Corteo storico per le vie del centro e accensione del tradizionale Farò in piazza Castello per la vigilia di San Giovanni. La città ha rinnovato ieri uno dei suoi riti più antichi e caratteristici, accompagnandosi verso la festa del patrono tra appuntamenti istituzionali, tradizioni popolari e momenti simbolici.
La giornata è iniziata nel tardo pomeriggio con la partenza del Corteo storico dai Giardini Cavour. Dalle 18.30 figuranti in costume, rappresentanti delle associazioni cittadine e gruppi storici hanno percorso il centro di Torino fino a raggiungere piazza Palazzo di Città, dove si sono svolti alcuni dei momenti più significativi della vigilia.
Alla presenza della Famija Turinèisa, del parroco del Duomo don Silvio Cora e della Banda del Corpo di Polizia Locale della Città di Torino si è tenuta la tradizionale benedizione dei ceri e dei Pani della Carità. I doni simbolici sono stati consegnati al sindaco da Gianduja e Giacometta, figure storiche della tradizione piemontese.
Nel corso della cerimonia è stata inoltre consegnata al sindaco la tesi vincitrice del premio dedicato agli studi su Torino. L’edizione di quest’anno ha premiato il lavoro di Simona Santoleri dal titolo “Torino capitale del Liberty. Lineamenti per la redazione di un Atlante degli autori, delle opere, dei magisteri e delle committenze per la candidatura a città UNESCO dell’Art Nouveau”.
Terminata la sosta a Palazzo Civico, il corteo ha ripreso il proprio cammino verso piazza Castello, cuore delle celebrazioni serali. Intorno alle 22 il Gruppo Storico Pietro Micca ha aperto la cerimonia con i tradizionali spari a salve, seguiti dall’accensione del Farò. Ad accompagnare il momento conclusivo della vigilia è stata una selezione musicale curata da DJ Fede, che ha proposto una rilettura contemporanea della tradizione piemontese.
Come ogni anno, grande attenzione è stata riservata alla caduta del toro posto sulla sommità della struttura. Il simbolo è caduto dal lato sud di piazza Castello, in direzione di via Roma e rivolto verso Porta Nuova. Secondo la tradizione popolare, questo orientamento viene interpretato come un segno favorevole per i mesi a venire e alimenta la speranza di un anno positivo per la città.

