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Feb 19


Si è conclusa al Pala Alpitour l’edizione 2023 della Coppa Italia di pallacanestro e ad alzare al cielo il trofeo tricolore è stata la squadra del Germani Brescia.

In quattro giorni di gare, Torino ha ospitato quasi 37mila spettatori provenienti dal centro-nord della penisola. A rendere ancor più
bella quest’edizione ci ha pensato la compagine piemontese di Tortona, che si è arresa piuttosto nettamente (90/65) a un passo dalla finale, sconfitta da Bologna. Nell’altra seminale Brescia ha vinto contro Pesaro 74/57.

Le prime parole prima dell’ultima gara sono state quelle del presidente della Lega Basket Umberto Gandini, che ha voluto fare il punto della situazione di questa quattro giorni di Torino. “Siamo contenti – ha sottolineato il presidente di Lega Basket Umberto Gandini – di aver stabilito il record di presenze proprio qui a Torino. Abbiamo investito molto sul prodotto per dare la maggior attrattività e coinvolgere ogni tipo di pubblico. Tutte le istituzioni torinesi hanno voluto fortemente la Final Eight e noi siamo contenti che si sia svolta qui”.

Alla vigilia della gara, Bologna era in vantaggio negli scontri diretti stagionali. Ma tutte e due le squadre sapevano che la Coppa Italia  quest’anno ha riservato delle sorprese e quando c’è in ballo un trofeo tutto può succedere, soprattutto in una partita secca.

Nel primo quarto, come ci si poteva aspettare, c’è stato grande equilibrio, con i lombardi in vantaggio di un solo punto 17/16. Nel secondo Brescia ha aumentato il divario con i felsinei, andando a riposo sul 40 a 30. Stessa distanza anche nel terzo quarto 61 a 51 per le rondinelle che si sono garantite un cospicuo vantaggio.

La Coppa Italia l’ha vinta Brescia per la prima volta nella sua storia, dopo aver perso la finale nel 2018 contro Torino. Proprio sotto la Mole, ironia della sorte, i lombardi hanno potuto alzare al cielo il trofeo tricolore.

Tabellino: Virtus Segafredo Bologna – Germani Brescia (16/17; 30/40; 76/84)

[Fonte: TorinoClick]

Feb 17


Corso Cincinnato e più in generale il quartiere di Lucento rappresentano la fine della condizione di profughi. Qui migliaia di cittadini provenienti dell’Istria e dalla Dalmazia, esuli da quelle terre passate alla Jugoslavia di Tito, dopo i trattati di Parigi del 1947, ricominciarono una nuova vita.

Questa mattina, nel corso della tradizionale cerimonia presso la lapide di corso Cincinnato all’angolo con via Pirano, nell’ambito delle celebrazioni del giorno del Ricordo, le autorità cittadine hanno ricostruito quella pagina di storia con le tappe finali dell’esodo, a Torino, in via Veglia prima e al villaggio Santa Caterina a Lucento poi.

La consigliera Nadia Conticelli, in rappresentanza della Città, ha evidenziato come gli esuli istriani e dalmati si siano pienamente integrati nella comunità contribuendo a ricostruire l’Italia insieme ad altri italiani.

Per Maurizio Marrone, in rappresentanza della Regione Piemonte, occorre che i giovani conoscano le esperienze e i ricordi drammatici, a partire dalla tragedia delle foibe, perché una storia censurata per anni diventi patrimonio condiviso mentre secondo Daniele Valle, vice presidente del Consiglio Regionale, il compito delle istituzioni è quello di aiutare le memorie a incontrarsi e a non negarsi.

Critico Antonio Vatta, presidente dell’Associazione Venezia Giulia e Dalmazia che ritiene che la vicenda degli esuli sia stata troppe volte oggetto di strumentalizzazione da parte della politica, sottolineando come oggi occorra una condivisione vera della memoria e non un linguaggio che alimenti odio ricordando episodi drammatici che pure ci sono stati.

Il presidente Enrico Crescimanno ha portato il saluto della Circoscrizione 5.

[Fonte: CittAgorà]

Feb 16


Dal 16 febbraio al 31 ottobre 2023, lo Spazio Passerella del Museo di Antichità ospita la mostra dossier VIVERE SULL’ACQUA. Vita quotidiana nell’Età del Bronzo in Piemonte, che si concentra sugli insediamenti palafitticoli e sulla vita quotidiana che si svolgeva nel II millennio a.C.

L’esposizione affronta uno tra i temi più caratteristici e peculiari della storia del Piemonte antico: i siti del Lago di Viverone e dei Lagoni di Mercurago, vicino ad Arona, nel 2011 sono stati inseriti nella lista del patrimonio mondiale dell’umanità UNESCO come “sito seriale dei Siti Palafitticoli dell’arco alpino” e collocano la regione Piemonte all’interno di dinamiche di grande portata, anche a livello internazionale, per la conoscenza, lo studio e la valorizzazione di una tappa basilare del popolamento umano in Europa.

La rassegna è curata da Elisa Panero con la collaborazione scientifica della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le provincie di Alessandria, Asti, Cuneo e il Dipartimento di Scienze della Vita e Biologia dei Sistemi dell’Università di Torino.

Attraverso reperti archeologici come armi, strumenti di lavoro agricolo, vasellame e gioielli, di produzione locale e di importazione, oltre a numerosi apparati storico-didattici, offre un focus sulla vita di queste aree nell’arco alpino occidentale durante l’Età del Bronzo, testimonianza delle comunità preistoriche attive dal Neolitico all’Età del Ferro (tra il 5000 e il 500 a.C., ma con particolare riguardo al II millennio a.C.) e mostra l’utilizzo di risorse territoriali e marine in rapporto all’ecosistema di riferimento, argomento di grande attualità.

Il progetto Vivere sull’acqua. Vita quotidiana nell’Età del Bronzo in Piemonte costituisce la prima tappa concreta della riprogettazione del Padiglione Territorio del Museo di Antichità. La presentazione di oggetti antichi, calchi ottocenteschi e ricostruzioni dell’archeologia sperimentale è infatti un’anteprima sulla preistoria piemontese, in vista del prossimo riallestimento della sezione museale.

Maggiori informazioni su: museireali.beniculturali.it/museo-antichita