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Mar 15


Migliaia di ragazzi hanno partecipato oggi alla manifestazione “Non c’è un pianeta B” promossa dal movimento Fridays For Future a cui la Città di Torino ha concesso il patrocinio.

Appuntamento in piazza Arbarello alle 9,30, seguito poi da un corteo che si è snodato lungo via Cernaia, Pietro Micca fino alla prima tappa sotto Palazzo Civico dove i manifestanti sono stati accolti dalla Sindaca Chiara Appendino.
Il corteo ha poi proseguito verso piazza Castello per un sit in.

Dal primo monito al mondo sulle conseguenze delle attività umane, lanciato dal Club di Roma a metà degli anni Settanta, lo sfruttamento delle risorse e l’emissione di sostanze inquinanti non si è fermato, anzi ha avuto un andamento crescente. Fridays For Future nasce dalla spontanea reazione delle nuove generazioni ai cambiamenti climatici sull’onda di dissenso e indignazione generata alla COP 24 a Katowice, in Polonia, in seguito alle dichiarazioni di Greta Thunberg, la sedicenne svedese che ha invitato la popolazione a scioperare ogni venerdì contro il cambiamento climatico.

L’appello della giovane manifestante si è diffuso in tutto il mondo e anche a Torino un gruppo di giovani studenti ha iniziato a incontrarsi il venerdì per far sentire la sua voce.

“La Città di Torino condivide gli obiettivi del movimento Fridays for Future. L’umanità può ancora fare qualcosa nei prossimi dieci o dodici anni, prima di arrivare al punto di non ritorno. I ragazzi nati nel nuovo secolo, consapevoli che è in gioco il proprio futuro, portano all’attenzione delle nostre coscienze le responsabilità che toccano ciascuno di noi. Quanto fatto finora non è sufficiente, se vogliamo dare un futuro migliore alle prossime generazioni occorre una svolta verso un nuovo modello economico con in cui la natura e l’uomo vivano in sinergia e in equilibrio”. Lo afferma Alberto Unia, assessore all’Ambiente della Città di Torino.

Mar 08


Dal 9 marzo al 1 luglio 2019, a Torino è possibile visitare a mostra davvero unica e particolare, dedicata agli amanti della letturaPalazzo Madama, infatti, ospita le “Steve McCurry. Leggere”.

Poiché la lettura e l’amore per i libri sono tematiche universali, il grande fotografo ha deciso di fonderle attraverso tantissimi scatti – realizzati in oltre 40 anni di carriera – che riprendono persone nell’atto di leggere, sparse nel mondo e nei luoghi, anche i più poveri e martoriati della Terra. E non è un caso che questa mostra si svolga a Torino, la città che da tantissimi anni ospita il “Salone Internazionale del Libro” e può quindi essere considerata la capitale italiana della lettura.

L’esposizione, con i contributi letterari del giornalista e scrittore Roberto Cotoroneo, consiste in 65 scatti in varie ambientazioni: dai luoghi di preghiera in Turchia ai mercati in Italia, fino ad arrivare a Cuba, in Afghanistan, ai rumori dell’India, passando anche per l’Africa e gli Stati Uniti. Immagini davvero intense, i cui soggetti sono giovani e anziani, laici o religiosi, tutti intenti, appunto, nell’atto della lettura: persone catturate dall’obiettivo di McCurry, che svela il potere insito in questa azione, la sua capacità di trasportarle in mondi immaginati, nei ricordi, nel presente, nel passato e nel futuro e nella mente dell’uomo.

Maggiori informazioni nelle pagine dedicate alla mostra di Palazzo Madama

[Fonte: InPiemonteInTorino]

Mar 07


Una nuova opera del giardiniere-artista Rodolfo Marasciuolo della Città di Torino da ieri è stata installata in mezzo alle viole del pensiero nell’aiuola lato via Cernaia degli storici giardini Lamarmora.

Si tratta di una raffinata damina d’altri tempi, tutta bianca, che con un innaffiatoio bagna le aiuole riparandosi dal sole con un ombrellino. E’ una nuova tappa di un percorso narrativo poetico e gentile, che Marasciuolo ha creato nel corso degli anni nel giardino, una storia d’amore che è partita con un uomo d’altri tempi che aspettava su una panchina la sua lei, passando per un giro insieme in bicicletta dei due innamorati, con un gatto nel cestino, fino ad arrivare ad una finestra, a cui i due si affacciano, avendo coronato il loro sogno d’amore.

La nuova realizzazione, che come tutte le altre comparse in passato nel medesimo giardino è realizzata con materiali di recupero, sta già riscontrando un grandissimo successo da parte dei cittadini e turisti che attraversano il giardino.

E’ un orgoglio, per la città di Torino, potersi avvalere dell’abilità di giardinieri ricchi di fantasia, che, di volta in volta, in base alle diverse esigenze, inventano e costruiscono opere di valore estetico, fatte per durare, che racchiudono una professionalità storica.

Per ulteriori informazioni: http://www.comune.torino.it/verdepubblico/2014/parchigiardini14/arredi-giardinieri-del-comune.shtml