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Mar 06


La GAM di Torino dedica una mostra ad Alberto Moravia, grande protagonista della vita artistica e intellettuale per larga parte del Novecento.

Tra i molti campi di interesse che oltrepassano la letteratura, quello delle arti visive rappresenta ben più di una passione per Alberto Moravia. I primi scritti d’arte datano 1934 per arrivare al 1990, anno della sua morte. Pubblica su riviste e giornali, tra cui la torinese Gazzetta del Popolo e il Corriere della Sera, e redige testi in catalogo e prefazioni per diversi artisti. 

In diversi romanzi l’arte compare tra le maglie delle vicende e in alcuni personaggi, come il pittore fallito Dino e il suo alter ego Balestrieri, modesto e datato, ne La Noia (1960).

Nel 2017 la casa editrice Bompiani ha raccolto, in un prezioso volume, gran parte degli scritti sull’arte di Alberto Moravia, in cui la pittura la fa da protagonista. Dagli anni ’30 ai ’50 Moravia segue Enrico Paulucci e Carlo Levi nel periodo dei Sei, inizia il lungo sodalizio con Renato Guttuso che durerà tutta la vita, osserva con attenzione la situazione romana, da Giuseppe Capogrossi a Mario Mafai. 

La mostra nello spazio Wunderkammer si propone come un’ideale collezione degli artisti che lo scrittore stimava e ai quali ha dedicato la propria penna e presenta circa 30 opere provenienti dalla Casa Museo Alberto Moravia di Roma oltre che da raccolte private e da un cospicuo nucleo di dipinti e disegni conservati alla GAM. Ne emerge un interessante ritratto dell’arte italiana attraverso la letteratura, non sempre in linea con le tendenze dominanti o le mode. 

Gli artisti in mostra: Gisberto Ceracchini, Carlo Levi, Enrico Paulucci, Giacomo Manzù, Renato Guttuso, Giuseppe Capogrossi, Mario Mafai, Renato Birolli, Onofrio Martinelli, Fabrizio Clerici, Leonor Fini, Alberto Ziveri, Mino Maccari, Mario Lattes, Antonio Recalcati, Adriana Pincherle, Sergio Vacchi, Piero Guccione, Giosetta Fioroni, Carlo Guarienti, Titina Maselli, Mario Schifano, Elisabetta Catalano.

Per maggiori informazioni www.gamtorino.it

Mar 06


Si è conclusa con grande successo di pubblico la prima edizione del Salone del Vino di Torino: oltre 13.000 presenze nei quattro luoghi simbolo della città, Cavallerizza Reale, Museo del Risorgimento, Palazzo Birago & Palazzo Cisterna e con un palinsesto OFF di oltre 100 eventi diffusi in 60 location in tutta la Città.

Nel week-end di sabato 4 e domenica 5 marzo, cuore dell’evento, la manifestazione ha totalizzato più di 7400 passaggi, raggiungendo il sold out prima dell’apertura delle porte, e non di meno è stato l’interesse dimostrato lunedì 6 marzo, la giornata B2B dedicata agli addetti del settore, che ha visto la partecipazione di oltre 1000 operatori, tra aziende del territorio, buyer, enoteche e ristoratori.

Altissimo il coinvolgimento anche sui social, con oltre 5 milioni di persone raggiunte grazie alla sinergia con influencer, blogger e giornalisti amanti del vino e della Città. Una grande manifestazione che ha saputo animare i luoghi simbolo di Torino facendo conoscere al grande pubblico il vastissimo patrimonio vitivinicolo del Piemonte, in un omaggio alla terra e all’attività vitivinicola, tra storia e innovazione.

Grande anche la partecipazione a WOUSE, la wine- house del Salone, che ha registrato il sold out a tutti gli eventi programmati in cartellone, che ha visto alternarsi oltre 100 ospiti tra content creator, giornalisti e illustri attori del mondo del vino, divisi tra dibattiti, degustazioni e momenti di approfondimento. Esauriti anche tutti i posti nelle serate che hanno coinvolto osterie e ristoranti.

