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Gen 27


Conoscere il passato per capire il presente, evitando di ripetere gli errori compiuti. Perpetuare la memoria è dunque necessario. Ricordare l’Olocausto è un impegno morale e civile, perché le condizioni che favorirono quel tragico esempio di efferatezza della volontà umana non abbiano a ripetersi. Molte volte, prima e dopo la seconda guerra mondiale, l’applicazione della pulizia etnica è stato uno strumento di affermazione di un potere sanguinario: le popolazioni dell’Armenia, del Ruanda, dell’ex Jugoslavia hanno vissuto sulla loro pelle indicibili tragedie, e con loro molte altre. Ma l’operazione compiuta dal regime nazista fu un’operazione pianificata e condotta con lucida ferocia, l’epilogo di una plurisecolare e assurda avversione agli ebrei e a tutte le comunità considerate devianti da quella ufficiale. Una tentazione che si ripresenta nel mondo e anche nella nostra società, quando l’incertezza del futuro e le difficoltà del presente ci spingono a cercare un capro espiatorio per le nostre paure.

L’affermazione del rispetto delle dignità di ciascun essere umano e dei diritti universali degli uomini sono l’obiettivo del Giorno della Memoria, che cade ogni anno il 27 gennaio. Ricordare per riaffermare la verità contro le tentazioni dell’oblio e del revisionismo. La Città di Torino, medaglia d’oro della Resistenza, ha allo scopo creato il Museo diffuso della Resistenza, dove i segni del passato di guerra e sopraffazione restino a ricordarci che la libertà va difesa ogni giorno. Ogni anno, Torino ricorda le sue vittime e organizza una serie di incontri ed eventi a sostegno della memoria e della sua diffusione verso le giovani generazioni.

Le celebrazioni ufficiali si sono svolte lunedì 27 in due momenti distinti: alle 9,30 presso il Cimitero Monumentale la Celebrazione in ricordo dello sterminio del popolo ebraico, degli Internati Militari e di tutti i deportati nei campi nazisti, con la Commemorazione e l’omaggio alle lapidi dei caduti, presenti le autorità.

Alle 11,30 nella sala del Consiglio comunale la sindaca, il presidente del Consiglio comunale e le autorità cittadine hanno presenziato alla Celebrazione istituzionale della Giornata della Memoria.

Altre iniziative sono organizzate dall’Archivio storico della Città ( si veda articolo a parte) e dal Polo del 900, di cui potete consultare e scaricare il programma.

Dic 18


Tra il 18 e il 20 dicembre di novantasette anni fa le squadre fasciste trucidarono, secondo le fonti ufficiali, undici persone e ne ferirono trenta.
Quell’eccidio, ricordato come la Strage di Torino, si consumò in un mese tragico: alla fine di quel mese di dicembre si contarono molti morti in più.
Operai, sindacalisti, militanti di sinistra, comunisti. La strage “puntava a colpire un’idea di organizzazione popolare e operaia contraria al potere fascista”.
Sull’onda della marcia su Roma (ottobre 1922) il capoluogo piemontese è stato una delle città in cui il fascismo ha operato con durezza e violenza fin dal suo sorgere. Il 17 dicembre arrivarono a Torino molti gruppi di camicie nere provenienti da tutto il Nord Italia. Uno di questi la sera stessa aggredì un tranviere comunista, che nel tentativo di sfuggire all’assalto, uccise due fascisti. La rappresaglia scattò il 18 dicembre 1922.
Ebbe inizio con l’arrivo di una cinquantina di squadristi capitanate dal federale Pietro Brandimarte, all’interno della Camera del Lavoro di Torino, in corso Galileo Ferrarsi. Seguirono le incursioni al Circolo Comunista di Borgata Nizza e al Circolo dei Ferrovieri. Le ‘visite’ presso le abitazioni di comunisti noti, sindacalisti e la violenza nelle strade proseguono senza interruzioni fino al 20 dicembre.

In piazza XVIII Dicembre (Porta Susa) i martiri della Camera del Lavoro sono stati commemorati dalla Città vicino alla lapide che li ricorda.
Presenti l’Assessore Marco Giusta, Bruno Segre, presidente della Federazione provinciale torinese dell’ANPPIA (Associazione Nazionale Perseguitati Politici Italiani Antifascisti) insieme alle altre autorità cittadine.

Nov 29


La sindaca Chiara Appendino ha ricevuto oggi a Palazzo civico la Presidente d’Estonia Kersti Kaljulaid. Un breve incontro nell’ambito della visita in Italia della prima cittadina estone, nella città che da domani ospiterà una mostra dedicata a un importante pittore della repubblica baltica, Konrad Mägi, in programma fino all’8 marzo a Palazzo reale.

Sono molti i motivi che avvicinano la nostra città all’Estonia.  Torino è una meta assai frequentata dai turisti estoni, che amano l’Italia e le sue bellezze artistiche e naturali. Inoltre, esiste una comune sensibilità verso il verde urbano, considerato assai importante per la qualità della vita delle persone, oltre che per offrire una valida difesa dal cambiamento climatico.

A seguire la Presidente Kaljulaid e la sindaca Appendino, insieme all’assessore all’Ambiente Alberto Unia, si sono recate nel Parco del Valentino per la posa di una quercia donata dalla Repubblica d’Estonia alla nostra città, di fronte alla Fontana dei Mesi. L’assessore consegnerà alla Presidente un Attestato di donazione (progetto “Dona un albero alla tua città”).