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Mar 08


Piero Gilardi è scomparso domenica 5 marzo, all’età di 80 anni.
Artista, animatore culturale, militante politico instancabille dalla sua prima mostra personale nel 1963 si è imposto nel panorama internazionale, è stato interprete originale dei cambiamenti che hanno investito la società a partire dagli anni Sessanta.
Mercoledì 8 marzo al PAV si è svolto l’ultimo saluto al maestro Gilardi, al Parco d’Arte Vivente luogo da lui creato nel 2006. Tanti i ricordi e saluti commossi durante la cerimonia tra cui le parole del figlio Elia e dell’amico e Pietro Perotti. La Vicesindaca Michela Favaro ha portato il saluto della CittĂ  di Torino.

Piero Gilardi e il PAV negli articoli del fotoblog:
6 luglio 2006 – Inaugurazione dell’opera d’arte ambientale Trèfle
31 ottobre 2008 – PAV – Parco Arte Vivente, Centro d’Arte Contemporanea Torino
28 aprile 2011 – Il corpo che guarda. Evgen Bavcar al PAV
9 giugno 2011 – Living works, personale di Eduardo Kac al PAV
27 ottobre 2011 – Breathless, l’arte ecologica di Andrea Polli
29 marzo 2012 – Al PAV le tante storie della mucca di mare
7 febbraio 2013 – Piero Gilardi. Recent works 2008-2013
27 ottobre 2017 – I 20 anni di Luci d’Artista
14 giugno 2022 – Di rame, cera, ferro, glicini e ghiaccio al PAV Parco Arte Vivente

Feb 17


Corso Cincinnato e piĂą in generale il quartiere di Lucento rappresentano la fine della condizione di profughi. Qui migliaia di cittadini provenienti dell’Istria e dalla Dalmazia, esuli da quelle terre passate alla Jugoslavia di Tito, dopo i trattati di Parigi del 1947, ricominciarono una nuova vita.

Questa mattina, nel corso della tradizionale cerimonia presso la lapide di corso Cincinnato all’angolo con via Pirano, nell’ambito delle celebrazioni del giorno del Ricordo, le autorità cittadine hanno ricostruito quella pagina di storia con le tappe finali dell’esodo, a Torino, in via Veglia prima e al villaggio Santa Caterina a Lucento poi.

La consigliera Nadia Conticelli, in rappresentanza della Città, ha evidenziato come gli esuli istriani e dalmati si siano pienamente integrati nella comunità contribuendo a ricostruire l’Italia insieme ad altri italiani.

Per Maurizio Marrone, in rappresentanza della Regione Piemonte, occorre che i giovani conoscano le esperienze e i ricordi drammatici, a partire dalla tragedia delle foibe, perché una storia censurata per anni diventi patrimonio condiviso mentre secondo Daniele Valle, vice presidente del Consiglio Regionale, il compito delle istituzioni è quello di aiutare le memorie a incontrarsi e a non negarsi.

Critico Antonio Vatta, presidente dell’Associazione Venezia Giulia e Dalmazia che ritiene che la vicenda degli esuli sia stata troppe volte oggetto di strumentalizzazione da parte della politica, sottolineando come oggi occorra una condivisione vera della memoria e non un linguaggio che alimenti odio ricordando episodi drammatici che pure ci sono stati.

Il presidente Enrico Crescimanno ha portato il saluto della Circoscrizione 5.

[Fonte: CittAgorĂ ]