“Siamo felici di aver ospitato il Salone del Vino e del grande successo che ha riscontrato tra il pubblico – dichiara il Sindaco Stefano Lo Russo –, l’enoturismo è uno dei simboli di Torino e del Piemonte nel mondo e vuole essere questo lo spirito con cui la Città accoglie la manifestazione. Siamo infatti convinti che sarà il primo di una lunga serie e cercheremo nei prossimi anni di potenziare questo importante appuntamento. Intendiamo promuovere Torino nel mondo e con il Salone valorizzeremo un settore che crea lavoro e al contempo è parte integrante della nostra identità”.

La manifestazione guarda ora alla prossima edizione e dà appuntamento al pubblico a febbraio 2024.

Mar 03


Taglio del nastro per il rinnovato viale alberato di corso Siccardi e la nuova piazza Arbarello, restituiti ai torinesi in una veste completamente rinnovata dopo l’intervento di riqualificazione voluto dalla Città di Torino e realizzato con il contributo della Fondazione Compagnia di San Paolo e di Reale Foundation.

Le due importanti realtà torinesi – che nella zona hanno operato significativi investimenti immobiliari realizzando la nuova sede del Collegio Carlo Alberto, nell’edificio che ospitava la facoltà̀ di Economia e Commercio, e dove c’era l’ex palazzina Iren la nuova sede di Reale Group, oltre alla sede storica in via Corte d’Appello – hanno garantito la completa copertura finanziaria dell’intervento, costato oltre un milione di euro.

La riqualificazione migliora la vivibilità, l’accessibilità e la qualità ambientale dei due spazi pubblici.

Liberata dalla sosta delle auto nella sua parte centrale, e leggermente rialzata per proteggere meglio i pedoni dal traffico veicolare, piazza Arbarello ha recuperato la sua dimensione di luogo di incontro e di socialità. All’ombra del grande tiglio posto al centro della piazza, dove sono stati aggiunti otto nuovi ippocastani, è stata realizzata un’isola pedonale attrezzata con panchine, arredi urbani e con un nuovo impianto di illuminazione, stilisticamente in continuità con quello già esistente sul viale centrale. Una porzione dell’area, sul fronte nord, sarà̀ riservata all’installazione di dehors da parte degli esercizi pubblici, creando in questo modo ulteriori spazi di aggregazione lungo l’intero arco della giornata.

Anche il viale alberato di corso Siccardi cambia volto, e diventa un collegamento pedonale e ciclabile che unisce piazza Arbarello, via Barbaroux – dove in prosecuzione del doppio filare sono state messe a dimora sei nuove piante – con corso Galileo Ferraris. Il viale diventa quindi una delle porte d’accesso ciclo-pedonale dalla zona ovest al centro storico, completando il percorso in parte già realizzato sull’asse di corso Galileo Ferraris.

Per quanto riguarda le pavimentazioni, in piazza Arbarello sono stati utilizzati i masselletti in pietra esistenti, rimossi e riposizionati. Lungo corso Siccardi sono stati invece posati cubetti di porfido, in parte recuperati e in parte di nuova fornitura. A ridosso dei filari alberati del viale sono state piantumate aiuole di edera (nel tratto tra le vie Cernaia e Bertola) e un tappeto erboso (tra le vie Bertola e Barbaroux). Per garantire il corretto attecchimento e per la loro manutenzione è stato realizzato un nuovo impianto di irrigazione.

Il restyling ha comportato anche importanti migliorie a livello di accessibilità, con l’adeguamento dell’impianto semaforico di via Bertola per una migliore percorrenza del viale da parte di pedoni e ciclisti, protetto e in continuità. È stato inoltre inserito un nuovo attraversamento pedonale lungo corso Siccardi, in continuità a via Santa Maria. Lungo tutti i percorsi di attraversamento sono state inoltre abbattute tutte le barriere architettoniche.

[Fonte: TorinoClick]