 2022 il Centro antiviolenza della Città ha registrato 758 contatti telefonici e ha preso in carico 202 donne vittime di violenza. Grazie ai colloqui personali, alla consulenza legale, al supporto psicologico ed educativo-sociale e all’ospitalità in case rifugio le donne vengono sostenute attraverso tutto il percorso di allontanamento dalla situazione di violenza, anche grazie al lavoro sinergico con il Terzo Settore.

Grazie ai nuovi spazi sarà ampliata la possibilità di accesso, di ascolto, di colloquio, di presenza, di relazioni. In continuità con il lavoro svolto in questi anni le operatrici specializzate del Centro opereranno, in concerto con la donna, per garantire tutela, messa in protezione, supporto sociale ed educativo mettendo a disposizione tutti gli strumenti di sostegno al reddito, di ricerca del lavoro e della casa che la rete di opportunità pubbliche e del privato sociale offre.

Continuerà ad essere assicurato il sostegno psicologico attraverso professioniste dipendenti dell’Amministrazione e il supporto legale grazia alla collaborazione con le associazioni, in particolare Telefono Rosa e Casa delle Donne.

Nel centro Antiviolenza sarà facilitato l’accesso alla consulenza in termini preventivi, all’orientamento, al contrasto della violenza sotto le varie forme, anche economica, attraverso l’accompagnamento all’attivazione dei sostegni previsti (reddito di libertà, l’assegno di inclusione) e l’inserimento in percorsi lavorativi.

All’interno del Centro troverà ospitalità il Servizio Fior di Loto dell’associazione Verba, con cui la Città opera in sinergia, unico in Italia, a supportare le donne disabili vittime di violenza attraverso l’offerta di sostegni educativi, piscologici, legali, sanitari. Un ambito specifico è inoltre riservato, in collaborazione con il Servizio LGBT comunale, alla realizzazione dei percorsi individualizzati di uscita dalla violenza e inclusione sociale rivolti a donne transessuali e transgender.

Con la nuova sede la Città vuole dare un segnale forte di presenza sul territorio nella lotta alla violenza di genere. L’impegno dell’Amministrazione Comunale andrà oltre con la riapertura della Casa rifugio per garantire l’accoglienza in un luogo anonimo e la protezione rivolta a donne vittime di violenza, in particolare a coloro che vivono in condizioni di maggiore fragilità e vulnerabilità. Sarà un ulteriore tassello dedicato all’accoglienza nell’ambito di percorsi individualizzati per l’autodeterminazione in collaborazione con il privato sociale” ha dichiarato Jacopo Rosatelli, Assessore al Welfare, Diritti e Pari opportunità.

Nelle scorse settimane la Città ha approvato le linee di indirizzo per avviare, in coprogettazione con il Terzo Settore e in stretta collaborazione e con il sostegno di Fondazione Compagnia di San Paolo, un percorso di sistematizzazione di tutte le risorse dedicate alle donne vittime di violenza, inserito nel Piano di inclusione cittadino, che consentirà la realizzazione di progetti personalizzati, di cui è un tassello fondamentale la casa rifugio che verrà riaperta anche con il contributo della Compagnia.

Dic 06


Tanta commozione, un dolore struggente e una rabbia che ancora non si è sopita, e forse non potrà esserlo mai, questa mattina al Cimitero monumentale in occasione della cerimonia per l’anniversario della tragedia della Thyssenkrupp in cui, sedici anni fa, persero la vita 7 operai.
“Una ferita profonda e dolorosa per la nostra Città, la cui memoria deve continuare a rimanere viva, monito e stimolo ad aumentare l’impegno per un lavoro finalmente sicuro, per tutte e tutti”, ha sottolineato il Sindaco Stefano Lo Russo ricordando quella notte terribile in cui persero la vita Antonio Schiavone, Giuseppe Demasi, Angelo Laurino, Roberto Scola, Rosario Rodinò, Rocco Marzo, Bruno Santino. “Portare avanti il ricordo delle vittime della tragedia della Thyssen – ha detto – è un dovere a cui non possiamo venire meno; lo dobbiamo alle vittime, alle loro famiglie e ai loro cari”.
Dello stesso tenore le riflessioni davanti al Memoriale che li ricorda al Cimitero monumentale dove alla presenza dei familiari, delle autorità cittadine e dell’unico sopravvissuto alla strage, Antonio Boccuzzi, l’assessora Chiara Foglietta ha parlato di un “ricordo indelebile, la cui memoria va sempre alimentata affinché le morti non siano vane. Ddobbiamo adoperarci tutti – ha continuato – affinché il rispetto della dignità dei lavoratori e lavoratrici non venga meno e affinché ci siano adeguati standard di sicurezza”.

Nov 17


“No Women No Panel – Senza donne non se ne parla”, la campagna europea introdotta in Italia dalla Rai per promuovere spazio e ruolo paritario per le donne anche nel dibattito pubblico, varca un luogo storico ed emblematico di Torino. Questa mattina, nell’Aula del Parlamento Subalpino, aperto in via eccezionale per l’occasione, la Presidente della Rai, Marinella Soldi, ha siglato il nuovo protocollo d’intesa con il Presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio, con il Sindaco metropolitano e della Città di Torino, Stefano Lo Russo, con la Vicesindaca, Michela Favaro, con il Rettore del Politecnico di Torino, Guido Saracco, con il Rettore dell’Università degli Studi di Torino, Stefano Geuna. Il progetto si arricchisce così di un nuovo importante tassello, dopo le adesioni delle regioni Puglia, Toscana, Umbria, Emilia-Romagna, Sardegna (con i Comuni capoluogo, le Province e le Università) e del Comune di Milano.