Feb 13


In occasione del 40esimo anniversario della tragedia del cinema Statuto, la CittĂ  ha organizzato due diversi momenti ufficiali per ricordare le sessantaquattro vittime che, la sera del 13 febbraio 1983, si trovavano all’intero della sala di via Cibrario. Questa mattina presso la targa posta nel giardino di largo Cibrario e oggi pomeriggio in Sala Rossa. Ad entrambi gli eventi hanno partecipato: il sindaco Stefano Lo Russo, la vicesindaca Michela Favaro, la presidente del Consiglio comunale Maria Grazia Grippo, assessori e consiglieri comunali, rappresentanti del Corpo nazionale dei Vigili del fuoco e dell’Associazione dei familiari “Vittime dello Statuto”. Due cerimonie semplici quanto sentite che hanno mescolato il dolore per il ricordo di quella tragica vicenda con la necessitĂ  di mettere in campo tutte le risorse necessarie per evitare il ripetersi di incidenti simili, aumentando la prevenzione so una maggiore e piĂą consapevole informazione delle nuove generazioni. Se dopo la tragedia, le analisi sugli errori di gestione e sulle lacune nell’impianto della sicurezza, portarono ad un cambiamento drastico delle regole, oggi si moltiplicano le iniziative per garantire lo svolgersi in sicurezza di eventi e manifestazioni e per educare i giovani ad una maggiore attenzione alle regole e alle procedure che concernono la sicurezza nei locali.
Ne ha parlato il sindaco, sia questa mattina sia nel pomeriggio, sottolineando l’importanza di celebrare questa ricorrenza con una cerimonia non solo commemorativa ma propositiva. In una città più volte toccata da episodi gravi, in materia di sicurezza serve, per il sindaco, una nuova stagione di attenzione per la sicurezza nei luoghi dello spettacolo e del divertimento e sul posto di lavoro. E la responsabilità che compete al mondo degli adulti, deve essere quella di trasmettere una nuova cultura della sicurezza alle nuove generazioni. Una cultura fatta di norme e di investimenti, ma fatta soprattutto del buon comportamento e della capacità delle persone di comprendere in anticipo quali siano le vie di fuga, avendo il coraggio di segnalare eventuali inadempienze. Un concetto ripreso anche dalla presidente del Consiglio comunale che, nel ricordare l’allora voragine normativa sui luoghi di pubblico intrattenimento che consentì di trasformare in tragedia gli eventi del febbraio di quarant’anni fa, e pur senza essere completamente al riparo dalla possibilità che una simile tragedia possa sempre ripetersi, ha sottolineato come l’insieme delle regole, per funzionare ha bisogno di un’applicazione coerente di norme anche severe e di una forte consapevolezza sociale. Sui giovani è necessario insistere affinché capiscano l’importanza di conoscere ed osservare le regole di comportamento che riguardano la prevenzione e la capacità di reagire in modo corretto alle eventuali situazioni di pericolo anche grave che si trovassero ad affrontare.
Anche Gianna Sacchi, rappresentante dell’Associazione familiari vittime dello Statuto, questo pomeriggio in Sala Rossa, ha insistito su questo aspetto. Nel ringraziare l’Amministrazione per l’attenzione ricevuta alla richiesta di coinvolgere i giovani in questa commemorazione, ha spiegato che l’associazione ritiene da sempre che le prime nozioni sulla sicurezza si debbano insegnare già nel corso della scuola per l’infanzia, imparando da Paesi più progrediti in questo campo, dove avere coscienza civica significa, fin da piccoli, conoscere i propri diritti nell’ambito della comunità. Vorrebbe, Gianna Sacchi, ragazzi che in discoteca chiedono al gestore di sbloccare le uscite di emergenza o di limitare gli ingressi, senza curarsi dell’eventuale ironia di amici ed adulti. Un messaggio che aveva già lanciato in mattinata Alessandro Cabodi Gatti, altro rappresentante dell’associazione. “I nostri cari non torneranno, ma qualcosa di comune deve restare: un’eredità, un senso” ha dichiarato nel suo intervento, per spiegare come sia necessario avere la forza di chiedere sempre il rispetto delle norme: “rompendo le scatole al ristorante perché si lasci libera l’uscita di sicurezza, spiegando al cliente che non può stare lì, proprio lì, perché quella è una via di fuga, spiegando ai bambini a cosa serve quel cartello verde luminoso, evitando di parcheggiare bloccando una strada, rischiando di impedire il passaggio di un mezzo dei Vigili del fuoco”.
[Fonte: CittAgorĂ ]