MITO SettembreMusica 2026, Torino inaugura “Harmonia” con il War Requiem
La ventesima edizione del festival prende il via a Torino con il capolavoro di Benjamin Britten, affidato alla bacchetta di Simone Young. All’Auditorium Rai Arturo Toscanini l’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai e i complessi corali del Teatro Regio per una serata nel segno della memoria, della pace e del dialogo
Torino ha inaugurato ieri, lunedì 7 settembre, la nuova edizione di MITO SettembreMusica, la grande manifestazione musicale che da vent’anni mette in relazione Torino e Milano attraverso concerti, artisti e repertori differenti. Per l’apertura torinese, il festival ha scelto una delle pagine più intense e drammatiche del Novecento: il War Requiem di Benjamin Britten, eseguito all’Auditorium Rai Arturo Toscanini dall’Orchestra Sinfonica Nazionale della Rai insieme al Coro del Teatro Regio di Torino e al Coro di Voci Bianche del Teatro Regio.
Sul podio Simone Young, direttrice australiana tra le personalità più autorevoli della scena musicale internazionale, alla guida di un cast formato dal soprano Elena Guseva, dal tenore Nicholas Spence e dal baritono Bo Skovhus. I complessi corali erano diretti rispettivamente da Gea Garatti Ansini e Claudio Fenoglio.
La serata torinese arriva all’inizio di un’edizione speciale di MITO, quella del ventesimo anniversario, che si sviluppa dal 6 al 20 settembre e che ha come parola guida “Harmonia”.
Il War Requiem, una scelta nel segno della memoria
La scelta del capolavoro di Britten appare particolarmente significativa per inaugurare un’edizione costruita intorno al concetto di armonia. Composto tra il 1961 e il 1962 per la consacrazione della nuova Cattedrale di Coventry, ricostruita dopo le devastazioni della Seconda guerra mondiale, il War Requiem nasce infatti come una grande riflessione sulla guerra e sulle sue conseguenze.
Britten accosta il testo latino della Messa da Requiem alle poesie di Wilfred Owen, poeta e soldato britannico morto nel 1918, una settimana prima della fine della Prima guerra mondiale. La struttura stessa dell’opera mette in dialogo dimensioni differenti: la tradizione liturgica e la parola poetica, il coro e le voci soliste, l’orchestra e l’orchestra da camera.
Ne emerge una composizione di straordinaria forza, nella quale la musica diventa strumento di memoria ma anche di denuncia e, soprattutto, di riconciliazione.
È proprio questa tensione tra conflitto e armonia a rendere il War Requiem particolarmente adatto al tema scelto per MITO 2026. “Harmonia” non come semplice concordia, ma come possibilità di far convivere e dialogare voci diverse. Una prospettiva che attraversa l’intero cartellone della ventesima edizione.
Simone Young, una grande interprete internazionale
A dare forma musicale alla partitura di Britten è stata Simone Young, protagonista di una carriera internazionale che l’ha portata nei principali teatri e nelle maggiori sale da concerto del mondo.
Dal 2022 è direttrice principale della Sydney Symphony Orchestra e negli ultimi anni ha consolidato la propria fama soprattutto nell’interpretazione del repertorio di Wagner e Strauss. Nel 2024 ha debuttato al Festival di Bayreuth dirigendo il Ring des Nibelungen, tornando nell’estate 2025 per altri due cicli completi.
Il suo percorso comprende importanti incarichi e collaborazioni con istituzioni come la Wiener Staatsoper, l’Opéra National de Paris, il Covent Garden di Londra, il Metropolitan di New York, la Staatsoper di Berlino, la Semperoper di Dresda, l’Opernhaus Zürich e il Teatro alla Scala.
Proprio alla Scala, nel 2023, Young ha diretto una nuova produzione di Peter Grimes di Britten con la regia di Robert Carsen. Nella stagione 2025/2026 è stata inoltre sul podio di alcune delle più importanti orchestre internazionali, tra cui NDR Elbphilharmonie Orchester, Orchestre de la Suisse Romande, WDR Symphonieorchester Köln, Orchestre Philharmonique de Radio France, Rundfunk-Sinfonieorchester Berlin, Los Angeles Philharmonic, San Francisco Symphony e Montreal Symphony Orchestra.
Il suo arrivo a Torino per il concerto inaugurale conferma dunque la vocazione internazionale di MITO e il livello delle presenze artistiche che caratterizzano questa ventesima edizione.
Una giornata iniziata nel segno di Giorgio Balmas
La giornata inaugurale torinese era iniziata nel pomeriggio a Palazzo Civico, dove nella Sala Carpanini si è svolto l’incontro Ricordare Giorgio Balmas.
Alle 16.30 Giorgio Pestelli, Walter Vergnano e Carlo Viano, coordinati da Susanna Franchi, hanno ricordato la figura di Balmas e il suo ruolo nella vita culturale e musicale della città.
Un appuntamento che ha introdotto la giornata nel segno della memoria, prima che la musica prendesse il centro della scena all’Auditorium Rai. Ricordare le figure che hanno contribuito alla costruzione della cultura musicale torinese significa infatti anche interrogarsi sul percorso che ha portato alla nascita e alla crescita di MITO SettembreMusica.
Il ventesimo anniversario e la nuova idea di “Harmonia”
L’edizione 2026 rappresenta un passaggio importante nella storia del festival. Vent’anni dopo la nascita di MITO, la manifestazione continua a costruire un ponte culturale tra Torino e Milano, portando la musica nei grandi teatri e negli auditorium, ma anche in luoghi e spazi capaci di raggiungere pubblici differenti.
Il tema “Harmonia”, scelto per questa edizione, diventa così una chiave di lettura dell’intero festival: l’idea di una musica capace di creare relazioni, mettere in comunicazione linguaggi diversi e trasformare le differenze in dialogo.
Il War Requiem di Britten, con la sua drammatica riflessione sulla guerra e la sua aspirazione alla pace, ha offerto per l’inaugurazione torinese una rappresentazione particolarmente potente di questo concetto.
La Mole illuminata per MITO
Al termine del concerto, la serata è proseguita con un cocktail alla Mole Antonelliana, sede del Museo Nazionale del Cinema. Per l’occasione, uno dei simboli di Torino è stato illuminato con il logo di MITO SettembreMusica e con il claim “Harmonia”, chiudendo con un’immagine fortemente evocativa la giornata inaugurale torinese.
Da ieri, dunque, MITO è ufficialmente entrato nel vivo anche a Torino. Una ventesima edizione che prende le mosse da una pagina musicale monumentale e da un messaggio quanto mai attuale: trovare l’armonia non significa cancellare le differenze, ma riuscire a farle ascoltare e dialogare.