Il protocollo ha l’obiettivo di valorizzare competenze, esperienze e talenti femminili per una più compiuta attuazione dei principi di democrazia paritaria e pluralismo, garantendo l’adeguata rappresentanza delle donne in convegni, eventi istituzionali e talk show.

“La firma di oggi è resa ancora più speciale dal luogo che ospita questa cerimonia. L’aula in cui si riunì per la prima volta la Camera dei deputati del Parlamento Subalpino – composta all’epoca da soli uomini – ci ricorda oggi l’importanza del passato dal quale veniamo e ci aiuta a mettere a fuoco meglio dove vogliamo andare – dichiara la Presidente della Rai, Marinella Soldi -. Siamo nel Museo Nazionale del Risorgimento Italiano: da Anita Garibaldi in poi, molte furono le donne di diversa estrazione sociale che contribuirono a fare la storia del Risorgimento in ambito culturale o familiare. Oggi guardiamo ad un futuro in cui il genere non sia più un ostacolo e si valorizzi la ricchezza che la diversità di ogni tipo crea: parlare di parità non è una moda, ma una rivoluzione culturale e questa firma lo testimonia.”

“Iniziative come ‘No Women, No Panel’ segnano un punto importante nell’ottica della promozione della cultura della parità di genere – dichiara il Sindaco metropolitano e della Città di Torino, Stefano Lo Russo. – La pubblica amministrazione ha davvero bisogno di fare un salto in avanti per dare attuazione alla nostra Costituzione che prevede pari diritti di accesso anche alle cariche pubbliche ed è questo lo spirito con cui la Città Metropolitana e la Città di Torino stanno lavorando e con cui siglano oggi questo protocollo. Strumenti come questo sono utili e necessari per diffondere consapevolezza e creare una cultura della parità, verso la costruzione di una società in cui la completa parità di genere non sia un’eccezione, ma una realtà consolidata e condivisa”.

Per la Vicesindaca della Città di Torino, Michela Favaro: “Questa iniziativa ci impegna, nel nostro ruolo di rappresentanti delle istituzioni, a contribuire concretamente ad un cambiamento culturale necessario. La giunta comunale promuove per prima questo cambiamento, con una giusta rappresentatività della parità di genere tra i suoi componenti. Anche nella gestione della macchina comunale c’è un buon bilanciamento nella rappresentanza. È un inizio che ci spinge a continuare a lavorare in questa direzione, verso un mondo delle istituzioni e del lavoro sempre più inclusivo”.

Per il Presidente della Regione Piemonte, Alberto Cirio: “Impegnare le istituzioni, e quindi anche la Regione, a riconoscere la piena parità di genere anche nei momenti di approfondimento e di divulgazione, significa riconoscere ciò che sappiamo tutti benissimo, ovvero che talenti e competenze appartengono a tutti i generi. Per troppo tempo i saperi e le competenze sono stati considerati appannaggio maschile: la storia ci dimostra che non è così. Ben venga quindi la parità di genere ai tavoli delle conferenze, con l’auspicio che iniziative come questa possano davvero contribuire a rompere quel tetto di cristallo che troppo spesso, purtroppo, grava ancora sulle teste di tante donne nella società come sul posto di lavoro.”

Per il Rettore dell’Università, Stefano Geuna: “L’Università di Torino crede molto nel valore dell’inclusione e nell’equità di genere e ha lavorato moltissimo, negli ultimi anni, in questa direzione. Già a partire dal gennaio del 2021 ci siamo dotati di linee guida volte a promuovere l’equilibrio di genere negli eventi e nei convegni organizzati dall’Ateneo. Oggi, questa intesa con le altre istituzioni del territorio, promossa dalla Rai, ci aiuta a portare alla ribalta di un pubblico più vasto l’importanza di nuovi modelli di cultura, più ampi e più trasversali. La valorizzazione delle differenze e la decostruzione degli stereotipi sono essenziali per una vera eccellenza dei saperi. Non dimentichiamoci che la presenza di più donne nelle occasioni pubbliche di comunicazione ha un enorme valore non soltanto in termini numerici, ma anche per motivi simbolici, diventando uno strumento di diffusione di modelli nuovi a cui i giovani e le giovani possano ispirarsi e
attraverso cui possano esprimere sé stessi e sé stesse”.

Secondo il Rettore del Politecnico, Guido Saracco: “Questa di oggi è un’occasione importante per continuare a tenere alta l’attenzione sulle tematiche di genere, che non è mai sufficiente. Nel suo Piano Strategico il Politecnico si è dato degli obiettivi molto ambiziosi a riguardo, contenuti nel ‘Gender Equality Plan’, come incrementare le iscrizioni femminili alle discipline STEM, che sono salite al 30%, la formalizzazione delle “Linee guida per la parità di genere e la diversity negli eventi”, le “Linee Guida per la comunicazione inclusiva” varate di recente e ora la disponibilità dei dipartimenti DIST, DIATI e DIMEAS nella sperimentazione prevista da questo protocollo”.

“Ospitare la firma del Protocollo proprio in quest’aula, allestita nel 1848 per un Parlamento all’epoca solo maschile – conclude Luisa Papotti, Presidente del Museo Nazionale del Risorgimento – ha un valore simbolico importante, che dà forza all’intento di garantire la presenza delle donne nella vita pubblica del nostro Paese”.