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Feb 07


Con lo slogan “Per non perdersi nel mare della comunicazione” si ricorda il 7 febbraio a Torino la Giornata nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo. Un intero weekend dedicato a incontri e iniziative per portare l’attenzione sulle caratteristiche del fenomeno nel nostro paese. Una grande nave in piazza Carlo Alberto raccoglie i pensieri dei ragazzi e studenti; genitori ed educatori saranno invitati ad approfondire e a condividere le proprie esperienze attraverso un programma di incontri a loro riservati.

“Per non perdersi nel mare della comunicazione” è organizzato dalla Città di Torino, dall’Ufficio scolastico regionale del Piemonte e da EssereUmani Onlus con il patrocinio e la collaborazione dell’Università di Torino e di Rotary International distretto 2031, GoArtFactory, Charity4All e Caratteri Agency, che ne ha curato la comunicazione e il progetto grafico.

Venerdì 7 febbraio alle ore 9 si è tenuta l’inaugurazione della mostra in piazza Carlo Alberto: una grande barca con le parole chiave della Giornata: ascolto, mediazione, accoglienza, responsabilità. L’installazione realizzata dagli artisti Giorgio Bolognese e Osvaldo Neirotti resterà nel cortile di Palazzo Carignano fino a domenica 9 accompagnata da una mostra realizzata dagli artisti di GoArtFactory. Sulla nave i ragazzi hanno apposto biglietti con i loro pensieri. Gli studenti hanno poi proseguito verso il Rettorato di via Po, dove hanno partecipato a laboratori di sensibilizzazione sul bullismo.

Alle 10, nell’Aula Rettorato dell’Università, si è invece svolto un convegno formativo rivolto a insegnanti, educatori, famiglie e operatori del settore aperto dall’assessora all’Istruzione della Città di Torino, Antonietta Di Martino.

Sabato 8 febbraio sono previsti workshop aperti a tutta la cittadinanza presso la sede universitaria di Palazzo Nuovo, in via Sant’Ottavio, ispirati alle quattro parole chiave.

Anche la Mole Antonelliana farà parte dello scenario di questa iniziativa e diventerà blu per tutta la serata di venerdì 7 febbraio.

In occasione della Giornata contro bullismo e cyberbullismo verrà lanciata una campagna di sensibilizzazione realizzata dagli studenti dello Ied di Torino.

Feb 03


“La razionalità deve essere la guida delle nostre azioni. La Città di Torino è vicina alla comunità cinese e italo-cinese, e vuole allontanare tutti i rischi di diffidenza o ingiustificata paura legati alla vicenda del coronavirus”. Per questo, come gesto simbolico, la Sindaca Chiara Appendino insieme all’Assessore Marco Giusta, hanno pranzato in un ottimo ristorante cinese della nostra Città.

Prosegue la Sindaca “il Ministero della Salute ha dato indicazioni molto precise. Basiamoci su queste per la massima tutela nostra e degli altri. Nel frattempo continuiamo a vivere e convivere serenamente nella nostra comunità, di cui da molti anni, migliaia di persone cinesi fanno parte e che contribuiscono ad arricchire.”

Gen 26


Una busta con due timbri postali e un mittente: Gemma Servadio. Campo di concentramento di Fossoli di Carpi (Modena). E’ racchiusa in una busta e un mittente la tragica vicenda di Gemma e della sua anziana madre Nina. Furono arrestate a Torino il 23 maggio del 1944, trasportate successivamente a Fossoli dove restarono poco più di un mese e infine deportate ad Auschwitz. Da qui non fecero più ritorno a casa.

La tragedia della famiglia Servadio sarà raccontata nella mostra “Torino – Fossoli – Auschwitz. Donne e luoghi della memoria” che sarà inaugurata domenica 26 gennaio dalle 14.00 alle 19.00 all’Archivio Storico della Città di Torino, via Barbaroux 32. L’esposizione sarà aperta al pubblico fino al 14 febbraio. L’ingresso è libero.

Saranno presentate al pubblico le riproduzioni di otto epistole di Gemma inviate dall’inferno di Fossoli e giunte miracolosamente a destinazione. Sono invocazioni di aiuto indirizzate a parenti e amici: richieste di cibo, vestiti, medicine, ma anche occhiali e filo per cucire. Oggi le lettere originali sono conservate al Museo Nazionale dell’Olocausto di Washington.

Accanto alle missive spiccano le copertine color granata delle Rubriche di appartenenza alla razza ebraica di Torino, gli elenchi della vergogna, compilate dal Comune in seguito all’entrata in vigore delle leggi razziali del 1938, il primo passo verso la deportazione e il volume dei Discriminati, gli scampati alle persecuzioni perché figli di almeno un cattolico o per meriti particolari. E poi molti oggetti delle vita quotidiani della famiglia Servadio, tra cui un libro di preghiera, in lingua ebraica, sul quale la famiglia dal 1700 appuntava le nascite e i decessi dei congiunti.

All’inaugurazione della mostra parteciperà Mirella Bedarida Shapiro, una nipote di Gemma, il cui nome, allora era una bimba, compare negli elenchi della vergogna.

Lunedì 27 gennaio alle 17.30, sempre all’Archivio Storico della Città di Torino si svolgerà la conferenza “Storie di una famiglia. Lettere dal campo di concentramento” con la partecipazione dei nipoti di Gemma, Giorgio Servadio e Mirella Bedarida Shapiro.

Seguirà una visita guidata alla mostra “Torino – Fossoli – Auschwitz. Donne e luoghi della memoria”.

L’ingresso è libero fino a esaurimento dei posti disponibili. E’possibile prenotarsi telefonando al numero 011.011.31811

Le iniziative sono state promosse dalla Città di Torino nell’ambito degli eventi organizzati per celebrare il Giorno della Memoria.